giovedì 27 settembre 2007

Enna-Caltanissetta:Il Movimento Polo Oncologico incontra assieme al Consiglio Comunale l’Ass. Roberto La Galla

«Ritardi dallo stralcio dei fondi dell’art.20 »

L’incontro è avvenuto in maniera informale giorno 27 settembre alle ore 13.40 presso la sala convegni del nuovo presidio ospedaliero “Umberto 1°” ubicato in zona “Enna Bassa”. Voluto dal presidente della Regione Totò Cuffaro e dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Gela per chiarire lo stato dell’arte relativo alla problematica del Dipartimento di Oncologia a Gela. Erano presenti all’incontro l’Ass. Roberto La Galla ,l’On. Alessandro Pagano,il Consigliere Provinciale Vincenzo Pepe,il Presidente del Consiglio Comunale di Gela,Giuseppe di Dio e una folta delegazione di consiglieri comunali per il Movimento Polo Oncologico erano presenti il Presidente Crocifisso Moscato ed il Segretario Maurizio Cirignotta . La discussione da subito è stata improntata sull’attuale situazione tecnico-amministrativa relativa alla querelle Stato-Regione che ha caratterizzato le varie testate giornalistiche, in relazione ai finanziamenti dell’art. 20 legge 67/88 per la Radioterapia a Gela. L’Ass. Roberto La galla ha da subito spiegato che ” I fondi relativi a tali finanziamenti del ministero della salute sono stati assegnati per tutta la regione per l’anno 2007 in 117 milioni di euro che sono collegati al Piano Sanitario Regionale Operativo già nel 2006 e che non comprendeva la Radioterapia di Gela ,si è dovuto quindi lavorare su di una rimodulazione del SSR onde favorire le zone ad alto impatto ambientale di Gela e Siracusa inviando al ministero la relativa domanda di stralcio immediato dai fondi in oggetto per renderli esecutivi e quindi sopperire ai bisogni di salute pubblica, ci è stato chiesto a questo proposito dal Dirigente Generale del Ministero della Salute Dott. Palumbo un chiarimento tecnico( 20gg fà) in relazione a questo ho incontrato anche il Sott.rio alla Salute Patta giorno 17 c.m che si è reso disponibile a velocizzare l’iter di stralcio. Le somme relative ai 9.160.000 euro assegnate dal ministero oggi sono disponibili per Gela ma non libere perchè si aspetta lo stralcio esecutivo dalla somma totale di 117 milioni di euro. Riguardo il personale da impegnare nel dipartimento di Oncologia di 2° livello occorre che il Direttore Generale a Gela effettui un rimodulazione della pianta organica in virtù del fatto che non occorrono nuovi infermieri perché oggi hanno una laurea e devono coordinare. Le nuove figure ospedaliere che saranno disponibili sono gli OSS che devono essere implementate. Per quanto riguarda le altre figure tecniche e mediche da impegnare sarà mio compito fornirle.” La riunione ha visto poi l’intervento del Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe di Dio che ha ribadito il controllo del consiglio sulla questione che è di interesse comune tra le varie forze politiche. Il prossimo incontro sulla questione è stato convocato la prossima settimana a Roma dal Sott.rio alla Salute Patta su sollecitazione del Presidente del Movimento Polo Oncologico,invitati il Sindaco di Gela ,Il Consiglio Comunale,l’Ass. Alla Sanità Regionale,il Prefetto ed Il Presidente della Provincia per cercare di definire la problematica in oggetto.

M. C.

martedì 25 settembre 2007

118 Sicilia:Nessuna risposta dall’Assessorato alla Sanità Medici ed Infermieri manifesteranno venerdì 28 Settembre a Palermo.

“Mancano dichiarazioni scritte, tutte parole”


I Medici e gli Infermieri del 118 che operano in regime di incentivazione si sono interrogati oggi presso la Sala Bianca dell’Ospedale “Cannizzaro” di Catania gremita di persone ,circa 180 i presenti in rappresentanza delle postazioni 118 dislocate nel territorio delle province di Ragusa,Siracusa e Catania. Gli stessi hanno fatto il punto della situazione sui risultati ottenuti dopo un mese di riunioni presso l’assessorato alla sanità oltre che di lettere inviate di cui l’ultima il 21 settembre in cui si comunica ai Prefetti della Sicilia,ai sindaci, ed ai direttori di centrale operativa che i medici e gli infermieri non parteciperanno dal 1 ottobre al sistema incentivante a bordo della dei mezzi SUES del 118 .Tutti hanno cercato di capire e di manifestare il proprio disagio verso una decisione repentina e drammatica per le professioni sanitarie interessate che ancora una volta in Sicilia vengono depauperate della propria identità professionale con sconti del 50% sulla quota oraria che si contrappone nettamente al repentino aumento votato all’Ars nei giorni scorsi dello stipendio dei nostri Onorevoli Regionali. Certamente una realtà caratterizzata da due pesi e due misure e con una contrapposizione netta in materia di parità del diritto al lavoro ed allo stipendio. Vari gli interventi tra cui quello del Direttore Generale dell’Ospedale “Cannizzaro” Giuseppe Giunta che ha dichiarato apertamente “Io non credo al piano di recupero dell’Assessorato Regionale alla Sanita’ c’è una pecca inverosimile che si può toccare con mano infatti sarebbe giusto vedere anche quanto spende l’ASL 3 per protesi e varie per poi considerare veramente dove sono gli sprechi”. All’intervento del direttore Generale segue quello del Direttore della centrale operativa di Catania Dott. Palazzo che dice di avere inviato l’ultima missiva all’assessorato in rappresentanza anche delle altre tre centrali operative della Sicilia proprio oggi lamentando la mancanza di chiarezza su numeri e cifre che ad oggi sono misconosciuti al personale. Il Dott. Palazzo inoltre nel suo intervento chiama tutti ad un senso di responsabilità che eviti l’interruzione di un pubblico servizio come quello del 118 il 1ottobre 2007. Seguono gli interventi degli Infermieri che denotano un punto fermo” Non dobbiamo cedere sulle nostre posizioni, la professione non deve essere depauperata della propria identità” andremo a manifestare in massa venerdì 28 settembre a Palermo davanti all’Assessorato alla Sanita’.
M.C.

mercoledì 19 settembre 2007

Lettera Aperta al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Gela

Programmazione del piano delle opere pubbliche 2007-2009
In attesa del nuovo piano di programmazione delle opere pubbliche 2007-2009 che codesta amministrazione comunale ha in discussione in questi giorni mi permetto di volere attenzionare alle SSVV le problematiche ormai decennali della Frazione di Manfria che per mancanza di opere urbane soffre e mantiene ad oggi il suo degrado.

Premesso che ci riteniamo cittadini di Gela ed alla pari delle altre realtà urbane della città in considerazione anche del nostro puntuale pagamento di oneri comunali di cui ICI ed Oneri di urbanizzazione che in molti casi vengono pagati come 2^ Casa.

Premessa la mancanza di un piano regolatore urbanistico collegato alla zona C3 e quindi anche allo sviluppo del nostro territorio in termini di edificabilità ed identificazione di aree pubbliche onde evitare l’attuale abusivismo che ci può portare allo sviluppo di una seconda Gela.

Premessa la competenza di Caltaqua S.p.a per la realizzazione entro il 2008 della rete idrica e fognaria della frazione come da progettazione già esistente.

Vista la mancanza assoluta di opere pubbliche che non sono state realizzate nel nostro territorio nei decenni, viste le dimenticanze di tale amministrazione sulla precedente programmazione di opere pubbliche che aveva assegnato la quota di 1 milione 300 mila euro per la realizzazione di una rotonda di accesso alla frazione e la realizzazione di via d’ingresso utile anche alla sicurezza dei cittadini in virtù del l’attuale entrata in curva alla frazione.

Chiediamo l’inserimento e la realizzazione nel piano triennale 2007-2009 delle opere di cui menzionate sopra ad oggi non realizzate oltre che di una Piazza da realizzare nella centralità di Manfria, di una nuova Chiesa ,di un piano di urbanizzazione che preveda panchine e rifacimento delle vie esistenti non attenzionate da decenni,di un piano di edilizia popolare utile ad evitare ulteriori abusivismi,di un’area verde da utilizzare anche come parco giochi per i bambini di Manfria,di una via alternativa ciclabile Gela-Manfria, di una risistemazione in accordo con i beni culturali ed il proprietario della torre di Manfria.
Con osservanza
Maurizio Cirignotta

Nota di Maurizio Cirignotta al presidente della provincia regionale di Caltanissetta

“Il 118 non è nato per sostituire le Guardie Mediche!”

Da una nota inviata dal Presidente della Provincia Regionale Filippo Collura di Caltanissetta nei giorni scorsi all’assessorato alla Sanita’ si denota una critica evidente nei confronti del sistema 118 territoriale e dei costi che tale servizio comporta in termini di personale medico-infermieristico ed ausiliario. Si paragona nella lettera l’attività delle guardie mediche dislocate in tutta la provincia ,con il servizio di Emergenza Sanitaria 118, bisogna puntualizzare a questo proposito che ambedue le attività sono correlate ed è corretto dire che nella maggioranza dei casi sono le Guardie Mediche ad avere bisogno del 118 per effettuare trasporti protetti con codici Gialli e Rossi ma anche Verdi e verso il più vicino Ospedale attrezzato per le Emergenze(Unità Coronaria e Rianimazione). Molte patologie vedi Ictus Cerebri ed Infarti necessitano infatti di un intervento immediato in circa 30’ per dare una reale possibilità di vita al paziente ,da quì la scelta di rendere capillare nel territorio il servizio 118 onde sopperire a perdite di tempo inutili ,infatti le guardie mediche non hanno i mezzi per una reale operatività e sono molte volte sfornite anche di farmaci palliativi con la conseguenza che i Pronto Soccorsi territoriali si ritrovano molte volte costretti a trattare migliaia di gente che non è stata oggetto di filtro territoriale vedi le Guardie Mediche.
Si ritiene quindi utile fornire un consiglio al posto delle critiche fornite nella lettera ,bisogna chiedere più PTE (Punti Territoriali Emergenza) integrati e non doppioni delle Guardie Mediche per avere un sistema efficiente che riesca a coprire territori oggi abbandonati al loro destino.


Maurizio Cirignotta

sabato 15 settembre 2007

Il Colosso Eni e la Regione Siciliana obbligano Gela all’Acqua non potabile ?

Verità nascoste ed interessi miliardari dietro un bene pubblico?

Negli ultimi mesi è scoppiata a Gela in anticipo rispetto ai tempi stabiliti “la guerra” dell’acqua già preannunciata in vari forum mondiali che da Lisbona nel 1998 hanno ben capito che le nuove guerre mondiali si sarebbero fatte proprio per ottenere nuove risorse idriche di acqua potabile. Gela anticipa i tempi e innesca una nuova battaglia contro i mulini a vento che oggi sono rappresentati dalla nuova società di gestione Caltaqua S.P.A che viene da subito posta sul patibolo degli imputati dopo appena sei mesi di gestione. La società neo appaltatrice ha ottenuto infatti la gestione del servizio di distribuzione dell’acqua in tutta la provincia di Caltanissetta dall’Ato Idrico nuovo ente istituito dalla regione siciliana per dare i soliti posti di sottogoverno nelle 9 province e per sopperire e sostituire in maniera ottimale l’ E.A.S che da anni operava in regime di liquidazione societaria affannando servizi a disservizi e lasciando nella completa distruzione gran parte delle reti idriche comunali come quella di Gela ,ormai obsoleta ed insufficiente a sopportare portate e pressioni utili per una erogazione H24 alla cittadinanza. La rete inoltre è stata dimenticata anche dalle amministrazioni comunali di Gela che si sono susseguite da 40 anni infatti nessuno ha provveduto ad un rifacimento della stessa, come avvenuto invece in comuni vicinori quali Caltagirone e Licata. Oggi infatti la società di gestione rincorre giornalmente le innumerevoli perdite della rete idrica di Gela. Ma veniamo al dunque perché l’acqua di Gela non è potabile? Circa 45 anni fa quando ancora Gela viveva di agricoltura la vita della città era sana tranquilla e con acqua potabile proveniente dalle varie sorgenti naturali quali “bubbonia” ed altre, poi il sogno di E.Mattei padre dell’industria petrolifera ENI(Oggi a compartecipazione statale per il 30% del Ministero del Tesoro) e le prime perforazioni, l’inizio di un sogno fondato sul lavoro e sullo sviluppo industriale, il seguito è storia dei nostri giorni ……
Dal 1959 infatti tutto a Gela ruota attorno all’attività del petrolchimico,Politica,Sindacati,scelte di sviluppo del territorio,Tumori ,Malformazioni e infine aggiungiamo anche il business dell’Acqua, che invece di essere prelevata da fonti naturali da anni è stata volutamente introdotta nella rete pubblica da un dissalatore costruito all’interno della raffineria che doveva dare acqua a volontà alla città, potabile naturalmente, scegliendo per volontà ENI di inviare alla raffineria acqua buona da un invaso ”il Ragoleto” costruito ad Hoc per fare funzionare i suoi impianti,negli anni le cose si deteriorano ed anche il dissalatore dei desideri comincia a subire il peso degli anni e delle mancate manutenzioni ed ecco l’arrivo di denaro pubblico a fiumi per riparare il dissalatore struttura che come molti sanno dopo circa 10 anni ha costi proibitivi per la manutenzione eppure il business deve continuare, arriviamo ai nostri giorni e ci si mette anche la natura infatti i cambiamenti climatici riscaldano la normale temperatura del mare e allora una dissalazione anomala e la precipitazione dei metalli pesanti nell’acqua che arriva nei rubinetti come “acqua rossa”, l’acqua nel frattempo viene dichiarata non potabile da una sentenza del giudice di Pace seguita nel 2003 da una determina del sindaco Crocetta ma nessuno se ne accorge neanche l’ASL 2 che oggi dichiara che l’acqua è quasi potabile nella riunione tecnica svoltasi a Palermo con i rappresentanti della regione e Siciliacque. Intanto la situazione dei quartieri periferici come “Manfria” ed altri quartieri è critica infatti continuano a ricevere acqua rossa ,mentre nel frattempo in città proliferano le infezioni di“giardia” parassita intestinale che determina diarrea profusa e che sembra avere colpito più persone che hanno denunciato il caso ai carabinieri di Gela. Si vuole puntualizzare che ancora oggi l’acqua proviene dal dissalatore ENI e viene venduta a Siciliacque a 61 centesimi al metro cubo per poi riversarla a Caltaqua che la immette nella rete in condizioni di potabilità o di non potabilità? questo lo possono affermare solo i cittadini a spese della propria salute. Il perché di tali atteggiamenti da parte delle istituzioni sono sicuramente da ricondurre ai soliti interessi legati ai mancati guadagni infatti la non potabilità determinerebbe perdite miliardarie per Caltaqua e a monte anche per tutti gli altri gestori sovrambito come Siciliacque che come previsto da un provvedimento Cipe dovrebbero far pagare all’utenza il 50% delle bollette gia inviate per l’erogazione di acqua non potabile. Un dilemma la non potabilità dell’acqua che a Gela purtroppo ha degli strascichi annali con responsabilità disattese da parte di tutti e che in questi giorni deve essere solo dimostrato dall’amministrazione comunale nelle varie riunioni tecniche che si susseguiranno a Palermo e a Roma .

Maurizio Cirignotta

lunedì 3 settembre 2007

Infermieri e Medici del 118 Siciliani vedranno dimezzate le quote orarie nell’ambito del piano di contenimento e di riqualificazione del sistema sanit

“Medici ed infermieri sottopagati minacciano la paralisi totale del sistema 118 regionale dal 1 ottobre 2007”
La regione Sicilia ed il Governo regionale in seguito allo sforamento del patto di stabilità stato-regione e nell’ambito della spesa sanitaria globale siciliana prende la strada del risanamento varando le misure che secondo lo stesso assessorato retto dal Prof. Roberto La Galla sono più adeguate a far rientrare negli ambiti economici indicati dal governo nazionale la spesa sanitaria della Sicilia,un piano che permetterà alla regione di poter accedere ai fondi previsti per le Regioni in deficit che ammontano a 150 milioni di euro per il 2006 e a 140 milioni per il 2007,le regole imposte dalla normativa nazionale a cui la regione cerca di adeguarsi determinerà l’ammissione della stessa ad ulteriori risorse (210 milioni di euro) che sono previste a sostegno dei sistemi sanitari regionali in aggiunta allo sblocco dei fondi del conto capitale (investimento edilizio e rinnovo tecnologico) che ammonta a 240 milioni di euro. Da questo dato di fatto generale ci dirigiamo verso la realtà dell’emergenza siciliana nata per la prima volta nel dicembre 1996 con la 1^ centrale operativa quella di Palermo che oggi dopo anni di lavoro e di impegno da parte di medici e infermieri che operano anche in regime di incentivazione secondo quanto previsto dalle circolari assessoriali n.1086 e 1094 con relativi compensi orari rispettivamente al lordo di tasse e balzelli di 25.00 € per gli infermieri e di 44.00 € per i Medici ,ha raggiunto con sprezzo molte volte del pericolo e di grandi sacrifici logistico organizzativi ben 4 centrali operative dislocate nel territorio che coprono tutte le situazioni d’emergenza regionali servendo al meglio circa 5.087.794 di utenti in 390 comuni della Sicilia con un numero di interventi a sette cifre e nelle situazioni più disparate. Un castello ben costruito ed organizzato negli anni ma che dal 1 ottobre 2007 potrebbe cadere improvvisamente infatti tutti gli operatori Medici ed Infermieri 118 della Sicilia alla luce del piano di contenimento e di riqualificazione del sistema sanitario regionale 2007-2009 di cui al comma D.1.3 che presuppone la riduzione del 50% dei corrispettivi erogati a titolo di incentivo al personale medico ed infermieristico del servizio 118 si sono coalizzati inviando ai rispettivi direttori di C.O alla data del 31 agosto 2007 la non disponibilità ad effettuare turni in regime di incentivazione con le nuove tariffe orarie che vengono stabilite in € 12.50 per gli Infermieri e in € 22.00 per i medici ritenute queste inaccettabili ed inadeguate alla professionalità ed al pericolo a cui gli stessi sono ogni giorno sottoposti nell’ambito del loro servizio. Una grave situazione che incombe sul sistema emergenza della regione siciliana che vedrà la paralisi ed il pericolo di blocco delle 83 ambulanze di tipo A dislocate nel territorio oltre che delle ambulanze di rianimazione e dei 4 elicotteri di servizio.

Maurizio Cirignotta

Pubblicato su il Vespro

La Presidenza Repubblica Rassicura il Movimento Polo Oncologico di Gela il Dipartimento Oncologico di 2° Livello si farà.

“Una Grande vittoria per i Malati Oncologici di Gela”
Una grande battaglia portata avanti dal Movimento Polo Oncologico di Gela che da anni si batte per migliorare i servizi dedicati ai malati oncologici in un Territorio ad alto impatto ambientale distrutto dall’industria petrolchimica che da ben 40 anni opera a Gela sfruttando il sottosuolo siciliano a fronte di grandi guadagni e con innumerevoli conseguenze per la salute dei cittadini che hanno raggiunto a segno dei tempi un record da libro dei primati 100% in più di Tumori e Malformazioni rispetto alla media nazionale. E proprio dalla nazione che il movimento ha cercato le risposte ai tanti quesiti ed alle dimenticanze di sempre attraverso una lettera inviata da Maurizio Cirignotta (segretario) e Moscato Crocifisso (presidente) al Presidende della Repubblica Napolitano chiedendo la risoluzione a tante verità e un interessamento personale verso uno dei bisogni importanti per Gela “Il Dipartimento di oncologia di 2° livello e la radioterapia” pietre miliari per una salute migliore dei malati oncologici e per evitare i continui viaggi della speranza dei Gelesi. Dopo mesi di indagini e di acquisizione di documenti da parte dell’ufficio territoriale di Governo di Caltanissetta nella persona del Prefetto, per cercare di rispondere anche agli atti estremi compiuti dal movimento quali,l’incatenamento presso l’Assessorato alla Sanità e presso il Palazzo di Governo del Presidente della Regione arriva la risposta il 01 settembre 2007 che detta “Si informano le SS.LL Maurizio Cirignotta e Moscato Crocifisso che l’Assessorato alla Sanità interessato in merito da codesto ufficio ha fatto sapere che ha in corso con il Ministero della Salute,fattive interlocuzioni che consentiranno il trasferimento delle risorse necessarie per la realizzazione del Dipartimento oncologico di 2°livello a favore dell’Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela al fine di rispondere al bisogno di salute dei cittadini di codesto comprensorio,con l’occasione il Segretario Generale della Presidenza della repubblica manifesta la massima attenzione del Presidente Napoletano verso la problematica in oggetto”.Ringraziando la presidenza della repubblica i rappresentanti ammettono “ Speriamo che sia chiarificatrice per tutte le istituzioni affinché si prodighino ad operare fattivamente e nel più breve tempo possibile per la realizzazione del Dipartimento a Gela”.

Maurizio Cirignotta

Pubblicato su il Vespro