domenica 20 dicembre 2015

Italia,Legge di stabilita 2016 votata al Senato nei prossimi giorni il ritorno alla Camera


La legge di stabilità 2016, viene votata nella nottata ed approvata dal Senato con 164 voti favorevoli e 116 contrari la nuova finanziaria prevedeil taglio della Tasi per la prima casa , il canone Rai in bolletta, per le pensioni opzione a 63 anni con part time. Tra le novità si indicano l’istituzione di un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti, e delle misure per favorire degli investimenti al sud tra cui il mantenimento di alcuni sconti fiscali per le nuove assunzioni, per la sicurezza sono stati stanziati 2,6 miliardi di euro che pero sono stati inglobati nei fondi per la cultura, vengono anche previsti fondi per le assunzioni di medici e infermieri visto la necessita di adeguarsi alla legge 161/2014. Le carte bancomat e di credito potranno essere usate anche per pagare spese minori, come il caffè o il parchimetro. La tanto sospirata Tasi per la prima casa viene abolita , ma non per gli immobili di lusso.Una manovra che supera i 30 miliardi di euro e che sfora i limiti previsti dalla CEE. Nel pacchetto no tax sparisce l'imu sui terreni agricoli sui macchinari bullonati. La falce però si dovrebbe abbattere sulle seconde e terze case n un costo in negativo di circa 5 miliardi di euro.L'Ires la tassa sulle imprese viene ridotta dal 27,5 al 24,5 per cento nel 2016 per poi passare al 24 per cento nel 2017. L'aumento dell'IVA viene congelato per evitare una maggiore depressione dei consumi con un costo di 17 miliardi di euro. Come promesso il canone Rai verrà messo nella bolletta della luce e si pagherà 100 euro dilazionati nel 2017 dovrebbe diminuire a 95 euro.Gli incentivi per le ristrutturazioni, , sono prorogate per un altro anno ancora. Le ristrutturazioni edilizie potranno essere infatti detratte dall'Irpef per il 50%: mentre quelle legati al risparmio energetico saranno detratti per il 65%. Si prorogano gli Incentivi per le assunzioni, per chi assume (che nel 2015 hanno funzionato bene sul fronte occupazionale). Chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato avrà uno sgravio sui contributi da versare. Rispetto a oggi, però, saranno meno generosi: dagli attuali 8mila euro si scende al 40% (circa 3mila euro) per l'anno a venire. Per quanto invece riguarda le aziende del sud, sarà ancora possibile ottenere una decontribuzione al 100%. Per i contanti il limite e' di 3000 euro secondo il governo questa misura potrebbe rilanciare i consumi. Pensioni nessun colpo di scena la legge Fornero permane imperterrita , unica misura quella di favorire i lavoratori con 63 anni di età che potranno usufruire del part time per continuare la loro carriera lavorativa in attesa della pensione. I pensionati avranno una esenzione totale delle tasse da 7.500/7.750 euro (a seconda dell'età) diventa per tutti di 8.142 euro (pari a quella dei dipendenti).Le donne avranno una opportunità in più per andare in pensione, le lavoratrici dipendenti o autonome , infatti ,che raggiungono i 57 o 58 e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015, oppure che compiono i 57 o 58 anni entro il 30 settembre 2015. I 35 anni di contributi vanno raggiunti entro il 31 dicembre. Chi opta per questa possibilità può andare in pensione prima ma con l’importo della pensione calcolato con il sistema contributivo. Le partite IVA che vogliono accedere al regime agevolato forfettario avranno un bonus di 15 mila euro e dai 15000 si passerà ai 30 mila La tassazione fissa sarà del 15%, ma per i primi tre anni ci si fermerà al 5%. Per le famiglie inserisce in finanziaria una card sconti per beni di prima necessità. Tra i limiti di utilizzo avere un nucleo famigliare con tre figli a carico residenti in Italia. Sara l'Isee a dettare il rilascio. Per i giovani un bonus di 500 euro con dettagli da definire.

Il costo delle misure nel dettaglio:

- 17 miliardi cancellazione aumento iva e accise

- 5 miliardi cancellazione Tasi e Imu agricola

- 3,5 miliardi per le misure anti-povertà e sulle pensioni

- 1,5 miliardi per decontribuzione e meno tasse per le imprese

Le risorse saranno reperite da varie fonti di entrate

- 13 miliardi da aumento obiettivo deficit (che sale dall'1,4 al 2,2%

- 5,5 miliardi da spending review

- 2 miliardi dal rientro dei capitali con la voluntary disclosure

- 1 miliardo da aumento prelievo sui giochi

- 600 milioni da cancellazione delle province

- 4,9 miliardi da maggiori entrate per via della crescita economica prevista (+1,6%)

Una manovra molto articolata ma certamente equa per alcune fascie sociali, ma la scure e i dubbi arrivano proprio dalla Corte dei Conti che lamenta una manovra che sembra eccedere nella spesa mettendo a repentaglio la tenuta dei conti.

                                                                                                Di Maurizio Cirignotta

giovedì 1 ottobre 2015

Sicilia , “ Guardare alla Catalogna per un futuro migliore ?”



Le consultazioni svoltesi in Catalogna recentemente hanno ribadito la valenza, ripropongono in maniera forte la voglia di una espressione democratica dei popoli,anche in paesi evoluti come la Spagna. Un voto,quello dei giorni scorsi di notevole effetto mediatico per tutti i movimenti indipendentisti che da tempo anelano l’indipendenza regionale, una vera riorganizzazione del sistema Geopolitico Europeo . Nella storia hanno volto i loro pensieri verso un’autonomia negata o un’indipendenza più volte anche finita nel sangue come successo nella Sicilia del 1946. Il dato delle urne Catalano ha visto su 135 seggi una maggioranza di 72 seggi per i partiti indipendentisti una netta vittoria di una volontà popolare che si raccorda adl codice internazionale di un processo di autodeterminazione di un popolo. La forma democratica che la Catalogna ha scelto di seguire  è comunque di esempio per altri regionalismi Europei a Storia Indipendentista.  Le dichiarazioni di  Artur Mas, riconfermato presidente della catalogna hanno voluto ribadire la volontà netta del popolo Catalano a diventare una repubblica indipendente. Una regione che potenzialmente rappresenta il 19% del sistema economico-finanziario della Spagna con un altrettanto valore occupazionale che rappresenta uno dei migliori in Spagna. Perche allora il diritto internazionale non valuta la chiara volontà del Popolo catalano all’autodeterminazione sancita dall’ONU?. La modulazione del diritto internazionale purtroppo e molto vaga e certamente è derivata dalle realtà loco regionali e dagli interessi statali della stessa Spagna che cercherà di rendere incostituzionale ogni mossa indipendentista della Catalogna. La Catalogna comunque rappresenta il motus vivendi di  una speculare rivendicazione storica molto appartenuta alla Sicilia Isola regione con valenza normativa autonomista all’interno dello Stato Italiano . Una storia che dà alla Sicilia una precisione storica  che parte dal 1860, data in cui la stessa fù annessa all'Italia. Molti i fatti di sangue e gli abusi attuati all’epoca e nascosti dai libri di storia.  Mai descritti  e nascosti anche i moti dell'Evis (Esercito Volontario per l'indipendenza della Sicilia)  che nel 1946  dopo aver preso coscienza di un possibile migliore futuro dell’Isola si resero conto che il passo doveva essere assunto. Tutto finì nell’ombra e soffocato attraverso il tradimento degli stessi Siciliani . Un contentino venne dato dal nuovo Regno D’Italia, lo statuto di autonomia un evento pattizio tra la Sicilia in rivolta ed il Regno Sabaudo, era il 15 maggio 1946. Un evento seguito dall'annessione dello Statuto alla costituente Italia con legge costituzionale del 26 febbraio 1948 n° 2. I Siciliani indipendenti crederono mestamente di aver raggiunto una certa autonomia dallo stato centrale. Ben 43 articoli modulati e scritti per meglio operare. Nessuno aveva fatto i conti con gli ascari ,eletti dal popolo siciliano che proprio a Roma sotto l’egidia di interessi personali  avrebbero favorito l'inizio della demolizione dello statuto. Lo stato italiano non ha mai digerito l'autonomia siciliana e lo ha dimostrato rendendolo privo di potere di norma, tra gli articoli, ne elenchiamo alcuni: L'art.lo 38 che presupponeva di ridare ai siciliani tutto il denaro che in fatto e in diritto era stato sottratto dal 1860 al 1943 con i torti finanziari, sociali ed economici inflitti all'Isola dall'Italia durante i primi 83 anni di dominazione colonialista , i soldi sarebbero stati seppure gradualmente e sotto una voce "umanitaria", l'Art. 14 che presupponeva una legislazione esclusiva in ben 27 materie elencate nello stesso articolo(vedi statuto) è stato distrutto da tutta una serie di norme unitarie nazionali, l'art. 15 che presupponeva in maniera lungimirante l'abolizione delle provincie fu dichiarato incostituzionale quando la legge regionale del 24 febbraio 1951 fu dichiarata illegittima, Gli art.li 21 e 22 sono stati solo una beffa nessun governo,infatti li ha mai presi in considerazione il varo della legge per l'istituzione dell'ENEL ne rappresenta l'esempio.(Cfr. ARS, Resoconti Parlamentari V legislatura, CCVII Seduta, 22 febbraio 1965, pagg. 394-395), l'art. 31 non ha mai visto la nascita di un corpo di Polizia Regionale o un chiaro potere del presidente della regione in merito, le prefetture non sarebbero mai esistite in Sicilia. l'art. 40 dedicato all'incameramento di valuta pregiata non è stato mai applicato. Una storia sancita dalla norma e negata ai Siciliani  attraverso il mancato sviluppo dell'Isola in termini di industria, collegamenti ferroviari, strade ,agricoltura , pesca, turismo,moneta autonoma ed altro. Molti  i dettagli e le speranze che negli anni però sono cadute nell’oblio e per quanto riguarda molti articoli che non sono mai stati applicati. Il processo democratico della nuova repubblica ,infatti, ha sistematicamente demolito la valenza dello statuto negli anni ,rendendolo incostituzionale per molti versi. Da ultimo la proposta di cancellazione delle valenze autonomiste Italiane con la modifica del titolo V della Costituzione. Oggi per la prima volta in una sede Istituzionale (ARS Regione Siciliana) si parla di Indipendenza dopo anni di silenzio e di abusi verso la Sicilia attraverso la destrutturazione del processo di sviluppo di trasporti,ricchezze naturali,turismo,fiscalità di vantaggio ed altro.  

                                                                                                           Di Maurizio Cirignotta

sabato 27 giugno 2015

Sicilia, l'Assessore alla salute Borsellino detta Linee Guida per le dotazioni Organiche; CNI-FSI “Siamo prudenti ed ottimisti”

Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti - Attendiamo conferma definitiva se il progetto da noi presentato in Assessorato regionale della Salute il 23 novembre 2014 ed esposto in audizione in VI commissione regionale sanità il 10 marzo 15 concernente l' istituzione delle U.O. di degenza infermieristica venga inserito nello schema di Atto Aziendale e Linee d'indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche delle aziende del SSR. Proprio in audizione in commissione sanità, il Presidente Di Giacomo, il componente della commissione, Gino Ioppolo (Lista Musumeci), ed altri componenti, avevano sottolineato l’importanza della proposta di apertura negli ospedali siciliani dell’unità operativa di degenza infermieristica che determinerebbe ingenti economie nelle fasi post acute dei pazienti. Per ogni paziente si risparmierebbero 1.000 euro al giorno: un ricovero costa 1.200 euro al giorno mentre solo 200 euro in un reparto a gestione infermieristica.“ E quale sarebbe il vantaggio per gli ospedali siciliani? “Mediamente un ricovero che comprende la fase acuta e post acuta del paziente dovrebbe durare massimo 5-7 giorni – spiega Calogero Coniglio - Trasferendo i pazienti in fase post acuta nell’ ‘Unità operativa di degenza infermieristica’, si riducono i giorni di degenza e si liberano posti letto all’interno dei reparti che saranno riservati per la fase acutLa forte carenza infermieristica sta raggiungendo livelli preoccupanti nella nostra Regione mettendo così in discussone il diritto del cittadino alle migliori cure possibili. E i cittadini hanno così cercato di superare questa mancanza di personale rivolgendosi ad Infermieri ed operatori sanitari provenienti soprattutto dai paesi dell'est e dall'America latina, con conseguente difficoltà comunicativa che mette in discussione non la professionalità di questi operatori ma l'immediatezza di una pronta risposta assistenziale, per tali motivi le poche riunioni svoltesi in assessorato regionale sono state lunghe. Puntuale come ogni anno poi arriva l’estate e con essa tutti i problemi legati alla carenza infermieristica negli ospedali: la questione relativa alla mancata proroga dei contratti degli Infermieri precari rimane sempre invariata nonostante l'urgenza. E’ la situazione insostenibile denunciata dal Cni-Fsi Sicilia, Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti. A questa situazione si aggiunge la difficoltà per gli infermieri degli ospedali siciliani di usufruire delle ferie estive. In particolare, con l’alto afflusso di turisti a Taormina, Cefalù, Catania, Palermo e Agrigento, vanno attivati i piani anticaldo e potenziato il personale infermieristico. “I campanelli d’allarme – dichiara Calogero Coniglio, segretario regionale di Coordinamento – sono i continui reclami dell’utenza e le aggressioni per le lunghe liste d’attesa, ne sono prova gli ultimi fatti di cronaca a carico degli infermieri nei pronto soccorso. E di conseguenza oltre ai pazienti anche il personale paga le spese della carenza di personale perchè subisce le denunce dovute anche alle carenze organizzative.“Il personale infermieristico è già infatti carente durante il resto dell’anno, ma in estate la situazione diventa drammatica – spiega Maurizio Cirignotta, dirigente sindacale Cni-Fsi - Durante le ferie estive che devono essere garantite agli infermieri per il recupero psico-fisico non si capisce perché negli ospedali non viene predisposto un piano aziendale per fronteggiare la situazione. Il grave rischio è delle conseguenze sull’ assistenza fornita ai pazienti e sulla salute del personale”.Lo scorso 22 giugno l’assessorato ha comunicato ai sindacati che lo schema di “Atto Aziendale” e Linee d'indirizzo regionali per la rideterminazione delle dotazioni organiche delle aziende del SSR è stato inoltrato alla VI Commissione sanità dell’Ars, per il prescritto parere, per il tramite della Giunta regionale e che i documenti sono stati implementati, tenuto conto delle proposte avanzate dalle rappresentanze sindacali. Come per i medici e altre figure sanitarie, anche per gli infermieri, molte delle proposte presentate sono state prese in considerazione e adesso fanno parte integrante del documento definitivo che l'Assessore Borsellino ha inviato in VI Commissione. Quasi 2 infermieri per ogni medico e un OSS circa ogni 3 posti. Gli ausiliari previsti sono 0,75 per posto letto nelle terapie intensive, 0,25 nei reparti di Riabilitazione e lungodegenza, 0,20 nelle funzioni di elevata assistenza e di 0,15 per le altre. Sono alcune delle linee guida che l'assessorato regionale alla Salute ha inviato alla commissione Sanità dell'Ars. "A livello di contrattazione decentrata le direzioni assieme ai sindacati, si legge nel documento, comunque, potranno assumere determinazioni al di fuori dei suddetti parametri, che costituiscono un 'valore tendenziale' sia in termini di minimo che di massimo, sulla base di peculiarità aziendali che dovranno essere motivate."Siamo prudentemente ottimisti, interverremo nuovamente in commissione regionale sanità all’Ars riproponendo i nostri documenti esposti nelle nostre audizioni per sollecitare un ulteriore innalzamento dei coefficienti, e se non ci saranno modifiche e colpi di scena sul documento definitivo, noi come CNI potremmo alla fine considerarci in parte soddisfatti - dichiara Calogero Coniglio,  segretario regionale del CNI-FSI a di altri pazienti. Questo comporta anche un vantaggio enorme per i pronto soccorso che avranno maggiore disponibilità di posti letto, a disposizione dei cittadini che bussano alla porta degli ospedali per essere ricoverati e che molte volte, purtroppo, devono sostare per qualche giorno anche all’interno dei nostri pronto soccorso in attesa che si liberi un posto in un reparto. Si andrebbe così a dare la risposta a quel 'vuoto assistenziale' presente tra  la dimissione ospedaliera e la presa in carico da parte dei servizi territoriali”.Nel documento è stato programmato che per il personale del 118 si porrà in essere una graduale neutralizzazione del sistema attuale che prevede il ricorso prevalente al personale “in incentivazione” a fronte di una azione di graduale integrazione di personale infermieristico esclusivamente di ruolo, creando parecchi posti di lavoro. Il documento lascia un vuoto però nell'assistenza territoriale, domiciliare e ambulatoriale dove non è ancora stato inserito la figura dell'infermiere di famiglia. Sarebbero altre prospettive di lavoro per gli Infermieri siciliani: nessuna di queste realtà, infatti, possiede personale infermieristico dedicato, cioè a tempo indeterminato, quindi potrebbe consentire a tanti infermieri disoccupati di trovare impiego. Su questo settore la FSI-CNI ha promosso Il disegno di legge nazionale sull'istituzione dell'Infermiere di famiglia, presentato alla Camera dei Deputati il 14 luglio 2014 scorso a firma dell'On. Fucci, che è già sul tavolo della commissione sanità alla Camera dei Deputati pronto per l’approvazione, prevede l'istituzione dell'Infermiere di famiglia in regime di convenzione con il SSN, l'infermiere di famiglia".Noi rimaniamo assolutamente contrari ad esternalizzare qualsiasi servizio ai privati, cooperative e società che prendono assistenza in appalto dalle aziende sanitarie e poi pagano meno le ore degli Infermieri.
Per completare il documento, dopo la valutazione della commissione, manca la redazione del verbale ufficiale per riportare le posizioni dei sindacati e gli accordi presi con la dott.ssa Maria Letizia Di Liberti, dirigente del Servizio che ha seguito i tavoli tecnici. "Sono anni che lottiamo – conclude Coniglio, sulle problematiche assistenziali degli ospedali siciliani, in relazione alla aggressioni ospedaliere e alla carenza infermieristica e del personale delle 22 professioni sanitarie denunciate alle 9 Procure siciliane, abbiamo presentato 4 interrogazioni parlamentari anche sulle insufficienti procedure di prevenzione per contagio del virus Ebola in Sicilia, presentate alla Camera e al Senato ai Ministri Lorenzin e Alfano, le denunce alle 9 prefetture, ai sindaci, ai questori, non ultimo incontro con il Questore di Catania. Mi sono fatto portavoce di un forte malcontento diffuso tra le professioni sanitarie di ogni sede per dare risalto alle gravi condizioni lavorative della nostra categoria e per considerare una priorità i riconoscimenti economici dovuti. Rammentiamo al Presidente dell Regione Crocetta, l’Assessore Borsellino e alla deputazione regionale – conclude Coniglio - che già oggi 7 famiglie su 10 rinunciano alle cure perché troppo costose e, per assicurare un futuro più sereno ad una popolazione che invecchia sempre più, è necessario avviare oggi quel cambiamento in grado di assicurare a tutti quanto previsto dall'articolo 32 della Costituzione".

                                                                                                                            MCV

venerdì 12 giugno 2015

Sicilia: Dove sono finiti i 40 milioni di Fondi europei previsti dall’avviso 18 per la formazione gratuita in Sicilia ? Quale valore dare alla graduatoria dell’ l'Asp 3 di Catania? Quali sono i titoli OSS validi in Sicilia?



Il Governo Regionale dopo la bufera della formazione in Sicilia degli anni scorsi, sceglie, con la Gazzetta Ufficiale dell’Ottobre 2014 n°46, di dare a tutti coloro che già si sono formati con vari enti di formazione, autorizzati dalla stessa Regione Siciliana, una validazione tutta regionalistica ai loro titoli, chiedendo un "obolo" di 1800 euro per l’ulteriore qualificazione nel profilo di Oss regionale e l’iscrizione ad un albo speciale. E' la denuncia del Sindacato Fsi-Cni. "Ci chiediamo – dichiara Calogero Coniglio, Segretario Regionale della Fsi-Cni Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti - ma dove sono finiti i quaranta milioni di Fondi europei previsti dall’ avviso n.18 del 2011 che servivano per formare gli operatori socio-sanitari siciliani?. Quando partiranno le procedure per selezionare cinquemila allievi che dovevano partecipare ai corsi di formazione per Oss e ottenere la qualifica gratuitamente ? Una  figura quella dell’OSS, molto richiesta sul mercato del lavoro, prevista nelle piante organiche delle strutture sanitarie, garantisce buone possibilità di trovare lavoro in tutto il territorio nazionale, una porta aperta verso la nuova occupazione di 2.500 giovani, su 5 mila già formati, potrebbero trovare collocazione nelle varie ASP Siciliane, l’obiettivo iniziale era quello di utilizzare il Fondo sociale europeo per favorire l’occupabilità attraverso la formazione di una nuova figura formando operatorida affiancare agli infermieri". Il progetto di formazione era stato progettato d’intesa tra l’assessorato alla Formazione e l’Assessore regionale alla Salute (nella G.u.r.s. del 26/08/2011), si puntava a finanziare i corsi per operatore socio-sanitario, "attraverso una formazione specifica di carattere teorico e tecnico-pratico", avrebbe fornito agli operatori "la capacità di intervenire nelle situazioni di mancanza di autonomia psico-fisica del paziente  con obbiettivo la centralità dei bisogni della persona" . Molte le richieste pervenute a suo tempo da 672 enti pronti a formare le nuove figure socio sanitarie. Un percorso nato dopo anni di buio legislativo di e di merito sulla professione di O.s.s nella Regione Siciliana, nel lontano 22 febbraio 2001 ,infatti, a livello nazionale si firmò l’accordo-stato regioni che dettava: «Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, per l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell'operatore socio-sanitario e per la definizione dell'ordinamento didattico dei corsi di formazione». Un profilo poi validato con la Gazzetta Ufficiale n. 91 del 19/04/2001 e concretizzato in molte regioni italiane attraverso una organizzazione formativa di riferimento al testo iniziale e nel rispetto delle disposizioni di legge in materia (decreto-legge 12/11/2001, n.402), recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario, convertito, con modificazioni,dalla (legge 8 gennaio 2002,n. 1). Una norma che dà chiarezza sul percorso formativo e sulla titolarietà degli Oss che oggi operano parimenti operano in tutto il territorio nazionale escluso la Sicilia. La regione Siciliana non accetta ad ottobre 2014 la  norma nazionale partorisce in merito solo due righe all’art.lo 3 dove recita: “Per l’inserimento nel suddetto albo di altri soggetti in possesso dell’attestato di qualifica di Operatore Socio Sanitario si rimanda a successivo provvedimento”.  Il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta nella trattativa del 4 giugno 2013 prese accordi con i sindacati promettendo la riapertura del procedimento sulla figura Oss, promessa mai mantenuta. Non si capisce bene se per validare lo stesso titolo in Sicilia, già formalmente valido secondo l’accordo stato-regioni del 22/02/2001 a livello nazionale, occorra anche versare ed integrare la cospicua cifra di 1800 euro ed integrare la formazione con 180 ore di teoria e 240 ore di tirocinio. Dubbi ed ombre su un sistema normativo, quello oggi dettato dall’Assessorato alla salute della Regione Siciliana, che sceglie per la formazione gli enti privati che naturalmente avranno lauti guadagni. "Ma la formazione pubblica  e gratuita, dov’è andata a finire ?. Una domanda che non può avere risposte in quanto dopo gli scandali milionari degli anni scorsi la recente norma decide solo di mettere un tetto al costo procapite “1800 euro” e pone l’obbligo di un corso di riqualificazione e di un albo regionale. Certamente una grande confusione visto che l’Asp 3 di Catania ha bandito nel marzo del 2015 una selezione di Oss da adibire alla Rems di Caltagirone, con carattere di urgenza. Il bando nel dettaglio è chiaro e pone come titolo di partecipazione il corso Oss conseguito  secondo l’accordo stato-regioni del 22/02/2001. Ma allora questo titolo di Oss è valido solo al bisogno?", si chiede Maurizio Cirignotta dirigente sindacale della Fsi-Cni ed Rsu all’Asp 3. Naturalmente la chiarezza in tutto questo è solo un optional e la graduatoria degli Operatori Socio Sanitari dell’Asp 3 di Catania non dovrebbe essere valida in quanto i titoli richiesti non sono validi in Sicilia e nessuno dei partecipanti è iscritto allo speciale albo richiesto dalla  stessa norma dell’ottobre 2014 dell’assessorato. Alla fine della storia, inoltre, l’Assessorato ha dimenticato che molti dipendenti dell’Asp 3, sono stati riqualificati proprio dalla Regione Siciliana e con fondi pubblici, ma ad oggi sono al palo perchè non normalizzati nell’inquadramento contrattuale Bs che gli compete.  “Occorre fare chiarezza sulla norma prodotta dall’assessorato con la G.u.r.s n° 46 del 31/10/2014 -continua Maurizio Cirignotta -  Dirigente Sindacale della Fsi-Cni ed Rsu all’Asp 3 - volendo sapere quali sono i titoli Oss validi per lavorare in Sicilia e chi si può iscrivere all’albo regionale. La proposta è quella di equiparare tutti i titoli Oss ottenuti secondo accordo Stato-Regioni del 2001, senza passare da un “pizzo” obbligato di 1800 euro, eventualmente si può prevedere solo un esame integrativo gratuito a domanda per tutti coloro che vorranno iscriversi all’albo regionale già indicato in gazzetta regionale. Rimarchiamo il fatto che sono molti i dubbi e poche le risposte che girano attorno alla figura degli Oss in Sicilia. Vogliamo dare a questa professione i giusti meriti ed allontanare ogni forma di business legato alla formazione in Sicilia”."Intanto in questi anni - conclude Coniglio  - mentre i corsi di formazione per  Oss in Sicilia non partivano sono stati erogati in tutta corsi non autorizzati e rilasciato attestati che la Regione non riconosceva e risultavano carta straccia. Il tutto a pagamento, con costi che oscillavano da 2 a 5 mila euro. Sono almeno tremila i siciliani beffati e, molto probabilmente, pure truffati, con l’aspettativa e prospettiva di trovare un lavoro, si sono visti rilasciare degli attestati poi non riconosciuti dalla regione perchè si sono rivelati fasulli”. “Molti siciliani, soprattutto coloro che non si possono permettere di pagarlo, aspettano la pubblicazione del bando, questo titolo, a cui si accede con il diploma di scuola media, darà buone probabilità di trovare lavoro a tantissimi giovani. Basti pensare che negli ospedali siciliani sono previsti 2.500 posti per Oss".
                                                                                               
                                                                                                                                         MCV

venerdì 10 aprile 2015

Gela ,Ospedale Vittorio Emanuele, il Movimento Polo Oncologico presenta il progetto Angeli del Sorriso



Giorno 8 di aprile 2015 presso l’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela è stato presentato nel reparto di Pediatria il Progetto Angeli del Sorriso, promotore il Movimento Polo Oncologico Onlus di Gela. Presenti la Dott.ssa Cannizzo Valeria per la Direzione Sanitaria, che si può considerare la promotrice dell’effettiva realizzazione del progetto in quanto ha da subito favorito l’iter realizzativo  , il Primario dell’ U.O. di Pediatria Dott. Rosario Caci, il Presidente del Movimento Polo Oncologico Maurizio Cirignotta, la responsabile delle attività di volontariato Sabina Morales . Il progetto Angeli del Sorriso si basa sugli effetti terapeutici che un semplice sorriso può fornire ai bambini malati. La terapia del sorriso nasce in America con i primi Medici Clown Michael Christensen e Paul Binder  che nel 1986 crearono  la “The Clown Care Unit”. Un modo diverso di vedere l’Ospedale da Parte dei Bambini ed assieme ai bambini,  gli stessi attraverso la terapia del sorriso potranno migliorare il proprio stato psicologico e biologico con un riflesso  certamente  positivo sulle terapie e sul processo di guarigione, visto che è scientificamente  provato che chi sorride ha una migliora risposta immunitaria, ma anche una pronta azione sulle funzioni epatiche,intestinali,sulla debolezza fisica e mentale oltre che la sua azione è dimostrata sugli effetti nocivi dello stress e sul dolore. A svolgere le attività saranno i volontari del Movimento Polo Oncologico che si alterneranno sia la mattina che nel pomeriggio nel reparto di Pediatria. Uno degli aspetti cardine della comunicazione saranno le regole “Guarda”, “Ascolta”, “Agisci” che porteranno al colloquio con le famiglie e alla presa in carico dei bisogni.

                                                                                                                              MVC

FSI-CNI , più sicurezza nei Pronti Soccorsi Siciliani, incontro con la dirigenza dell’ ASP 3 di Catania



Continua la battaglia del Sindacato FSI-CNI della Regione Sicilia, retto dal Coordinatore Lillo Coniglio, da alcuni anni infatti il Coordinamento Nazionale Infermieri sigla sindacale affiliata alla Federazione Sindacati Indipendenti  si è intestato a tutti i livelli una giusta causa sulle condizioni di stress lavorativo che attanaglia molti Pronti Soccorsi Siciliani. Oggi 10 aprile 2015 è stata la volta dell’ASP 3 di Catania,  Azienda Sanitaria comprendente un vasto territorio, che si estende fino a Caltagirone e comprende anche i comuni di Bronte ,Acireale e Paternò. Presso la sede di via Canfora 91 erano presenti l’Ingegnere Natale Aiello, in rappresentanza del Direttore Generale Ida Grossi, il Coordinatore Regionale FSI-CNI Lillo Coniglio ed il Dirigente Sindacale FSI-CNI, RSU ASP 3 di Catania Maurizio Cirignotta. Dai fatti che i Rappresentanti Sindacali hanno proposto ed in relazione anche alle continue aggressioni avvenute contro il personale sanitario di Caltagirone e Paternò si è rilevata l’attuale situazione di rischio e lo stesso dirigente ha dichiarato, come da verbale, che tutto questo: "oltre a rappresentare un pericolo per l’incolumità fisica dei lavoratori, può costituire per gli stessi fonte di stress lavoro-correlato, così come rappresentato dal D.Lgs 81/80 e, pertanto, ritenendo necessario l’adozione di provvedimenti atti all’eliminazione di tale rischio,  lo stesso provvederà a trasmettere gli atti del presente incontro al Direttore Generale per il proseguo di competenza”. Nell’ambito del sistema di sicurezza lavorativa si è parlato anche di Rems (Residenze di Massima Sicurezza), strutture che andranno a sostituire gli Ospedali Penitenziari Giudiziari, una delle quali sarà operativa il prossimo mese nella frazione di Santo Pietro – Caltagirone. A tal proposito - Lillo coniglio - ha posto l’attenzione del dirigente sulla particolare tipologia di lavoro che i sanitari dovranno affrontare  e sulla necessità di porre una Vigilanza attiva H24 , nella struttura in corso di inaugurazione. A conclusione dell’incontro - Maurizio Cirignotta – ha chiesto che la vigilanza attiva venisse inserita H24 al Pronto Soccorso di Caltagirone, Paternò e nelle atre realtà del territorio ed ha fatto un escursus sull’ operato della Segreteria Regionale FSI-CNI in questi anni : "in relazione, alla aggressioni ospedaliere e alla carenza infermieristica – dice Cirignotta - e del personale delle 22 professioni sanitarie, è da 4 anni che si lotta , il fenomeno delle aggressioni ospedaliere è in aumento. Le denunce presentate alle 9 Procure Siciliane, alle Prefetture, ai Sindaci, sulle aggressioni e sulla carenza di personale hanno voluto sensibilizzare le istituzioni. Molte le condizioni che alimentano le aggressioni in tal senso abbiamo prodotto - Continua Cirignotta - 3 interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato ai Ministri Lorenzin e Alfano, a queste si è aggiunta l’ audizione lo scorso mese presso la VI commissione regionale sanità dell’ARS alla presenza dell’On. Di Giacomo, non ultimo incontro con il Questore di Catania, che finalmente ha portato ad un chiaro risultato, siamo riusciti a far raddoppiare la sorveglianza nel Pronto Soccorso dell'Ospedale Vittorio Emanuele di Catania dove sono adesso operativi due vigilantes in più: uno armato all'esterno e uno disarmato dentro, nel corridoio del Pronto Soccorso“. Una speranza di sicurezza che deve svilupparsi a macchia d’olio in tutta la Sicilia -ha detto infine il Coordinatore Regionale Lillo Coniglio.

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