lunedì 31 gennaio 2011

Federalismo: In Sicilia basta applicare lo statuto di autonomia


Sono gli ultimi giorni per una conferma politica da parte della coalizione di Governo , basata , tra gli altri, su un punto fermo “il federalismo” . Un primo impianto che dovrebbe Interessare la base del sistema amministrativo dello stato, ”i comuni”. Tra le regioni che da tempo avrebbero potuto applicare tale sistema federale sicuramente la Regione Siciliana che dopo il ventennio fascista e dopo le varie istanze separatiste ,ottenne il riconoscimento costituzionale dello statuto di autonomia speciale nel 1946. Una compagine di articoli che poneva la Sicilia in una condizione di rilievo autonomista rispetto alle altre regioni italiane con una particolare rilevanza nello sfruttamento delle risorse del sottosuolo quali petrolio ,salgemma,gas metano ed altro. Certamente un percorso storico-costituzionale che avvicina il sistema Siciliano alla stessa Catalogna che Nel 1978 si avvalse di uno Statuto d’autonomia, molto avanzato e recentemente modificato. Entrambe hanno continuato nel tempo a subire le ingerenze da parte dello Stato ma ad oggi solo la Catalogna è riuscita a dotarsi di uno Statuto d’autonomia più vicino alle esigenze odierne, mentre la Sicilia è riuscita solo nel 2001 a modificare superficialmente lo statuto. Certamente poco rispetto a quello che la regione catalana è riuscita ad ottenere nel 2006 regolamentando anche i rapporti con l’Unione Europea. Ritornando ai nostri giorni possiamo notare come il tanto acclamato federalismo del nord, in Sicilia ha rappresentato un sacco pieno di beni inutili ,infatti è riuscito ad oggi a trasferire solo alcune proprietà quali laghi ,fiumi,coste,caserme ed altri pezzi di demanio statale alle regione siciliana ed alle provincie. La vera autonomia fiscale anche sui prodotti del sottosuolo siciliano non è mai esistita e non sarà mai attuata. Un plauso quindi al re nudo (Bossi) che avendo capito su quale piatto d’argento gli alleati gli hanno consegnato le chiavi dell’Italia ha potuto ancora una volta arricchire le regioni più virtuose favorite fin dal dopoguerra da un sistema industriale di cartello che per i siciliani ha rappresentato solo emigrazione. Lode e gloria ,quindi, alla capacità di genuflessione dei Siciliani che forse vittime di un sistema tornacontistico della classe politica locale è riuscita a perdere la vera opportunità di sviluppo legata allo statuto di autonomia ,ignorando da sempre il vero strumento di valorizzazione dell’economia siciliana. Non si pone quindi il dubbio e non possiamo “sciarriarini pi na manciata di ficu sicchi” vogliamo una sicilia libera dalla fiscalità nazionale e sede di un sistema fiscale low cost che possa dare la vera e fisiologica centralità mediterranea alla nostra isola.

Di Maurizio Cirignotta

giovedì 27 gennaio 2011

Una lacrima, per non dimenticare !!


Il 27 di Gennaio è l’anniversario della liberazione dei reclusi sopravvissuti dal campo di concentramento e sterminio di Auchwitz e rappresenta per tutti il giorno della memoria e del ricordo di un’idea criminale che in onore del nazismo e della follia di potere , ha determinato la morte di 5,9 milioni di Ebrei. Il popolo di Israele dopo le millenarie persecuzioni e le molteplici servitù dei secoli (Egitto)ebbe a subire ancora una volta una inconcepibile distruzione di massa che si contemplò nell’olocausto. Tra le colpe quella di avere costruito nella Germania dell’epoca una grande potenza economica che reggeva il sistema monetario dell’epoca della nazione nazista. Fù comunque l’ascesa al potere di Adolf Hitler a cancelliere tedesco a rappresentare l’inizio di tale processo di distruzione di massa, il tutto avvenne attraverso un fanatico antisemita Julius Streicher che favorì all’interno di un’idea di follia collettiva , una alimentazione continua dell’idea antisemita, forgiando il popolo attraverso la rivista Der Stùrmer che fomentava giorno dopo giorno l’odio razziale ,una condizione che poi si realizzò negli anni successivi fino a culminare nella Shoah. Gli ultimi periodi che vanno dal 1939 al 1945 rappresentarono,infatti, i periodi più bui della follia nazista furono questi gli anni della soluzione finale dettata dal Hitler per accelerare il processo di distruzione di massa degli ”indesiderabili” a cui avrebbero dovuto annoverarsi( ebrei,omosessuali,oppositori politici ,Rom,Sinti,zingari,testimoni di Geova,pentecostali,malati di mente,portatori di handicap e tanti altri). La soluzione finale avrebbe portato al potenziamento di alcuni campi di concentramento specializzandoli nello sterminio di massa ,il modo migliore era quello di riuscire ad uccidere più persone in poco tempo e senza usare pallottole che potevano essere utili per il fronte orientale,si arrivò ,quindi , alla scelta delle camere a Gas dove potevano essere uccisi ben 250 persone in pochi minuti. Furono sviluppati in questo senso i campi di Auchwitz-Birkenau che riuscirono ad unire il lavoro schiavistico e quello di sterminio sistematico,mentre i campi di Belzec,Sobibòr e Treblinka furono dedicati solo allo sterminio. Molti gli stratagemmi per rendere credibile lo sterminio agli occhi del mondo, vedi quello delle docce che invece dell’acqua diffondevano acido prussico che provocava la morte in soli 10-15 minuti,in altri luoghi di sterminio invece venne usato per le stesse finalità il monossido di carbonio. Coloro che riuscivano a salvarsi venivano usati come schiavi ed avevano il compito di rimuovere i cadaveri. Tutti coloro che dovevano essere uccisi venivano prima controllati onde estrarre eventuale presenza di denti d’oro( senza anestesia) e tagliare i capelli che poi venivano riciclati per la produzione industriale di feltro. Uno dei problemi che poi si pose agli occhi della follia era quello di eliminare tutti questi morti, allora la nascita dei forni crematori che bruciavano tutte le vittime,molte le fosse comuni e la miriade di carri bestiame pieni di salme. Un olocausto di massa che ha portato alla morte circa 17.000.0000 di persone di varie etnie. Tra le dichiarazioni di molte persone che sono riuscite a salvarsi ricordiamo una tra le tante quella di un sopravvissuto che dice : “Come il mondo dell’epoca non si sia accorto di nulla?”. Tale considerazione viene avvalorata dal fatto che nella realtà le notizie su quello che stava accadendo, erano conosciute, vedi infatti i lavori scritti nel 1944 dal ricercatore polacco Raphael Lemkin ed alcune dati forniti dall’Institute of Jewish Affairs di New York.
Di Maurizio Cirignotta

lunedì 24 gennaio 2011

Gela,protocollo d’intesa per la realizzazione della Radioterapia


Dopo la posa della prima pietra relativa all’inizio dei lavori della radioterapia a Gela , avvenuta il 2 Agosto 2010, alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Massimo Russo continua l’iter di realizzazione dell’opera attraverso un processo di trasparenza voluto dal Direttore Generale dell’ASP 2 Paolo Cantaro. Dopo alcuni vicissitudini,infatti, che hanno creato piccoli ritardi sul processo d’opera della radioterapia che a storia mementi è stata finanziata attraverso fondi pubblici relativi al fondo nazionale sull’innovazione tecnologica (legge 67/88 ex art.lo 20) concesso alla regione siciliana dal ministero della salute nel 2008 per una spesa totale di 6.200.000,00 euro , si è voluto dare origine ad un comitato di monitoraggio per la realizzazione dell’opera. Partecipanti al protocollo d’intesa, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta (ASP2), Il comune di Gela,il raggruppamento temporaneo di imprese (R.T.I) “Siemens-Alì-Nuclital”,il Movimento Polo Oncologico di Gela. Presenti alla firma del protocollo che si è svolta presso la sede istituzionale del consiglio comunale di Gela giorno 24 gennaio 2011 alle ore 17.00 il Direttore Generale ASP2 Paolo Cantaro , Il sindaco di Gela Angelo Fasulo, il Sig. Alì Ignazio in rappresentanza del’ R.T.I e Maurizio Cirignotta in rappresentanza del Movimento Polo Oncologico di Gela. Tra le finalità del comitato quella di assicurare a tutti i soggetti istituzionali coinvolti ed alla collettività una puntuale conoscenza sullo stato di avanzamento dei lavori e di avvio delle attività assistenziali a favore del cittadino. Obbiettivo principale che il dott. Paolo Cantaro(ASP2) ha voluto imprimere , la massima trasparenza e la piena collaborazione tra la società civile, le istituzioni e le società impegnate nella realizzazione dell’opera. La radioterapia a Gela può essere considerata una vera pietra miliare nel processo di implementazione dei servizi dedicati ai malati oncologici dell’area del gelese che come tutti sanno da anni è stata dichiarata zona ad alto impatto ambientale.

Di M.C.

mercoledì 19 gennaio 2011

Tasse ed evasione fiscale le due facce della contraddizione italiana


A fare questa particolare ricerca la Krls Network of Business Ethics per conto dell'Associazione Contribuenti Italiani. Come fonte dello studio è stato scelto lo Sportello del Contribuente, che ha preso un campione casuale di cittadini maggiorenni e residenti in Italia, gli stessi sono stati intervistati telefonicamente nella prima settimana di gennaio 2011. Dal sondaggio si evince che sono state 10 le imposte più odiate che sono state catalogate attraverso una speciale classifica: 1. Aggio esattoriale, 2. Canone Rai ,3. Bollo auto, 4. Accise su benzina, energia elettrica e metano, 5. TARSU/TIA,6. Contributi consorzi di bonifica, 7. Ticket sanitari ,8. IVA , 9. ICI 0. Imposte sui redditi/Irap. Una classifica che evidenzia come l’aggio esattoriale abbia un peso sensibile sul bilancio familiare. Sono invece due cittadini su tre a rispondere che il canone Rai sia un vero abbonamento annuale e non una tassa come si evince dalla pubblicità. Cosa dire del bollo auto che rappresenta l’ennesima tassa impositiva su di un mezzo di locomozione oramai necessario. Quasi tutte le imposte maggiormente indicate nella speciale classifica sono indirette. Il cittadino italiano,infatti, viene tassato oltre che sul reddito anche ed in maniera massiccia sui consumi giornalieri. La tassazione indiscriminata viene molte volte fatta in dispregio al dettato costituzionale ed alla sola capacità contributiva. Il carburante che oggi ha raggiunto valori alquanto esagerati viene infatti tassato in maniera indiretta attraverso l’applicazione dell’IVA sulle accise, così come avviene per il consumo di energia elettrica. Alle super tasse si contrappone l’evasione fiscale che nel 2010 si è incrementata del 10,1% raggiungendo la ragguardevole cifra di 159 miliardi di euro. Denaro che non riesce ad essere recuperato per l’inefficienza della pubblica amministrazione le esattorie infatti riescono a recuperare solo il 9% di quanto accertato. L’ Italia ha il maggior tasso di evasione d’Europa su 100 euro vengono evasi 54,5 euro. Nella speciale classifica siamo al primo posto con (54,5% del reddito non dichiarato), seguita da Romania (42,4%), da Bulgaria (39,8%), Estonia (38,2%), Slovacchia (35,4%). Tra i maggiori evasori, le industrie (32,8%) seguiti da banche e assicurazioni (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%). Riguardo i territori la maggiore evasione è nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (22,9%). Infine tra i vari perché che portano il cittadino ad evadere traviamo la chiara insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati(42%) a cui si aggiunge la complessità delle norme fiscali che in gran parte non rispettano i diritti dei contribuenti (39%) ,mentre la mancata cultura della legalità e la scarsità dei controlli interessa solo il (19%).


Di Maurizio Cirignotta

domenica 16 gennaio 2011

Gela- Manfria al collasso !!


Tra le promesse di una campagna elettorale che dettava a gran voce mari e monti per la frazione geografica di Manfria, oggi questo territorio si scontra con il disagio più assoluto legato alla invivibilità urbanistica(strade completamente stravolte) ,al randagismo sfrenato,alla mancanza di servizi dedicati ai cittadini. Una piaga annale , che si ripete puntualmente negli anni dopo ogni campagna elettorale , “il fiore all’occhiello di Gela” ,così si diceva nei vari comizi, ha oramai perso i suoi petali ed è rimasto solo uno stelo appassito che stà morendo giorno dopo giorno. Non stiamo parlando del terzo mondo ma di una zona della Sicilia che si trova a mezzo tra Gela e Licata . Un territorio paradisiaco riguardo le sue coste incontaminate che si scontra con un impatto reale costituito da strade con buche di circa 1 metro, perdite di acqua continue dalla rete pubblica (roccazzelle) ,manutenzione delle strade inesistente ,alcune strade non hanno più la normale percorribilità visiva per la presenza di canne che debordano sull’asfalto, le case abusive nascono come funghi. Un sistema che si corolla con la presenza dei randagi che oramai hanno conquistato interi territori azzannando e rincorrendo chi si avvicina . Una zona di sicilia che non riesce a crescere forse volutamente ,per volontà politica e per interessi localistici legati agli amici elettorali di sempre, un insieme di atteggiamenti che nel tempo hanno posto Manfria all’interno di un processo di distruzione inalienabile. Ma ad atterrire il cittadino (estraneo ai luoghi) è il viso languido dei pochi anziani che abitano nella zona. Gli stessi ,infatti, hanno chiesto un piccolo contributo per l’abbonamento dell’unico autobus disponibile che percorre la tratta Manfria-Gela vedendosi rispondere dall’amministrazione che non c’erano i soldi. Nessuna agevolazione quindi dal giugno 2010 che li possa gratificare nei bisogni primari ,debbono necessariamente spendere 3,50 euro per la tratta di andata e ritorno. Praticamente per poter sbrigare una pratica amministrativa ad esempio una certificazione di residenza a Manfria si debbono spendere ben 4,00 euro. A detta di molti , continuano ancora oggi i furti nelle abitazioni che vengono letteralmente ripulite. Nell’ultimo periodo collegato anche alla campagna elettorale una grande promessa “la rete idrica” anche nelle zone non servite. I lavori dovevano iniziare a fine anno ma ancora oggi nessuno a preso in mano un badile o una ruspa si è vista all’orizzonte. Alcuni aspettavano il nuovo anno per risolvere qualche problemino ma sembra che Manfria abbia all’orizzonte poche speranze ed i cittadini mantengono lo status di figli di un Dio Minore.

Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 12 gennaio 2011

Si ,della corte costituzionale su 2 quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua,reso ammissibile il legittimo impedimento


Dopo la massiccia raccolta firme attuata dal comitato referendario dei movimenti per l’acqua ,oggi la decisione della consulta che dà il via libera al 1 ed al 3 quesito referendario. La corte costituzionale infatti ha accettato l’impostazione del comitato del 1 quesito sull’abrogazione totale del decreto Ronchi (l.166/2009) condizione utile per bloccare ogni possibile speculazione sull’acqua bene comune. Reso ammissibile anche il terzo quesito sulla determinazione della tariffa in rapporto agli investimenti di capitale. Stop invece per il secondo quesito quello che chiedeva l'abrogazione dell'articolo 150 del Testo unico dell'ambiente (152/2006) che escludeva l'affidamento del servizio pubblico e quindi a priori le società per azioni e le società di capitali. Non ammesso invece il quesito proposto da Italia dei valori. Nota dolente per il presidente del consiglio che si è visto rendere ammissibile il quesito relativo all’abrogazione della legge sul legittimo impedimento(legge 7 aprile 2010,n°51).
Queste nel dettaglio le decisioni della consulta: La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2011, ha deliberato in ordine all’ammissibilità delle seguenti richieste di referendum abrogativo:
n. 149 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 1) “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: ammissibile

n. 150 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 2) “Servizio idrico integrato. Forme di gestione e procedure di affidamento in materia di risorse idriche. Abrogazione”: inammissibile

n. 151 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 3) “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”:ammissibile

n. 152 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 4) “Norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico. Abrogazione parziale”: inammissibile

n. 153 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 5) “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: ammissibile

n. 154 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 6) “Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale”:ammissibile


Di Maurizio Cirignotta

martedì 11 gennaio 2011

Gela, Poste Italiane,niente raccomandate, mancano le ricevute


“Niente raccomandate non abbiamo i modelli da dare agli utenti” questa è stata la risposta data dal personale dell’ufficio postale di via niscemi ad un malcapitato cittadino che voleva spedire una raccomandata con rispettiva ricevuta di ritorno. Fatto non singolare visto che lo stesso utente dopo essersi rivolto anche all’ufficio postale di viale cortemaggiore si è visto dare la stessa risposta , questa volta mancava il modello per la ricevuta di ritorno. Chilometri su chilometri che hanno portato il sig c.m. presso l’ufficio delle posta centrale di Gela in via ippocrate. dove finalmente la raccomandata ha avuto il suo positivo epilogo. Esempio sicuramente non eclatante che però denota la cronica situazione di disservizio verso il cittadino che colpisce in maniera eclatante questa città ai bordi dello stivale italico. Sono,infatti, circa 80.000 i cittadini di Gela che ogni giorno devono scontrarsi con file interminabili presso gli uffici postali della città ,alcuni di questi addirittura per riuscire ad arrivare primi nei confronti delle interminabili file ,aspettano l’alba e poi partono da casa alla volta dell’ufficio postale, possiamo considerarli dei veri guerrieri. Una vera corsa all’oro che in questo caso è rappresentato dal tempo e dalla mancanza di servizi adeguati ad una così vasta popolazione che possiamo utilmente paragonare a città come Como e Lecco, che però sono dotate di servizi nettamente migliori. Forse il federalismo riuscirà a migliorare il Gap?.

C.M.

lunedì 10 gennaio 2011

Carburanti alle stelle e il Governo risana le sue casse con le accise


Valutando una realtà basata sicuramente su tanti interessi legati al petrolio, oggi siamo arrivati ad una situazione insostenibile per il cittadino Italiano. Il prezzo del petrolio mantiene infatti da anni un’oscillazione di costo a livello internazionale che lo ha portato da tempo a valori di 90,00 dollari al barile, nell’ultimo periodo però si è notata un’impennata dei prezzi alla pompa,benzina a 1,50 euro(3000 delle vecchie lire) che sicuramente non sono collegati al prezzo del greggio. A subire il maggior rincaro,circa il 21%, il GPL per autotrazione che oggi sfiora gli 80 cent al litro. Il dubbio è concreto qualcuno al governo a trovato il modo di fare pagare al cittadino una nuova tassa ,l’ICC (imposta comune sul carburante), che si aggiunge alle varie accise che si sono accumulate per decenni e che nessuno ha mai levato dal costo totale del carburante. Sembra infatti che proprio su questo bene comune e necessario per la locomozione di tutti che si incentrano gli interessi fiscali dello stato Italiano e dei paesi produttori di petrolio che trovano in questo senso la possibilità di poter gestire a proprio piacimento il prezzo a livello mondiale attraverso una vera lobby. A pagare è sempre il popolo che dovrà sborsare circa 350 euro in più all’anno per spese obbligatorie di locomozione legate alla benzina. Valore che si impenna quando colpisce i pendolari che purtroppo debbono usare l’auto per lavoro. Nessuna cautela in questo senso l’Italia ,infatti, è unica nel suo genere e non permette ai cittadini di questa categoria di effettuare nessuna detrazione in tal senso nella dichiarazione dei redditi, cosa che invece avviene in paesi certamente più avanzati come Germania e Spagna. A chi dare le colpe di questo aumento indiscriminato? Il maggior peso certamente spetta alle accise statali che possiamo considerare storiche visto che si accumulano da ben 75 anni e che basano le loro fondamenta sui vari problemi dell’Italia , si parte,infatti, dalla guerra dell’Abissinia con un aumento di 1.90 lire per continuare con il finanziamento della crisi di Suez del 1956, il finanziamento del disastro del Vajont del 1963, il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966, il finanziamento del terremoto del Belice del 1968 , il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976 , il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980 ,il finanziamento della guerra del Libano del 1983 , il finanziamento della missione in Bosnia del 1996 ed infine il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004,il tutto per la modica cifra di 486 lire pari ai 25 cent di oggi a cui viene sommata anche l’imposta di fabbricazione e l’IVA del 20% per un totale del 52% del costo globale alla pompa. Il prezzo finito comunque è composto anche da altre voci, quali il costo del prodotto raffinato,il trasporto primario,il costo dello stoccaggio,le varie spese d’ufficio e di punto vendita fino ad arrivare al gestore per un totale che si aggira in circa il 30% del prezzo alla pompa. Una cronistoria di imposizione fiscale allarmante per gli effetti che si stanno avendo sulle tasche dei cittadini e sul bilancio familiare, paghiamo e ripaghiamo tasse raggiungendo benzina compresa il 52% dell’imposizione fiscale. In tutto questo marasma impositorio legato principalmente alla Benzina lo Stato Italiano per ogni aumento di 1 centesimo al litro guadagna 20 Milioni di euro al mese,infatti valutando i dati ufficiali dell’Unione Petrolifera del 2007 le entrate dello Stato legate ai prodotti petroliferi sono state di 35 miliardi di euro di cui 24,7 miliardi derivanti dalle accise e 10.5 dall’IVA. Cifre da capogiro che ci fanno certamente rendere conto di tutto quello che stà succedendo nell’ultimo periodo con gli ultimi aumenti. Dalla parte del cittadino alcune Associazioni dei Consumatori che dal canto loro propongono una serie di contropartite primo fra tutti il “Fai da te” che permette in alcuni casi di risparmiare 1,5 cent al litro che si possono trasformare in 25 euro l’anno di risparmio, altra mossa economizzante è quella di fare benzina nelle “Pompe Bianche”,dei distributori senza marchio, ne elenchiamo qualcuna per dovere di cronaca,(Befin (www.befin.it) ,Gazzaniga Petroli ,Enerpetroli (www.enerpetroli.it) , Maremma ,PetroliIes ,Noaloil (www.noaloil.it) ,Dubois, Repsol, Maxcom (www.maxcom.it) , Tuscia Petroli , Facchini , Energia Siciliana ), naturalmente mosche bianche che si nascondono sotto il grande ombrello delle gradi case petrolifere. Tra le proposte invece la completa liberalizzazione del settore petrolifero che forse potrebbe portare dei benefici all’utenza finale. In Europa infine dobbiamo considerare più virtuosi gli Spagnoli seguiti dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dalla Germania che hanno un’imposizione inferiore alla media che si aggira intorno al 57,9%. Possiamo quindi considerare la Benzina uno strumento nelle mani dei vari governi ed alla base del nostro Sistema Economico un valore aggiunto che permette di risanare debiti immani partecipando in maniera integrante ad un ordine costituito Nazionale e Mondiale che oggi colpisce anche i carburanti alternativi.

di maurizio cirignotta

martedì 4 gennaio 2011

Brunetta dopo i fannulloni attacca anche le nuove assunzioni della Sanità Siciliana


Azione anti Sicilia da parte del ministro Brunetta ,che con una dichiarazione all’Ansa dei giorni scorsi ha detto:“Le infornate di nuove assunzioni fatte nell’Isola e in Puglia saranno impugnate. Mi chiedo se sono dovute a carenze di personale”. Il tutto è stato concertato anche attraverso una campagna di stampa che ha visto presente le testate giornalistiche "La Padania", "Libero" e "il Giornale" che sono uscite con titoli certamente forvianti la realtà ,"Sicilia pronta a sperperare", "Sprechi senza fine", "La Sicilia balla sul Titanic". Nessuno però ha tenuto in considerazione che in Sicilia i concorsi nella sanità per anni sono stati una chimera e che tale condizione ha provocato gravi danni all’assistenza ospedaliera e territoriale . Certamente chi vive al nord non può mai guardare con gli occhi dei siciliani e fà delle considerazioni sicuramente non veritiere almeno in riferimento agli standard sull’assistenza che si basano su numeri e su pazienti. Purtroppo molti dei 5 milioni di Siciliani che vivono nell’Isola non sanno che siamo una regione con carattere e statuto autonomista sancito prima con regio decreto il 15 maggio 1946 n.455 e poi con legge costituzionale del 26 febbraio 1948 n. 2 ai sensi e per gli effetti dell’art.lo 116 della costituzione. Condizione che ci pone in fase di effettiva ristrettezza di sanzioni governative collegate al federalismo di natura leghista che sicuramente imporrà la cancellazione dell’art.lo 17 dello statuto Siciliano. I concorsi pubblicati nella gazzetta ufficiale della regione siciliana del 31 Dicembre 2010 ,sono validi, perché banditi nell’ultimo giorno disponibile onde evitare di incorrere nella clausola della Finanziaria voluta dal ministro Tremonti, che impone il blocco del turn-over al 50% negli enti pubblici. Qualsiasi azione da parte del ministro Brunetta rappresenterà un sopruso di potere da parte del governo nei confronti della Sicilia e dei Siciliani oramai stanchi di precariato e di lavori saltuari.
Di Maurizio Cirignotta

lunedì 3 gennaio 2011

2011, l’apocalisse 12 “attacco alla chiesa cattolica”


L’attacco globale alla chiesa cattolica sferrato nell’ultimo periodo e nei momenti cardine delle feste cristiane, rappresenta certamente un segnale evidente di un ripercorso versetto dell’apocalisse che detta "contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù" (Ap 12, 17). Un dragone rosso con sette teste e dieci corna che vuole distruggere la donna di sole che ha partorito il figlio di dio. Segni e profezie che sembrano ripercorrere i nostri tempi,aimè,caratterizzati da un luogo comune la cristiano fobia. Gravi gli atti di violenza verso la chiesa cattolica ed ortodossa che hanno visto attaccare 51 chiese cattoliche ,uccidere un vescovo ed un prete e provocare la morte di 900 fedeli. Il dragone al qaeda vuole liberare l’islam dalla croce cristiana e provocare una guerra prima politica che religiosa non rispettando “il corano” e fomentando l’odio tra le genti onde acquisire una riconoscenza di massa che possa fargli vincere la guerra civile. Chi uccide compie un peccato e non viene redento agli occhi di Dio,lo dice lo stesso “corano”. Una globale manifestazione di crudeltà verso i cristiani che ha colpito vari paesi come il Pakistan,l’Iraq ,l’India ,lEgitto ,le Filippine e la Nigeria. Vari fatti accaduti che hanno visto attaccare in Pakistan il Christian Post da parte di alcuni hacker islamici che si fanno chiamare dragoni i quali sono riusciti a sostituire il sito internet con un angelo insanguinato,mentre in India sono migliaia i cristiani sfollati e 3 i morti dopo l’esplosione di pogrom, in Egitto invece ben 21 i morti dopo un criminale atto di un Kamicaze ad Alessandria di Egitto, la Nigeria invece è nella furia di una guerra civile specie in alcune zone del nord del paese dove i cristiani sono stati posti al bando dai mussulmani,ben 80 i morti, le Filippine proprio per la presenza di Abu Sayyaf, un gruppo legato ad Al Qaeda ha visto invece molti attacchi verso le chiese cristiane che hanno provocato feriti tra i preti ed i fedeli,l’Iraq infine per opera del sedicente “stato Islamico dell’iraq” gruppo di al qaeda ha visto nell’ultimo periodo la morte di ben 77 cristiani. Un mondo che vuole essere religioso a suo modo attraverso l’uso della violenza e senza il rispetto di Dio e dei suoi comandamenti. Un punto di non ritorno che vedrà l’alba della fine e gli eserciti angelici venire sulla terra per dettare l’ultima volontà di Dio ,l’Apocalisse.

Di Maurizio Cirignotta