giovedì 24 febbraio 2011

Gela,si rinnova il servizio di navetta gratuito anche per il mese di Marzo


Certamente un rinnovo che rappresenta un respiro di sollievo per i tanti malati oncologici di Gela,Niscemi,Butera e Mazzarino che ogni giorno usufruiscono del servizio navetta gestito dallo sportello emergency oncology. Sarà un nuovo patner solidale facente parte delle ditte dell’indotto a dare per il mese di marzo la disponibilità in denaro per permettere ai tanti malati oncologici di recarsi gratuitamente presso le sedi di radioterapia di Catania. Un servizio a detta degli stessi malati che non si era mai visto negli anni passati e che ha finalmente gratificato i bisogni dei malati oncologici. Siamo riusciti a “ridurre notevolmente le spese” dice un malato oncologico , “abbiamo anche con questo servizio ridotto il notevole disagio delle nostre famiglie”,ma quello che più importa è la notevole riduzione dei tempi di attesa. Il nuovo servizio navetta ,infatti, attraverso questa rivoluzionaria organizzazione è riuscito finalmente a far ricredere i malati oncologici sui tempi ,la partenza avviene ogni giorno alle 06.40 presso le due sedi di raccolta la prima quella dell’Oviesse ,la seconda quella dell’Hotel Sileno si arriva quindi a Catania alle 8,15 e poi si riparte verso le 10,40 per arrivare a Gela alle 11,30 . Un servizio che nella mente comune si spera possa continuare anche nei mesi successivi e per questo sensibiliziamo in tal senso le istituzioni.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 23 febbraio 2011

Libia, l’ultimo genocidio all’ombra dell’Onu


Sotto l’ombra della religione mussulmana e dell’Onu si consuma l’ultimo genocidio prima della fine di una dittatura ,quella di Gheddafi ,ombre e luci di una trentennale oppressione del popolo magrebino che dal 1969 ha portato alla grande povertà la popolazione. Una fisiologica conseguenza quella della rivolta del popolo che viene considerato dallo stesso dittatore alla stregua di tanti ratti da schiacciare e da uccidere senza pietà, quello che conta,infatti, è il potere personale che viene elevato al di sopra delle migliaia di morti innocenti. La rivolta iniziata il 16 febbraio 2011 per l'arresto di attivista dei diritti umani continua incessante in tutto il paese e il 21 febbraio attraverso una continua repressione militare si raggiungono i 250 morti che lieviteranno il 22 febbraio raggiungendo le 300 vittime, iniziano i raid dell’aviazione e le bombe sulla popolazione entrano in azione migliaia di mercenari, Gheddafi parla alla nazione ed annuncia di non volere lasciare il potere a costo di uccidere tutti, attacca l’Italia e gli Usa. Il 23 febbraio inizia la strage degli innocenti con uccisioni di massa muoiono circa 10,000 persone, i feriti si contano in 50,000(fonte al arabya e twitter)un vero olocausto,Cirenaica, Bengasi ,Sirte, Misurata,Tobruk cadono in mano ai rivoltosi. Una grave situazione che sicuramente deve presupporre un intervento umanitario da parte dell’Onu non si possono permettere altre morti innocenti ed occorre immediatamente fermare ogni schizofrenia dittatoriale a favore e per il bene delle popolazioni. Purtroppo è l’Italia la prima ad essere tradita nel suo intimo democratico proprio per avere permesso a tali soggetti di essere osannati e sollevati alla rilevanza nazionale. Come al solito ci vendiamo al miglior offerente e l’onore patrio viene assoggettato al dio denaro, in questo caso quello del petrolio, del gas e delle varie compartecipazioni in varie società italiane . Gli accordi avvenuti tra il 2007 ed il 2010 hanno visto,infatti, l’Eni firmare un accordo con la Lybian National Corporation che prevede la presenza della nostra società di bandiera nella estrazione di petrolio fino 2042 e di gas fino al 2047. Lo scambio in denaro tra i due paesi ha raggiunto la cifra di 40 miliardi di euro siamo il primo patner europeo della libia, di questi 2,5 miliardi sono finiti nell’acquisto del 7% di azioni UniCredit , mentre l’Eni per l’1% è di proprietà dei libici , sul lato delle comunicazioni mediatiche invece il buon Silvio attraverso la Fininvest ed insieme alla Lafitrade controllano il 10% di Quinta Communications società di Tarak Ben Ammar, il 14,8% di Retelit, società di telecomunicazioni, è controllato dalle finanziarie libiche,infine anche Generali vede interessi libici nei propri capitali per non parlare della Juventus. In cambio di tutto questo alcune ditte italiane hanno avuto delle commesse per la realizzazione di 1700 km di autostrada sulla costa libica ed invece ditte quali l’Impregilo costruiranno un centro congressi ,finmeccanica avrà commesse per la vendita di elicotteri e l’Ansaldo avrà delle commesse sui segnalamenti ferroviari. Molte le commissioni ed i rapporti bilaterali che potranno,quindi, cadere con il nuovo futuribile assetto politico della Libia. Nel contesto sicuramente dubbiose le dichiarazioni del nostro presidente del consiglio che ha dichiarato di non volere “disturbare” Gheddafi .

Di Maurizio Cirignotta


link


Il Video

Tripoli Burial Feb 22 from ODOE Community Uploads on Vimeo.




Liberate Libya from Belisarius on Vimeo.

domenica 20 febbraio 2011

Gela,acqua color “petrolio” dai rubinetti di alcune abitazioni


Ancora una volta la rete idrica e fognaria della città di Gela,manifesta la sua vetustà ed allarma i cittadini che continuano ad avere paura per la loro salute. Il fatto accaduto per l’ennesima volta in via risorgimento quando giorno nove del mese di febbraio 2011 in alcune abitazioni nei pressi del quartiere san. Giacomo ed in particolare al numero civico 170 alcuni cittadini si sono visti sgorgare dai rubinetti acqua color “petrolio”. Urla e paura si sono approcciati alla vista di acqua di colore nero maleodorante da parte del sig, A.F. che si trovava in quell’istante all’interno della doccia,non era “petrolio” ma forse un frammisto tra liquami fognari ed acqua. I cittadini hanno subito informato il Sindaco e la società di gestione della rete idrica pubblica, Caltaqua, che è prontamente intervenuta il 10 di Febbraio senza però risolvere radicalmente il problema. Alla data odierna ,infatti, l’allarme permane e molti parlano di reali danni alla salute. Certamente una esacerbazione del problema che però si basa su tante verità che si nascondono dietro la rete idrica e fognaria del quartiere san giacomo ,sembra infatti che la rete idrica rinnovata di recente si accomuni ad una rete fognaria fatiscente e vecchia di 50 anni che forse denota perdite non facilmente identificabili. Dietro l’acqua inquinata sono comunque molte le storie e le lamentele che negli anni si sono ripercorse e lo stesso sig. A.F. parla di una reale paura per la salute “io” dice il sig. A.F. “ ho pagato personalmente il grave stato di inquinamento ambientale che negli anni ha colpito Gela, la mia storia inizia con la nascita di due figli malformati di cui uno è già morto per un idrocefalo circa un’anno fà, mentre la mia seconda figlia è nata con una grave palatoschisi , il mio terzo figlio di 8 anni invece è perfettamente normale” tutti i medici - continua - A.F.” a cui mi sono rivolto fanno risalire le malformazioni al grave stato di inquinamento,ma ancora oggi nessuno ha saputo dare reali risposte “. A Gela alcuni studi statistici sembrano comunque ammettere che tra il 2006 ed il 2007 ci siano stati circa 900 casi di palatoschisi a cui si assommano decine di aborti terapeuti effettuati fuori dalle mura cittadine. Inquinamento e salute, quindi, sembra essere a detta di molti cittadini un reale connubio creato dal sistema globale che è riuscito ad inserirsi in alcuni casi anche nella catena alimentare come si è visto nell’ambito dello studio Sebiomag che ha denotato una notevole incidenza di arsenico nel sangue dei cittadini Gelesi. Esiste ,quindi,il connubio tra inquinamento e salute a Gela? Molte morti bianche ancora aspettano delle risposte.

Di Maurizio Cirignotta

venerdì 18 febbraio 2011

150° dell’unità d’Italia, sarà il Benigni nazionale a unire le disseminate verità della storia !!


Multi poliedrico il Benigni nazionale che si è presentato a Sanremo il 18 febbraio. Un inizio spumeggiante con iniziali frecciate al presidente Silvio ed al Gossip legato al caso Ruby , una fugace sudorazione viene sedata da un fazzoletto bianco, occhiate in sala dove si trovavano alcuni rappresentanti del governo e poi dritto verso la storia dell’Italia .Cadono sotto le fauci del Benigni, targato unità d’Italia,Scipione l’Africano,Cavour,Mazzini. Una storia mirabile che passa attraverso gli anni e produce l’inno di Mameli. che dalle coorti dei Romani ,all’Elmo di Scipio arriva fino ai fratelli d’Italia, una vera punta di diamante che mai si era vista, sull’inno nazionale. Benigni si ferma poi sulla vera identità italiana “la cultura” nata a fondamento del nostro paese prima di ogni unità. Benigni infine finisce la sua grande storia dell’Italia con una mesta dissertazione dell’inno di Mameli ,come per dire “è finita”. Certamente una grande interpretazione che rappresenta l’esempio per una storia che forse molti non conoscono. Una partenza di spirito nazionale che però ha nella realtà alcune defezioni ,vedi ad esempio quella del Trentino alto Adige che sembra non festeggerà il 17 Marzo 2011. Riguardo invece la vera storia anche altre regioni forse hanno qualcosa da recriminare la Sicilia fra queste ,infatti, ricorda i suoi moti indipendentisti del dopoguerra che sono stati affogati nel sangue con la morte dei vari Canepa e Finocchiaro Aprile. Moti che partono da lontano e che in alcune sfaccettature non hanno visto di buon occhio l’Unità d’Italia. Quello che veramente è successo in Sicilia si evince da alcune dichiarazioni dello stesso Garibaldi in una delle sue lettere ad Adelaide Cairoli nel 1868 : “Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”. Tra le altre le dichiarazioni degna di nota quelle di Antonio Gramsci in Ordine Nuovo(1920) :“Lo stato italiano (leggasi sabaudo) è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare col marchio di briganti”. A tutto questo dobbiamo aggiungere il vero volto dell’Italia che proprio dalla sua unità ha visto il suo vero sviluppo a due velocità Nord e Sud , proprio due facce speculari di un contro positivo e negativo caratterizzato da varie mancanze e molteplici differenze di sviluppo. Il 17 Marzo,quindi, rappresenterà veramente la vera unità del caro Benigni nazionale ?

Di Maurizio Cirignotta

domenica 13 febbraio 2011

Gela,quartiere eleusi nel disagio


Un quartiere ,quello di Eleusi, che possiamo definire di frontiera in riferimento al più ricco e vicinorio di Macchitella. Tra i pochi interventi di natura urbanistica e di utilità sociale si notano ,infatti, le varie sacche di vera incuranza manutentiva da parte della locale amministrazione comunale. A denunciare il disagio l’anziana presidente del comitato spontaneo di quartiere sig. Bonina che con le sue parole derime il vero volto del sistema quartiere ,”non si può stare nell’indifferenza quando gli alberi vengono affogati dalle erbacce e dall’immondizia e nessuno vuole averne cura,bottiglie di plastica invadono le aiuole e con il tempo provocheranno la morte del verde pubblico”. La zona maggiormente colpita è quella prospiciente la via zante angolo via focide ed il vico arcadia dove la manutenzione è inesistente. L’aspetto ricreativo per la molteplice presenza di gioventù deviante è praticamente inesistente e quindi l’abbandono e la gratuità degli atti contro il verde sono all’ondine del giorno, forse una mancanza di senso civico che diviene collaborante con il sistema comune che da parte sua non fa nulla per sopperire a tale mancanza. Un quartiere certamente anomalo che vede anche la presenza da anni di un verde pubblico di circa 200 mq , sito tra la via Zante il vico Arcadia e via Patrasso , concesso da qualcuno in comodato gratuito a dei privati del posto che ad oggi sembrano averne acquisito la piena proprietà. Caratteristica, infatti, la presenza di alberi da frutta e intere piantagioni di cipolle e di ortaggi, di uso personale, a cui si assomma la visibile palificazione che caratterizza interi recinti con edera. Quello che salta agli occhi di tutti è il fatto che siamo in pieno centro urbano e che forse ,a detta di molti, le suddette aree sono detenute a titolo gratuito da privati .Fatti e misfatti Urbani che forse si assommano ad un corollario di accordi e legami indissolubili con una rappresentazione di un chiaro esempio di legame amichevole tra pubblica amministrazione e privati che non può essere leso dai diritti dei cittadini.

Di Maurizio Cirignotta

giovedì 10 febbraio 2011

Manfria,incontro con il sindaco di Gela


L’Incontro avvenuto il 10 Febbraio 2011 alle ore 17.00 presso i locali del comune di Gela su richiesta del Sindaco. Presenti all’incontro il Sindaco Angelo Fasulo, l’Assessore alla Polizia Municipale Orazio Rinelli ed il Presidente del Comitato per lo Sviluppo di Manfria ,Maurizio Cirignotta. Sul tavolo della discussione i molteplici problemi che attanagliano Manfria, prima fra tutte il notevole stato di degrado delle strade, la mancata sicurezza degli immobili, la mancanza della rete idricae fognaria, la valenza turistica della frazione oggi assente che dovrebbe essere sviluppata, la grave problematica del randagismo a cui si è aggiunta anche la questione della logistica del trasporto urbano,non presente in alcune zone centrali della frazione. Il Sindaco da parte sua ha espresso la volontà di attenzionare la frazione geografica di Manfria attraverso vari interventi che partiranno a breve dalla sistemazione delle buche di molte strade di Manfria tra cui via la Santa Maria degli angeli ed altre, puntualizzata anche l’ultima critica lanciata dal comitato sui rom “Io non ho autorizzato nessun insediamento”- ha detto il sindaco- “appena avuta notizia infatti gli stessi sono stati fatti spostare immediatamente”. Tra le altre comunicazioni che il sindaco ha voluto lanciare quella che l’amministrazione si stà prodigando per creare degli uffici comunali in loco sembra nella zona dell’ex “Lido Orlando” dove sorgerà anche un presidio dei vigili urbani. La valenza turistica, invece, sarà sviluppata attraverso alcune manifestazioni che caratterizzeranno la frazione vedi una trenta giorni manifestativa che sarà organizzata presso la torre di manfria. Si è inoltre parlato di identificare una zona libera dove piantare degli alberi e creare un’area ricreativo-turistica che possa attrarre turismo low-cost nella zona. Si è anche prospettato di creare in rapporto alla presenza dei campetti di calcetto un sistema utile per un campionato regionale per bambini fino a 12 anni. A questo proposito il comitato chiede a tutti i residenti di fornire informativa sulla presenza a Manfria di locali pubblici e di immobili privati dedicati al turismo low-cost. La rete che dovrebbe crearsi deve avere una disponibilità di posti letto per almeno 70 persone. Nota infine di demerito per la rete idrica che attualmente potrebbe essere già in opera e che vede allungare i tempi per colpa del 20% di persone che non hanno ad oggi fornito la liberatoria. Il Sindaco in questo senso ha rassicurato che si andrà avanti ugualmente nella realizzazione della stessa con le opportune modifiche. Infine il presidente del comitato maurizio cirignotta ha fatto richiesta che le opere pubbliche già in cantiere con la precedente amministrazione vedi la rotatoria sulla ss. 115 e la passeggiata in legno presso il lungomare antistante il lido orlando vengano realizzate. Sullo sviluppo di Manfria ,quindi,la piena collaborazione ma non mancheranno le critiche e le denuncie se i cittadini verranno ancora una volta traditi dalle annali promesse.

MC

martedì 8 febbraio 2011

Sicilia: Governo Lombardo, firma accordo con l’Eni


Dopo giorni di trattative nei giorni scorsi è stato firmato accordo di programma tra la regione siciliana e l’Eni. Un protocollo che è stato partorito direttamente dalla giunta regionale nell’ interesse della Sicilia. L’accordo prevede l’impegno da parte dell’Eni nel progetto della Catania-Gela che come tutti sanno è considerata la strada della morte, in relazione alla miriade di incidenti mortali che ogni anno l’importante arteria, miete. Tra i punti cardine il progetto del Porto di Gela che vedrà dei natali di valenza commerciale onde porre un’alternativa al petrolio. Importante riguardo l’ambiente la chiusura e la messa in sicurezza del grande deposito di pet –coke della raffineria di Gela. Piena soddisfazione da parte del presidente della regione siciliana Raffaele Lombardo che ha ribadito come tutti i grandi gruppi industriali che operano in Sicilia debbano pagare le tasse nella nostra Regione. A tal proposito è proprio l’accordo con l’Eni che vedrà a fronte di un investimento di circa 800 milioni di euro si avrà un rientro in tasse nell’arco di 20 anni per un miliardo di euro.

Di Maurizio Cirignotta

venerdì 4 febbraio 2011

Maghreb: La Povertà in rivolta


Sono I popoli del maghreb a scendere in piazza per dichiarare lotta alla povertà. E’,infatti,proprio questa la scintilla che ha acceso la miccia in vari paesi arabi. Dopo la Tunisia e l’Algeria ora è la volta dell’Egitto che da 11 giorni è sotto lo scacco dei manifestanti pro e contro Hosni Mubarak, 82 anni,. Sicuramente alla base di tutto la grande fame del popolo e l’impossibilità a poter vivere una vita normale. In Egitto si vive solo con un dollaro e mezzo al giorno e le difficoltà nell’ultimo periodo hanno superato il limite di sopportazione del popolo. Una grande tradizione basata su pochi ricchi e tanti poveri in un sistema economico quello egiziano,creato in gran parte sul turismo e sulle riserve petrolifere. Un Tam Tam quello della gente comune “i fratelli”che da 11 giorni pone sotto pressione un governo che tira le fila del potere da trent’anni. La condizione che la Fratellanza Musulmana ha posto ,sono le dimissioni immediate di Mubarak che però per una questione di cautela nei confronti del paese non vuole abbandonare la dittatura e si inventa negli ultimi giorni lo scontro con i manifestanti la contrapposizione dei fedelissimi circa 300 che sono riusciti a scatenare la battaglia civile provocando 13 morti negli ultimi due giorni. A cavallo degli atti di violenza il vero ago della bilancia “l’esercito” che stà svolgendo un compito esemplare di contenzione e protezione della popolazione. Nel frattempo i vari componenti del governo cercano di scappare portando con sé fondi statali ,chiaro lo stop da parte del procuratore generale che ha congelato tutti i conti all’estero. Intanto importante la mediazione americana che stà cercando di convince il potere dittatoriale ad andarsene al più presto. Oggi 4 febbraio la decisione del comitato dei saggi che presenta il vicepresidente Omar Suleiman come nuovo capo di stato(fonte al Arabiya) secondo quanto previsto dall’art.139 della costituzione. Mubarak quindi è presidente solo formalmente. Un atto formalmente strategico per sedare la folla che oggi 4 febbraio ha sancito “ il giorno della partenza” di Mubarak naturalmente,ricordando nella preghiera che i 150 morti che si sonno susseguiti in questi 11 giorni non possono essere dimenticati e che il movimento in caso di elezioni non si presenterà con un candidato alla presidenza. Una fase difficile per molti paesi arabi che si associa a molte insicurezze collegate al reale pericolo che la rivolta del pane della Tunisia si possa sviluppare anche al gigante petrolifero dell’Arabia Saudita condizione che potrebbe interferire col le forniture di petrolio dal Mar Rosso al mediterraneo attraverso il canale di Suez.

Di Maurizio Cirignotta