domenica 25 gennaio 2009

Gela: Piano regolatore Generale. Manfria alla deriva.


Come succede da sempre “Manfria” non potrà anche questa volta riorganizzare la propria configurazione urbanistica e dare finalmente un'aspetto gradevole alla frazione. Il piano regolatore generale oggi al vaglio del consiglio comunale non prevede, almeno alla data odierna, strumenti utili per uno sviluppo adeguato alle esigenze del suo vasto territorio. L'area di Manfria che ricade nella zona C3 ,applica ancora oggi la regola del lotto minimo per l'edificabilità ,in parole povere occorrono circa 1500 metri quadrati di terreno per edificare 100 metri quadrati di immobile. Una condizione che nel tempo ha solo favorito l'abusivismo senza regole e selvaggio in piena linea con l'attuale urbanizzazione della città di Gela. Nessuno ha pensato di applicare le leggi regionali vigenti e proporre come avvenuto in altre città della Sicilia(Caltagirone) una modifica all'ampiezza del lotto minimo, utile, per poter edificare con la massima tranquillità nelle aree C3(vale a dire le aree periferiche a ridosso della città)che possono,volendo, usufruire di una modifica del piano regolatore generale portando il lotto minimo di edificabilità a 700 metri quadrati. Una condizione favorevole per permettere a molti proprietari di potere edificare un'immobile di 120 metri quadrati in soli 700 metri quadrati di terra disponibile. Un provvedimento che sicuramente potrebbe favorire l'edilizia privata con la costruzione di immobili meglio armonizzati con il territorio e certamente più confacente ad una zona periferica come “Manfria”,valorizzando così il territorio e rendendo possibile un'edilizia più a misura d'uomo.

venerdì 23 gennaio 2009

Caro Bolletta in Sicilia. Effetto Federalismo!!


La notizia scaturisce dalla decisione del governo di inserire nell'ambito dell'art.3 del documento di programmazione economica del 2009 indicante il“Blocco e la riduzione delle Tariffe”, una clausola sulla suddivisione del mercato elettrico Italiano in tre macro zone. Un documento sibillino(oggi al vaglio del Senato) che nella sue ampie determinazioni non scende nei dettagli, ma detta delle chiare disposizioni relative alla disciplina del settore, suddividendo sia il mercato elettrico nazionale che la rete di trasmissione in tre macro-zone. In parole povere l'utente Siciliano( potrà trovarsi nelle condizioni reali di pagare il 20% in più a k/Watt sulla bolletta rispetto ad un utente della Lombardia. La decisione in merito comunque spetterà alla discrezionalità del ministro dello sviluppo economico. Analizzando il sistema elettrico italiano ed a fronte della capacità produttiva e di vendite nazionali di energia elettrica (produzione), pari a 289,2 milioni di MWh, hanno segnato un consistente aumento (+3,2%) ed il maggior contributo e' stato dato dalle macrozone produttive del Nord (+3,3%) e Sud (+5,0%); mentre sono state in calo le vendite della Sardegna (-9,0%). Nel 2008 si sono anche considerevolmente ridotte le vendite sulle zone estere (importazioni) ammontate a 47,8 milioni di MWh (-5,7%). Le importazioni nette pertanto hanno raggiunto il valore piu' basso degli ultimi anni (circa 4.600 MWh medi orari). Con questi dati ed andando a valutare la nostra Regione e la sua capacità produttiva attuale e potenziale futura è importante tenere presente la posizione di leader nazionale che la Sicilia andrà ad occupare ed occupa nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili,infatti dal rapporto ,sul sistema elettrico di Terna ,sembra che tale risorsa ecologica a grande caratterizzazione per la Sicilia abbia avuto nei primi dieci mesi del 2008 un incremento di produzione di energia elettrica da fonte eolica superiore al 75% rispetto allo stesso periodo del 2007. A tali indicazioni produttive deve essere aggiunto anche il recente progetto della Regione Siciliana sul fotovoltaico, impregnato principalmente sul conto energia che certamente si dovrà sommare alla già grande capacità produttiva della Sicilia con un input di slancio sull'energia rinnovabile, a livello nazionale. Guardando invece i consumi dell'utenza domestica al 31 dic. 2007,( fonte autorità per l'energia elettrica e per il gas),superiamo abbondantemente la media nazionale ma in compenso ne consumiamo molto meno nell'utenza non domestica e nell'illuminazione pubblica. Riguardo la capacità distributiva nella rete elettrica nazionale ci attestiamo come regione al 3° posto in Italia con ben 10 distributori energetici. A queste premesse aggiungiamo tutta la produzione di energia elettrica proveniente dagli idrocarburi e dalla raffinazione del petrolio che ad oggi ha permesso di dare luce a gran parte del sud Italia. Tante condizioni che presuppongono per una vera ,macrozona Elettrica, (La Sicilia) che fonda una premessa importante per una considerazione di base che vede certamente la Sicilia come una ”Potenza Energetica del Sud Europa” in cui le condizioni climatiche (Vento e Sole) sono presenti in maniera massiccia e gratuita in contrapposizione ad altre aree del nord dell'Italia. Ma allora perchè ,pagare di più, la famosa bolletta Energetica? Dove sono le nostre politiche Autonomiste basate sull'applicazione dello statuto?. La Sicilia, infatti, fatta questa ampia premessa non può sempre permettersi di pagare lo scotto di una politica federalista di facciata a favore del Nord dell'Italia o della Lega lasciando come sempre ai nostri figli un futuro di miseria e di disoccupazione. Importante è ricordare che tra gli effetti lesivi di una tale scelta troviamo certamente il comparto industriale, che pagherà il maggiore scotto del caro bolletta incrementando i costi di produzione dei manufatti ed il già presente divario con il nord dell'Italia ,alimentiamo così concorrenza e disoccupazione che assommata allo spauracchio di molte aziende che certo non investiranno in una regione dove vanno a pagare l'energia elettrica il 20% in più rispetto al resto dell'Italia, fondiamo il nostro futuro su di un vero cappotto coloniale che ci porterà nuovamente alla condizione di Siciliano emigrante del dopo guerra, che come tutti sappiamo ha portato tante famiglie isolane ed intere generazioni a vivere fuori dalla propria terra ,alimentando progresso , intelligenza Siciliana e forza lavoro altrove.Evitiamo tutto questo attraverso la creazione di una Macrozona Elettrica low cost "La Sicilia".

Maurizio Cirignotta

lunedì 19 gennaio 2009

Randagismo a Manfria ,indetta Petizione -Denuncia.

La problematica “Randagismo” nella frazione di Manfria ha raggiunto oramai livelli insopportabili, per i cittadini residenti che si trovano a fronteggiare ogni giorno il “Branco” anche nei quotidiani, atti di vita, quali ad esempio andare a depositare negli appositi cassonetti l'immondizia o percorrere la via principale per recarsi alla fermata dell'autobus. Negli ultimi giorni addirittura un cane si è attaccato allo specchietto retrovisore dell'auto del sig. V.O. che stava attraversando la via santa maria degli angeli, oramai diventata territorio sotto il controllo del “Branco”. Condizioni alquanto scabrose che hanno portato il comitato permanente per lo sviluppo della frazione di “Manfria” ad iniziare la raccolta firme per una petizione-denuncia, da presentare in procura .Le molteplici lettere,infatti, di cui ultima quella del 17/10/2008 indirizzate all'amministrazione comunale ed ai vigili urbani non hanno prodotto mai nessun risultato. La mancata cautela ed il controllo della problematica “Randagismo a Manfria” da parte degli organi competenti secondo il comitato ,denotano infatti la mancata applicazione delle leggi nazionali e regionali di riferimento come la n°281 del 14 Agosto del 1991 e la legge n° 15 del 3 luglio 2000 che indica all'art.lo 14 tutte le condizioni di cautela e di controllo del randagismo, dando ai comuni ed alle associazioni piena responsabilità in tal senso.

giovedì 15 gennaio 2009

Richiesta di rimborso dell'IVA sulla TARSU per i residenti di “Manfria”.

Con formale richiesta prodotta attraverso raccomandata il Presidente del Comitato Permanente per lo Sviluppo di “Manfria”, Maurizio Cirignotta, ha inoltrato al Sindaco del Comune di Gela avviso di istanza collettiva per il rimborso dell'IVA già pagata negli anni precedenti con la T.A.R.S.U. Alla base di tale richiesta una recente sentenza della Corte di Cassazione non ancora pubblicata che in linea con l'orientamento comunitario, ha stabilito che il corrispettivo che i cittadini devono pagare per la raccolta e smaltimento dei rifiuti è una tassa e non una tariffa. L’applicabilità dell’I.V.A. sarebbe possibile solamente in presenza di una tariffa, ma essendo una tassa è illegittima!.La Corte di Cassazione infatti afferma, anche in linea con precedenti pronunce su temi similari, che gli atti con i quali i gestori manifestano la pretesa creditoria hanno natura di atti amministrativi. Ne discende che gli stessi devono possedere tutti i requisiti fondamentali dei provvedimenti impositivi e, segnatamente, la motivazione che giustifica la richiesta di pagamento del gestore. Prendendo ad esempio il caso di un utente che paga una tassa di 600 euro l'anno per lo smaltimento rifiuti, versa al proprio comune 60 euro di IVA non dovuta (pari ad una aliquota del 10%) che, moltiplicati per 10 anni (il massimo che è possibile richiedere), ammontano a 600 euro. Tale onere ora dovrà quindi essere reso al cittadini. Con tale atto Manfria ed i suoi residenti chiedono giustizia per le tante dimenticanze ed i diritti negati da sempre a fronte di un dovere rappresentato dal pagamento della TARSU comunale che non ha mai portato ad un reale sviluppo della frazione.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 14 gennaio 2009

Caltaqua accetta il rimborso dei Canoni fognari non dovuti per Manfria

Come da comunicato ufficiale della società Caltaqua, i residenti di Manfria non pagheranno la quota relativa al canone di depurazione fognaria. Una vittoria per il Comitato Permanente per lo Sviluppo di Manfria e per l'A.E.C. che per primi ne hanno costituito il comitato promotore nazionale in merito alla sentenza della Corte Costituzionele del 10 ottobre n. 335.

Maurizio Cirignotta

giovedì 8 gennaio 2009

Rete Idrica e Fognaria nella frazione di “Manfria” finalmente una realtà.

Da trent' anni circa si è parlato della Frazione di Manfria, localizzata geograficamente a 10 km dal Comune di Gela,solo riguardo i suoi disagi relativi alla mancanza di acqua per le abitazioni e di un sistema fognario integrato che potesse sopperire e sostituire le fosse biologiche. Finalmente oggi forse si può voltare pagina e parlare di progetti già in fase avanzata che l'Ato Idrico di Caltanissetta, retto dal suo presidente On.Giuseppe Federico ed il Comune di Gela, socio di maggioranza, con il suo Sindaco Rosario Crocetta assieme ad un membro della sua Giunta l' Ass. Enrico Vella , stanno già portando avanti da tempo. La pratica amministrativa ,oramai a fine iter, permetterà alla frazione di dotarsi nella sua completezza di una rete fognaria ed idrica. Il progetto acqua e fogne a Manfria parte da lontano e vede i suoi primi lumi nell'accordo di programma quadro stato regione sottoscritto al ministero dell'ambiente nel 2006. Tra i progetti già in essere in quanto sottoscritti e firmati dall'A.r.r.a e quindi pronti per la realizzazione ,quello della rete idrica che fino ad oggi ha servito Manfria fino alla vicina Roccazzelle, tale capitolato prevede un impegno di spesa di 2321,819 milioni di euro con la possibilità di portare acqua in tutta la Frazione, si aspetta solo la liberatoria che alcuni cittadini debbono dare in relazione al passaggio della rete. Altro progetto anche esso già firmato è quello della Rete fognaria e depurativa completa per la frazione che prevede un impegno di spesa di 2658,800 milioni di euro,a quest’ultimo si deve aggiungere la realizzazione di un depuratore che prevede l'impegno di spesa di 2400,000 milioni di euro. Per quanto riguarda questi ultimi progetti relativi alle fogne a Gennaio ci sarà un riunione al ministero dell'Ambiente a Roma per decidere dove far confluire le acque reflue in riferimento ad un orientamento comune verso Macchitella e Manfria al posto della zona petrolchimico. Un nugolo di notizie incoraggianti per i residenti di Manfria che assieme al “Comitato permanente per lo sviluppo di Manfria” non possono che plaudire finalmente l'azione politica i indirizzo nei confronti della Frazione dimenticata da anni.

Maurizio cirignotta

martedì 6 gennaio 2009

Qualità della vita, maglia nera per la Sicilia.


Maglia nera per la qualità della vita nella Regione Siciliana,questo è quello che scaturisce dal recente studio del Sole 24 ore, che ha analizzato con un dossier qualitativo le provincie Italiane nel 2008,vari i settori tenuti in considerazione vedi,il tenore di vita,affari e lavoro,servizi ed ambiente,ordine pubblico,popolazione e tempo libero. Tra le provincie virtuose troviamo al 1° posto Aosta con punti 611 e (+2) in classifica, mentre all'ultimo posto della classifica(103°) troviamo Caltanissetta con punti 381 e (-7) in classifica finale . Tra le nove provincie Siciliane solo Enna(+8), Agrigento(+2)e Catania(+4) hanno salito la china della graduatoria annuale rispetto alla precedente del 2007,tutte le altre provincie in esame, Palermo(-9),Trapani(-10),Siracusa(-14),Ragusa(-9),Messina (-1) non sono riuscite a migliorare la Qualità della vita globale dei cittadini nell'ambito del proprio territorio. Visibile da questi dati uno stato di netta recessione che colpisce in special modo la Regione Siciliana che tra tutte le regioni italiane si attesta all'ultimo posto(20°) come qualità della vita. Alla provincia di Caltanissetta la palma nera ,specie per quanto riguarda ambiente, affari e lavoro,popolazione e tempo libero, con la recriminazione campanilistica da parte di alcuni esponenti della vita politica della città di Caltanissetta nei confronti del comune di Gela, città di 77000 abitanti che soffre da anni il dramma dell'inquinamento, dovuto ad una industrializzazione selvaggiamente lesiva nel tempo per la popolazione,oggi affetta da Tumori e Malformazioni in percentuali 100% superiori rispetto alle medie nazionali, la stessa cittadina però come risulta dai dati di unioncamere rappresenta per la provincia di Caltanissetta il vero cuore produttivo con l' 80% delle esportazioni da parte dell'industria. La provincia di Caltanissetta comunque con le sue negatività ,relative alla qualità della vita, rappresenta solo la punta di un iceberg che si chiama ,Sicilia, che nel suo stato di Isola posta in una posizione strategicamente magnifica nell'ambito del mediterraneo, non ha saputo sfruttare a pieno le proprie coste turisticamente appetibili ed invidiabili specie sul piano degli scambi economici con i paesi del mediterraneo. Guardando isole come Malta, oggi stato indipendente e potenza turistica del mediterraneo, forse ci rendiamo conto che il nostro mancato sviluppo viene da lontano e da un dopoguerra caratterizzato da un gruppo di temerari che voleva attraverso l'ipotetica Indipendenza della Sicilia un futuro certamente migliore.

Maurizio Cirignotta