sabato 27 giugno 2009

Emodinamica a Gela una necessità !!

Tra le tante mancanze che questo territorio subisce ogni giorno in ambito sanitario, certamente rilevante è la mancata presenza ,presso il reparto di Cardiologia/Utic del locale Ospedale Vittorio Emanuele, del servizio di Emodinamica. La branca in questione della medicina cardiovascolare che analizza e studia il comportamento del sangue in movimento nei vasi, permettendo così di ridurre il pericolo di insorgenza di patologie legate alla circolazione sanguigna. Con il termine di emodinamica in cardiologia, si indicano tutte le metodiche di indagine invasive, quali la coronarografia e non invasive quali l'ecocardiografia color Doppler, che permettono uno studio morfologico e funzionale della circolazione cardiaca,in parole povere la piena funzionalità delle famose coronarie, arterie, che danno la possibilità al muscolo cardiaco di ossigenarsi e vivere al meglio, onde evitare il classico Infarto e tutte le patologie Coronariche acute associate. L’importanza,quindi, di tale servizio in associazione al reparto di terapia intensiva coronarica ,già presente presso il nostro nosocomio, è di vitale importanza per la necessità di curare il paziente cardiologico presso il nostro centro senza la necessità di muoversi ,evitando così l’interruzione della continuità assistenziale da parte dei medici di tutte le sindromi coronariche acute con conseguenze molte volte negative per gli stessi pazienti. Considerando che in America(Dati forniti dall’American Heart Association nel 1999) la necessità di avere un approccio basato sull’emodinamica interventistica nelle sindromi coronariche acute (Coronarografie) è di 500 pazienti ogni 100.000 abitanti certamente notiamo come la nostra realtà si trovi in pieno difetto visti gli abitanti del territorio che comprendono i comuni di Gela,Butera,Niscemi,Mazzarino,Riesi,Licata,ecc che oggi raggiungono la ragguardevole cifra di circa 150.000. Un’utenza che permette al Vittorio Emanuele di Gela di gestire circa 2000 persone, attualmente trattate presso l’UTIC ,diretta dal Dott. Di Caro . E’ lo stesso dirigente che ci fornisce alcuni dati sulla mole di attività del reparto Cardiologico in questione, che oggi attua circa 800 ricoveri all’anno in considerazione di patologie quali l’Infarto,le Aritmie,lo Scompenso Cardiaco,le Angine e altre Patologie Cardiache non di minore importanza. Il numero di utenti che inoltre sono costretti in urgenza ad essere trasferiti in altri centri dove persiste la presenza dell’Emodinamica sono circa 200 a cui si assommano altri utenti che vengono inviati presso gli stessi centri a mero scopo diagnostico e terapeutico.(Coronarografie,Angioplastica Coronarica ed altro). Ma la gravità dell’attuale situazione sanitaria specialistica è data dalla dichiarazione dello stesso Dott. Di Caro che dice: “L’emodinamica oggi nella patologia coronarica acuta è una necessità che molte volte rappresenta per il paziente una vera possibilità di Vita o di Morte, infatti la presenza del settore dell’emodinamica interventistica in un sospetto Infarto favorisce l’immediata dilatazione delle Coronarie e la risoluzione della patologia, un reparto di terapia intensiva come l’ UTIC di Gela non è funzionale senza l’Emodinamica”. La nostra considerazione rimarca inoltre la gravità della situazione che oggi si basa anche sui tempi che attualmente sono dedicati all’emergenza Cardiologica che per dovere di cronaca dovrebbero presupporre l’arrivo in tempi brevissimi presso il centro più vicino e specializzato che abbia anche un’Emodinamica Interventistica e senza ulteriori allungamenti di tempi per ulteriori trasporti altrove ed a discapito della vita dell’utente. Alla dichiarazione del Dott. Di caro si associa quella del Dott. Bennici Direttore Sanitario del Vittorio Emanuele di Gela che ammette “ Non si può continuare così, occorre strutturare l’Emodinamica in associazione al locale reparto di Terapia Intensiva Coronarica per renderlo Operativo e funzionale per il territorio”. A questo punto la parola passa alla politica che sembra volere, almeno a parole, migliorare i servizi di questo territorio.
Maurizio Cirignotta

venerdì 19 giugno 2009

Caltanissetta: Chiusura del Poliambulatorio di Santa Caterina Villarmosa, presa di posizione del consigliere provinciale del PDL Vincenzo Pepe

Improvvisa chiusura nei giorni scorsi del Poliambulatorio del Comune di Santa Caterina Villarmosa in provincia di Caltanissetta. L'importante avamposto del Servizio sanitario Regionale assicurava i servizi sanitari dedicati ed i livelli essenziali di assistenza stabiliti per legge dall'art.lo 50 della legge 450/97 e dal D.L.gs.124/99 alle 5814 anime del piccolo comune posizionato a circa 20 km da Caltanissetta. Macabra la causale che ha fatto scattare l'intervento dei Carabinieri che attraverso il nucleo specializzato dei NAS hanno rilevato le gravi condizioni igieniche dei luoghi correlati anche dalla mancanza di un'autorizzazione sanitaria e dalla relativa destinazione urbanistica . Certamente un grave danno per i cittadini che esterefatti si sono resi conto delle immani mancanze provocate dai responsabili della salute pubblica del territorio che ad oggi è abbandonato a se stesso e costretto ai soliti viaggi della Salute. Immediata la presa di posizione del consigliere provinciale Vincenzo Pepe che ha dichiarato: “Mi sento offeso come cittadino e come rappresentante del Popolo per i fatti accaduti a Santa Caterina Villarmosa, dobbiamo lavorare affinchè non succedano altri episodi del genere proponendo anche una commissione d'inchiesta in ambito sanitario, nei giorni scorsi ho presentato un' interpellanza in consiglio provinciale per cercare di capire come la Provincia di Caltanissetta voglia ottimizzare la Sanità del suo territorio ed a cautela del diritto alla salute”. La legge 248/A relativa al piano di rientro sanitario ed alla riorganizzazione del SSR,varata nei mesi scorsi dall'ARS ha infatti dettato nuovi orizzonti per la Sanità Siciliana e nuovi modelli organizzativi per erogare al meglio un diritto sancito dall'art.lo 32 della costituzione “la salute dei cittadini”.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 3 giugno 2009

Solidarietà al progetto di Vincenzo Pepe consigliere provinciale del PDL


Il Movimento Polo Oncologico di Gela esprime la propria solidarietà con il progetto sposato da Enzo Pepe, nell'ambito della sua scelta fatta nell'ultimo periodo a favore della corrente Siciliana del PDL,capitanata dal Sott.rio alla presidenza ON. Gianfranco Miccichè. La bontà del progetto infatti fonda i suoi cardini sulla rivendicazione territoriale di infrastrutture ,di nuovi servizi sanitari e di nuove vie di comunicazione oltre che nella creazione di nuovi posti di lavoro nel territorio del Gelese che negli anni è stato depauperato da politiche di cartello certamente non utili per la nostra realtà. Si vuole ribadire infatti che tale atto permetterà finalmente nella massima autonomia di lavorare per il nostro territorio che nell'ambito dei famigerati fondi FAS, che ammontano a circa 41 milioni di Euro ,avrà sicuramente un ruolo cardine sia per la posizione strategica nel mediterraneo che per la sua posizione di prima città della provincia di Caltanissetta. Le correnti politiche hanno negli annali rappresentato da sempre una forma di democrazia utile e costruttiva di cui nessun partito ne può farne meno. La scelta di autosospensione del consigliere Pepe fa quindi parte di un progetto comune regionale che tende a favorire un concreto lavoro mirato, che vuole dare alla Sicilia la possibilità di crescere mettendo assieme i fondi strutturali ed i Fas, attraverso la creazione di una task force che abbia le capacità di collegare i programmi regionali con quelli nazionali onde ottenere risultati concreti per la nostra regione visto che ad oggi non si è riusciti a spendere i soldi dati dalla CEE, proprio per mancanza di progetti. Chi ammette che la Sicilia non spende bene i soldi a lei destinati piange alle sue spalle e risulta essere sterile concettualmente ed operare contro la sua terra e questo non lo possiamo permettere.