domenica 15 giugno 2014

Sicilia: 900 mila i disoccupati !!



Aumenta il tasso di disoccupazione in Sicilia, a sancirlo i dati della Banca d’Italia che danno una valutazione chiaramente negativa al trend dei senza lavoro. La grave situazione lavorativa e quindi di reddito delle famiglie è avvalorata anche dai dati dell’Istat collegati al primo trimestre 2014 che indica come in Sicilia nel totale dell’esercito dei cerca lavoro si è passati dal 17,2% del 2004 al 23,2%  del primo trimestre del 2014. Politiche sul lavoro che nella pratica si sono rivelate inesistenti o fallimentari nell’isola della Trinacria. Un tasso di disoccupazione che vede l’Isola superare anche la Calabria che nel 2013 era  al top con il 20,6%. Ad aumentare il netto divario con il nord il Trentino Alto Adige che si attesta nel 2013  solo al 5,8% dei disoccupati regionali. Nel 2013 hanno perso il lavoro in Sicilia 73.000 persone. Molti i settori che la Sicilia ha visto cadere nell’ultimo periodo, significativo il calo dell’agricoltura con il 11,8% in meno, il ramo costruzioni vede invece una flessione del 9,6% anche il terziario cala del 4,5% , la ristorazione scende del 4,1%. I dati della Banca d’Italia parlano di un calo occupazionale al 39,3% , in aumento invece coloro che cercano lavoro che si attestano a + 10,2%. I giovani del mezzogiorno sono quelli a soffrire maggiormente  nella fascia di età tra i 15 ed i 24 anni dove si  arriva al considerevole numero di 347 mila unità con un incremento nel mezzogiorno che si attesta al 60,9 % del totale fascia di età. Facendo due conti a tavolino la Sicilia ha 4 992 277 ( dati Dic. 2013) di cui 634.086 giovani nella fascia di età tra i 25 ed i 34 anni, mentre i nella fascia di età che và tra i 65 ed i 100 anni troviamo circa 1 milione di persone che naturalmente redditualmente godono della pensione di vecchiaia, mentre tra 0 e 24 anni abbiamo circa 1 milione e duecentomila persone. In pratica la forza lavoro Siciliana si dovrebbe basare su circa 1 milione e ottocentomila persone. Valutando il tasso grezzo di disoccupazione collegato ai 900.000 disoccupati ad oggi lavorano solo 1 milione di persone su 4.992.277. Una economia che si basa quindi su una bassa forza lavoro ed un piccolo contributo da parte dei pensionati che sorreggono ancora molte famiglie Siciliane. Un segnale chiaro che l’Humus economico dei vari settori lavorativi è al collasso con un tasso di disoccupazione molto alto. Ad avvalorare tutto questo il calo dell’export nel 2013 con il 14,8% in meno. Chiaro l’andamento negativo degli scambi con l’estero è la contrazione della vendita dei prodotti energetici, trattamento dei rifiuti (-50,7%), prodotti petroliferi (-22%) e metalli (-19,3%). L’esportazione dei prodotti petroliferi raffinati si è ridotta sia nei confronti dei Paesi comunitari (-39,7%) sia dei paesi extra Ue (-13,8%); in particolare sono più che dimezzate le richieste degli Stati Uniti. A pesare sul calo delle importazioni, tra gli altri, la riduzione nelle vendite di mezzi di trasporto, che sono state pari a meno 87,4% (contro il -4,1% del 2012). Certamente utile in Sicilia un processo netto di recupero che non può sempre passare per i soliti licenziamenti ma che deve costruire lavoro e servizi.

                                                                                                Di Maurizio Cirignotta

lunedì 9 giugno 2014

CALABRIA: IL SINDACATO FSI-CNI VICINO AI SANITARI ; CORSI DI AGGIORNAMENTO SUL RISCHIO CLINICO



La sanità che cambia e la necessità di valutare il rischio clinico direttamente nelle stanze di regia di alcuni Ospedali  Calabresi , come quello di Crotone e di Vibo Valentia,hanno rappresentato il 3 ed i 4 giugno il punto di incontro che il Sindacato FSI-CNI ha voluto dare alla sanità calabrese per porre un punto di partenza sul risparmio in sanità collegato anche alla riduzione degli errori. Gli organizzatori dei 2 eventi  Lillo Coniglio e Maurizio Cirignotta si sono confrontati con circa 150 sanitari che hanno partecipato il 3 giugno a Vibo Valentia ed il 4 giugno a Crotone alle due giornate di aggiornamento ECM. Presenti agli eventi il Segretario Nazionale FSI-CNI Dott. Michele Schinco  ed il responsabile del CENFOS(centro formazione e servizi) Dott. Claudio Balducci. Nelle relazioni si è dato rilievo alla  testo unico sulla sicurezza, D.Lgs 81/80 ed alla grande responsabilità che oggi i Sanitari devono assumere nell’ambito del loro lavoro. L’acuirsi ,infatti, del risparmio generalizzato sulla salute degli italiani ha determinato negli ultimi anni un processo di economizzazione dei costi basato su scelte molte volte collegate alla riduzione del personale che specie nei reparti di emergenza  porta come conseguenza all’insorgenza degli errori più gravi nei confronti dell’utenza.
Una condizione di aggravio dei costi per risarcimenti che rappresentano milioni di euro per ogni regione italiana e la conseguente ritorsione nei confronti dei sanitari che non saranno da luglio 2014 più cautelati per la colpa grave dalle stesse aziende dove lavorano. In tal senso il Sindacato ha voluto dare un input alla cautela personale in ambito lavorativo valutando il senso di tranquillità operativa attraverso delle formule assicurative. Le politiche  nazionali oggi hanno purtroppo trovato un fondo alternativo rappresentato proprio da quella salute sancita dall’art. lo 32 della costituzione per coprire buchi di bilancio alternativi e di altri settori . Una sanità che cambia ma che deve porre attenzione al rischio clinico che ne può derivare. 

                                                                                                                               MCV