venerdì 31 agosto 2012

Novartis,nuove frontiere per la fibrosi cistica

                                                                                                      Di Maurizio Cirignotta
Malattia genetica con aspettativa di vita infausta (37 anni) nella forma conclamata. Necessita di continui controlli mirati e antibiotico terapia utile ad evitare le infezioni polmonari. Il difetto genetico è una mutazione del gene CF che porta ad un’alterazione di una proteina chiamata CFTR, presente in tutti gli organi, che regola gli scambi di sodio, cloro e acqua attraverso le membrane cellulari. Gli organi più colpiti sono i polmoni ed il pancreas; nei primi si osserva la presenza di secrezioni dense e vischiose, che facilitano l’insorgere di infezioni batteriche. Negli ultimi anni le industrie farmaceutiche hanno cercato di sviluppare dei prodotti a base di Tobramicina che possono essere assunti attraverso nebulizzazione monodose. Obbiettivo è ridurre il sottile strato di muco che aiuta i germi a proliferare, ma il pericolo maggiore consiste nell’addensamento dei secreti e nell’ispessimento della membrana alveolare in seguito alle continue infezioni. La Novartis ha proposto in America una nuova forma di Tobramicina in polvere che si assume come un semplice diskus. Gli studi in merito fatti con gruppo placebo di riferimento hanno evidenziato solo in un gruppo di pazienti facenti parte di due studi clinici che la tobramicina in polvere funziona meglio di un placebo. Il nuovo modello di farmaco è oggetto di revisione e controllo da parte della Food and Drug Administration Americana che prima di dare il via alla commercializzazione ne deve certificare la piena efficacia. Solo in America i casi di fibrosi cistica sono più di 30.000. In Italia sono circa 5000.

giovedì 30 agosto 2012

Ex Forconi di Gela sul piede di guerra: "agricoltura al collasso"

                                                                                                               Di  Maurizio Cirignotta
GELA: Inviata in prefettura il 30-08-2012 una richiesta ufficiale di riapertura del Tavolo tecnico sullo sviluppo dell'area del Gelese. La missiva che ricorda al Prefetto le precedenti richieste fatte nel mese di Aprile e di Giugno ad oggi non portate ancora a termine. La lettera Pone l'attenzione sulla promessa presso l'Asi di Gela del laboratorio di chimica ambientale, già in essere con protocollo d'intesa con università di Catania (fondazione Cutgana). Le richieste urgenti inoltre valutano anche l'importanza del grave stato di degrado del substrato economico in cui versa l'agricoltura del territorio Gelese. Condizione dovuta, al rialzo dei prezzi del carburante ed alle politiche economiche comunitarie, dedicate certamente allo sviluppo dei paesi sottosviluppati, ma che stanno realmente ditruggendo e sottosviluppando il nostro mercato agricolo creando migliaia di disoccupati. L'arrivo,infatti, di cospicue quantità di Carciofo Violetto dal marocco e dalla tunisia,l'entrata nel mercato locale delle Arance marocchine,il caro prezzo del grano per semina che oggi viene venduto a 70 cent al Kg di contrasto alla vendita del prodotto finioto a 24 cent al kg sono alla base della distruzione del mercato. Si La menta inoltre nella lettera il fatto che i prodotti sopra indicati possono nuocere alla salute in quanto non hanno gli standars produttivi europei,che presuppongono qualità e certificazioni biologiche, con maggiori costi produttivi. Nell'ultimo periodo si è anche notato il rialzo dei prezzi dell'irrigazione. Al riguardo la grande indifferenza delle istituzioni sugli invasi di raccolta acqua (Dighe). La diga Comunelli è completamente interrata e rischia di rompere gli argini per la presenza di cospique quantità di terra nell'invaso e nessuno ne parla. Un'agricoltura praticamente al collasso !! Nella missiva ,inoltre, si comunica che il 10 settembre 2012 da parte delle associazioni riunite ,sarà effettuato un sit-in davanti la prefettura per protestare contro l'indifferenza delle istituzioni e della politica sulle vere problematiche della gente. Si valuta inoltre di fare delle importanti azioni che possono sfociare nel blocco del traffico merci in uscita dall'ENI.

                                                                                                          


mercoledì 29 agosto 2012

Italia,Cittadini insoddisfatti del fisco


                                                          Di Maurizio Cirignotta                                                                       
Le continue vessazioni del Fisco nei confronti dei cittadini,hanno provocato una risposta da parte delle associazioni dei contribuenti. Sembra ,infatti, che il 96% dei cittadini hanno da recriminare l’inefficienza degli sportelli delle esattorie. Le lamentele sono collegate alle mancate notizie utili ed alle continue vessazioni che si ricevono da parte di taluni impiegati. Nel 52% dei casi si viene invitati a rivolgersi agli enti che hanno staccato la cedola debitoria (Inps,Agenzia delle Entrate,Comuni). Lo sportello del contribuente deve intervenire nel 34% dei casi e solo nel 14% i casi vengono risolti senza contestazioni. Ad affrontare lo speciale studio la Krls of Business Ethics che ha affrontato il problema a livello nazionale. Gli sportelli presi in considerazione sono stati quelli di Milano, Torino, Genova e Bologna; per il Centro Roma, Firenze, Perugia e Pescara per il Centro; e per il Sud Napoli, Palermo, Campobasso e Bari. I dati hanno validato l’insoddisfazione del 56% delle persone fisiche ,il 33% delle imprese e l’11% dei professionisti. A presentarsi allo sportello delle agenzie delle entrate il 52% dei cittadini che si rivolgono al fisco per il pagamento o la rateizzazione delle cartelle di pagamento, il 48% chiede informazioni o contesta l’illegittimità della richiesta di pagamento. I Cittadini chiedono più efficienza e maggiore lotta all’evasione fiscale. Nel campione intervistato, l'89% giudica  insufficiente il loro impegno , "poco" (46%) o "per niente efficace" (43%), a fronte del 11% di opinione contraria; un'azione inefficace è segnalata più diffusamente tra le donne (87% rispetto al 83% tra gli uomini), tra gli anziani (84%), e nel campione del Nord (91% rispetto al 78% nel Centro e al 86% nel Sud). Questi comportamenti hanno portato l’Italia nel 2011 a riscuotere solo l’11% dell’evasione. In Inghilterra le esattorie riscuotono il 91% dell’evasione in Francia l'87%, in Belgio l'84%, in Spagna l'81%, in Romania il 64%, in Turchia il 58%, in Albania il 44%. Una condizione certamente degradante per il fisco italiano specie in un periodo in cui vengono chiesti notevoli sacrifici alle famiglie proprio in riferimento alla mancata capacita di riscossione ed alla mancata applicazione della tax compliance.

martedì 28 agosto 2012

Gela: Paternità Elettorali sulla costruenda Radioterapia


Iniziano a Gela le paternità sulpercorso fatto negli ultimi decenni in questa martoriata città del Golfo dovein pratica la politica ha solo prodotto malaffare ed inciuci di ogni genere adiscapito della popolazione. Oggi siamo a 60 giorni dal voto e a comparirenelle tivù locali un messo del politichese di taluno onorevole che si plagia inuna tivù di certa parte politica di avere organizzato e favorito il processo disviluppo della sanità Gelese degli ultimi dieci anni. Ricade nel tour di plagiodell’intervista del 28 agosto 2012 anche la Radioterapia di Gela che come tuttisanno ,fù, avviata per volontà di un gruppo di persone tra cui CrocifissoMoscato e Maurizio Cirignotta che ebbero la forza per ben due volte diincatenarsi da soli a Palermo nel 2006 pressol’assessorato alla salute e davanti la presidenza della regione, lamentando asuo tempo la mancanza di infrastrutture dedicate all’Oncologia ed i continuiviaggi della speranza dei tanti malati di tumore che nascevano come i funghi inun territorio ad alto impatto ambientale. Del soggetto in questione il quelperiodo nemmeno l’ombra , però possiamo dire che come grande trasformistaproviene da una sonante sconfitta sul progetto della provincia di Gela che asuo tempo venne preso a cuore da taluno politico regionale di sinistra ed anchedal sindaco con lauti finanziamenti in merito . Si vogliono nascondere delleverità proprio ai fini elettorali e per raccattare una manciata di voti alleregionali. Ma chi c’è dietro tutto questo? La longa manus delle stesse personee degli stessi onorevoli di sinistra che sotto mentite spoglie ostacolarono inprima istanza la realizzazione della radioterapia. Alcuni parlano di mafia, matutti hanno capito che in questo caso è solo uno specchietto per le allodole,la verità, consiste nel forviare la popolazione sull’unica struttura importantecostruita a Gela negli ultimi dieci anni. Ad essere messo al patibolo ilMovimento Polo Oncologico, associazione libera dalle mafie e dalla politica, chein tutti questi anni fin dalla firma del protocollo d’intesa stato-regione del2007 ha passo passo seguito il finanziamento (legge sull’innovazionetecnologica) e la realizzazione dell’opera nella sua totalità (due macchineradioterapiche e una tac multi slide) la stessa vedrà i suoi lumi entrodicembre del 2012. Naturalmente un’opera pubblica che in un territorio come Gelaè una novità regionale visto che gran parte delle radioterapie in Sicilia èprivata. Le vergogne purtroppo in questi territori nascono dagli stessisiciliani che si vendono al miglior offerente e cambiano casacca in rapporto alvento di possibile vittoria. Altro che legalità, solo venditori di fumo.

domenica 19 agosto 2012

Mediazione Fiscale, molte le vittorie dei contribuenti

Di Maurizio Cirignotta
Sul fronte della difesa fiscale, contro le continue vessazioni del fisco si posiziona la mediazione che dall'aprile 2012 è attiva per i contribuenti. Solo nella prima metà di agosto (1-14 agosto), sono stati ben 69.577 i cittadini oberati da problematiche fiscali. Il contenziozo in alcuni casi può essere ridotto dell''80%. l'Associazione contribuenti italiani ha fornito i primi dati che hanno fatto affiorare alcune verità , “i contribuenti ,vincono il reclamo nella media di 4 su 5 pratiche”. Il nuovo istituto del reclamo-mediazione ha il compito di ridurre il contenzioso tributario dovuto ad atti dell'agenzia delle entrate di valore inferiore a 20.000 euro e favorire la risoluzione in via amministrativa delle pendenze fiscali. La nuova soluzione proposta dal governo si è dimostrta vincente visto che nei primi sei mesi dell'anno sono calati del 18,6% i ricorsi presentati dai contribuenti in primo grado (da 166.375 del primo semestre 2011 a 135.329 del I semestre del 2012) e di oltre il 30% gli appelli (da 42.424 a 29.384). Un metodo ,quello della mediazione, che fa parte del processo di compliance fiscale che può migliorare sensibilmente il rapporto con i contribuenti italiani.

Evasione fiscale: “ ancora in aumento”. Nel primo semestre del 2012 ( +14,1%)

                                                                                      Di Maurizio Cirignotta
Ancora una volta il cancro dell'Italia è rappresentato dall'evasione fiscale che continua a macinare dati impressionanti da vero risanamento economico. Nel primo semestere del 2012 la crescita dell'evasione fiscale in italia ha raggiunto il 14,1% in più ad avere il palmares il nord dell'Italia con il 14,9%. Il dato permette allo stivale di confermarsi prima in europa nella speciale graduatoria. Sono 340 i miliardi i dati dell'economia sommersa che si attesta al 21% del pil. Le imposte che sono state sottratte al benessere collettivo dei cittadini sono 180,9 miliardi di euro di imposte dirette ed indirette. Lo studio è stato effettuato dagli angeli del fisco della Krls Network of Business Ethics per conto dell'associazione contribuenti italiani. I dati sono stati elaborati attraverso dati ministeriali ,banche centrali,istituti di statistica e dati provenienti dalle varie polizie tributarie dei paesi U.E . La classifica vede l'Italia al primo posto seguita dalla Grecia con il 20,8%,Romania con il 19,1%, Bulgaria con il 18,7%, Slovacchia con il 17,2% e Cipro con il 17,1%. tra le regioni italiane al primo posto la Lombardia con + 15,6% seguita dal Veneto con il +15,1%, dalla Valle D'Aosta con +14,2%, se il Laguono il Lazio con +13,9%, la Liguria con +13,5%, il Piemonte con 13,4%, il Trentino con 13,1%, la Toscana con +12,6%, le Marche con +11,9%, la Puglia con +10,8%, la Sicilia con +10,6%, l'Emilia Romagna con +10,1%, la Campania +8,2 % e l'Umbria con +7,1%. Gli evasori maggiormente incalliti sono: gli industriali (32,7%),i bancari e gli assicurativi (32,2%), i comme rcianti (10,8%), gli artigiani (9,4%), i professionisti (7,5%) ed i lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%). dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%). Le grandi aree di evasione fiscale sono: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l'evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese. Un'area cardine è quella del lavoro sommerso che viene valutata con circa 2,9 milioni di persone, molti di questi sono cinesi ed extracomunitari. Nella categoria anche i lavoratori dipendenti impegnati nella misura di 850.000 persone in un secondo lavoro,come muratore,elettricista, si stima un'evasione di 34,3 miliardi di euro.Un'altra area è quella dell'economia criminale che opera attraverso la Mafia Italiana in collaborazione con i parimenti di Russia e Cina cresciuta adismisura specie nel nord dell'Italia +18,7%. la stima di evasione di imposta è di 78,2 miliardi di euro all'anno. Le altre due aree di maggior interesse sono quella delle società di capitalie e delle big company che in italia sembrano tutte povere, dichiarano nel 78% meno di 10.000 euro o vanno in passivo di bilancio, evasione stimata in 50,0 miliardi di euro. Un settore sommerso sembra essere anche quello delle ONLUS di facciata. Tra le ciliegine della torta anche i lavoratori autonomi e delle piccole imprese che nella maggioranza dei casi non rilascia scontrini, ricevute , fatture fiscali e sottrae all'erario circa 8,2 miliardi di euro l'anno. Il fisco Italiano in pratica è una macchina che fa acqua da tutte le parti e permette agli evasori di ingrassare i loro guadagni,occorre una immediata riforma del fisco sul modello americano.

giovedì 16 agosto 2012

Wind Jet : “Tante verità, dietro i silenzi di stato”

                                                                                                           Di Maurizio Cirignotta
Catania: La compagnia Siciliana che nasce nel 2003 per volontà dell'Imprenditore Pulvirenti di Catania presidente della holding Finaria ,con la volontà di creare una grande conpagnia aerea low Cost Siciliana con sede legale a Catania. Dietro pulvirenti il Catania Calcio e la grande distribuzione a basso costo di Fortè. La flotta partita con 12 airbus che coprivano sia rotte nazionali che internazionali si posizionava logisticamente nelle basi operative di rimini-miramare,catania e palermo. Diventa anche una delle principali compagnie italiane low cost nel 2008 con un traffico passeggeri di 2.900.000 unità. Dall'Agosto del 2012 il crak finanziario. A cadere soto la scure i tanti cittadini che hanno prenotato circa 300.000 biglietti per le varie tratte. Ma ad essere a rischio sono 800 posti di lavoro. Il salvataggio possibile doveva venire dall'Alitalia ,compagnia di bandiera salvata dallo stato e dall'allora presidente del consiglio Berlusconi con milioni di euro provenienti dalle casse nazionali, oggi il diniego della compagnia nazionale. La trattativa con alitalia è iniziata nel gennaio del 2012 ben 7 mesi di inutili incontri per arrivare ad un nulla di fatto. Dietro le quinte le critiche di autorevoli economisti che non riescono a capire come l'Alitalia possa rilevare Wind Jet visto che attualmente non naviga in acque tranquille,forse però la stessa wind jet potrebbe salvare l'Alitalia. Perchè allora fare fallire una delle più grosse compagnie low cost italiane ? Molti hanno capito l'inghippo che vuole levare alla Sicilia una realtà nazionale alla pari della Rianair Irlandese. Dalla Regione Siciliana molte le bocche cucite ,segno di un silenzio verso le stesse politiche regionaliste e verso la devastante e drammatica conseguenza sul sistema economico e sociale della Sicilia. Per dovere di cronaca solo alcuni dei papabili candidati alla presidenza della Regione hanno fatto piccole dichiarazioni sulla stampa (Crocetta,Miccichè,Russo e D'alia).
La crisi della Wind Jet sembra essere, comunque, nata come indicato da il sole 24 ore dalla reale crisi economica che ha determinato l'aumento delle materie prime a questo si sono assommati una serie di incidenti ed eventi eccezionali seguiti dall'acquisto del brand wind jet dalla controllante Meridi per 10 milioni di euro.Una storia che vede il suo epilogo nell'agosto del 2012 in relazione all'azione dell'antitrust che obbligava Alitalia a cedere alcune licenze wind jet per la tratta sicilia - milano linate,condizione che portava l'acquirente ad una perdita di 20 milioni di euro il primo anno e di 30 milioni di euro il secondo anno. Da qui il blocco delle trattative e la solvibilità di wind jet con il blocco emissione dei biglietti e blocco dei voli. A pagare i 300 mila cittadini che avevano nei mesi scorsi prenotato i biglietti , l'Enac(www.enac.it) dal canto suo ha agito in autotutela del consumatore,che deve sborsare un'integrazione prezzo per volare con le sostituende compagnie Livingstone,Alitalia,Meridiana fino al 3 settembre. Il dopo è tutto da vedere visto che per la wind jet non è stato prospettato nessun salvataggio da parte della regione siciliana o dello stato.

mercoledì 15 agosto 2012

Manfria-Gela: “Ferragosto Low Cost”


Di Maurizio Cirignotta
Gela: In regime di crisi, le vacanze dei siciliani sono state caratterizzate dalla filosofia “Mordi e fuggi” ,che per ferragosto ha avuto il suo apice. Molte le spiagge libere che sono state conquistate in massa nella serata di ferragosto, borse in spalla e vettovagliamento da camperisti con tende fai da te e borracce, per godere dell’ultima occasione estiva. Tra le tante spiagge libere ,quella di Manfria, piccola frazione balneare del comune di Gela, priva di servizi e lasciata in abbandono dalla locale amministrazione, ma che anche quest’anno ha mantenuto il palmares di capitale del Low Cost. La spiaggia di questo litorale è molto ampia e vede la presenza di una sabbia molto fine, simile a quella delle vicine coste tunisine, i pochi controlli  hanno dato la possibilità di operare in massima autonomia, allettando l’interesse di circa 7.000 famiglie e di gruppi di giovani che hanno avuto la loro apoteosi ferragostana nel classico bagno notturno ed all’ombra dei falò. Con la modica cifra di 50 euro alcuni siciliani della zona del gelese, hanno potuto finanziare il tutto ( carburanti,alimentari precotti,panini e bibite) una vera goduria ,anti Monti. Il panorama post assalto ha però lasciato il pieno degrado delle spiagge che la mattina del 15 Agosto 2012 hanno visto la presenza di montagne di immondizia che facevano capolino dietro le dune e la fauna mediterranea e sotto gli occhi di altri turisti della zona. Tra le note di contrasto del territorio, quella del vicino mare di Gela (10km) ,sede del petrolchimico,che circa 15 giorni fa era stato dichiarato inquinato in seguito a dei controlli. Problematica  decennale che sembra essere stata provocata dal mancato funzionamento dei depuratori di macchitella e dello stesso petrolchimico. Una storia di mal governo che si ripete puntualmente per l’incuranza dei responsabili e sotto l’egidia dei rappresentanti di governo. Un danno di migliaia di Euro per gli operatori turistici di Gela. Manfria e le sue spiagge ne escono indenni ed il turismo fai da te a costo zero si è fortunatamente procurato la medaglia d’Oro.

giovedì 9 agosto 2012

Spending Review: “è legge”

Di Maurizio Cirignotta
Votata nei giorni scorsi dalla camera la legge di modifica e di riassetto finanziario n° 5389 del disegno di legge del luglio 2012. La norma contiene una serie di direttive di tipo strutturale che vanno a modificare l'assetto finanziario dello stato ma anche di alcune partecipate. Sono circa 26 i miliardi che la dieta Monti propone agli Italiani per dare una spinta al riassetto di bilancio e scongiurare l'aumento dell'IVA al 23 %. I settori interessati sono molti, primo fra tutti il sospirato taglio alle province che però al momento interesserà solo le regioni a statuto ordinario. Le regioni in tal senso hanno 70 giorni per comunicare al Governo la nuova mappa delle province che dovranno applicare la norma del luglio 2012 come ha affermato il ministro Padroni Griffi: “le province dovranno rispettare il minimo di 350 mila abitanti ed avere un territorio di 2500 Km quadrati” ed i tutto l'ambito nazionale saranno 64. Nel territorio lo stato rappresenta la sua presenza con le prefetture che mantengono l'ambito provinciale o metropolitano, ma si ristrutturano creando un ufficio di garanzia dei rapporti tra i cittadini e lo stato, condizione utile per raggiungere il conseguimento di livelli ottimali di efficienza nell'ambito del territorio. Per le università, stangate per le tasse dei fuori corso che però sono collegate al reddito ISEE, anche gli studenti universitari in corso avranno aumenti delle tasse ,entra anche in questo caso la postilla del reddito ISEE che al di sotto dei 40 mila euro non provocherà rincari. Epurazione economica per tutti i ministeri e per le agenzie statali che avranno un badget fisso assegnato secondo tabellare indicato nella legge. Ridotto anche il trasferimento di somme per le regioni,salvati i comuni che riceveranno un fisso di 800 milioni. Come indicato nel disegno di legge di luglio si avvia il taglio del personale che nei ministeri e negli enti pubblici sarà del 20 %, in tal senso verranno favoriti i processi di pensionamento attraverso un'aspettiva retribuita all'80% ,per gli ultimi due anni di lavoro. Il risparmio della spesa passa anche attraverso la centralizzazione del sistema di approvvigionamento del settore pubblico che dovrà avvenire in maniera esclusiva attraverso la Consip s.p.a per il comparto beni generali ,mentre la Sogei s.p.a ingloberà tutto il settore informatico. Queste aziende daranno dei tabellari di prezzo dei beni che non possono essere superati. Altro settore nodale la Sanità che nell'ambito delle aziende ospedaliere cercherà di ridurre i direttori sanitari che saranno unici per ogni azienda ospedaliera o istituto ad alta specializzazione. Il numero di posti letto per abitante viene stabilito in 3,7 ogni mille abitanti, 0,7 posti letto per mille abitanti per la lungodegenza post acuzie, il tasso di ospedalizzazione dovrà essere di 160 per mille abitanti di cui il 25 % per ricoveri diurni. La riduzione dei posti letto dovrà essere del 40% con conseguente soppressione di unità operative complesse. Taglio sui farmaci prescritti dal medico per patologie croniche che dovranno essere di tipo equivalente con indicazione solo della molecola , la specifità di un prodotto dovrà essere effettuata con postilla in ricetta. Nel pubblico impiego sempre nell'ambito della riduzione del personale sarà favorito l'istituto della mobilità ad altra sede carente. Il testo della legge è di 452 pagine e sarà pubblicato nei prossimi giorni in gazzetta ufficiale. Il provvedimento di cui la legge rappresenta secondo il presidente del consiglio Monti “la fase I” che sarà seguita già a Settembre dalla “fase II” con un'altro provvedimento di sviluppo economico che metterà mano al cuneo fiscale.

lunedì 6 agosto 2012

Sicilia, un'autonomia negata !!

Le dimissioni del governatore Lombardo ripropongono uno scenario che nella regione siciliana dal 1946, si ripete per la seconda volta. Si chiude un'altra pagina di Sicilia e di Autonomia sotto l'onta di pagine oscure che ancora una volta parlano di mafia e di voti di scambio. Situazioni grottesche che da anni rappresentano la norma non solo in Sicilia ma anche in molte altre parti dell'Italia. Il progetto massonico è sempre lo stesso abbattere un Re per cercare di posizionarne un'altro che faccia gli interessi comuni ,magari di chi negli anni scorsi è rimasto a bocca asciutta. Le urne del 28 e 29 ottobre si presentano però all'ombra di un nuovo scenario in cui la Sicilia autonomista ed indipendente rivendica lo statuto del 1946 ed un'indipendenza persa nel dopoguerra. Pupi e Pupari che si muovono dietro lo stesso motore trainante “La Mafia” ,non ci sono colori politici ma solo ben precisestipule di accordi economici. Soldi utili alle campagne elettorali che devono essere ricompensati ,a vittoria raggiunta, con un corrispettivo in oro pubblico. A pagare,sarà sempre il popolo. Una piaga quella della Sicilia che si è aperta da decenni nella precisione dal 1860 data in cui la Sicilia fù annessa all'Italia. Dopo i moti dell'Evis(Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia) che vide cadere nel sangue molte vittime e sotto il tradimento degli stessi siciliani. Nacque lo statuto di autonomia un evento pattizio tra la Sicilia in rivolta ed il regno d'Italia,era il 15 maggio 1946. Un evento seguito dall'annessione dello Statuto alla costituente Italia con legge costituzionale del 26 febbraio 1948 n° 2. Si era raggiunto uno scopo importante per i siciliani quello di avere una certa autonomia dallo stato centrale. Ben 43 articoli modulati e scritti per meglio operare. I siciliani però non avevano fatto i conti con gli ascari ,eletti dal popolo ma che proprio a Roma avrebbero decretato l'inizio della demolizione dello statuto. Lo stato italiano non ha mai digerito l'autonomia siciliana e lo ha dimostrato rendendolo privo di potere di norma, tra gli articoli, ne elenchiamo alcuni: L'art.lo 38 che presupponeva di ridare ai siciliani tutto il denaro che in fatto e in diritto era stato sottratto dal 1860 al 1943 con i torti finanziari, sociali ed economici inflitti all'Isola dall'Italia durante i primi 83 anni di dominazione colonialista , i soldi sarebbero stati seppure gradualmente e sotto una voce "umanitaria", l'Art. 14 che presupponeva una legislazione esclusiva in ben 27 materie elencate nello stesso articolo(vedi statuto) è stato demolito da tutte una serie di norme unitarie nazionali, l'art. 15 che presupponeva in maniera lungimirante l'abolizione delle provincie fu dichiarato incostituzionale quando la legge regionale del 24 febbraio 1951 fu dichiarata illegittima, Gli art.li 21 e 22 sono stati solo una beffa nessun governo,infatti li ha mai presi in considerazione il varo della legge per l'istituzione dell'ENEL ne rappresenta l'esempio.(Cfr. ARS, Resoconti Parlamentari V legislatura, CCVII Seduta, 22 febbraio 1965, pagg. 394-395), l'art. 31 non ha mai visto la nascita di un corpo di polizia regionale o un chiaro potere del presidente della regione in merito, le prefetture non sarebbero mai esistite in sicilia. l'art. 40 dedicato all'incameramento di valuta pregiata non è stato mai applicato. Uno statuto che in pratica non è stato mai applicato per una chiara volontà di stato. Una storia negata ai siciliani è concretizzata poi con il mancato sviluppo dell'Isola in termini di industria,collegamenti ferroviari,strade,agricoltura,pesca,turismo,economia ed altro. Ora i Siciliani dovranno scegliere se continuare su questa linea o cambiare rotta.

                                                                                                                       Di Maurizio Cirignotta

 Statuto di Autonomia Siciliana del 1946

sabato 4 agosto 2012

Referendum Anti-Casta : “ Solo un leggero disturbo”


La casta anche questa volta mette a segno una delle proprie vittorie di potere. Nei mesi scorsi ,infatti, un piccolo gruppo parlamentare ,Unione Popolare, retto dall’On. Maria Di Prato aveva proposto un referendum abrogativo dell’art.lo 2 della legge 1265, n. 1261, che sanciva la non corresponsione delle indennità ai parlamentari quali: diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Restando comunque la corresponsione dell’indennità disciplinata dall’Art 1 della predetta legge che viene anche indicata  dall’art.96 della costituzione che recita : "i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge". La norma pro-casta,oggetto del referendum abrogativo, prevede inoltre  un rimborso spese in quota fissa di 48.000 euro all’anno per ciascun parlamentare. Data ultima per raccogliere le firme era quella del 31 luglio 2012. Tra le note di un referendum che possiamo considerare misconosciuto per volontà forse dei poteri forti, sicuramente la mancata pubblicizzazione. I tanti cittadini  che si sono recati per firmare in molti comuni del Sud ,avendo per vie traverse saputo del referendum, hanno avuto una solerte risposta: “Noi di questo referendum non ne sappiamo nulla”. Un’altra fronda contraria è stata sicuramente rappresentata da gran parte dei media e della carta stampata che non ha diffuso la notizia. Un referendum che certamente è stato boicottato dai più e dalla grande infiltrazione della stessa all’interno delle redazioni di favore che in cambio di un lauto contributo governativo si assolve agli ordini della casta . Questa è forse l’Italia? Dove abita la democrazia? Esiste un pensiero libero? Le risposte le demandiamo ai tanti cittadini italiani che decidono alle elezioni le sorti del nostro paese.

                                                                                                            Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 1 agosto 2012

Italia, aumenta la fuga di capitali all'estero


Sono ben 110 i miliardi di capitali che nel primo semestre del 2012 hanno lasciato l'Italia , circa il doppio rispetto rispetto al primo semestre del 2011. A portare fuori dal nostro paese la considerevole somma, investitori internazionali e italiani che sotto la scure della crisi hanno scelto altri lidi ben più tranquilli. A denunciare la grave emorragia l'associazione contribuenti Italiani che con il supporto delle rilevazioni statistiche di KRLS Network of Business Ethics ha rilevato il dato. La crisi ha creato, oggi, un paese con una tassazione del 55 %, tra le maggiori d'Europa,i risparmi bancari hanno un basso rendimento oltre che essere a rischio dopo la soglia dei 100.000 euro , una situazione che impone a poveri possidenti e ricchi nullatenenti di portare i capitali verso i vari paradisi fiscali. Lo Spread dopo le molteplici azioni di contenimento Europee mantiene ancora oggi quota 480 rispetto ai Bund Tedeschi. Lo stato in grave crisi economica ha disarmato la stessa Guardia di Finanza che non riesce a fronteggiare il problema, occorrerebbe sapere chi sono i proprietari delle cassette di sicurezza o dei conti correnti aperti puntualmente nei paradisi fiscali del Mondo.

                                                                                                         Di   Maurizio Cirignotta