sabato 29 settembre 2012

Italia, lo scandalo dei finanziamento ai partiti

Dopo i fatti della regione Lazio si ripropone in Italia il grande business del finanziamento ai partiti che ancora oggi viene sancito dalla costitutzione italiana all'art.lo 49 e che oltre a favorire la libera associazione dei cittadini declina lo stato al pagamento di una quota parte di proventi in riferimento ai risultati elettorali. Un finanziamento che da sempre è stato mal digerito dai cittadini che nel 1993 con un referendum abrogarono la norma. Una storia scandalosa, introdotta dallo stesso parlamento eletto democraticamente dai cittadini fin dal 1974 con la legge Piccoli n. 195/1974 che introdusse i finanziamenti pubblici ai patititi in Italia, una specie di sostegno alla politica Italiana. Nel 1980 la legge 659/1981 , invece, raddoppiò il finanziamento ai partiti con la clausola di presentare rendiconti finanziari senza reali controlli, solo in fiducia. Nell'Aprile del 1993 arriva il referendum abrogativo al finanziamento ai partiti promosso dai radicali dove 36 896 256 di Italiani fecero capire alla politica di non volere nessun finanziamento. Ma in Italia si sà ; “fatta la legge trovato l'inganno” nel 1993 ,infatti, si introduce il contributo per le spese elettorali con la legge 515/1993 e dopo le elezioni del 27 marzo 1994, furono erogati in unica soluzione ai partiti 47 milioni di euro,somma erogata anche per le elezioni del 21 aprile 1996. Nel 1997 si arriva ad un'altra forma di finanziamento “il 4 per mille ai partiti politici” tutto questo perchè i soldi non bastano ai famelici partiti Italiani. Solo nel 1997 si fissa un fondo di 82.633.00 milioni. Ancora soldi ,questo è il dictat dei partiti, e nel 1999 con la legge 157 viene reintrodotto il finanziamento completo ai partiti. Con questa legge vengono previsti cinque fondi: uno per le elezioni alla Camera, un'altro per il Senato, uno per il Parlamento Europeo, uno per le Regionali, ed infine uno per i referendum, questi verranno erogati in rate annuali, di 193.713.000 euro in caso di una legislatura politica completa (l’erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). La legge entra in vigore con le elezioni politiche del 2001. Non finisce qui perche nel 2002 un'altra legge la 156/2002 abbassa il quorum per ottenere il rimborso dal 4 all'1% e per una legislatura completa i partiti ricavano 468.853.675 milioni di euro. Ci avviciniamo ai nostri giorni e nel 2006 con la legge 51 viene abolito lo scoglio dell'intera legislatura e si dà un targhet di 5 anni a cavallo tra due legislature la XV e la XVI con un aumento esponenziale dei finanziamenti per tutti. Una storia certamente da scandalo svolta alle spalle dei soldi pubblici finanziati proprio dai contribuenti. Oggi Berlusconi parla di di abolizione totale del finanziamento dei partiti, forse una trovata elettorale ? Molti cittadini invece chiedono e con gli interessi, tutti i soldi tolti dalla ricchezza nazionale ed all'attuale debito pubblico che oggi risulta a carico della collettività e non dei partiti. “Lo scadimento dello stato sociale , dei servizi di assistenza e quant'altro dovrebbe essere posto a carico della stessa politica che ci ha portato a questo punto”, dice qualcuno. Il sistema Italia fondato sulle Regioni ha sancito la decadenza di un sistema democratico che si fonda sulla solidarietà nazionale di regioni,provincie e comuni. La mappa del sistema comune collegata agli sprechi è totale le regioni sono soltanto l'esempio del sistema. Molte regioni non hanno delle leggi che regolamentano il finanziamento ai partiti ,vedi il lazio, dove i fondi collegati sono lievitati improvvisamente da 1 milione a 13,9 milioni e sotto l'egidia della legge 6/73. Il deputato porta il conto e la regione paga !!. La Sicilia altra regione virtuosa in tal senso si attesta ad una spesa di 12 milioni e 600 mila euro da destinare ai partiti e senza obbligo di rendicontazione . Ogni deputato percepisce 3500 euro mensili più tutta una serie di fondi dedicati a persone che lavorano all'interno del gruppo circa 1500 euro a testa, i portaborse prendono 4100 euro, il tutto viene erogato al deputato di riferimento. Il gruppo più ricco ,quello del PD, con 2 milioni di euro di appannaggio. Si premette che è lo stesso gruppo che che fa da controllore e da controllato. Segue la Sardegna che per ogni gruppo paga circa 5 milioni di euro per un totale di 20 milioni di euro , il sistema è sempre lo stesso pezze di appoggio e nessun controllo. Tra le regioni più virtuose la Toscana, l'Emilia Romagna e la liguria che nel totale hanno erogato contributi per spese intorno ai 6 milioni di euro . Chiudiamo infine una storia che potremmo considerare infinita che ha portato oggi l'Italia al suo debito pubblico attuale di circa 2000 miliardi di euro. Prendendo in considerazione quanto i partiti hanno pesato negli anni sulle casse dello stato possiamo affermare che dal 1994 al 2008 hanno dovuto sostenere spese per 579 milioni di euro , incassando però 2,25 miliardi di euro con un guadagno netto di 1,67 miliardi di euro . Tutto svolto secondo democrazia e nella massima trasparenza ?

                                                           Di Maurizio Cirignotta



lunedì 24 settembre 2012

Italia, Corruzione + 68% nel primo semestre 2012

Dopo i fatti della Regione Lazio nessuno in Italia può nascondere,la chiara diffidenza verso i nostri amministratori sia a livello locale che nazionale. Ma a dare consistenza al fatto che non sono solo dicerie di palazzo, sono alcuni dati che provengono da uno studio di Krls Network of Business Ethics, per conto dell’associazione contribuenti Italiani che ha rilevato dei dati che ci pongono al primo posto in Europa per corruzione. Nei primi sei mesi del 2012 abbiamo raggiunto il + 68% rispetto al semestre del 2011 , il giro di affari si aggira intorno ai 62 Miliardi di Euro. Nella speciale classifica dopo l'Italia troviamo Bulgaria con +66%, la Romania con +62%, l'Ungheria con + 55%, la Polonia con +51%, la Slovenia con +46%, il Portogallo con +43%, la Spagna con + 42%, Cipro con +39% e l'Estonia con + 38%. Fanalino di coda la Francia con + 12%, l'Austria con + 12%, la Germania con +10%, il Lussemburgo con + 8%, l'Olanda con +5%, la Norvegia con +1%, la Svezia con -2%, la Norvegia con -5%, chiude la Danimarca con -12%. A livello di stivale il nord est vede un aumento del + 72 %,il centro del +68% il sud si attesta a + 65% mentre le isole sono a +61%. Un primato che allontana gli investimenti economici dall’ Italia e rende il sistema una vera barzelletta. Se consideriamo i paesi del nord dell’Europa siamo ancora lontani anni luce dal modello Europa, sia in termini di equità fiscale che di onestà Politica da parte dei nostri amministratori. 

                                                                                                      Di Maurizio Cirignotta

domenica 23 settembre 2012

Gela, bambini di Manfria non possono andare a scuola!!



L’allarme è stato lanciato da molte famiglie che vivono nella Frazione di Manfria, tutto l’anno. Iniziata la scuola, uno dei problemi da risolvere, quello di accompagnare i bambini o dare un servizio gratuito sicuro alle famiglie. Manfria, infatti, dista dalla centralità cittadina circa 10 Km. Unico servizio pubblico ,utile, viene svolto dalla ditta Pintaudi di Gela, su concessione regionale. I fondi di sostegno per le attività pubbliche vengono forniti in parte dalla regione siciliana e dal comune di Gela. Riguardo il capitolo Bambini fino a 16 anni è l’assessorato locale alla pubblica istruzione ad elargire somme per alleviare il disagio delle famiglie. Ogni anno secondo le dichiarazioni delle mamme questo problema si ripropone puntualmente per mancata programmazione del locale assessorato alla pubblica istruzione. Il disagio odierno consiste nel notevole onere caratterizzato dal prezzo del biglietto che per i Bambini è di 2,20 euro per la tratta in andata e 2,20 euro per il ritorno con un aggravio di 5,00 euro a figlio al giorno. Le famiglie numerose sono in difficoltà e non riescono a sopportare l’onere di 15,00 euro al giorno per una quota di tre figli. Lo stato di agitazione potrebbe sfociare nel mancato accompagnamento a scuola dei bambini per mancanza di risorse economiche familiari vista la notevole crisi lavorativa che attanaglia il territorio del gelese. Il locale Comitato Permanente per lo sviluppo di Manfria ha già denunciato il disservizio all’assessorato regionale ed al Prefetto con lettera del 18 settembre 2012. In attesa di risvolti, le famiglie si sono già rivolte al Sindaco nei giorni scorsi e sono in attesa di un incontro con il dirigente del settore Pubblica Istruzione del locale assessorato.

                                                                                                   Di Maurizio Cirignotta

venerdì 21 settembre 2012

Italia,pensioni facili per gli extracomunitari

Lo stato chiede grandi sacrifici agli Italiani per uscire dalla crisi delle banche ,ma concede vitalizi collegati ai ricongiungimenti familiari di extracomunitari. In una società in cui tutti credono di avere pari diritti pensionistici esistono sempre i furbetti. “E io pago” direbbe il buon Totò , visto che l’Italia da una parte chiede sacrifici ma dall’altra fa concessioni gratuite. Gli extracomunitari, infatti, con carta di soggiorno in regola , residenti in Italia da almeno 10 anni possono fare richiesta di ricongiungimento familiare e permettere l'arrivo in Italia di genitori parenti ed anziani. Una volta arrivati ed ottenuto il permesso , l’Inps eroga a queste persone un assegno sociale di 5.577 euro pari a 13 mensilità di 429 euro. Si premette che gli stessi non hanno mai pagato una lira di contribuzione pensionistica in Italia. Una platea di possibili beneficiari che solo in Emilia Romagna si aggira intorno a 1944 persone. Si aggiungono tutti coloro che hanno raggiunto i 65 anni e non hanno redditi in ambito nazionale. Il costo totale si aggira per l’Inps intorno ai 13 milioni di euro l’anno. Gli stessi stranieri anziani che beneficiano dell’assegno in molti casi ritornano in patria ed alla faccia degli Italiani fanno una vita da nababbi ,senza mantenere la residenza abituale. Nel 2011 la guardia di finanza ha identificato 270 casi di anziani extracomunitari non residenti. Molti a questo punto si chiedono cosa faccia lo stato e l’inps con i nostri soldi versati in tanti anni di contributi ? Se un Italiano si reca all’estero ha gli stessi privilegi? 

                                                                                           Di Maurizio Cirignotta


Italia, la povertà si tocca con mano: ritorna il prestito su pegno


La crisi economica e sociale che stà colpendo l'Italia comincia a toccarsi con mano. Un indice importante è rappresentato dal ritorno di alcune forme di prestito che da anni sembrava abbandonato, “il prestito su pegno”. Una forma attuale di ottenere una liquidità in denaro che ripercorre secoli di storia. Le famiglie in cambio di denaro pongono a pegno (gioielli, orologi argenteria ecc.) con la possibilità di riscatto in cambio di un piccolo interesse. Una pratica che si stà sempre più diffondendo il credit crunch da parte delle banche. Le operazioni segnalate dalla banca d'Italia sono circa 30 mila in un solo mese, unprocesso che mette i compro oro in secondo piano perchè volendo si può riavere il bene posto a pegno. Il funzionamento del credito a pegno viene regolarizzato dal codice civile (art. 2784 e seguenti) e consiste nel consegnare un oggetto in cambio di denaro. Vengono impegnati maggiormente oggetti di valore ma alcune banche accettano anche quadri ,tappeti e pellicce. Gli oggetti posti a pegno vengono stimati da un perito della banca di solito la valutazione è del 50% per i beni non preziosi e dell'80% per i beni preziosi. La banca infatti si cautela nell'eventualità del mancato riscatto. Il prestito viene concesso sull'oggetto senza nessuna indagine patrimoniale e viene contestualmente rilasciata una polizza assicurativa con la data del riscatto (6 mesi con possibilità di rinnovo). Gli interessi per il riscatto variano da banca a banca e si aggira intorno al 18% su base annua. Non sono usurai perchè il tasso di usura in italia è stabilito al 19,4%. Infine se il proprietario non riesce a riscattare il bene la banca lo mette all'asta.

                                                                                                                    Di Maurizio Cirignotta 

mercoledì 19 settembre 2012

La Sicilia e la sua autonomia monetaria: “Art.lo 40 dello statuto

La crisi economica dei poveri cittadini siciliani rilancia nel contesto europeo la sua proposta di autonomia monetaria. Le notizie che in parallelo arrivano dall’Inghilterra sono confortanti,infatti, proprio oggi sono nate a Bristol le Bristol Pounds. La sterlina di Bristol, così viene chiamata , ha già avuto moltissime adesioni. La moneta complementare può essere scambiata da commercianti, aziende,tra queste anche supermercati generi alimentari, caffè tutto quello che può essere considerato utile per la vita di ogni giorno. La moneta locale ha degli aspetti innovativi che la pongono come mezzo utile per pagare ,le tasse locali. I “bristol pounds” possono essere anche convertiti in sterline con una commissione del 3%. Molti dipendenti comunali riceveranno parte dello stipendio nella nuova moneta e potranno utilizzarla per acquisti on line o per gli sms alla pari di molti paesi africani. In poco tempo si creerà un circolo vizioso che darà impulso all’economia locale in quanto lo stesso commerciante sarà costretto ad usarla. In Italia ,invece, una forma simile la troviamo nella zona di parma con lo SCEC, che ad oggi stenta a decollare. La Sicilia ,invece, potrebbe per statuto creare una vera rivoluzione monetaria locale. L’art.lo 40 ,infatti, dà piena autonomia sul controllo valutario dello stato nella regione. La Banca locale ex banco di sicilia può creare una camera di compensazione dedicata ai bisogni commerciali della regione in relazione alle valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane,dal turismo e dal ricavo di noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani. La nuova lira siciliana potrebbe rappresentare una spinta non indifferente sul traino economico della Sicilia dando autonomia ai commerci locali ed agli scambi interni.

Di Maurizio Cirignotta

sabato 15 settembre 2012

Paternità Politiche da campagna elettorale sulla Radioterapia di Gela: “alcune verità”

In campagna elettorale si è capaci di dire di tutto, ma quello che possiamo vedere in questi giorni nei cartelloni Pubblicitari dell’On. Miguel Donegani, riguardo la radioterapia di Gela ,travalica ogni senso di giustizia e butta alle ortiche il lavoro di tanti cittadini. Si crede opportuno,quindi, visti tali atteggiamenti validare una realtà ben diversa che parte nel lontano 2006 ,quando per la prima volta in considerazione del grave stato di salute della città Maurizio Cirignotta e Crocifisso Moscato di sono incatenati a Palermo, davanti all’assessorato alla Sanità, un momento difficile che ha visto aprire le porte verso un percorso che avrebbe portato nel 2007 al finanziamento della Radioterapia. L’allora Assessore la Galla si fece egli stesso promotore di un aiuto concreto per Gela e ci fece da sponda in quell’occasione anche l’On Pagano(PDL). La Radioterapia a Gela non sarebbe mai potuta nascere perché nell’ambito dei finanziamenti per l’innovazione tecnologica ex art. 20 L.67/88 i fondi regionali erano stati assegnati per quell’anno alla Radioterapia di S. Cataldo che quindi aveva una marcia in più. Ad essere presenti a quella manifestazione l’On Daniela Dioguardi dei Comunisti Italiani, le interviste furono prodotte da Rai tre. La stessa On. Dioguardi produsse alla camera una interpellanza nominativa al ministro della salute sulla problematica di Gela(Impatto ambientale). Un primo passo difficile e irto di ostacoli visto che ancora eravamo agli albori del finanziamento , si doveva lavorare in fretta sulla progettazione da inviare entro il 2006, prima all’assessorato regionale e poi al ministero della salute in tal senso uno dei maggiori attori fu il Direttore Generale (Gela) Ettore Costa che prese a cuore la cosa e fece stilare nei termini il progetto che poi doveva essere visionato dalla direzione tecnica dell’assessorato, retto dalla Dott.ssa Maria Antonietta Bullara. Seguirono altre manifestazioni in comune e presso l’ospedale di Gela a validare il bisogno della cittadinanza verso i continui viaggi della speranza delle famiglie di Gela. La pratica fù presentata al ministero della salute e avrebbe dovuto essere validata per il finanziamento. Eravamo sotto il governo Prodi. Dopo innumerevoli telefonate e continue lettere utili alla redazione della pratica al ministero presso i dirigenti Dott.Palumbo e Dott.ssa Ugenti. Finalmente nel Marzo del 2007 dopo aspre battaglie anche alla regione in commissione sanità e dopo aver costituito sulla carta il dipartimento di Oncologia di 2° livello votato poi in commissione sanità il 9 novembre 2006 con impegno in quella seduta dell’On. Speziale. Dal ministero della salute arriva la sospirata notizia che Gela avrebbe ottenuto due finanziamenti collegati all’innovazione tecnologica il 1° di €3.306.873,53 per il completamento del corpo fabbrica C del P.O Vittorio Emanuele ed apparecchiature, il 2° di € 5.890.000,00 per infrastrutture e costruzione della Radioterapia. Una vittoria che doveva vedere il suo completamento con la definizione al ministero della salute il 16 ottobre 2007 , presenti il Sott.rio Patta l’On.Montagnino, allora sottosegretario al lavoro, alcuni rappresentanti del consiglio comunale,il direttore generale V.E. Ettore Costa , la Dott.ssa Bullara, per il movimento Polo oncologico Crocifisso Moscato e Maurizio Cirignotta. Da quella data l’attesa fu tanta e gli attacchi e le intimidazioni al movimento da parte di pseudo comitati politici che non volevano la radioterapia all’ospizio marino, furono continui. Nel giugno del 2008 muore Crocifisso Moscato, il movimento decide di continuare la sua opera con l’elezione del nuovo presidente Maurizio Cirignotta. Nell’Agosto del 2008 una nota dell’assessorato al movimento notifica la validazione definitiva per l’operatività strutturale dell’opera che avrebbe dovuto avere tempi record per l’appalto (540 giorni) dalla firma dell’accordo stato- regione. Il dott. Ettore Costa fece miracoli ed arrivò al 14 novembre del 2008 a bandire la gara d’appalto vinta poi da un consorzio temporaneo d’imprese. Oggi che la radioterapia è una realtà spuntano le paternità, guarda caso sotto la campagna elettorale, con promesse di posti di lavoro e di appalti vari. Forse siamo alle solite promesse . Il popolo Gelese crederà a tutto questo ? La storia purtroppo non può essere cancellata con un colpo di spugna propagandistica.

C.V

giovedì 13 settembre 2012

Italia, “New co” straniere: + 135 %


Nessuno ne parla, ma l’Italia negli ultimi anni stà cambiando il suo substrato economico, costituito dalle piccole e dalle medie imprese. Un fenomeno che l’Associazione Contribuenti Italiani considera allarmante, sono infatti, in netta crescita le società di capitali costituite da cittadini stranieri. Tutta gente pronta ad evadere il fisco Italiano ed i contributi previdenziali. L’indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di KRLS Network of Business Ethics ,ha rilevato nel periodo che và dal Giugno 2011 al Giugno 2012 il 55,9% delle imprese hanno chiuso per verifica fiscale e poi sono rinate come imprese straniere. Le “New Co” straniere senza reddito sono cresciute del 135,7%, circa 5700 imprese che si raffrontano alla chiusura di 6500 imprese italiane. Sono gli extracomunitari ed alcuni comunitari provenienti dall’est ad essere soci di ditte di facciata che servono a ripulire soggetti già soggetti di reati economici e di evasione del fisco. Un fenomeno che si nota sia nel settore del commercio (34,6%), che in quello delle costruzioni (26,3%) e quello dei servizi (20,7%), mentre territorialmente è la Lombardia la regione che presenta il maggior numero di aziende condotte da stranieri (15,6% del totale), seguono il Veneto (14,7%), il Lazio (12,3%), la Toscana (11,8%) e la Campania (10,3%). La debolezza del fisco italiano sembra essere ancora oggi alla base del processo di evasione fiscale. La ripulitura di denaro sporco in Italia sembra essere più conveniente rispetto ad altre zone europee.
Di Maurizio Cirignotta