martedì 30 marzo 2010

Regionali 2010, vittoria del Centro Destra e della Lega


Tra gli astensionismi (8%, le critiche ed i vari attacchi che la Sinistra ha voluto nell’ultimo periodo inviare al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ecco la risposta del Popolo che permette di sancire un cambio di rotta in molte regioni Italiane. Nel totale ben sei le regioni vanno al centro Destra ,monco dell’Udc che ha voluto scegliere la via del grande Centro avendo in alcune regioni anche dei buoni risultati,le altre sette regioni invece vanno al Centro Sinistra che però ne perde ben 4 tra cui il Lazio ed il Piemonte. Nel totale quindi da parte del Centro Destra una risalita di ben 4 Regioni che erano appannaggio del Centro Sinistra. Notevole la performance della Lega che conquista il Veneto con Zaia ed il Piemonte che passa al Centro Destra con Cota anche attraverso gli ottimi risultati dei Grillini che si sono contrapposti al PD. Ma la vittoria certamente più sonante è stata quella del Lazio con la Polverini dove nella Provincia di Roma non era presente con il simbolo del PDL. Nota importante anche per la Campania che ha nettamente bocciato il candidato della Sinistra a Favore di Caldoro, forse effetto immondizia !!. Un nuovo scenario che vedrà un’Italia divisa in termini di abitanti che saranno da una maggioranza di Centro Destra in termini di popolosità e numero di abitanti. Le Regioni a Statuto Speciale tra cui la Sicilia devono a questo punto prendere atto del fatto che il governo dell’Italia parla “Lega” e che le strategie riguardo la nascita del partito del Sud sono oramai in dirittura d’arrivo. Giusta quindi la dichiarazione del capogruppo dell’MPA al Senato Giovanni Pistorio che ha dichiarato “c’è poco da aspettarsi da un governo nazionale che parla nordista e leghista ,che sembra avere cancellato dalla sua agenda il Sud”. Tra i diritti negati si ricorda il rifiuto del governo sulle accise collegate ai prodotti petroliferi prodotti ed estratti in Sicilia.

Maurizio Cirignotta

lunedì 29 marzo 2010

Regionali 2010, inversione di tendenza


Dalle prime proiezioni la stima di un equilibrio che raggiunge il Centro Destra che sembra essere presente su 5 regioni su 13, un dato che si contrappone al dato 2005 che ha visto ben 11 regioni al centro Sinistra e solo 2 regioni al centro Destra. Dato importante la ridotta affluenza al voto che si attesta per le regionali al 64,81% quasi l’8% rispetto in meno rispetto alle precedenti regionali . Tra le regioni al voto ricordiamo la Toscana ,L’Emilia Romagna,l’Umbria,la Liguria,la Puglia,la Basilicata e le Marche che sembrano avere votato a Sinistra mentre il Veneto e la Lombardia dovrebbero andare al Centro Destra,tra le regioni in bilico il Piemonte ed il Lazio .Una campagna elettorale difficile che in molti punti ha dimenticato il nodo Sanità e le problematiche fondamentali legate alla crisi Economica e Sociale che attualmente attanaglia il paese. Grande disattenzione per il popolo attento invece alla perdita del posto di lavoro ed alla grande disoccupazione attualmente in atto in Italia.

Maurizio Cirignotta

giovedì 25 marzo 2010

Gela, Giovane di 21 anni segregata in Casa


Il mondo dei giovani a Gela città della Mafia in taluni casi risulta difficile perché deviante e anche pericoloso. Ad incappare in una protezione che travalica il senso della normalità, una giovane ragazza di 21 anni abitante nel quartiere di Scavone che dopo una tentata violenza carnale avvenuta nel Gennaio scorso ha dovuto sopportare l’onta della segregazione bonaria da parte del Padre. Un modo certamente arcaico tendente sicuramente a proteggere la stessa ragazza che però in uno sfogo di follia e con l’aiuto dei vicini è riuscita a superare l’ipotetico ostacolo e ad essere accompagnata dai Carabinieri in Ospedale,dove è stata riscontrata una prognosi di cinque giorni. La ragazza dopo l’interrogatorio di rito ha comunque parlato di metodi educativi severi e di un lavoro in casa che la rendeva impegnata tutta la giornata e che nessuno le aveva mai impedito di uscire. Una storia che quindi finisce nel nulla ma che pone certamente degli interrogativi comuni sulla filosofia sicula di alcune realtà Siciliane dove la condizione di latente ignoranza risulta presente e fondamentalmente riconducibile al libro di Lara Cardella “Volevo i Pantaloni”.
M.C.

mercoledì 24 marzo 2010

Caltagirone,il Sindacato “NurSind” rivendica l’autonomia per la Sanità locale


Manifestazione, il 23 marzo 2010,del Sindacato Infermieristico Nursind che ha avviato presso il presidio ospedaliero “Gravina” di Caltagirone un sit-in, a cui hanno partecipato circa 25 persone, atto a sensibilizzare la comunità del Calatino sulla chiusura dell’Azienda Ospedaliera “Gravina e Santo Pietro”. Una rivendicazione che arriva dopo 11 mesi dalla nuova rimodulazione della Sanità Siciliana , imposta dal nuovo piano di rientro e dettata dal Ministero della Salute, che in mancanza di atti concreti avrebbe portato al commissariamento della Sanità dell’Isola, con la perdita di ben 900 milioni di euro(Somme che il Ministero della Salute ha trattenuto per il mancato raggiungimento dell’obbiettivo Costi-Salute negli anni scorsi) .La legge regionale in oggetto fonte delle varie proteste autonomistiche locali è la legge regionale n°5 del 14/4/2009 dove si è agito sia in termini di risparmio economico che di riorganizzazione Sanitaria del territorio predisponendo così una sanità di tipo Provinciale ,che ora basa le sue forza sulle 9 ASP a cui si assommano anche gli IRCCS e i Policlinici per un totale di 17 aziende. Dalle dichiarazioni dei manifestanti quella di Pietro Sammartino componente della Direzione Nazionale NurSind ,che ha affermato “che la riforma voluta dal presidente della Regione Lombardo rischia di rivelarsi monca per due ragioni essenziali,la prima è quella di omologare i servizi sanitari su un territorio molto vasto quale è quello della provincia di Catania dove si rischia infatti di privilegiare gli utenti del capoluogo e dei centri ad esso vicini a discapito di quelli territorialmente lontani. La seconda invece continua Sammartino è legata alla struttura della stessa riforma che vede una riduzione dei posti letto e per quanto riguarda il Calatino la penalizzazione del centro riabilitativo di Santo Pietro.” Certamente un processo difficile quello della neonata Sanità Siciliana retta dall’Assessore Russo che ad oggi stà cercando di ottimizzare il sistema, ottenendo anche risultati concreti che in taluni casi però vanno a cozzare con le piccole sacche di potere politiche e sindacali. Tra le note la mancata partecipazione da parte delle altre sigle Sindacali. A dare solidarietà ai manifestanti il sindaco di Caltagirore Francesco Pignataro(area PD) ed il Consigliere Provinciale del PDL Sergio Gruttadauria. Avviata anche una raccolta di Firme.

Maurizio Cirignotta

sabato 20 marzo 2010

Sicilia : Festa di San Giuseppe, continua la tradizione Popolare


Come ogni anno ,dai tempi che furono, si ripete in Sicilia la tradizione popolare che innalza San Giuseppe a Padre della famiglia Siciliana ed a protettore dei Poveri. Occasione che si è ripercorsa ancora una volta anche a Gela, quinta città Siciliana di 77611 anime, dove viene scelto come giorno fatidico per riconfermare la millenaria tradizione popolare, il 19 marzo , giornata delle “Cene di San Giuseppe”. Una città che in onore di san Giuseppe si trasforma in una corsa alla solidarietà verso i poveri della città. A fulcro di tale atto la “Promessa” da parte di alcuni cittadini a volere donare,per grazia ricevuta, in questo giorno fatidico un ricco pranzo luculliano a tre poveri che in rappresentanza della tradizione indicano simbolicamente San Giuseppe,la Madonna e Gesù Bambino. Una tradizione che vede da parte di chi ha promesso l’atto di fede e di sacrificio una raccolta nei 5 mesi antecedenti il 19 marzo di vettovaglie,dolci,denaro e tutto quello che può essere utile e d’aiuto alla famiglia prescelta. L’impegno preso con San Giuseppe deve essere rispettato e deve ripercorrere tempi e modalità antichissime. L’epilogo del grande lavoro collaborativo si vive il giorno precedente quando già in mattinata fervono gli ultimi preparativi ed i dettagli della tradizione devono essere rispettati,tra questi la benedizione da parte dei preti di Gela ,il Rosario e l’attesa della “Palummella” che a detta degli anziani deve entrare all’interno del luogo dov’è ubicata la cena di San Giuseppe in rappresentanza dello spirito santo che così rende grazia al luogo e lo rende anche pronto ad accogliere il giorno successivo, San Giuseppe. Ma la popolare tradizione assunta in una rappresentazione grafica si ha il 19 marzo alle ore 12,00 circa, quando arriva San Giuseppe e dopo avere bussato per due volte all’uscio della casa prescelta viene accolto alla fatidica Cena attraverso un rito del tutto singolare e nel rispetto della Sacra Famiglia. Il tutto si conclude con un pranzo luculliano e con la spartizione dei beni ai tre poveri convenuti che ritornano a casa contenti per la grazia ottenuta da San Giuseppe attraverso la solidarietà della famiglia ospitante la Cena. Infine la parola di rito “la Promessa è compiuta” e tutti ringraziano la provvidenza Divina.

Maurizio Cirignotta


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giovedì 18 marzo 2010

Lavori Usuranti, si mantiene la regola.


E’ l’approvazione in Senato del Decreto Legge 1167 B collegato alla finanziaria 2010 a sancire le regole per i Lavori usuranti . Il provvedimento già pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato inglobato nell’ambito di molte novità relative alla riforma del lavoro, si passa infatti dai 9 articoli del 2008 ai 50 attuali. Riguardo i lavori Usuranti viene mantenuta la regola prevista all’art.lo 1 che permette ai lavoratori aventi diritto di andare in pensione 3 anni prima della soglia, attualmente in vigore. La norma inoltre aggiunge una cautela nei confronti dei lavoratori che hanno trascorso più anni in attività considerate usuranti. La stessa comunque dovrà essere indicata con specifico futuro provvedimento. Le categorie che possono avere i benefici sono quelle previste dal decreto Salvi del 1999 a cui si aggiungono i lavoratori impiegati nei turni di notte, gli addetti alle catene di montaggio ed i conducenti di veicoli con capienza non inferiore ai 9 posti. Riguardo al lavoro notturno sono stati inoltre mantenuti tre parametri che permettono di graduare i benefici per i lavoratori notturni. 1)Lavoratori che effettuano tra le 64 e le 71 notti l’anno per i quali è previsto un anno di sconto. 2)Lavoratori che effettuano un numero superiore alle 71 notti e quindi nel range tra le 72 e le 77 notti possono usufruire di uno sconto di 2 anni. 3) Per chi supera infine la soglia di 77 notti può usufruire di tre anni di sconto sul limite ordinario previsto dalla legge. Tra le categorie che possono essere appannaggio della norma si ricordano gli infermieri ,gli agenti di pubblica sicurezza e tanti altri che mantengono in attività il servizio nelle 24 ore.
Maurizio Cirignotta

lunedì 15 marzo 2010

Gela: La Sanità Oncologica continua a perdere la propria identità.


Tra mosse di circostanza riguardo l’annoso problema dell’Oncologia, vedi istituzione nei giorni scorsi di un comitato promotore a cui partecipano Eni ,Istituto Superiore di Sanità e ASP 2 ,che ancora una volta a Gela cercherà di beffare i cittadini oramai stanchi delle migliaia di morti per tumore, riconducendo come sempre il tutto ad un’ipotetica mission che vuole accertare il vero legame tra malattie tumorali ed ambiente dopo ben 40 anni di attività industriale che ha visto la totale distruzione del territorio. Cosa ci vogliono far credere? Forse che le migliaia di decessi innocenti non hanno niente a che vedere con l’Industria o con l’inquinamento?. Tutta una serie di azioni che pongono Gela città di frontiera nelle condizioni di cadere ancora una volta sotto i colpi della politica che conta del nord della provincia che vuole forse farci capire che il problema Oncologia non esiste e che tutte le lotte affrontate nel tempo non presuppongo investimenti dedicati da affrontare nel territorio. I vari proclami relativi alla posa della prima pietra riguardo la Radioterapia, che avrebbe dovuto iniziare i lavori il 15 di Marzo sono forse un segnale di tale iniquità politica? La vera realtà è sotto gli occhi di tutti e si chiama radioterapia targata San Cataldo che ad oggi vede già all’orizzonte le future assunzioni già in essere in Gazzetta Regionale e messe a concorso. Come al solito restiamo al palo? Anche i sindacati ed i medici del presidio Ospedaliero“Vittorio Emanuele” si accorgono di una realtà sanitaria che stà affondando in un territorio quello del Gelese che conta ben 130.000 anime, già pronte al trapasso. Strutture già finanziate come l’Hospice e la Radioterapia perchè devono aspettare? Occorre una presa di coscienza da parte della politica che invece di fare accordi sotto banco e pensare alle amministrative deve cercare di fare gli interessi della collettività Gelese, affinchè, le opere finanziate inizino il loro iter fisiologico. La collettività è stanca di aspettare e vuole solo risposte concrete.

Maurizio Cirignotta

sabato 13 marzo 2010

La Cooperazione Sociale come fonte di sviluppo dell'Imprenditoria Siciliana.


Lo sviluppo dell'Imprenditoria dei nostri giorni passa anche dalla responsabilità dell'impresa ad essere presente nel territorio attraverso la solidarietà sociale. Una condizione che deve sempre tener presente l'uomo al centro dell'azienda e come fondamento per lo sviluppo del territorio e della stessa azienda. Valori etici che debbono predisporre in questo senso nei bilanci delle Aziende una quota dedicata alle esigenze ed ai bisogni dell'uomo lavoratore e cittadino. I fondi etici in Italia sono al 4° posto e possiamo aumentarli attraverso il concetto di percentuale dedicata nei ricavi aziendali. Tra gli esempi le raccolte fondi Etici che vengono fatte nei vai supermercati d'Italia per venire in aiuto alle varie problematiche sociali di ogni giorno. Concetti importanti che sono stati trattati a Gela il 13 di Marzo 2010 nell'ambito del convegno sul “CSR,una condizione utile per un'imprenditoria responsabile”organizzato dal Presidente dall'ASI, Dott. Pisano in collaborazione con Inforgroup(Società per lo sviluppo del lavoro polifunzionale). Tra i relatori l'Assessore Regionale alle Politiche sociali ed alla Famiglia On Nicola Leanza che nel suo intervento ha voluto rimarcare come lo sviluppo economico della Sicilia parta anche dalle piccole e medie imprese che oggi rappresentano il cuore pulsante della nostra Regione. La Sicilia ha continuato L'On. Leanza ,nell'ultimo periodo ha sofferto notevolmente la crisi economica ed il bilancio della povertà Siciliana è in Salita , per non parlare di disoccupazione e cassa integrazione ,siamo tra i primi in Italia. La legge regionale n° 10 dedicata alla tutela della Famiglia è solo una legge per memoria che non ha un centesimo di fondi dedicati. Occorre quindi che le Istituzioni siano vicini all'Impresa cercando di allontanare tutte le Imprese Mafiose. La responsabilità Sociale dell'Impresa è uno dei metodi che a lungo andare può portare profitto alla stessa impresa. Tra gli altri l'intervento del Dott pisano che ha ribadito il concetto di impegno rivolto agli imprenditori che debbono fare la loro parte nell'ambito del territorio e nei confronti di tematiche importanti tra cui l'ambiente. Il vice presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta Dott. Pasqualetto ha messo invece il dito sulla piaga dando dei dati interessanti sulla situazione imprenditoriale in provincia di Caltanissetta che ad oggi conta ben 18000 ditte individuali e solo 305 SPA in considerazione di un territorio che non attrae investimenti dall'esterno in relazione al fenomeno malavitoso. Occorre quindi, a continuato Pasqualetto, creare una vera zona franca per la legalità con una fiscalità di vantaggio. Non si riesce poi a capire come mai nella nostra zona il costo del denaro è l'1,5% in più della stessa Palermo e 3% in più rispetto alla media nazionale. La provincia di Caltanissetta inoltre ha un record sul lavoro Nero ed irregolare superiamo il 31% del totale forza lavoro. Netto tra gli altri l'ntervento della dott.ssa Gabriella Rizzo responsabile di InforGroup che ha detto come Responsabilità Sociale d'Impresa significa “Cittadinanza Attiva”. Ha chiuso infine i lavori, l'esperienza d'impresa di un Impreditore del Nord-Italia, il Dott. Pizzi che dal 2002 ha dedicato l'1% del fatturato annuale per incrementare le varie possibilità di sviluppo sociale del territorio e della sua impresa con un rientro favorevole per la stessa azienda.

Maurizio Cirignotta

martedì 9 marzo 2010

Gela Città Ellenica riscopre i suoi valori Artistici.



Parte da Gela una nuova era Culturale e Turistica che il Governo Regionale Siciliano retto dall’On. Lombardo ha voluto implementare in tutta la Sicilia. Il progetto che interesserà Gela ed i due comuni limitrofi ,Niscemi e Butera porterà alla valorizzazione in rete delle proprie ricchezze artistiche in un contesto turistico di rara bellezza. Occasione per sancire tali obbiettivi la conferenza stampa che si è tenuta a Gela giorno 9 Marzo 2009 alle ore 12.00 presso il Museo Regionale ,dove sono stati presentati dei reperti trovati il 28 Gennaio 2010 da due Militari della Marina Militare nei fondali antistanti la cittadina del Golfo. I 102 reperti trovati sono di alto valore storico in quanto risalenti alla dominazione Greca della città di Gela. Il Recupero dei reperti si è potuto effettuare attraverso una sinergia operativa tra la Marina Militare e l’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana. Premessa importante è la presenza Regionale della Sovraintendenza del Mare nata nel 2004 per tutelare ,gestire e valorizzare la cultura del Mare, attuando un continuo controllo dei fondali portando sempre a Gela al ritrovamento nel 2008 di una nave Greca(attualmente in restauro) che andrà entro il 2012 ad arricchire le ampie ricchezze già presenti nel Museo di Gela. Presenti alla Conferenza stampa l’Assessore Regionale ai Beni culturali Dott. Gaetano Armao che ha voluto puntualizzare come le risorse culturali sono determinati per il rilancio turistico della Sicilia e Gela in questo senso ha tutte le carte in regola per svolgere un ruolo da protagonista. Tra gli altri le massime cariche della Marina Militare,l’On Giuseppe Federico(Presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta),che più volte è stato additato dall’Assessore come promotore di tale nuova era Turistico-Culturale per il territorio. Presenti anche l’On Lillo Speziale,l’On Rosario Crocetta ,per l’Amministrazione Comunale di Gela erano invece presenti il Commissario Straordinario Dott. Rosolino Greco ed il Direttore Generale Ing. Renato Mauro,per il Consiglio provinciale era presente il Dott. Enzo Pepe.

Maurizio Cirignotta

lunedì 8 marzo 2010

Caltanissetta 6 e 7 Marzo ,Capitale della Danza Siciliana


Una due giorni quella del 6 e 7 Marzo 2010 che ha sancito per la provincia Nissena il titolo di Capitale Siciliana della danza. Sede della manifestazione il Pala Carelli della Provincia Regionale di Caltanissetta che ha ospitato 1600 ballerini provenienti da tutta la Sicilia. I vari gruppi divisi per classi e per fascia d’età si sono sfidati per il titolo Regionale delle varie categorie di ballo. Ad organizzare la manifestazione la FIDS ( Federazione Italiana Danza sportiva) retta in Sicilia dal suo Presidente Giovanni Costantino che in collaborazione con il Coni e con il Patrocinio dell’Assessorato Regionale Allo Sport e Turismo e del Comune di Caltanissetta ha permesso a ben 820 coppie di ballerini di sfidarsi nel parquet del Pala Carelli.Caratteristiche le varie coreografie da febbre del Sabato Sera ricche di colori ed abiti del passato ,degni di nota le performance della Classe Internazionale che ha rappresentato il fiore all’occhiello della manifestazione. Il pubblico infine ha sancito la piena riuscita della manifestazione con una massiccia presenza che si è attestata intorno alle 5000 persone. Tra le note anche la passerella dei politici locali che hanno assicurato un maggiore appoggio economico agli organizzatori e la possibilità di mettere in rete le infrastrutture provinciali per ogni eventuale manifestazione di danza in tutta la provincia di Caltanissetta.

Maurizio Cirignotta

Provincie Italiane uno spreco da 14 miliardi di Euro ?


Una cifra da finanziaria , quella di 14 miliardi di euro, che rappresenta ad oggi per un’Italia sotto la scure della crisi economica un vero buco nero, difficilmente sanabile. Il punto di ricordo per fare tali considerazioni è il voto alla Camera del 5 Marzo 2010 con 305 voti a favore e 245 contro, del disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni. Che ha sancito lo slittamento del blocco e della riduzione delle poltrone negli enti locali nel 2011. Mettendo il dito sugli sprechi possiamo notare come il sistema di potere nel territorio della penisola si basa oggi su centodieci provincie con un costo per lo Stato di 14 miliardi di euro e ben 61 mila dipendenti con l’aggravio negli ultimi anni della nascita di altre sette provincie mentre altre 21 sono in arrivo, senza tener presente che vi sono ben 19 provincie con meno di 200 mila abitanti. Nel corso degli anni ,comunque , abbiamo fatto un salto di qualità e di costi e siamo passati dalle 59 provincie del 1861 alle 110 di oggi. I costi di gestione si sono moltiplicati e gravano naturalmente sui cittadini che pro capite ogni anno pagano per mantenerle circa 160 euro ,che nel dettaglio sono 178 euro al centro,164 al nord e 143 euro al Sud. Il finanziamento delle provincie deriva per buona parte dalle imposte automobilistiche,dalla imposta sulla RC auto ed altre imposte legate all'auto. Cosa c’è sotto tutto questo? Certamente una vero sistema di potere che non può essere scardinato perche gli interessi sono trasversali, sia per la destra che per la sinistra. A nessuno interessa operare per le famiglie italiane, su cui, ricadono i costi di gestione di tali enti. Guardando l’Europa l’Italia non è l’unico Paese occidentale in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale e sub-statale (comuni, province e regioni). Gli enti hanno la competenza su strade provinciali ,immobili scolastici, promozione dei prodotti del territorio,servizi sociali,ambiente. Prima di parlare di sperperi consideriamo però il dato Istat 2005 delle spese di tali enti che si attesta a +34,46% rispetto alle entrate. Tra gli sperperi possiamo annoverare incarichi esterni ad esimi professionisti, affitti scolastici esorbitanti,contributi per manifestazioni ,acquisti di suppellettili per centinaia di milioni,missioni d’oro, pagamenti di indennità e prebende che si aggirano solo in Sicilia in ben 150 milioni di euro ecc. Tra le varie Regioni d’Italia la Sicilia è quella che potrebbe eliminare da subito le infrastrutture Provinciali attraverso una norma prevista nello Statuto di autonomia speciale all’art 15 che prevede le circoscrizioni di comuni. Una condizione che permetterebbe alla Sicilia di risparmiare subito il 10% sul deficit strutturale Siciliano tra entrate ed uscite.

Maurizio Cirignotta

Approfondimenti sul caso province italiane

mercoledì 3 marzo 2010

Gela: Pericolo di contaminazione radiologica da U-238 ,iniziano le bonifiche…


Dopo circa venti anni iniziano a Gela ,città della mafia ma anche dei tumori ,le bonifiche della grande discarica di Fosfogessi. La discarica è localizzata in zona Piana del Signore, vicina all’ex impianto Enichem per la produzione di fertilizzanti (dismesso nel lontano 1992) ed oggi di proprietà della Syndial. Una vera bomba atomica con una capacità di ben sei milioni di metri cubi di fosfogessi che rappresentano ad oggi uno dei siti di discarica più grandi d’Italia. La produzione di fertilizzanti infatti che si è ripercorsa per anni a Gela ha prodotto tonnellate di fosforiti(minerali di partenza costituiti da fosfati di calcio) che nella loro condizione di instabilità molecolare hanno determinato la formazione di una elevata concentrazione di U-238 (Isotopo dell’Uranio) nella stessa discarica e quindi una reale situazione di potenziale sorgente di esposizione alle radiazioni per la popolazione. Nel dettaglio l’U-238 è l’uranio impoverito ed è considerevolmente meno radioattivo anche rispetto all'uranio naturale ma che in miscela ad alta concentrazione con un isotopo l’ U-235 può essere utilizzato per le armi nucleari. Il suo uso comunque viene ad oggi indicato per il munizionamento anticarro, nel nucleo dei proiettili penetranti la corazza (con capacità di trasferire grandi quantità di energia cinetica ad una superficie molto piccola, incrementando così di molto l'attrito e trasformando la decelerazione in calore che fonde l'acciaio), ed altre applicazioni che richiedono metalli molto densi. L’area oggetto della bonifica è di circa 50 ettari e le somme investite si aggirano intorno ai 70 milioni di euro. La zona dopo la bonifica sarà utilizzata per la costruzione di un parco fotovoltaico con un impegno spesa di circa 30 milioni di euro ed una potenza produttiva di energia elettrica di 5 MW. Nel corso del tempo l’Eni impegnerà nel sito di Gela circa 500 milioni di euro tutti dedicati alle bonifiche.
Maurizio Cirignotta

martedì 2 marzo 2010

Corte dei Conti ,le privatizzazioni hanno prodotto solo aumenti delle tariffe !!


Anche la corte dei conti si accorge che il processo di privatizzazione delle varie aziende pubbliche, ha solo prodotto un aumento delle tariffe per i cittadini Italiani. Partendo infatti dai vari beni di consumo tra cui acqua ,energia ,autostrade e banche, la Corte dei Conti, nei giorni scorsi ha reso pubblica la sua analisi che pone l’Italia ai primi posti d’Europa per il costo delle tariffe. Considerazioni che vanno ad avvalorare le continue lamentele delle associazioni dei consumatori quali, Adusbef e Federconsumatori, che nei mesi scorsi hanno parlato di un vero saccheggio ai danni dei cittadini con una quantificazione reale del plus di contribuzione che si aggira in ben 9720 euro all’anno per ogni famiglia per un totale di 170 miliardi di euro. Nel dettaglio dei vari balzelli, la privatizzazione dell’Acqua è ai primi posti ed in alcune regioni come la Toscana ha visto una vera esplosione delle tariffe a danno dell'utenza. Non esiste infatti nessuna strumentalizzazione ideologica di Destra o di Sinistra le conseguenze della privatizzazione dell’Acqua sono paritetiche e stanno colpendo a macchia d’olio quasi tutte le regioni dell’Italia senza nessuna differenza di gestione pubblica con il risultato univoco che l’Acqua oramai non è più un bene comune e rappresenta il nuovo business delle varie multinazionali.

Corte dei Conti relazione sulle Privatizzazioni del 26 Febbraio 2010


Maurizio Cirignotta