domenica 31 luglio 2011

Gela: Manfria, aprono gli uffici comunali


Dalle spoglie della mafia,vecchia proprietaria dei locali ,oggi di proprietà del Geom. V. A. di Gela(componente del comitato) nascono i nuovi locali degli uffici comunali del comune di Gela presso la frazione geografica di Manfria. La sede è stata data in comodato d’uso gratuito fino al 2012 allo stesso comune . La manifestazione si è svolta anche sotto l’ombrello della chiesa cattolica presente per l’inaugurazione, a fare da corollario un centinaio di persone in gran parte provenienti per l’occasione da Gela ed attirate dalla serata di ballo liscio. La sede ,dice il sindaco Angelo Fasulo: “nasce in una zona particolare,negli uffici comunali si potranno chiedere vari certificati e si potranno fare varie richieste, avremo la presenza in loco della polizia municipale, siamo in ritardo con la rete idrica - continua Fasulo - però tutto è ormai pronto la collaborazione,infatti ,con il presidente della Provincia On Pino Federico e con l’Ato Idrico ha permesso di completare l’iter amministrativo , aspettiamo solo lo sbocco e la disponibilità dei fondi che ancora sono bloccati al ministero”, altro intervento quello dell’assessore al Territorio ed Ambiente che ha promesso da lunedì ,1 agosto 2011, l’inizio dei lavori di manutenzione delle strade di Manfria ed il completamento del manto stradale delle vie ancora non asfaltate. Tra gli altri l’intervento del presidente di uno dei comitati di quartiere nati a Manfria che a sfregio del grande lavoro fatto anche da altri comitati (Comitato per lo Sviluppo di Manfria, Comitato Torre di Manfria) si è preso tutte le paternità sui risultati ottenuti,tra cui anche gli uffici comunali, abbattendo decenni di duro lavoro, fatto dagli altri. Tra le verità scaturite dagli atti ,in tal senso,troviamo la richiesta della frazione di Manfria fatta nel lontano 2006 e votata positivamente dal consiglio comunale con delibera n° 6 del 24 Gennaio. Tra le righe la chiara dicitura di richiesta della frazione da parte de comitato autonomo torre di Manfria e degli allora componenti Catania e Cirignotta. La stessa delibera guarda caso prevedeva proprio la realizzazione di una delegazione comunale con distaccamento dei vigili urbani e degli uffici competenti, opere che dopo cinque anni vengono oggi realizzate a Manfria. Cosa ci sarà dietro tutte queste verità nascoste? Il sospetto che sotto l’ombra di tanta legalità ci siano dietro già degli accordi ben precisi sull’eventuale nomina del delegato del sindaco a Manfria . Tra le note della manifestazione il grande dissenso da parte di alcuni cittadini che hanno inveito sul Sindaco per il mercato settimanale che ad oggi nel ballo delle sedi non ha ancora trovato una sistemazione permanente. La nuova sede che sicuramente rappresenta un grande risultato per la frazione ,nasce quindi all’egidia delle divisioni tra i comitati e sulle miscredenze dei cittadini bistrattati da decenni e da sempre dimenticati
M.C.

venerdì 29 luglio 2011

Giustizia, altra picconata: ora si parla di processo lungo..


Il voto al senato del 28 luglio 2011 con 169 voti favorevoli e 139 contrari ha sancito l’introduzione di una grande confusione nel sistema di procedura penale in italia. Un limite veramente invalicabile sulle contraddizioni tutte italiane,prima si parlava di processo breve ora invece la politica vota il processo lungo. Mentre il processo breve dettava dei termini ben precisi nell’ambito dei tre gradi di giudizio ,valutando in media un termine di 6 anni per i reati compiuti prima del 2006 , 8 anni per i reati compiuti dopo il 2006 e 10 anni per i reati di mafia,oggi il nuovo processo lungo agisce su vari articoli del codice di procedura penale (190, 238 bis, 438, 442 e 495). Tra i dettagli ,quello, che nel dibattimento la difesa potrà presentare una lunga lista di testimoni allungando i termini del processo ed arrivare più facilmente alla prescrizione. Altro nodo dolente è che il DDL considera non valutabile ai fini della sentenza una sentenza passata in giudicato di un altro procedimento. Chi è condannato all’ergastolo,inoltre, non potrà usufruire del rito abbreviato con la riduzione della pena a 30 anni. Il sospetto che tutti questi cambiamenti collegati alla giustizia abbiano un fine chiaro quello di favorire alcuni politici oggi implicati in molti processi eccellenti. Ma le leggi non sono fatte in nome del popolo?

Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 27 luglio 2011

Ministeri al nord: è secessione?


La Lega manifesta la sua identità patriottica verso la Padania e naturalmente verso i suoi elettori ,creando in periodo di vacche magre, delle sedi decentrate dei ministeri della semplificazione,dell’Economia,delle riforme e del turismo. La sede dove in pompa magna si è svolta il 23 luglio scorso l’inaugurazione è quella della villa reale di Monza. Una soddisfatta manifestazione mediatica di chiara azione secessionistica che trapela anche dalle dichiarazioni del giornale leghista “La Padania” che detta :”Quando un popolo come quello padano cammina,piega la storia”. Un chiaro avvertimento allo stesso Presidente Napolitano che nell’incontro con il presidente del consiglio del 27 luglio ha manifestato le sue preoccupazioni con una lettera riservata al Pdcm. Anche la corte dei conti ha cominciato ad avere sospetti ed ha iniziato delle ricerche sulle spese accessorie che dovranno essere sostenute per la gestione dei dicasteri,le poltrone dovranno pur essere pagate. Intanto da indagini personali da parte di un deputato Udc sembra che tutto sia velato da un soffuso “bluff” visto che le sedi dopo l’inaugurazione sono letteralmente chiuse. Un vero dilemma tutto leghista che il presidente Berlusconi dovrà risolvere con degli escamotage di rito che porranno la sede di Monza solo come punto di rappresentanza dei ministeri senza portafoglio, per quello dell’economia invece non occorre un duplicato visto che a Milano già esiste un ufficio. Intanto le altre regioni ben meritevoli di alcuni ministeri, stanno a guardare lo strapotere leghista.
Di Maurizio Cirignotta

Italia,la manovra colpirà solo il ceto medio


A dettare il passo all’aumento delle tasse per gli italiani è proprio la manovra di governo che dietro i tanti articoli nasconde delle vere scatole cinesi che colpiscono i redditi più bassi. Potremmo dire che siamo alle solite, perché, il ceto medio è proprio quello che troverà tutta una serie di sorprese. La sanità è la prima a dare i suoi effetti, pagheremo dal 17 di luglio 10 euro per visite specialistiche ed analisi mediche,si introduce il ticket al pronto soccorso di 25 euro,le ditte farmaceutiche dal 2013 pagheranno il deficit della spesa sui farmaci degli ospedali per un valore stimato in ben 700-800 miliardi di euro,tutte le regioni dal 2013 avranno un tetto massimo di spesa per i dispositivi medici. Le famiglie con reddito più basso dovranno sopportare il maggiore peso della manovra chiaro il divario tra una famiglia con reddito di 100 mila euro che pagherà solo il 5% in più rispetto ad una famiglia con 35 mila euro che invece pagherà il 13% in più di tasse negli anni di riferimento della manovra. Ad inserirsi nel sistema fiscale le minori detrazioni per la prima casa che vedono a regime una riduzione della detrazione per la prima casa del 20% sul valore catastale, stangata anche per coloro che abitano in affitto che non potranno detrarre l’intera quota.
L’aumento delle accise sulla benzina da sola colpirà gli italiani con un più 12 euro per un pieno con una maggiore spesa annua di circa 400 euro per chi percorre circa 2000 km mensili, utilizzare il vino ci costerebbe sicuramente meno, i pendolari che sono costretti ad utilizzare obbligatoriamente l’auto per andare a lavorare vedranno aumentare le loro spese del 20% all’anno. Per i commercianti con partite Iva fantasma arrivano tempi duri,tutte le partite non utilizzate da tre anni devono essere chiuse,chi vuole mettersi in regola deve pagare 129 euro per sanare il mancato utilizzo. Coloro i quali non si metteranno in regola dovranno pagare 2065 euro di multa. Gli stipendi dei dipendenti perderanno definitivamente il loro potere d’acquisto perché non saranno più agganciati all’inflazione, il blocco dei contratti fino al 2014 provocherà un danno che viene valutato in circa 8000 euro in quattro anni e 215 euro mensili. Altri punti dolenti sono legati alle pensioni ed al loro aggancio all’inflazione. In compenso i costi della politica rimangono invariati,esempio eclatante la mancata abolizione delle province(-16,5 miliardi di euro). Un vero sistema di piccole scatole cinesi che si apriranno giorno dopo giorno per dare stangate agli italiani. Un progresso economico che nel tempo porterà in Italia a solo due classi di merito economiche “Ricchi e Poveri” con l’annullamento del ceto medio.

Di Maurizio Cirignotta

domenica 24 luglio 2011

La Cina ,ha, il suo paradiso fiscale in Italia


Molta della produzione commerciale che viene venduta nei mercati e nelle bancherelle Italiane, porta il marchio P.R.C , è rappresenta una grossa fetta dell’economia della penisola. Tutti si chiedono come mai i prezzi sono così bassi ? Una risposta viene dall’associazione contribuenti italiani che ha posto l’Italia come prima nazione in Europa per evasione fiscale da parte dei cinesi. Una situazione ambigua in considerazione della nuova manovra finanziaria che colpisce proprio le famiglie più deboli, i Cinesi evadono l'IRES, IRAP, IRPEF, IVA, oltre ad imposte locali per la modica cifra di 35 miliardi di euro. Il campione oggetto di studio che è stato posto alla rilevanza è quello della città di Prato dove su 100 dichiarazioni dei redditi e 200 mila euro di tasse, l’agenzia delle entrate non ha mai riscosso nulla, lo stesso è successo a Scampia (NA) dove su 9300 imprese regolari su 15000 presenti, nessuno paga le tasse. Gran parte delle aziende cinesi operano in vari settori industriali tra cui abbigliamento ,pelletteria ,detersivi,giochi ed altro. L’evasione delle ditte cinesi raggiunge in Italia circa il 98 per cento. Sembra che vi sia un vero accordo bonario Italia-Cina per lasciare tutti tranquilli. Una vera piaga economica che può essere arginata attraverso maggiori controlli sui permessi di soggiorno in riferimento al pagamento di imposte e contributi.
Di Maurizio Cirignotta
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Gela,parte il progetto mare amico per i disabili


In una realtà ostile ai disabili che per anni non hanno mai potuto usufruire delle spiagge di Gela,nasce il progetto “mare amico”. L’iniziativa ,che ha avuto il suo battesimo giorno 23 di luglio 2011, parte dalla volontà dell’Associazione “il pungolo”ONLUS, i cui soci sono in gran parte disabili. La collaborazione fruttuosa con l’amministrazione comunale di Gela e nello specifico l’assessorato ai servizi sociali ,l’assessorato al mare ,l’assessorato allo sport e turismo ,oltre che, la provincia regionale di Caltanissetta ha permesso l’acquisto di presidi specifici ,carrozzine galleggianti “Job” che favoriscono i disabili nel bagno a mare, dando anche la massima sicurezza di galleggiamento. L’area riservata ai disabili è stata ubicata presso il lido”La conchiglia” attualmente gestito dal sig. Ventura che ha fornito circa 100 mq di spiaggia, dove sono state ubicate delle passerelle di cemento armato ed un’isola fissa con ombrelloni. Il servizio di accoglienza ai disabili sarà fornito da varie associazioni che operano sul territorio tra cui il movimento polo oncologico, la croce azzurra e l’associazione “H”. La solidarietà al progetto è anche venuta da realtà imprenditoriali di Gela che hanno fornito molti presidi strutturali. Il Presidente dell’Ass.ne “Il pungolo” nella sua dichiarazione ha detto: “Finalmente con questa iniziativa i disabili di Gela e del circondario potranno usufruire delle spiagge dorate e del mare cristallino che la città del golfo siciliano,offre”.
Di Maurizio Cirignotta

giovedì 21 luglio 2011

Gela,radioterapia, Ok al proseguimento dei lavori


Dopo un ritardo di circa un anno, oggi 21 luglio 2011, l’ufficialità sulla prosecuzione dei lavori della Radioterapia a Gela, la riunione si è svolta presso i locali del comune. Presenti il Sindaco di Gela Avv Angelo Fasulo, il Direttore Generale Dott. Paolo Cantaro,la Dott.ssa Guzzone in rappresentanza della sovraintendenza, i rappresentanti della Ditta Alì di Catania (appaltante i lavori), il rappresentante della Siemens che fornirà le apparecchiature radioterapiche, alcune associazioni di Gela tra cui il Movimento Polo Oncologico. Tra i vari interventi sicuramente significativo quello della Dott.ssa Guzzone in rappresentanza della sovraintendenza, che ha detto: “dopo i lavori correlati ai saggi archeologici della zona non sono state trovate strutture murarie permanenti che avrebbero potuto determinare un allargamento dello scavo ,si ritengono ,quindi, conclusi i lavori preliminari, abbiamo” - ha continuato- la Guzzone “ Rilasciato una liberatoria per favorire la prosecuzione dei lavori di cantiere onde evitare sospensioni o altri passaggi che potessero allungare i tempi di costruzione”. Piena soddisfazione da parte di tutti i comparenti che ora aspettano la realizzazione dell’importante opera sanitaria che sicuramente non potrà rispettare i termini iniziali ma che si spera possa avere i suoi lumi nel 2013.

Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 20 luglio 2011

Gela, FLI primo congresso provinciale


Mentre a livello nazionale le defezioni dal partito di Fini continuano con sistemica cadenza,in alcune realtà locali il neo partito degli italiani coraggiosi cerca di organizzare la sua infrastruttura amministrativo-politica. La provincia di Caltanissetta in tal senso sceglie Gela per siglare il suo primo congresso provinciale. Sotto un sol leone cocente si sono riuniti il 17 luglio alle ore 09.30 presso l’hotel Sileno i molti iscritti della provincia con l’obbiettivo di eleggere, il proprio coordinatore. Molti gli interventi preliminari dei vari partiti invitati all’assise tra cui il PD,l’MPA,l’UDC,grande assente il PDL che ha disertato l’invito. Presenti per il FLI: l’On.le Casini Proietti (componente assemblea nazionale del FLI),l’On.le Nino Lo Presti (commissario provinciale del FLI) e l’On.le Carmelo Briguglio(commissario regionale del partito). Eletto a dirigere il partito in provincia di Caltanissetta L’On.F.Ventura(Ex PDL) che ha da subito sviato ogni dubbio sulla posizione del FLI nel panorama nisseno, “Ci poniamo nel Centro Destra”- ha detto Ventura- “dobbiamo recuperare il prestigio della politica attraverso comportamenti concreti, abbracciamo a livello provinciale” –ha continuato ventura- “la scelta nazionale di abolire le province, in sintonia con l’MPA”. Parole di fuoco per un centro destra che specie a Gela si è frantumato miseramente alle ultime amministrative.
Di Maurizio Cirignotta

giovedì 14 luglio 2011

La crisi dei mercati detta il passo della manovra


Votazione lampo al senato per la nuova finanziaria salva Italia. Con 161 voti a favore e 135 contrari e 3 astenuti , passa il maxiemendamento al senato. Un passo veloce dettato dalla crisi dei mercati che in questi giorni ha colpito l’Italia,una vera prova di forza per non fare affondare la barca,lo stesso Tremonti (PDL) parla di “Titanic” : “se la manovra non si vota non si salverà nessuno” un dictat che forse ha dato un senso di responsabilità al voto di fiducia al senato. Domani alla camera il voto di fiducia è stato calendarizzato per le ore 19.00. Le opposizioni hanno ridotto gli interventi come senso di responsabilità ma non mancano le critiche : “pagheranno le famiglie dei ceti medio bassi” dice Fassino (PD) . Una manovra che salta il fosso con una cifra che supera ampiamente i 70 miliardi di euro di cui 23 miliardi nel 2013 e 47 nel 2014 . Tra le indiscrezioni l’introduzione dei ticket al Pronto Soccorso ,per i codici bianchi e per le visite specialistiche ,l’abolizione degli ordini professionali interesserà tutte le professioni che non sono soggette ad esame di stato, ancora aumenti per le accise dei carburanti,tagli ai ministeri, molti i tagli sulle detrazioni delle famiglie,di contro nessun taglio sui costi della casta politica.

Di Maurizio Cirignotta

martedì 12 luglio 2011

Vaticano; tra religione e dio denaro ?


Dopo le ultime dichiarazioni degli esorcisti che accusano internet di essere la fonte di peccato, da cui il diavolo prende fonte per lanciare l’ultima sfida alla religione cattolica, ancora una volta la sfida al vaticano arriva da current-tv che giorno 14 luglio sul canale 130 di sky Italia ,manderà in onda il programma “vatican insider il denaro in nome di dio”. Si parla di dio denaro nel nome del quale sono stati eletti Papi,sono state radunate masse ed innalzato mura attorno ad un potere spirituale destinato all’eternità. Un viaggio all’interno dello stato sovrano più piccolo e segreto del mondo. Ritornando agli esorcisti gli stessi hanno stilato in merito un vademecum di comportamento dedicato agli internauti che prevede ogni forma di intervento del maligno nel mondo,importante è stare in guardia nei confronti di libri, programmi televisivi, informazioni dei mezzi di comunicazione, che a scopo di lucro sfruttano il diffuso interesse per fenomeni insoliti o malsani.
Cosa ci sarà di vero? Lo scopriremo anche su current-tv !!

M.C.

lunedì 11 luglio 2011

ECONOMIA: VILLE DI LUSSO E YACHTS A NULLATENENTI E POVERACCI


Un popolo di disoccupati e di nullatenenti sono il fronte dell’evasione fiscale in quanto anche possessori di ville di lusso che però rimangono nell’ombra. Il sospetto che questa schiera di evasori viva sotto l’ombrello di imprenditori e professionisti e sostenga anche la malavita organizzata . A denunciare una scottante verità tutta italiana è l’associazione contribuenti italiani che attraverso lo sportello del contribuente ammette la presenza dei “ricchi nullatenenti” dei “poveri possidenti” che non hanno mai nulla da dichiarare,pur spendendo migliaia di euro. Dai dati del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato nel 2010 (redditi 2009) meno di 15.000 euro annui, il 17 % invece solo 20.000 euro, lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all'anno. Una condizione che contrasta con l’aumento dei posti barca del 12,3% e con l’acquisto delle imbarcazioni di lusso. Una spesa complessiva che nel 2011 è aumentata del 6,7%,molti i ricchi nullatenenti che hanno circa il 53% dei contratti di locazione di ville a Porto Cervo, Forte dei Marmi, Porto Rotondo, Rapallo, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panarea, Portofino, Taormina e Amalfi alcuni addirittura hanno la social card. Molti “poveracci” si dedicano alla “passion investiments” che consiste nell’acquistare auto di grossa cilindrata (240.000),yachts,gioielli e oggeti d’arte. La strategia dello speso metro e del redditometro avviato dall’amministrazione finanziaria sebbene ancora in rodaggio è al punto zero,la fede fiscale ancora una volta è calata di 11 punti. La politica degli accertamenti fiscali è sterile occorre abbassare le aliquote che oggi sono le più alte d’Europa.
Di Maurizio Cirignotta

domenica 10 luglio 2011

Patagonia,ultima frontiera ambientale


Un mondo che cambia sotto l’azione dell’uomo . Una frontiera invalicabile che negli ultimi anni cerca di essere abbattuta all’insegna di un progresso tecnologico che non valuta il danno ambientale che può provocare. Tra le varie lotte di popolo che in tutto il mondo difendono il loro paradiso terrestre ,troviamo l a Patagonia. Una terra ,quella cilena ,che oggi è considerata una delle aree più importanti del nostro pianeta con caratteristiche uniche riguardo l’ecosistema e che rappresenta un vero serbatoio scientifico e turistico. Ghiacciai, montagne, fiumi, laghi, fiordi, isole, foreste, steppe e zone umide che formano una delle più grandi riserve d'acqua dolce del pianeta e del patrimonio naturale non solo del Cile, ma anche dell’ umanità. Una biodiversità che vede la presenza di piante ,animali ed uccelli oltre che rettili ed anfibi ancora sconosciuti. Le aree protette sono molteplici e rappresentano una vera riserva naturale per la biosfera ,condizione che la pone come patrimonio mondiale dell’umanità per l’Unesco. Nell’ultimo periodo anche questo polmone naturale è attaccato da un progetto tutto italiano “Hidroaysen” che dovrebbe essere realizzato dall’italiana ENEL,all’origine l’autonomia energetica del Cile dal precario Gas dell’Argentina. Un progetto che l’ENEL dovrebbe realizzare in collaborazione con delle società locali (Endesa) ora consociata ENEL,con un impegno di circa 3 miliardi di dollari. La mega infrastruttura prevede la costruzione di cinque mega dighe che dovrebbero essere realizzate nella regione patagonica di Aysèn, l’obbiettivo è quello di arginare i potenti fiumi Pascua e Baker dirottandoli nelle cinque dighe con la distruzione di migliaia di ettari di terra incontaminata. Più di 2235 km di cavi che dovrebbero attraversare tutto il Cile dal nord al sud dando un’autonomia energetica calcolato al 20% del totale cileno. Ad opporsi al progetto migliaia di cittadini comandati da accion ecologica il cui capo è Luis Rendòn, non ultima la manifestazione di santiago del cile del 20 maggio 2011 che ha visto nel mirino l’ambasciata italiana e dove hanno partecipato circa 40 mila persone. Secondo i manifestanti che rappresentano come idea il 61% della popolazione a livello nazionale le dighe non sono necessarie e lo stesso Rendòn ammette:“stanno imbrogliando le carte, tentando di corrompere la popolazione locale, cambiando le informazioni tecniche”, sembra che si stia ,infatti, separando la valutazione di impatto ambientale delle dighe dalla rete di trasmissione elettrica costituita da ben duemila chilometri di tralicci. Una condizione che ha provocato uno stop al progetto da parte del Tribunale di Puerto Montt, che ha accolto il ricorso degli ambientalisti ed ha imposto di riesaminare tutti gli atti. Nel frattempo nei comuni della regione è iniziata una raccolta firme per fare un referendum popolare decisionale ,in Cile la legge prevede che se viene superato il limite del 50% dell’elettorato attivo il sindaco di ogni comune deve in maniera vincolante emettere entro 10 giorni il relativo decreto che poi viene pubblicato nella gazzetta ufficiale. Termine 60-90 giorni per le consultazioni pubbliche. La proposta di Accion Ecologica sull’energia è quella collegata alle biomasse, all’eolico ed al solare che attualmente impegna il Cile per soli 30 MW. Chi vincerà la battaglia per l’ambiente? Il dio denaro o i cittadini?

Di Maurizio Cirignotta

venerdì 8 luglio 2011

Bahrain,continua la rivolta popolare


Sotto la chiusura totale da parte della stampa internazionale continua la rivolta popolare in Bahrain,da qualche giorno la popolazione scende di nuovo in piazza. La repressione mediatica del Regno è riuscita a bloccare twitter uno degli strumenti di comunicazione più veloce. La rivolta dei gelsomini iniziata a febbraio del 2011 che ha avuto il suo culmine il 12 marzo 2011 quando in seguito ad una rivolta sono state uccise un numero imprecisato di persone e fatto circa 200 feriti. Attualmente il Bahrain e retto da un emirato che vede a capo Hamad Ben Issa Al-Khalifa fin dal 1971,dopo la rivolta lo stesso è corso ai ripari decretando lo stato di emergenza nazionale per tre mesi, rassicurato anche, dall’aiuto degli emirati arabi e dell’Arabia Saudita. Il pericolo di crollo della monarchia è reale in quanto la popolazione è a maggioranza sciita ma i regnanti sono Sunniti. Il popolo in rivolta chiede riforme costituzionali e l’immediato allontanamento dello sceicco. Forse nel sistema si innesca anche il contrasto trentennale con il vicino Iran a popolazione sciita. La principale risorsa dell’emirato è il petrolio trovato nel 1932 che però sembra essersi ridotto nella sua riserva negli ultimi anni,la produzione infatti non supera i 40.000 barili al giorno. Dopo la imminente capitolazione della Libia il quadrato delle rivolte si diffonde a macchia d’olio con una sostanziale differenza che in Bahrain non ci sono le bombe degli alleati che aiutino le molteplici morti innocenti.
Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 6 luglio 2011

Province,voto alla camera brucia 16,5 miliardi di Euro


Mentre tutti parlano in maniera demagogica di riduzione dei costi della politica,ecco la risposta concreta che viene proprio dagli scranni della politica che pensa bene e razzola male. False promesse nei confronti degli italiani che hanno creduto a programmi politici illusionistici che poi si sono rivelati sibillini e ricchi di meri interessi personali e di potere. Una dura realtà che nasce alla camera dei deputati il 5 luglio 2011, quando alla proposta di abolizione delle province con modifica degli articoli costituzionali 114, 117, 118, 119, 120, 132 ,133 presentata in aula dall’IDV il voto e stato palese con 225 voti contrari, 240 astenuti e 83 favorevoli. Hanno votato contro i deputati del PDL che con l’appoggio astensionistico del PD hanno determinato la mancata abolizione di tale spreco, tutto Italiano. Alcuni si sono nascosti dietro una considerazione: “Non sappiamo dove verranno trasferite le competenze delle province”,un modo per lavarsi le mani come Ponzio Pilato e nello stesso tempo ,però, fare l’occhiolino alle decisioni del partito di maggioranza. In realtà le competenze delle province che enunciamo in sequenza sono: tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; valorizzazione dei beni culturali; viabilità e trasporti; protezione della flora e della fauna, parchi e riserve naturali; caccia e pesca nelle acque interne; organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore; servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l'edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale. Una sequenza facilmente dislocabile a vari enti locali che già si interessano di questi settori. Ad oggi le province sono 110 ma il loro numero è salito nel corso degli anni e specie nel secondo dopoguerra, nel 1946 erano 91 per poi aumentare gradualmente fino ad arrivare nel 2004 a 110 di cui ben 19 provincie con meno di 200 mila abitanti. Un’impalcatura di gestione dello stato che costa agli italiani 16,5 miliardi di euro ogni anno. Una gestione che grava sui cittadini per circa 160 euro procapite ,che nel dettaglio sono 178 euro al centro,164 al nord e 143 euro al Sud. Il finanziamento delle provincie deriva per buona parte dalle imposte automobilistiche,dalla imposta sulla RC auto ed altre imposte legate all'auto. Cosa c’è sotto tutto questo? Certamente una vero sistema di potere che non può essere scardinato perche gli interessi sono trasversali, sia per la destra che per la sinistra. A nessuno interessa operare per le famiglie italiane, su cui, ricadono i costi di gestione di tali enti. Guardando l’Europa, l’Italia non è comunque l’unico Paese occidentale in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale e sub-statale (comuni, province e regioni). Un dato importante è quello dato dall’ Istat nel 2005 dove si denota un aumento delle spese di questi enti che si attesta a +34,46% rispetto alle entrate. Tra gli sperperi di interesse comune possiamo annoverare incarichi esterni ad esimi professionisti, affitti scolastici esorbitanti, contributi per manifestazioni ,acquisti di suppellettili per centinaia di milioni,missioni d’oro, pagamenti di indennità e prebende che si aggirano solo in Sicilia in ben 150 milioni di euro, ecc. Tra le varie Regioni d’Italia la Sicilia è quella che potrebbe eliminare da subito le infrastrutture Provinciali attraverso una norma prevista nello Statuto di autonomia speciale all’art 15 che prevede le circoscrizioni di comuni. Una condizione che permetterebbe alla stessa Sicilia di risparmiare subito il 10% sul deficit strutturale. Considerando le cifra della finanziaria 2011 oggi firmata dal capo dello stato di 68 miliardi di euro : 2 per il 2011, 6 per il 2012, 20 per il 2013 e 40 per il 2014 ,ci rendiamo conto di quali sono stati gli effetti devastanti della non abolizione delle province. A questo punto il popolo sovrano da chi si deve difendere?

Di Maurizio Cirignotta

sabato 2 luglio 2011

Gela, tra ex voto e fede, la festa della madonna delle Grazie


E’ il 2 luglio, a Gela ,quando un momento di fede riesce a fermare la città. Una ricorrenza ,quella,della madonna delle Grazie che si incarna nei secoli attraverso la richiesta “Da’ Grazia” e l’offerta alla madonna dei Bambini che davanti alla sua statua vengono spogliati come segno di grazia ricevuta ma anche di protezione verso il malvagio. Un fiume di fedeli che fin dalla prima mattina del 2 luglio si accalcano nel convento dei cappuccini Minori di Gela, dove si venera la madonna. Durante la processione che si interseca per tutta la città gli ex voto, per grazia ricevuta, immolano il loro sacrificio camminando scalzi per tutto il percorso con in mano “U Ceru”. Tradizioni popolari che si intersecano in una Sicilia che non dimentica la sua storia e le sue origini. Una giornata di festa che si addobba di luci che arricchiscono il corso principale,un’insieme di colori che vanno dal rosso al giallo e che si destreggiano in un corollario di fuochi d’artificio che iniziano già dalla mattinata con i botti di mezzogiorno per finire dopo la mezzanotte ,al rientro del simulacro della madonna,con i giochi pirotecnici a mare. Una ricorrenza che attira in città anche tanti emigrati gelesi sparsi nel mondo che nel ricordo dei tempi che furono possono rivivere una ricorrenza che non è stata mai intaccata dal tempo.

Di Maurizio Cirignotta