martedì 30 novembre 2010

Gela,“Dai un Euro in Aiuto dei Malati Oncologici” ,raccolta solidale lanciata dallo sportello, Emergency Oncology


L’emergenza oncologica di Gela oramai è diventata una realtà e l’approccio solidale verso il bisogno di centinaia di famiglie ,oggi, rappresenta un dovere civile. Negli ultimi mesi il lavoro logistico ed organizzativo dello sportello “Emergency Oncology” ha rappresentato una pietra miliare nel processo di costruzione dei servizi dedicati ai malati oncologici ,condizione principe che ha permesso a 50 famiglie di ridurre il disagio economico e familiare, dando alla malattia un lieve segno di collaborante solidarietà. La riduzione del disagio familiare è stata notevole,la radioterapia infatti presuppone un drastico disagio per il malato che deve viaggiare per periodi che vanno dalle 4 alle 6 settimane. L’impegno del Movimento Polo Oncologico e della Croce Azzurra Onlus è quello della strada del non ritorno. Non si possono tradire proprio adesso le aspettative dei malati Oncologici-dice Maurizio Cirignotta- “dobbiamo evitare che la data del 31 Dicembre 2010 rappresenti la fine di un valido servizio”. Per questo motivo ci appelliamo alla solidarietà dei cittadini attraverso la distribuzione di circa 25 contenitori salvadanaio che saranno collocati nei vari negozi della città ed in alcuni fast food. L’iniziativa che avrà il nome “Dai un euro in aiuto dei malati oncologici” parte il 1 dicembre 2010 e si protarrà fino al 31 Gennaio 2011. Le somme che saranno raccolte serviranno a comprare dei mezzi dedicati per continuare il servizio navetta verso le città di Catania e di Ragusa. Gli organizzatori sperano nella grande disponibilità dei cittadini. Le varie aree di distribuzione coinvolgeranno tutte le zone più indicative dei quartieri di Gela ,tra gli esercenti che hanno aderito all’iniziativa : La Brace-Pizzeria,Ristorante, La Terra-Ingrosso Bevande, Papino Expert-Elettrodomestici, Lo Sperone-Pizzeria, Soli e Lune-Pizzeria, Mille Bolle-prodotti per la casa, Alis-Supermercati, Mediterraneo-Pesca, Capriccio-Pizzeria,Ristorante, Di Dio-Tabbaccheria, Mito’S-Abbigliamento, Bar dei Muretti-Macchitella, Supermercato 4 effe di Faraci, Ceramiche Cammilleri.


M.C.

martedì 23 novembre 2010

Gela,arsenico nelle acque, nuova direttiva Europea


Gela,un territorio, la sua acqua e tanti Tumori. Una condizione di disastro ambientale che ha colpito i cittadini, ignari nel tempo del pericolo che la propria salute poteva correre. Studi di settore come quelli eseguiti nell’ambito del progetto Sebiomag , fatti alcuni anni or sono nel territorio del Gelese(Gela,Butera,Niscemi), hanno portato alla rilevanza nazionale e scientifica dati significativi collegati alla presenza di arsenico in soggetti di età tra i 20 ed i 44 anni, residenti a Gela,Niscemi e Butera al 31 dicembre 2007. Il campione preso in esame è stato di 186 persone che si sono sottoposti ad esami di urina e di sangue. Tra i metalli maggiormente presenti proprio l’arsenico che è stato riscontrato in quantità superiori alla norma proprio nel sangue dei residenti di Gela. Il random di localizzazione abitativa ha fatto notare la diffusione del metallo in tutti i punti della città. Tra le possibili cause il consumo di acqua e specie acqua di acquedotto o di provenienza non meglio identificata. Il pericolo ,quindi, che questa città Siciliana ha occorso nel tempo è reale ed i risvolti sanitari sono stati devastanti. L’arsenico, infatti, è un cocarcinogeno che agisce impedendo la riparazione del DNA danneggiato da altri fattori,praticamente abbassa ogni protezione anti tumore che l’organismo in condizioni di normalità attiva. I tumori maggiormente presenti collegati a tale problematica sono quelli al Polmone,al fegato ,all’utero e quelli a base ematologica. Ad avvalorare tale pericolo il caso Taiwan dove è stata fatta un indagine epidemiologica in alcune città in cui i valori in micron grammi per litro di arsenico sono elevatissimi. La normativa europea pone finalmente un limite alle selvagge incongruenze di molte regioni italiane attraverso uno stop alle varie deroghe chieste dall’Italia. La chiarezza della direttiva 98/83/CE si pone quindi a baluardo dei nuovi limiti che presuppongono un quantitativo di arsenico massimo nell’acqua per uso umano di 20 micron grammi per litro. Un caso unico ma reale la mancata presenza di Gela tra i 128 comuni indagati che dovranno adeguarsi alle nuove normative UE entro il dicembre 2010. La forza del dubbio e alle porte ed il pericolo per la salute è legato ad un interrogativo, l’acqua di Gela è potabile?.

Di Maurizio Cirignotta

Direttiva cee

giovedì 18 novembre 2010

Gela come Pompei,cade un vecchio portale del Santuario di Maria SS. dell’Alemanna..


Cadono ancora una volta sotto l’onta della dimenticanza e dell’incuria i beni culturali e i reperti storici della Sicilia, il tutto sembra sempre essere frutto della indifferenza e della mancata cura da parte degli organi competenti . Sebbene le segnalazioni vengono fatte puntualmente e da anni ,molte volte tutto cade nel dimenticatoio degli uffici pubblici. Il paragone con Pompei è sicuramente non attuabile ,ma tra le verità si continuano a verificare le continue dimenticanze della sovraintendenza ai beni culturali e del comune attualmente proprietario del sito. A fare le spese di codesta incuria è stata alcuni giorni fa un portale centenario risalente al XVI secolo che si trovava a Gela nel santuario di Maria SS dell’Alemanna. L’infrastruttura storica che rappresentava la vecchia entrata alla sacrestia della chiesa-santuario di Maria SS dell’Alemanna , datata anno 1450, costituiva l’ultimo baluardo delle origini cristiane di Gela. Una storia centenaria che si ricorda di un ritrovamento miracoloso quello dell’Icona della stessa Madonna con Bambino (Maria SS. dell’Alemanna) avvenuto nel 1450 ad opera di un contadino che proprio in questi luoghi ebbe l’illuminazione ed attraverso il suo aratro trovò la santa icona. Un’icona che forse proveniente dalla stessa Gerusalemme inizia il suo iter storico nel IX secolo quando Gela (Eraclea)era ancora sotto il dominio dei Saraceni e già si parlava di una piccola sede di culto pagano posta in area di campagna(Feudo Margi) che nel 1199 fu elevata alla luce cristiana dai cavalieri teutonici, ordine infermieristico Alemanno proveniente dalle crociate,è proprio in questa sede che fu eretta una piccola chiesetta nel 1190 da Papa Celestino III ,che sotto l'adozione di Federico II riuscì a Gela a fiorire assieme all’annesso ospedale, fregiando a memoria religiosa l'altare maggiore con una venerabile effige di Madonna con Bambino ,di classica natura bizantina, “Maria S.S dell'Alemanna”. Gli eventi e le guerre incalzanti del tempo obbligarono però i cavalieri teutonici a nascondere l'effige, intorno al XIV o al XV secolo. Sede del nascondiglio l'altare maggiore ad un metro di profondità ,per evitare la profanazione da parte dei pirati che avevano conquistato il territorio del Gelese. La sede della vecchia chiesetta è stato oggetto di studi da parte dello storico archeologo Paolo Orsi che stabilì che l’antico santuario poggiava sulle fondamenta di un’antico sito di culto greco dedicato a Demetra ,molte infatti le statuette raffiguranti la dea che sono state ritrovate nella zona e che ora possono essere visionale nel locale museo. Oggi comunque una nuova struttura,costruita nel 1979 , adiacente alla vecchia chiesetta ha sostituito gli antichi locali ed è oggetto, al di fuori di ogni pericolo di crollo, al culto ed alla venerazione alla Madonna. La zona dove si è verificato il crollo è stata transennata ben 2 anni fa dai vigili urbani del comune di Gela che a suo tempo su denuncia da parte di alcuni fedeli avevano ravvisato dopo l’intervento dei vigili del fuoco le precarie condizioni dell’entrata alla vecchia sacrestia,possiamo quindi parlare di un crollo annunciato e forse di una voluta incuria da parte degli organi competenti ed in prima persona del comune che ad oggi non si è appropriato del sito, garantendolo. Dalle interviste fatte ad alcuni custodi del santuario facenti parte anche di un’associazione dedicata “Pro Santuario Maria SS. dell’Alemanna” vagliamo la grande rabbia per l’accaduto. Il sig. C.B. ha detto: “ Potevamo salvare un pezzo di storia cristiana di Gela ,abbiamo denunciato le precarie condizioni del portale fin dal 1995,tutti sapevano ma nessuno si è interessato !! ” ,un altro fedele il sig C.A. ha invece dichiarato : “ Oggi cade l’ultimo pezzo di storia legato all’antico santuario,hanno voluto cancellare la nostra identità. Il comune di Gela deve prendere coscienza e deve riappropriarsi del sito”. Dichiarazioni importanti che danno il senso delle vere inefficienze della pubblica amministrazione,che invece di preservare la nostra storia la cancella inesorabilmente.
Di Maurizio Cirignotta

domenica 14 novembre 2010

Cocaina, un pista di bianca e momentanea euforia


La chiamano la droga del secolo ,ma in realtà le sue origini sono molto lontane e vedono i suoi albori nelle antiche popolazioni indios del Sudamerica che masticavano le foglie di cocaina come energetico contro la fatica. Tempi e modi d’uso diversi che nella nostra società consumistica si sono trasformati in uso ed abuso. Il consumo della sostanza oggi raggiunge livelli esponenziali e i drug-store sono sempre in aumento. Alcuni dati provenienti dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze relativi al 2010 ci danno un quadro importante sulla situazione italiana nel contesto europeo. Nella totalità in europa sono circa 14 milioni i consumatori di cocaina e l’età media è di 32 anni con punte significative anche all’età di 15 anni. Consumatori abituali sono persone integrate nella società che la sniffano e consumatori emarginati che invece la assumono per via parenterale o la usano come cocaina crack assieme ad altre sostanze. Crescente invece la mortalità legata all’uso d cocaina che ha raggiunto nel 2008 i 1000 casi e molte volte è collegata ad un uso inadeguato in soggetti con problemi cardiovascolari. Tra le cause predisponenti che sembrano incidere sulla problematica troviamo molte volte quelle legate al processo di recessione che stà interessando l’europa e che prevede una perdita nel periodo 2009-10 di circa 8,5 milioni di posti di lavoro con un tasso di disoccupazione globale dell’11%. Il sistema di controllo invece viene sancito dal trattato di Lisbona entrato in vigore il 1° dicembre 2009 e destinato a dare uno strumento importante in materia di droghe . Tra gli articoli che danno una dimensione trans frontaliera l’86 e l’83 che sancisce le sanzioni penali. Un’alto tasso di tossicomania da cocaina si trova in carcere dove viene stimata una popolazione che oscilla tra il 10% ed il 30% del totale. Il mercato mondiale che conta circa 243 miliardi di euro di pil rappresenta oggi la ventunesima potenza mondiale. I mercanti di polvere bianca sono in continua evoluzione e combattono ogni giorno per affinare le varie tecniche di esportazione che oggi permettono di mescolare la coca con cera d’api,fertilizzati e tessuti. La cocaina oggi non rappresenta più la droga dei ricchi perché il calo dei prezzi è stato esponenziale ed ai bagarini si riesce a trovare anche a 30 euro al grammo. “Le palline” ,così vengono chiamate dai consumatori abituali sono alla portata di tutti e possono essere acquistate nei posti più disparati, molti infatti sono i puscher che svolgono la doppia attività di spacciatori e utilizzatori. Il carcere svolge molte volte un’azione curativa e disintossicante ma come si può notare dai dati ODTE vede in molti paesi il 12% di consumatori anche all’interno degli istituti di pena e specie nell’ultimo periodo di detenzione. Tra gli effetti micidiali per colui che riesce ad uscire dal tunnel della droga “il Gruppo”, amici, parenti e molte volte anche familiari che riconducono per mano il malcapitato nella devianza tossicomane con ricadute letali. Si assume cocaina per avere una momentanea euforia,ma poi il nulla ,anche l’attività sessuale viene repressa irrimediabilmente dopo qualche minuto. Tra gi esami di laboratorio che ne possono identificare l’uso il drug-test fatto sulle urine ed in alcuni casi anche dopo mesi dall’assunzione l’esame tricotossicologico. Tra i benefici di legge che possono essere rivendicati durante il periodo di detenzione in carcere,il certificato di tossicodipendenza, che in taluni casi permette al detenuto di passare il fine pena in una comunità riabilitativa e d’inserimento sociale.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 10 novembre 2010

Auto Blu, Italia ancora bollino rosso


Dopo le molteplici pubblicazioni sulle riduzioni delle Auto Blu nelle pubbliche amministrazioni anche nel 2010 ci troviamo in posizione preminente in ambito europeo, per utilizzo di auto a carico della pubblica amministrazione. Un numero certamente esponenziale che nel 1° trimestre del 2010 ha raggiunto le 629.120 unità con una crescita in percentuale dello 0,6 % (fonte KRLS Network of Business Ethics). La speciale classifica europea l’Italia mantiene il 1° posto con 629.120 auto blu seguita dagli USA con 72.000, Francia con 61.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 54.000, Turchia con 51.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 30.000, Grecia con 29.000 e Portogallo con 22.000. Numeri ancora rilevanti sebbene la legge di riferimento varata nel lontano 2008 disponeva l'istituzione di mezzi "cumulativi" di trasporto ed il taglio del 50%, rispetto ai costi sostenuti nel 2004, delle spese di "acquisto, manutenzione, noleggio ed esercizio" della auto di servizio e della legge varata nel 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali. Sotto l’occhio attento del monitoraggio di KRLS Network of Business Ethics, cadranno nei prossimi mesi tutte le auto blu utilizzate in qualunque modo dalla P.A., conteggiando sia quelle proprie che quelle in leasing, in noleggio operativo e noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa' misto pubblico-private e Societa' per azioni a totale partecipazione pubblica. Tra i maggiori utilizzatori di auto blu troviamo comunque e sempre gli appartenenti alla “Casta” Italiana .

Maurizio Cirignotta

venerdì 5 novembre 2010

La Sicilia,vuole l’applicazione del suo statuto!!


La Sicilia una terra ricca di sole e di mare che nel corso dei millenni ha subito varie dominazioni che hanno determinato un’impronta storica non indifferente ,molti i riferimenti che vanno dall’antica Grecia al periodo Federiciano,alle dominazioni Arabe e Spagnole fino all’Unità d’Italia con l’annessione del Regno di Sicilia al Regno d’Italia e poi alla Repubblica. Momenti di storia che sono però passati attraverso periodi nascosti che nessuno ha mai voluto raccontare perché radice di un indipendentismo che nessuno avrebbe mai voluto. Dalle morti innocenti e dalle lotte di un esercito volontario l’EVIS che assieme alle manifestazioni del MIS avevano fatto spaventare Roma ,si evocò infatti una cruda reazione che portò all’eccidio del cippo di Randazzo in contrada “murazzu ruttu” ed alla morte del Prof. Antonio Canepa. Molti periodi bui che però hanno avuto come conseguenza la creazione dello Statuto Siciliano che rispetto agli altri statuti autonomi italiani nasce da un Patto fra il popolo siciliano in armi e lo stato italiano con una funzione riparatrice nei confronti dei danni provocati alla Sicilia in seguito all’annessione del 1861. Si ricordano a questo proposito, lo scempio e la povertà che ne derivarono (eccidio di palermo), le casse della Sicilia furono depauperate per pagare i debiti di guerra che oramai avrebbero collassato i piemontesi dopo anni di guerre. Lo Statuto Siciliano costituito da 43 articoli, quindi ,nella sua rilevante importanza, nasce dalla volontà di creare una vera carta costituzionale del Popolo Siciliano e come strumento principe di autogoverno e di democrazia. Tra le figure che parteciparono alla strutturazione di tale atto lungimirante il prof. Giovanni Salemi ,Enrico La loggia e Guarino Amelia. Il primo atto pubblico fu promulgato con regio decreto n° 455 il 15 maggio 1946 con pubblicazione nella GU del Regno D’Italia n 133-3 del 10 giugno 1946, la successiva nascita della repubblica convertì con legge costituzionale lo statuto il 26 febbraio 1948 ,n°2, con pubblicazione nella GU n° 58 del 9 marzo 1948 lo statuto divenne parte integrante della costituzione. Alcune modifiche hanno caratterizzato nel tempo lo statuto che arriva oggi alla sua forma attuale dopo l’ultima modifica sancita dal parlamento regionale siciliano nella seduta n° 281 del 30 marzo 2005. Nel tempo questa carta costituzionale è stata attaccata dal governo di Roma che sembra non avere dimenticato la storia e nell’ultimo periodo ha inventato il federalismo che cercherà di minare l’origine costituzionale e pattizia del nostro statuto. I siciliani comunque non hanno dimenticato ed alcuni vogliono rivalersi di questa importante paternità lasciata in disuso dal dimenticatoio della politica e dagli stessi rappresentanti siciliani al governo nazionale. Tutto questo ritorna alla memoria sabato 30 ottobre 2010 a Palermo quando una grande manifestazione di piazza ha ricordato che esiste lo statuto e che devono essere gli stessi siciliani a salvaguardarlo da un possibile scempio. Centinaia le Triscele a sfondo rosso e giallo si sono susseguite per le vie di Palermo con una voce di sottofondo che inneggiava all’Applicazione integrale dello Statuto. Una verità che oramai ha quasi raggiunto l’età della pensione ,infatti da 65 anni nessuno ha mai applicato integralmente lo statuto di autonomia siciliana che si è trovato monco fin dall’inizio del suo valore costituzionale attraverso la mancata costituzione dell’alta corte di giustizia(1957). Tra i malumori della gente si continua a sussurrare “abbiamo mortificato i valori della sicilia, quegli stessi valori che i leghisti si sono inventati e che sono pienamente autorizzati a inneggiare… invece in Sicilia NO!”.

Maurizio Cirigotta



Lo Statuto nella sua forma attuale

Le Foto della manifetazione del 30 ottobre a Palermo

Sono Morti per lo statuto di autonomia