sabato 29 agosto 2009

Il “Caso Mazzarino” un monito per la nuova Sanità Siciliana



Che il nuovo piano di rientro della sanità siciliana sia solo un problema economico spartito negli uffici dell'Assessorato Regionale, attraverso propri dati e studi di settore oltre che nella mancata considerazione delle varie realtà territoriali, questo si era già capito. Tra gli esempi ricordiamo la realtà del Gelese (Sud della provincia di Caltanissetta) dove ricade anche Mazzarino che ha già delle rivendicazioni riguardo la mancanza di un' Oncologia Medica funzionale(oggi esiste infatti solo un servizio) che sopperisca alle migliaia di malati oncologici di un territorio devastato dall'impatto ambientale e volutamente messo in secondo piano dalla politica per favorire territori limitrofi di altre province. Oggi all'attenzione nazionale il “Caso Mazzarino” che ha messo comunque il dito nella grande piaga Sanitaria Siciliana che proprio a discapito del famoso art. 32 della costituzione, pieno di diritti e povero di molti doveri da parte dello stato, ha veramente fatto capire ai cittadini come la salute diventa oggi solo appannaggio dei poteri forti. Morire a 23 anni per schok emorragico nel 2010 forse risulta solo ridicolo ma in Sicilia tutto questo è solo realtà, al solito si litiga sui tempi e sulle competenze con il risultato concreto che il giovane è riuscito ad entrare in sala operatoria dopo circa 2 ore percorrendo nella sua rincorsa verso la vita solo 50 km dalla sede dell'incidente stradale,certamente un anello mancate quello della piena funzionalità della sala operatoria del piccolo Ospedale di Mazzarino che forse ha determinato la tragedia. Tante le domande che girano nella mente dei cittadini come quella del perchè in quel momento la piccola sala operatoria non era funzionale? Mancava il personale dedicato visto che lo stesso nosocomio è stato messo in dismissione dal nuovo piano sanitario regionale? Perchè si vuole chiudere un presidio che gestisce un territorio di circa 40.000 abitanti in quanto territorialmente fornisce servizi e posti letto a Barrafranca, Pietraperzia ed altri piccoli comuni? Il servizio 118 è adeguatamente fornito di autonomia decisionale capace di individuare e scegliere le priorità nosocomiali in codeste emergenze? Tante domande che sicuramente non avranno risposta perchè come al solito vinceranno i poteri forti ed a discapito sempre dei cittadini siciliani.

M.C.

martedì 25 agosto 2009

Libera professione anche per gli infermieri delle strutture pubbliche


La notizia scaturisce da un comunicato del sindacato infermieristico Nursing Up che dà valore alle tante richieste fatte da tutti i professionisti sanitari. Negli anni infatti non si è riuscito mai a capire come la libera professione fosse stata solo appannaggio della professione medica. Il plaget alla riforma è in parte dovuto all'attività di mediazione del presidente del Nursing Up, De Palma, ed alla piena volontà comune del Governo e dello stesso Ministro Maurizio Sacconi ad affrontare definitivamente l'annosa problematica attraverso anche la Consulta Sanitaria diretta dall'On.le Domenico Di Virgilio oltre che attraverso la partecipazione dei segretari generali delle organizzazioni sindacali mediche.La nuova legge di riforma presentata dagli onorevoli Angela Napoli, Di Virgilio e Palumbo,Livia Turco, Farina Coscioni e Mura. si basa sulla modifica al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e altre disposizioni in materia di governo delle attività cliniche. Nel dettaglio l'inserimento del nuovo art.lo 10 nel testo unificato uscito dal comitato ristretto che sarà adottato come testo base per la modifica del D.L , sulla Libera professione intramuraria degli operatori sanitari non medici.

1.“Ai fini di un'efficace organizzazione dei servizi sanitari, nell'ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, gli operatori sanitari non medici, operanti con rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato nelle strutture sanitarie pubbliche, hanno diritto di esercitare attività libero-professionale, in forma singola o associata, al di fuori dell'orario di servizio, purché non sussista comprovato e specifico conflitto di interessi con le attività istituzionali”.

2.“L'attività libero-professionale di cui al comma precedente possono essere svolte anche in forma intramuraria presso le aziende sanitarie locali od ospedaliere, gli IRCCS e le strutture sanitarie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. A tal fine tali enti emanano, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, specifici regolamenti per l'effettuazione della libera professione intramuraria degli operatori sanitari non medici”.

3. “Nell'ambito dell'attività di cui al comma 1, il personale interessato svolge le proprie funzioni nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia”.

La nuova modifica porterà finalmente parità nel panorama sanitario italiano dando sicuramente valore alle nuove professioni sanitarie emergenti affrontando anche la grave carenza infermieristica italiana che oggi si attesta in una carenza di circa 60000 unità.

Maurizio Cirignotta

domenica 23 agosto 2009

Sicilia: Butera e il suo San Rocco




Nella tradizione di sempre si svolge il 16 di Agosto a Butera la festa del santo patrono “San Rocco”. Una festa che percorre le vie del piccolo comune della provincia di Caltanissetta , attraverso una vera manifestazione di amore e di fede che si mischia al folclore siciliano ed alla storia del santo patrono. San Rocco,infatti fin dal 1683 protegge Butera dopo averla salvata dal flagello della Peste che in quei tempi fece scempio di persone. La storia racconta di un miracolo che fece arrivare dalla spiaggia una cassa di legno che posta sopra un carro trainato da buoi portò i resti mortali del santo a Butera ,determinando così la fine della pestilenza. Alcuni tratti di leggenda parlano però di un trafugazione della sacra cassa avvenuta a discapito dei vicini Gelesi. Una storia che non ferma la sua origine leggendaria,infatti gli abitanti non sapevano di chi fossero le spoglie della cassa che alla sua apertura vide la fuoriuscita di tante farfalle che diedero in quel momento solo dei dubbi . Ma più in là nel tempo furono le stesse farfalle a comunicare al Papa la presenza delle sacre spoglie di San Rocco. Negli anni la leggenda si sparse a tutti i paesi limitrofi e la grande fede associata ai tanti miracoli personali ha portato migliaia di persone a percorrere nella ricorrenza del 16 Agosto un viaggio obbligato verso le spoglie del Santo, anche a piedi e per decine di chilometri. Tra le manifestazioni di folclore si ricorda il gioco di “U Sirpintazzu” che viene fatto alla vigilia della festa dedicata al Santo e consiste nella ricerca e nella cattura da parte di un uomo atletico di un fantoccio raffigurante un misto tra un pesce ed un uccello che fà scorribanda di cibo e oggetti vari in tutto il paese.

M.C.

mercoledì 19 agosto 2009

Sanità Siciliana,si parte da Zero

Finalmente i nuovi nomi dei manager delle 17 Aziende Sanitarie Siciliane che fanno piazza pulita di tutti i vecchi manager, il semaforo verde è arrivato dalla Giunta Regionale che ha accettato la linea dell’Assessore Regionale Massimo Russo che ha posto il veto sul ricambio totale ai vertici della Sanita’ Siciliana. Ecco tutti I nomi dei Direttori Generali nominati dal Presidente della Regione Lombardo :
Salvatore Oliveri (Asl 1 Agrigento)
Paolo Salvatore Cantaro (Asl 2 Caltanissetta)
Giuseppe Calaciura (Asl 3 Catania)
Nicola Renato Baldari (Asl 4 Enna)
Salvatore Giuffrida (Asl 5 Messina)
Salvatore Cirignotta (Asl 6 Palermo)
Ettore Gilotta (Asl 7 Ragusa)
Franco Maniscalco (Asl 8 Siracusa)
Fabrizio De Nicola (Asl 9 Trapani)
Francesco Poli (Azienda Cannizzaro Catania)
Armando Caruso (Azienda Papardo Messina)
Salvatore Di Rosa (Azienda Cervello – Villa Sofia Pa)
Angelo Pellicanò (Azienda Garibaldi Catania)
Dario Allegra (Azienda Civico Palermo)
Ignazio Tozzo (Azienda Policlinico V.E. Catania)
Giuseppe Pecoraro (Azienda Policlinico Messina)
Mario La Rocca (Azienda Policlinico Palermo)
Naturalmente tante le attese da parte dei cittadini che ora si aspettano un miglioramento dei servizi e della Sanità Siciliana nella sua Globalità, come promesso dallo stesso Assessore Russo. Attualmente non si fanno etichettature politiche, ma questo lo sapremo solo nei prossimi giorni. L’unica verità è data dal fatto che tutti sembrano essere stati accontentati sia a Destra che a Sinistra. Prossime nomine quelle dei Direttori Sanitari ed Amministrativi.

sabato 15 agosto 2009

Turismo fai da te coste Siciliane al top



La Sicilia, isola bagnata dal mare e baciata dal sol leone nella ricorrenza del ferragosto mantiene le tradizioni di sempre e favorisce anche il turismo fai da te nelle tante spiagge libere della costa mediterranea. Tra gli esempi la spiaggia di “Manfria” una frazione della città di Gela che nella sua totale disorganizzazione urbanistica e turistica mantiene il trend positivo di accessi nel periodo di ferragosto. Migliaia le persone ,infatti,quest'anno hanno scelto le coste dorate di questi luoghi che rappresentano la perla del turismo “fai da te” caratterizzato da spiagge libere ,tendopoli a mare ,bancarelle estemporanee, piena libertà d'azione e mancato rispetto delle normali regole del vivere comune,una vera chicca per chi vuole fare quello che vuole e nella piena legalità visto che i controlli lasciano a desiderare. Il bel paese dei decreti sicurezza e delle ronde si ferma proprio in questi luoghi caratterizzati da incendi notturni di auto ed abbandonati da sempre al loro destino dalle stesse amministrazioni comunali che si sono susseguite che hanno da sempre dimenticato il turismo organizzato e la risorsa che ne potrebbe derivare, in termini economici ed occupazionali. Guardando comunque il problema nella sua globalità e considerando anche le tante spiagge della costa Siciliana troviamo che alla base di tutto esiste molta povertà e tante difficoltà familiari che non permettono a molte famiglie Siciliane di andare in ferie per periodi superiori alla settimana scegliendo spesso anche la domenica o il Ferragosto per appagare il loro desiderio di riposo. Una condizione che acuisce ancora di più il divario con il nord Italia sibillino e benestante in termini di servizi e strutture ricettive per i cittadini rispetto ad un sud ricco di bellezze naturali ma povero di strutture di ricezione turistica.

lunedì 10 agosto 2009

Gabbie Salariali,un tradimento per il Sud dell'Italia.


Mentre il Nord dell' Italia viaggia economicamente nell'Oro, in termini di Occupazione, reddito pro capite,servizi,sanità,trasporti,viabilità stradale e ferroviaria ecco la proposta del Ministro delle Riforme Umberto Bossi che spara a zero sul sud dell'Italia proponendo le gabbie salariali che in parole povere rappresentano un modo di diversificare il paese e gli stipendi dei cittadini tradendo così un Sud povero e privo di una reale eguaglianza economica ed occupazionale. Attualmente infatti come indicato anche da uno studio del Cgia di Mestre le Gabbie salariali sono una realtà perchè al Nord il reddito da lavoro dipendente e' il 30,3% in piu' del Sud'. Lo studio in oggetto ha preso in esame l'imponibile Irpef medio degli artigiani del 2007 da dove risulta che la Lombardia,il Piemonte e l'Emilia Romagna si attestano intorno ad un reddito medio di circa 21.000 euro in contrapposizione alle Regioni del Sud dove ci si attesta intorno ai 16.000 euro. Ma allora perchè le Gabbie Salariali? Tutto nasce da uno studio della Banca d'Italia che parla di un divario del 17 per cento del costo della vita tra nord e sud. Su tale studio però si deve fare una considerazione che si basa sul fatto che il divario in realtà è sempre esistito e quindi la proposta della Lega di Bossi e solamente mirata ad accontentare i propri elettori senza fare nessun interesse nazionale. Continuando con gli esempi di Gabbie salariali già in essere ,troviamo il recente rinnovo del contratto di lavoro parte economica 2008-2009 della Sanità ,avvenuto in data 31 luglio, dove si denota che i lavoratori del Sud, facenti parte delle regioni povere hanno avuto una decurtazione in busta paga di 20.00 euro pro capite rispetto agli omonimi del nord. Dando un'occhio alla storia le "Gabbie salariali" dette anche "zone salariali" furono introdotte in Italia con l'accordo interconfederale del 6 dicembre 1945 dalla Cgil unitaria e dalla Confindustria queste erano valide per le sole province del Nord e si prevedeva la fissazione di 4 zone con una differenza di reddito tra la prima e la quarta del 14% e solo un anno dopo, il 23 maggio 1946 tale accordo veniva esteso al resto dell'Italia. Nel 1948, quando l'unione sindacale si ruppe creando la Cisl e la Uil, si arrivò ad un'intesa che portava le "zone" da 4 a 13, con un ulteriore allargamento della forbice delle differenze salariali fino al 30%.Nel 1961 un nuovo accordo sindacale ridusse le "gabbie" territoriali a 7, con una differenza salariale più ridotta, pari al 20%. Il nuovo sistema prevedeva un zona “0”che comprendeva le province di Genova, Milano, Torino, Roma con un indice pari a 100; e delle zone 1, 2 e 3 con indici rispettivamente di 97, 95 e 92 dove si trovavano in gran parte le province del Centro-Nord; le zone 4, 5, e 6 invece con indici pari a 89, 84,85 e 80 erano invece appannaggio delle province meridionali e insulari. Un'organizzazione che vedeva come principali vittime principalmente i lavoratori del Sud che dovettero accettare questo sistema salariale discriminatorio e ingiusto. Successivamente le lotte di popolo del 1968 e 1969 che videro scendere in piazza milioni di lavoratori appoggiati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil che finalmente nel 1971 riuscirono a fare capitolare le grandi lobby industriali. L'abolizione delle gabbie salariali rappresentarono quindi una conquista nazionale che rafforzava l'unità economica e salariale in tutta l'Italia dando parità ai lavoratori ed al lavoro svolto, senza nessuna distinzione regionale in riferimento alla qualità ed alla residenza. A questo punto a tutela dei cittadini nessuno può permettersi di portare l'Italia indietro di 30 anni dividendola in un sistema a due velocità che nel tempo potrebbe portare alla secessione ,dovuta, di alcune regioni del sud che vorranno uscire da una povertà oggi latente in maniera forte ed a difesa delle loro popolazioni.

sabato 1 agosto 2009

PDL : Vittoria dei ribelli Siciliani, i “Lealisti” accettano gli eventi.




Tra pranzi e cene con il Premier Silvio Berlusconi finalmente si risolve il nodo Sicilia rappresentato dalla liberatoria da parte del CIPE dei 4 miliardi di euro, dei fondi FAS(fondi per le aree sottosviluppate). Due le fazioni che si sono contrapposte al dictat del presidente,una quella dei “lealisti” rappresentata dal ministro Alfano,dal presidente del Senato Schifani ed altri della cordata Siciliana tra cui anche l'On Pagano per la provincia di Caltanissetta che sono stati ricevuti a pranzo ed a Palazzo Grazioli con tutti gli onori di rito relativi ai fedelissimi ,l'altra quella dei ribelli capeggiata dall'On. Miccichè, dal Ministro Prestigiacomo e da altri deputati nazionali e regionali sono invece stati ricevuti dal premier in un ristorante di Roma detto “Capricci Siciliani”. Sul tavolo delle trattative la questione meridionale e la diatriba relativa allo sblocco dei fondi Fas per la Sicilia che hanno rappresentato in questi ultimi mesi la base degli scontri all'interno del gruppo del PDL Siciliano che ha portato alla creazione all'ARS di un gruppo Sicilianista costituito da 9 deputati ex An e da 7 deputati facenti capo all'On. Miccichè che attualmente appoggiano il governo dell' On Lombardo. Dai “lealisti” sembra siano venute considerazioni chiare sullo sviluppo del Mezzogiorno di cui non disattendono le necessità dando un pieno appoggio al decreto anticrisi già votato al senato, lasciando nelle mani del premier la scelte più opportune. La seconda riunione quella dei ribelli per intenderci, invece ha denotato un chiaro dictat di impronta prettamente Siciliana certamente non rappresentata da un capriccio ma da una realtà che vede la Sicilia in secondo piano rispetto allo sviluppo delle regioni del Nord ,condizioni tangibili che si toccano con mano rappresentate materialmente anche dal tasso di povertà e di disoccupazione altissimo che si fondano in un insieme di mancanze infrastrutturali relative a strade e vie ferroviarie di cui la Sicilia è assente fin dal dopoguerra. Un turbinio di incontri che comunque sono stati proficui per la sicilia e di cui si può dare pieno merito al gruppo dei “ribelli” capeggiato dall' On. Miccichè visto che i fondi Fas per la Sicilia sono stati sbloccati solo in seguito alla ribellione anche se tutti i convenuti hanno dimenticato lo statuto siciliano come evento pattizio di valenza costituzionale e la disattenzione da ben 55 anni dell'art.lo 53 dello statuto Siciliano (La Repubblica Italiana verserà annualmente allo Stato di Sicilia, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi in base ad un piano economico per l'esecuzione di investimenti pubblici infrastrutturali. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi medi pro capite in Sicilia rispetto alla media nazionale. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.Nel caso in cui i redditi medi pro capite siciliani dovessero superare quelli medi nazionali, la somma sarà versata in maniera simmetrica e divisa per cinque dallo Stato di Sicilia alla Repubblica Italiana per la realizzazione di investimenti pubblici nelle aree economicamente piú svantaggiate dell’Italia.). A questo punto la domanda, cosa è stato dimenticato dai politici Siciliani che ci hanno governato in tutti questi anni ?