giovedì 31 maggio 2012

Roma,in arrivo migliaia di rimborsi fiscali


Tra le tante notizie negative,arrivano delle notizie positive per migliaia di contribuenti. Saranno,infatti,980 mila i contribuenti beneficiari di rimborsi fiscali per 2,7 miliardi .L’Agenzia delle uscite attraverso la Giustizia Tributaria ha obbligato l’Amministrazione finanziaria a pagare tutti coloro che hanno presentato e vinto ricorsi tributari al 30 Aprile 2012. A darne informativa l’Associazione Contribuenti Italiani che negli ultimi anni con  KRLS Network of Business Ethics ha assistito circa  7,6 Milioni di contribuenti. I rimborsi fiscali saranno dipendenti da crediti IRPEF,IRES e IVA. I più tartassati dai contenziosi fiscali sono i cittadini della campania  +182,3% al secondo e terzo troviamo i residenti del Lazio con + 176,8% e della Valle d'Aosta con +169,4%.  La speciale classifica  vede  seguire l'Emilia Romagna con +167,3%la Toscana con +167,1%,la Liguria con +165,2%,la Sicilia con +164,8% ,le Marche con +163,2%, la Puglia con +152,8%,l'Abruzzo con +144,2%,il Piemonte con +132,2%, il Veneto con +99,5%, ed infine la Lombardia con +94,5%. L’Italia ha il primato mondiale per lentezza alcuni hanno aspettato 28 anni per avere un rimborso IRPEF. Dopo l’Italia la Turchia (4,2 anni), la Romania (3,9 anni) la Grecia (3,8 anni), la Spagna (2,3 anni),l'Albania (2,1 anni),la Francia (1,6 anni),l'Inghilterra (1,2),la Germania (0,8 anno),l'Austria (0,4 anni),gli Usa (0,2 anni) e il Giappone (0,1).Il termine di rimborso dopo avere ottenuto la sentenza favorevole è di 90 giorni. Maggiori informazioni possono essere reperite presso il sito www.agenziauscite.it


                                                                                                           Di Maurizio Cirignotta


lunedì 28 maggio 2012

Gela, “Amianto” la polvere che uccide


Le ultime sentenze nazionali, hanno portato alla ribalta delle cronache, il grande scempio contro la salute dei cittadini ,collegato alle polveri di Amianto. Una legge quadro la 257/92 dà a grandi linee una visione della pericolosità di questo metallo. Le patologie correlate come l’ Asbestosi  processo degenerativo polmonare, costituito dalla formazione di cicatrici fibrose sempre più estese che provocano un ispessimento e indurimento del tessuto polmonare, il Mesotelioma Pleurico Polmonare è,invece, un tumore maligno che può colpire le membrane sierose di rivestimento dei polmoni (pleura) e degli organi addominali (peritoneo). Si tratta di un tumore maligno “patognomonico”, in quanto ad oggi riconosciuto solo per esposizione ad amianto, soprattutto di tipo anfibolo (crocidolite ed amosite, più del 90% dei casi). Il decorso della patologia è molto rapido. La sopravvivenza è in genere inferiore a un anno dalla scoperta del tumore. Non sono state individuate terapie efficaci,il Cancro polmonare ,come per l'asbestosi anche per i carcinomi polmonari è stata riscontrata una stretta relazione con la quantità totale di asbesto inalata e con l'abitudine al fumo di sigaretta. Il tumore presenta una latenza 15-20 anni dal momento dell’esposizione all’asbesto.  Nell’ultimo periodo si possono associare altre neoplasie come i mesoteliomi  Cutanei. A sortire un quadro importante sulla problematica la CEE che con la DIRETTIVA 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 ha voluto dare un quadro completo sulla protezione dei lavoratori e sui rischi connessi oltre che sui processi di bonifica dei siti. Tra i tanti articoli ne valutiamo 2 come cardini nel pianeta amianto; il secondo dove si ammette che “ l’amianto è un agente particolarmente pericoloso che può causare malattie gravi e che è presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute. La crocidolite è considerata come una varietà di amianto particolarmente pericolosa” ; il dodicesimo invece dove si dà ai datori di lavoro una direttiva ben precisa “ i datori di lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell’amianto, la presenza o l’eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle altre persone che possono essere esposte all’amianto per via dell’utilizzo degli edifici, di lavori di manutenzione o di altre attività all’interno o all’esterno di essi”. Fatta questa ampia premessa si possonono valutare i fatti di Gela dove circa duecento lavoratori della locale industria(indotto diretto ed indiretto) sono stati oggetto di patologie collegate all’Amianto. Condizione che però non ha permesso agli stessi di avere dei benefici. Ad opporsi l’Inail che attraverso il Contarp non ha riconosciuto fin dal 1993 ai lavoratori i benefici di legge. Coinvolta anche la procura che ha ricevuto centinaia di denunce in merito. Oggi 26 maggio 2012 la bomba ecologica, se così la possiamo definire , è scoppiata all’interno dell’isola 15 del locale petrolchimico dove sono stati trovati ben 87 sacchi di amianto. Ci chiediamo se nessuno li aveva mai visti e se le responsabilità di chi doveva vigilare INAIL e ASP sono concrete. Ci sarà giustizia? Intanto il locale ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) minaccia esposti e ritorsioni verso chi ancora oggi chiude gli occhi di fronte all’evidente disastro ambientale e verso il diniego del riconoscimento di tanti benefici dovuti. Ma la polvere che uccide da quello che abbiamo potuto notare a Gela si trova ovunque e la miriade di contenitori  di Eternit e di Coperture in amianto ancora oggi non è oggetto di una chiaro processo di bonifica. Trovare un contenitore di acqua Eternit nella spazzatura non è un caso isolato.
                                                                                                           Di Maurizio Cirignotta

domenica 27 maggio 2012

Gela, Porto rifugio “ il Grande Bluff”

Dopo anni di lavori e di manutenzioni milionarie(dragaggio del fondo sabbioso) oggi si scopre che il porto rifugio di Gela, non esiste. Indicato ipoteticamente nelle carte nautiche a fare la macabra scoperta, l’equipaggio della barca a vela Ombass battente bandiera Belga che giorno 24 maggio in seguito ad una mareggiata nel canale di Sicilia  ha cercato rifugio proprio nel porto di Gela. Un grave errore,per i malcapitati perchè il porto di Gela ha dei fondali di 1 metro e mezzo, poco più di una vasca da bagno e l’insabbiamento è assicurato. A disincagliare l’imbarcazione le unità degli Ormeggiatori ,unità navali della Scam e dell’Eureco che hanno liberato con grande difficoltà lo scafo rompendo però il timone e facendo imbarcare acqua alla barca. Uno strano episodio che porta a dei ricordi lontani ben 18 anni di investimenti nel sito con richieste di finanziamenti,soldi arrivati e spesi male dietro ,forse, i soliti interessi e le solite mazzette politiche. Ancora oggi le istituzioni cercano di mirare alla grande miniera d’oro per dragare i fondali senza proporre uno stravolgimento strutturale dell’infrastruttura. Alla data odierna le spese pubbliche hanno raggiunto cifre che si aggirano intorno agli 8 miliardi delle vecchie lire con un risultato pienamente visibile caratterizzato da fondali inesistenti,un vero castello di sabbia. Tre le ditte che con l’avvallo della politica, negli anni, hanno fatto affari d’oro, attraverso il dragaggio della sabbia che sistematicamente dopo essere stata portata fuori dal porto è rientrata prontamente con la prima marea. Molte le bocche cucite “il passato deve essere nascosto!!” e la politica protetta nelle sue malefatte. A detta di tutti occorrono dei grandi investitori per cancellare la maglia nera di questo porto e porre il suo braccio esterno di Est verso il mare con la creazione di un arco di protezione nei confronti dell’ingresso del porto. A mantenere la bandiera issata i piccoli pescatori che ogni giorno animano le attività di un porto fantasma ed anche pericoloso ,quello di Gela.
                       
                                                                                                             Di Maurizio Cirignotta




mercoledì 23 maggio 2012

Falcone, il declino della mafia


Una data ,quella del 23 maggio 2012, che porta al ricordo di un grave attentato avvenuto 20 anni fa a Capaci contro i poteri di giustizia dello stato. La morte di Falcone ha rappresentato sicuramente la vittoria dei poteri occulti dello stato, collegati al sistema mafioso, ponendo però anche una pietra miliare sulla concezione antimafia delle nuove generazioni. Gli insegnamenti di Falcone hanno cambiato il sistema e le procedure di indagine contro la Mafia portando alla svolta epocale rappresentata dai collaboratori di giustizia. Molti i passi compiuti da altri magistrati che hanno seguito questa strada ed hanno ottenuto grandi risultati. La coscienza di svolta negli anni ha portato anche ad un sistema legislativo che oggi permette l’acquisizione dei beni della Mafia. Una voglia comune di rivalsa ha creato un sistema associazionistico fondato sul cambiamento delle menti e sul superamento del sistema di omertà che ha da sempre favorito la mafia. Una voglia di dire nò alla Mafia ed al suo sistema ancora oggi sempre più diffuso. Valori e conquiste che si devono proprio a Falcone che oggi possiamo considerare una  pietra miliare dell’antimafia dell’era moderna. Valori che devono essere coltivati attraverso lo sviluppo del sistema stato che oggi ,però, deve dare lavoro e strappare dal contesto sociale la manovalanza giovanile attirata dai facili guadagni che la mafia riesce a dare. Occorre scardinare il sistema famiglia di appartenenza che pone all’occhio della gente povera una fonte di sostentamento sociale e di sopravvivenza collegata alla redistribuzione dei benefici del malaffare. I picciotti che vanno in carcere non possono vivere nella massima tranquillità di un sistema sociale parallelo allo stato che opera a favore ed al mantenimento delle loro famiglie. L’insegnamento principe di Falcone basato sul controllo dei flussi di denaro deve opprimere maggiormente il sistema. Abbiamo l’obbligo di controllare ,nel rispetto dello stesso Falcone, la politica e le sue chiare ramificazioni mafiose, guardare i finanziatori delle campagne elettorali e valutare cosa succede dietro ogni elezione politica. La nostra speranza e che i mattoni d’argilla dell’antimafia continuano ad essere prodotti da tanti giovani che forse nel prossimo futuro riusciranno a costruire una casa libera da ogni soppressione e violenza mafiosa.

                                                                                               Di Maurizio Cirignotta

domenica 20 maggio 2012

Brindisi,un vile attentato !!


Nasce forse da uno stato di sofferenza mentale il vile attentato di Brindisi. Così, si può definire l’eccidio della scuola  Morvillo- Falcone. Nessun atto mafioso può avere organizzato tale strage. Ad avvallare l’ipotesi le indagini degli inquirenti che oggi hanno detto “ forse si tratta di un gesto isolato, l’ordigno è stato azionato attraverso un telecomando”. Dalle ultime notizie ad essere inquisito un cinquantenne che sembra sia stato  ripreso da alcune telecamere del posto mentre premeva il telecomando. L’ordigno sembra essere di tipo volumetrico molto simile agli allarmi delle auto , lo stesso una volta attivato aspetta solo che passino persone nelle vicinanze per scoppiare,condizione che ha favorito lo psicopatico che si era appostato in un luogo vicinori guardando la scena da lontano. La mente contorta avrebbe avuto l’obbiettivo di evocare una strage. Non si riesce ,infatti, a capire il disegno mentale collegate alle ragazze ed alla scuola intitolata a Falcone. Una data sicuramente azzeccata visto che il 19 maggio ricorre la giornata del ricordo delle vittime di mafia. Il tutto certamente non è strumentalizzabile ai fini mediatici e pubblicitari. Purtroppo a farne le spese ,di tale vile attentato ,la sedicenne Melissa e 6 coetanee. Lunedì 21 maggio nel pomeriggio a Mesagne, paese natale della ragazza, i funerali.
                                                                                                         Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 16 maggio 2012

Monti,minacce dal FAI


Missiva indirizzata al premier Monti  e ad Equitalia da parte del FAI(fronte anarchico informale), che ha fatto recapitare ai quotidiani Gazzetta del Sud e Calabria Ora ,una lettera di minacce. E’ il “Nucleo Olga” ad avvisare la società di riscossione che sarà oggetto di attenzione, ponendo l’indice sul suo presidente “becero uomo d’affari e servitore del potere economico”. Il testo si dilunga manifestando alcune critiche: "la riscossione, in Italia, é divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita" e  "ogni altro suicidio che avverrà per tali motivi sarà ritenuto un omicidio di Stato". La seconda lettera ,recapitata al quotidiano Calabria Ora parla invece del Premier Monti : "Diciamo a Monti che lui è uno dei 7 rimasti  ",facendo riferimento alla precedente lettera fatta al dirigente dell’Ansaldo Nucleare ,Roberto Adinolfi ,dove si annunciavano altri attentati. La missiva continua parlando di un collettivo disinteresse popolare a restare in Europa ed a salvare le banche ed i conti dello stato sperperati dai pochi eletti. Ammissioni chiare legate ad una situazione di disagio sociale che si possono notare anche nelle successive dichiarazioni della stessa lettera: "Le mani della piovra, di Stato non può derubare il Popolo ,devono ritirarsi perché bisogna ridare dignità ai cittadini ormai ridotti alla fame per mantenere uno Stato lussuoso rappresentato da non eletti e benestanti che disconoscono la realtà vera del bisogno del Popolo". Molti i riferimenti collegati ad Equitalia: "La signora ministro Cancellieri –scrivono gli anarchici - ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato. Quindi, attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia, fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutelare il Popolo, gli Operai e le Imprese". Gli inquirenti sulle lettere si sono espressi ammettendo che forse sono un falso. La realtà Italiana comunque sembra precipitare in un nuovo buio che porta al ricordo delle brigate rosse ed alla lotta armata.  
                                                                           Di Maurizio Cirignotta

lunedì 14 maggio 2012

Arriva il Conto Corrente a costo zero


Dai tanti balzelli nascono finalmente i nuovi conti correnti low cost. Ad usufruirne tutti coloro che hanno un reddito fino a 7500 euro ed i pensioni fino a 1500 euro mensili. A porre i nuovi limiti il recente decreto salva Italia. Il funzionamento dei nuovi conti correnti è sancito da un accordo con il ministero dell’economia ,la banca d’Italia,le banche,le poste Italiane ed altri. Le condizioni di apertura sono dette standard,il conto può essere aperto da chiunque ed in tutte le banche o uffici postali ,non ci sono limitazioni riguardo al possesso di altri conti correnti. Le linee guida prevedono : Un canone annuo “limitato” e omnicomprensivo di un numero stabilito di operazioni,non ci sono interessi sulle somme depositate,si pagherà la normale imposta di bollo di 34,20 euro se la giacenza è superiore a 5 mila euro. Ad avere un maggiore guadagno sono i redditi ISEE fino a 7500 euro che non pagheranno nulla nemmeno l’imposta di bollo su qualsiasi giacenza,unica limitazione non avere un altro conto di base. Il conto permetterà a tutti i pensionati fino a 1500 euro di dormire sonni tranquilli con la gratuità del conto.


                                                                                                          Di Maurizio Cirignotta 

sabato 12 maggio 2012

Gela, Pionieri dei diritti dei cittadini


Gela città Siciliana posta ai margini dello stivale e zona di confine con la vicina africa, si confronta con alcune rivendicazioni sociali e lavorative che oggi sono state portate in strada da un gruppo di associazioni. Tra le buone intenzioni quella di coinvolgere la cittadinanza(oggi assente) su problematiche importanti collegate alla grave situazione di impatto ambientale che il territorio del gelese anela da anni chiedendo con forza e sotto l’onta dei malati di tumore e dei tanti bambini malformati un segno di riconoscenza e di rispetto per la salute. Il coordinamento, formato dalle associazioni Sviluppo e Ambiente , Movimento Polo Oncologico,ONA,ADOS Italia,Croce Azzurra ed altre, ha posto alla rilevanza pubblica alcuni punti programmatici che saranno portati al tavolo Prefettizio del 18 maggio 2012 a Caltanissetta con l’ENI. Un lungo elenco che sancisce il grande disagio della popolazione tra questi l’Integrazione all’utilizzo fondi nazionali sull’amianto per i Gelesi, un equo indennizzo a tutte le famiglie con nati malformati e  malati oncologici con richiesta in tal senso di implementare le infrastrutture sanitarie collegate alle patologie da industrializzazione, viene chiesto anche il posizionamento di centraline di controllo dei fumi nei camini ENI ,con valutazione quindicinale dei dati ottenuti e massima pubblicità da parte di un sistema integrato pubblico(provincia) e privato. Sono anche state rivendicate altre richieste quali : un piano di sviluppo a Gela,assieme all’industria del progetto nazionale I.B.L (licheni), un valido programma di sviluppo integrato (Stato-Industria)  per cercare  di abbattere il costo alla pompa  dei carburanti a Gela in parimenti diritto rispetto ad altre zone del nord. Un’impronta di rilievo è stata posta allo sviluppo industriale ecocompatibile ed a una programmazione di un futuro pulito per l’industria con l’implementazione della tecnologia Est e Turbo Gas. Un occhio anche al prezzo del metano, per uso domestico e per autotrazione che vede Gela solo come snodo nazionale del gas Algerino e Tunisino. In fine il lavoro ed i processi integrati tra industria e regione per cercare di sviluppare una nuova filiera lavorativa in alternativa all’industria onde sopperire alla grande disoccupazione del Gelese, richiesto infine un maggiore impegno da parte dell’industria nell’utilizzo dei Consorzi degli autotrasportatori locali che in alcuni casi sono in grave crisi di commesse e rischiano il collasso,vengono anche chiesti degli incentivi per l’agricoltura e tra questi l’utilizzo delle acque reflue depurate provenienti dall’industria per l’agricoltura del Gelese ed a costo zero .
                                                                                                                 C.M.

martedì 8 maggio 2012

Spese Italiane all'ombra della crisi economica


In attesa della tassa dell’anno 2012, l’IMU, il web impazza cercando di capire come mai l’Italia sia sprofondata in questo baratro e perché a risanare i conti devono essere i soliti poveri cittadini. Tra le migliaia di schede ne riassumiamo 18 che ci danno il senso del grande bluff che gli italiani devono sopportare da decenni. La prima scheda riguarda proprio il Quirinale che per le spese correnti spende circa 228 milioni di euro che paragonati alla corona d’Inghilterra sono sei volte maggiori,mentre in rapporto con l’Eliseo Francese spendiamo il doppio. La seconda e la terza scheda riguardano le pulizie di palazzo la camera nel 2011 ha speso 7.050.000 euro con un costo pari a 19315.00 euro al giorno, la carta igienica che invece è necessitata comprare per Camera e Senato, ammonta a 45 milioni di euro con una scorta utile fino al 2030. La quarta scheda la dedichiamo alla Benzina che in riferimento ad una spesa di 10 euro vede euro 2,81 come spesa del greggio e raffinazione , 0,29 cent il margine del gestore ed euro 6.90 sono le tasse del governo. Attualmente paghiamo la guerra dell’Abissinia del 1935,la crisi del canale di Suez del 1959,la missione in Libano del 1983 e tante altre voci che nella somma sono 16, di cui l’ultima è quella del decreto salva Italia di Monti. La quinta scheda è dedicata al grande sperpero di Senatori e deputati,in questo senso il rapporto di paragone viene fatto con l’America che con una popolazione di 300.000.000 di abitanti ha 100 Senatori e 435 Deputati noi Italiani con 60.000.000 di abitanti abbiamo 315 Senatori e 630 Deputati. La sesta scheda viene dedicata alle autostrade Italiane che si estendono per 6661 Km e si pagano a peso d’oro , Milano – Roma solo 74.20 euro,il rapporto in questo caso viene fatto con la Germania che con 12172 Km di autostrade è completamente gratuita ad esclusione dei mezzi pesanti superiori a 12 tonnellate. La settima scheda ,invece, ci pone un chiaro esempio di ruberia italiana facendo un rapporto tra il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama e Giancarlo Cimoli il primo percepisce 300.000 euro di compenso l’anno mentre il secondo delegato per 7 anni delle ferrovie dello stato tra compensi e liquidazioni percepisce 37.000.000 di euro ben 5,2 milioni di euro all’anno. La scheda otto è dedicata ai giochi olimpici del 2020 con un appannaggio per tre riunioni di 300.000 euro. La scheda numero nove valuta la differenza di stipendio tra il capo della Polizia Italiana che prende 51,666 euro al mese che rispetto al suo omonimo dell’FBI Americana è sicuramente un nababbo visto che l’omonimo ha uno stipendio di 9455,00 euro al mese. Le altre schede indicano molti stipendi d’Oro di 1.200.000 mila euro al mese e pensioni baby(54 anni) da 8.450 euro al mese. Un sistema che si è voluto portare al collasso e che non può,oggi, essere risanato dai poveri cittadini oberati ogni giorno da tasse dirette ed indirette di ogni tipo.  
                                                                                                              Di Maurizio Cirignotta     

domenica 6 maggio 2012

Italia,suicidi di massa e sindrome della “tassa occulta”


Un’ usanza dei popoli medio orientali,quella dei suicidi di gruppo, che oggi si è anche trasferita in Italia. Dal lontano Impero Giapponese dell’Imperatore Moh Tin Cuul la storia dei suicidi di massa in occasione di alcune festività ed in rappresentanza di un calore di popolo e di una maggiore forza interiore. Un dato che dopo secoli inizia a serpeggiare sotto l’onta del Drago anche in Italia. Sono già 32 i suicidi avvenuti in Italia  sotto l’egidia della sindrome da”tassa occulta”. Ultimo gesto di esasperazione in ordine di tempo, quello del 3 maggio 2012, quando Luigi Martinelli prende in ostaggio a suon di pistole e fucili ben 14 persone che si trovavano all’interno dell’agenzia delle entrate di Bergamo. Il lato psicologico della nuova sindrome assassina vede la sottile presenza di un limite raggiunto e di  una esasperata risposta del genere umano ad un sistema basato solo sulle tasse di stato che male si contrappongono al bilancio familiare. Un limite che continuerà a provocare suicidi fino al raggiungimento di un guado collettivo di rivolta popolare. Certamente non siamo come la Grecia che ha visto ben 1725 suicidi,gli Italiani sono più colloquianti ma sanno reagire anche in maniera diversa. Prima di tutto la salute e se la tassazione nuoce all’essere umano si viola l’art. 32 della costituzione. Il tempo comunque è stato chiaro ed i suicidi sono già iniziati da tempo nel 2010 ben 362 persone si sono uccise. La politica ha fatto il suo scempio e deve risanare il paese dando all’Italia ed ai tanti familiari delle persone uccise una speranza di vita migliore se non è capace di fare questo che se ne vada e lasci alle menti ben pensanti il compito di aiutare i cittadini.  
                                Di Maurizio Cirignotta

MUTUI MENO CARI PER GLI ITALIANI


Tra spread e costo del denaro oggi il tasso Euribor è in piena caduta libera e tra le tante notizie negative salta agli occhi dei mutui il calo dell’Euribor. La Banca centrale europea infatti mantiene i tassi di interesse nella zona euro all’1%. Una condizione che favorisce la discesa dell’Euribor ,indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, che oggi raggiunge la soglia dello 0,4% che in soldoni ,significa alleggerire la rata del mutuo. Gli economisti del sole 24 ore prevedono che tale condizione possa durare fino al 2014 e che ulteriore aumento si dovrebbe avere nel 2016 quando l’Euribor è previsto al 2 %. Sogni tranquilli,quindi,per i tanti italiani che hanno un mutuo di tipo variabile sono sogni tranquilli. A salire la china invece la domanda di mutui che oggi vede un drastico crollo dovuto sembra ad una vera riluttanza da parte delle banche. Per tutti coloro che hanno scelto un tasso fisso inizia lo slalom tra le banche e la possibilità di surroga del mutuo a migliori condizioni. Tra i variabili il miglior tasso è al 3,5% e comunque lo spread è sempre del 2,7% certamente più alto rispetto a coloro che hanno sottoscritto un mutuo prima dell’estate del 2011.  

                                                                                                      Di Maurizio Cirignotta