martedì 26 agosto 2008

Bozza Calderoli, Cosa ne sarà della Sicilia e del Sud, quali proposte per ridurre il Gap ?


Il Federalismo entra nel vivo della diatriba politica dei nostri giorni acuendo molti ricordi del passato ,che hanno caratterizzato la nostra Sicilia degli anni 40, in un dopo guerra ricco di pensieri indipendentisti e di rivalsa Isolana che portò dopo tanto sangue versato ad uno speciale statuto d'autonomia. I lumi di tale atto di fondamentale importanza per la Sicilia furono sanciti nella G.U. Del 10 giugno del 1946 ,n° 1333 dove il Regio decreto Legislativo del 15 maggio 1946,n°455 approvava lo statuto speciale della regione siciliana , come evento pattizio tra la Sicilia e l'Italia. A firmare l'atto il Re Umberto assieme a DE GASPERI ,NENNI ,CIANCA ,ROMITA ,TOGLIATTI , SCOCCIMARRO , CORBINO ,BROSIO,DE COURTEN, CEVOLOTTO,MOLE’, CATTANI , GULLO ,LOMBARDI ,SCELBA ,GRONCHI ,BARBARESCHI ,BRACCI ,GASPAROTTO.Successivamente per lo statuto il passo definitivo e la valenza costituzionale il 26 Febbraio 1948 all'art. n° 2 ,con la dicitura “Visto il primo comma della XVII disposizione transitoria e l'art. 116 della costituzione si promulga la seguente legge costituzionale ,approvata dall'Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948”. Una premessa corollata da tanta storia , forse dimenticata ,che oggi può essere ripulita con un solo colpo di spugna con la riforma in senso federale del Ministro Calderoli ,che porterà tanti nò alla Sicilia infatti non è prevista l'Alta Corte di giustizia,non sono previsti sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti in una regione che ancora oggi paga un alto tributo in vittime di malformazioni e tumori da inquinamento industriale,non sono previsti sconti particolari per le regioni svantaggiate che così corrono il rischio di cadere nel baratro economico. Dobbiamo in questo senso ribadire il concetto del “Prima risani e poi Federalizzi”condizione importante per ridurre il Gap che le regioni del Sud ,in termini di disoccupazione ,insediamenti industriali ,vie di comunicazione e sviluppo del territorio, hanno patito negli anni dal dopo guerra ad oggi. La proposta concreta ad un tale possibilità fa nascere quindi l'esigenza di avere un'unione d'intenti nel Sud d'Italia attraverso la fusione delle 6 regioni meridionali continentali in un'unica "Macroregione" a statuto speciale che si basi sullo statuto Siciliano. Una condizione di forza che permetterebbe di creare anche un'unica Alta corte delle due Sicilie con sede a Roma ed a tutela di una vera comune autonomia. Naturalmente un' occhio di richiesta comune anche per la Sardegna. Un sistema federale basato su Macroregioni che favorirebbe lo sviluppo economico delle regioni svantaggiate e aumenterebbe la loro capacità di contrattazione anche in senso Politico, viste le nuove possibilità di riforma elettorale per le Europee. Pensare in senso comune aumenterebbe la platea di abitanti che passerebbe dai 5 milioni della Sicilia ai circa 19 milioni della nuova Macroregione. Molte le concrete possibilità come quella di fondere il nuovo Banco di Napoli ed il Banco di Sicilia con la possibilità di emettere moneta pubblica (art. 40 statuto); quella di avere uno specifico ordinamento tributario (art.36 statuto); quella di imporre alle imprese che hanno sede fuori dalla regione di versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (art.37 statuto) e non in base alla sede legale; quella di avere la potestà esclusiva nelle scuole elementari per potere favorire l'insegnamento della storia e della lingua locale(Siciliano,Napoletano); quello di favorire il passaggio di tutte le funzioni statali alle regioni che diventerebbero così semi-indipendenti; quello di eliminare le attuali provincie e trasformarle in "liberi consorzi di comuni" come previsto dallo statuto Siciliano. Una grande opportunità quella del Federalismo di Calderoli che però deve essere rimodulata in senso comune per le regioni del sud attraverso la creazione del “SUD CONTINENTALE DELLE DUE SICILIE” ,macroregione Italiana fronte e futuro dello sviluppo del popolo meridionale.


Maurizio Cirignotta

domenica 24 agosto 2008

Gela: Radioterapia al Vittorio Emanuele pubblicato il Bando di Gara.

Pubblicato il 22 di Agosto dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele di Gela, dott.Ettore Costa, il bando di gara per la realizzazione della Radioterapia a Gela. L’opera che si inserisce nell’ambito della costituendo dipartimento di Oncologia di 2° livello è stata finanziata dal Ministero della Salute in riferimento ai finanziamenti dedicati alla Sicilia ed allo sviluppo tecnologico come previsto dalla legge 67/88 ed all’ex art. 20. L’opera in oggetto impegnera’ la somma di € 6.130.000,00 di cui il 90% a carico del Ministero della salute ed il 10% a carico dall’Assessorato Regionale alla Sanità. Per il territorio Gelese un grande risultato viste le condizioni di elevato impatto ambientale a cui gli stessi abitanti sono stati sottoposti fin dal 1995 con conseguenti gravi conseguenze per la salute e per la continua recludescenza di malattie tumorali. La radioterapia a gela ha il compito di ridurre i continui viaggi della speranza che molte famiglie hanno dovuto sopportare in tutti questi anni ,in quanto la sedi tecnologiche appropriate sono state sempre decentrate ed hanno determinato costi immani per i bilanci familiari e grandi sacrifici in termini di impatto umano. Un grande risultato- dice il Presidente del Movimento Polo Oncologico di Gela- Maurizio Cirignotta, che ha puntualizzato come i sacrifici umani e le lotte comuni prodotte assieme al defunto Crocifisso Moscato hanno finalmente ottenuto un risultato importante per la terapia Oncologica nel sud della provincia di Caltanissetta.
M.C.

domenica 10 agosto 2008

Sicilia: Gela torna all’attacco forse diventerà una Zona Franca?

Le zone Franche urbane nascono in Francia ed arrivano e vengono istituite in Italia con l’art. 21 della Finanziaria 2007 hanno il compito di favorire le zone disagiate ed oggetto di degrado urbano dando un imput in sede locale al processo di sviluppo economico e sociale attraverso degli interventi di recupero urbano dei quartieri disagiati di alcune citta’ della Sicilia e del Mezzogiorno. La scelta viene fatta dalle regioni in rapporto a vari indicatori quali densita’ abitativa,disoccupazione,densita’ delle attivita’ economiche in loco ecc.
Attraverso questo strumento di programmazione economica del territorio vengono incentivati i processi di sviluppo di tutte le attivita’ commerciali ricadenti nelle zone in oggetto che quindi godranno dal punto di vista contributivo di un credito d’imposta sulla nuova occupazione in cifra fissa, per il fisco ci sara’ un esonero per 5 anni dalle imposte sul reddito d'impresa e dell'imposta sui fabbricati,molte le agevolazioni allo start up,mentre i Comuni potrebbero partecipare con l'abbattimento delle aliquote Ici. Lo stato attraverso lo strumento della finanziaria partecipera’ mettendo a disposizione 50 milioni di €uro per il 2008 e per il 2009 mentre le Regioni parteciperanno con un cofinanziamento di almeno il 50%. La scelta delle zone franche urbane spetta in Sicilia al Governo Regionale Siciliano che in teoria in concertazione con gli enti locali deve privilegiare le zone con disagio sociale e potenzialità di sviluppo maggiore, importante nella scelta l'aspetto sociale che favorisce al meglio il via libera da parte dell’Unione Europea.Notizia di questi giorni ,la riproposizione da parte della Regione Siciliana ,dopo uno stand bay di circa 12 mesi, di ben 12 zone franche urbane in Sicilia. L’ approvazione finale spetta al ministero dello Sviluppo economico,tra le città siciliane candidate, Catania, Gela, Erice, Termini Imerese, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Aci Catena, Castelvetrano, Trapani, Acireale, Giarre e Sciacca.
Gela quindi ritorna in posizione utile dopo la negazione avuta nel 2007 da parte del governo Cuffaro,sicuramente un momento di rivalsa per un territorio che necessita di progredire attraverso varie opportunità che rappresentano un momento di sviluppo per Gela, città che insieme alla globalità della provincia di Caltanissetta ha il triste primato per numero di disoccupati.
Maurizio Cirignotta

mercoledì 6 agosto 2008

Gela: Lettera del Presidente del Movimento Polo Oncologico al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Un’accorata lettera è stata inviata dal neo presidente del movimento polo oncologico di Gela Maurizio Cirignotta al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro della Sanità. Oggetto della missiva la situazione di stallo relativa al trasferimento dei Fondi alla Regione Siciliana, per la realizzazione di “Attrezzature ed infrastrutture per la Radioterapia” nella città di Gela e secondo accordo di programma integrativo già in essere con il precedente governo, in riferimento all’art. 20 della legge 67/88 ed in fase avanzata di finanziamento da parte del ministero della Salute per la somma di € 5.890.000.00.Il Presidente del Movimento Polo Oncologico di Gela Maurizio Cirignotta chiede infatti che l’iter sia accelerato anche in rapporto alle reali esigenze dell’accordo di programma firmato nella primavera scorsa a Roma e che prevede entro 270 gg l’appalto dei lavori. I malati Oncologici di Gela non possono sopportare ancora i soliti viaggi della speranza -dice Cirignotta- che li costringe a recarsi a proprie spese in altre città distanti dai 100 ai 150 km, con un disagio familiare non indifferente in una condizione territoriale dichiarata dal 1995 ad alto Impatto Ambientale ed aggravata ogni giorno dalla recludescenza di Patologie Tumorali.

M.C.

domenica 3 agosto 2008

Caltagirone: Nuovo impianto fotovoltaico da 1 MWP


In via di realizzazione un nuovo impianto fotovoltaico a Caltagirone ,la società che realizzerà l’opera è la Solgenera una società mista costituita da Consiag e Interconsulting. Per l’impianto di Caltagirone è già stato avviato l’iter amministrativo e la stessa azienda comunica che ne verranno realizzati altri 6 nella Provincia di Trapani. In cantiere inoltre assicura- Solgenera- un Mega impianto da 20 Mwp a Trapani uno dei piu' grandi d'Europa che a regime, forse nel 2010 avrà una capacità produttiva tale da soddisfare i bisogni di circa diecimila famiglie, grazie ad una produzione annua di oltre 30 milioni di Kw/h.Tutti gli impianti che si andranno a realizzare utilizzano la tecnologia a film sottile a telloruro di cadmio capace di garantire una maggiore produttivita'.

Maurizio Cirignotta

venerdì 1 agosto 2008

Dal deserto Africano, energia elettrica per tutta l’Europa

Secondo quanto posto allo studio dell’UNEP (il programma per l’ Ambiente dell'ONU) alcune aree dell’africa per le loro caratteristiche climatiche rappresentano una vera e propria ricchezza nascosta, infatti i cambiamenti climatici in queste zone hanno provocato un aumento della temperatura che và tra i 0,5° e i 2° rispetto alla media del pianeta di 0,45°. Condizione che ha portato alla nascita di nuove aree di siccità e ad un aumento delle aree desertiche nel continente Africano con delle problematiche non indifferenti per l’economia di molti paesi. La tecnologia ed il bisogno di produrre energia rinnovabile viene in questo senso in aiuto di questi territori che sembrano essere diventati dei territori ampiamente sfruttabili per il posizionamento di pannelli solari ad alta rendita energetica. Un'area di circa 800 chilometri quadrati di deserto riempita con dei pannelli fotovoltaici ad energia solare potrebbe bastare a fornire l'intero fabbisogno energetico del pianeta. Ad avvalorare concretamente l’ipotizzata possibilità Arnulf Jaeger-Walden dell'Istituto della commissione europea per Energia che all’ultimo convegno di Euroscienze a Barcellona , ha affermato che la localizzazione di pannelli fotovoltaici nel Sahara o in altri deserti Orientali e Medi sono in grado di fornire energia elettrica per tutta l’Europa. In queste zone infatti i pannelli fotovoltaici rendono fino a tre volte in più rispetto ad una localizzazione in Europa settentrionale. La corrente prodotta può essere trasportata a migliaia di miglia usando la trasmissione continua ad alta-tensione attraverso cavi HVDC che riescono a contenere le perdite di energia sotto il 3% per 1,000km. La mega centrale sarebbe in grado di fornire una potenza compresa tra i 50 ed i 200 Megawatt ed avrebbe un costo di 45-50 miliardi di Euro,associata ad un risparmio di migliaia di tonnellate di petrolio. In Europa attualmente si trova a Liebniz in Germania l’impianto fotovoltaico piu grande costituito da ben 33.500 pannelli fotovoltaici occupanti circa 21,6 ettari che si intersecano con dei campi dedicati a coltivazioni biologiche.
La vera stranezza è data dal fatto che in Europa questo tipo di impianti sono costruiti dove il sole non è presente tutto l’anno al contrario della nostra Sicilia dove in alcune zone costiere si affrontano diatribe sull’eolico o su altre energie rinnovabili mentre la grande industria continua ad inquinare.
Maurizio Cirignotta