mercoledì 30 ottobre 2013

Gela , in ricordo di Enrico Mattei


Si è svolta a Gela il 29 ottobre del 2013 alle ore 10,30 una manifestazione organizzata dall’Eni Raffineria di Gela in onore di Enrico Mattei. Un’occasione voluta dai cittadini che riuniti in un comitato promotore diretto dal sig. Di Bernardo ha con forza chiesto per Gela una testimonianza della presenza di Enrico Mattei attraverso il posizionamento di un Busto in bronzo nella sua Macchitella . La toccante manifestazione ha visto come sede iniziale il Cinema Teatro Antidoto dove si sono susseguite le testimonianze del nipote di Mattei Dott. Enrico e dell’Ing Accorinti Giuseppe ,collaboratore del fondatore di Eni,della dott.ssa Lucia Nardi e dell’Ing. Bernardo Casa, a moderare gli interventi il Presidente Agip Dott. Claudio Zucchini. Una storia quella di Enrico Mattei che ha rappresentato per l’Italia il volto diverso dell’identità italiana nel settore Petrolifero, la sua lungimiranza che possiamo considerare patriottica per quel tempo si è dovuta scontrare con lo strapotere delle multinazionali americane e inglesi che avevano il monopolio mondiale nel settore dell’estrazione e della raffinazione. Una scommessa vincente che ha portato oggi l’Eni ad essere una multinazionale presente e vincente a livello internazionale.
La testimonianza di Giuseppe Accorinti è stata mirabile nel racconto di una scomparsa prematura e ricca di risvolti oscuri. “Verità -ha detto Accorinti- che dopo tanti anni sono state portate alla luce da un magistrato Dott vincenzo Calia di Pavia su una confessione di un pentito siciliano, fatta a falcone. La riapertura delle indagini, ha permesso di scoprire nuove testimonianze , la riesumazione del corpo di Mattei provocò lo stupore di chi ha trovato 3 gambe nella bara e solo una mano di Mattei ,come segnale della sua identità , aveva ancora l’anello regalatogli dalla madre. Molti i perché oscuri della vicenda accompagnati dal lavaggio dei corpi e dei rottami dell’aereo. Una verità determinante è scaturita da un piccolo rottame dell’aereo conservato da un dipendente Eni per 35 anni e portato ad esaminare all’università di Torino ha fatto rilevare la presenza di una piccola carica di tritolo. Una morte prematura quella di Mattei dovuta anche a delle notizie venute a conoscenza di De mauro compagno di volo e dirigente Eni che non dovevano essere divulgate. “ Una storia che ha visto Enrico Mattei fare delle scelte importanti e lungimiranti anche a Gela dove la presenza di un petrolio bituminoso , ricco di olio combustibile non rappresentava un futuro commerciale accattivante almeno secondo le visioni della Gulf . Una scommessa quella di Gela che dopo qualche anno e la successiva chiusura del canale di Suez si dimostrarono determinanti per i proventi dell’azienda. Ma il disegno di Enrico Mattei su Gela permise anche la costruzione e la progettazione da parte dell’architetto Verner del quartiere residenziale di Macchitella.
Il busto in bronzo che rappresenta oggi a Gela la sua effigie è stato posizionato ,infatti,proprio al centro della piazza principale di macchitella a segnale della sua lungimiranza e della sua volontà di sviluppo di questo territorio. Un’idea ripercorsa nel tempo anche dalle sue parole significative e presenti nel suo operato ed ancora oggi nella mente di tutti : “Operare in silenzio , con tenacia nell’interesse del nostro paese, ogni giorno un’ansia nuova ci sospinge a fare e agire , assecondare lo sforzo di questo popolo che risorge,noi abbiamo fiducia nella provvidenza essa assiste sempre tutti e assiste il nostro paese che fiorisce e si rinnova”


                                                               

                                                                                                       Di Maurizio Cirignotta



venerdì 25 ottobre 2013

Sicilia, liberi consorzi dei comuni e città metropolitane infiamma il dibattito!!



Il dibattito sull’abolizione delle province e la creazione dei liberi consorzi dei comuni  che si stà svolgendo attualmente nei vari comuni della Sicilia, sembrano rappresentare il trampolino di lancio delle prossime campagne elettorali. Si apre un confronto  con i cittadini da parte delle varie forze politiche che hanno il 19 Marzo 2013 approvato attraverso un maxi emendamento la creazione in Sicilia dei liberi consorzi dei comuni e delle città metropolitane. Tutti cercano di portare avanti con paternità la questione che però vede i suoi albori legislativi nel cardine dello statuto di autonomia Siciliano ,vero protagonista dell’evento con l’art.lo 15 . La stranezza che l’istituzione dello statuto di autonomia siciliano fu concesso il 15 maggio 1946 da re Umberto II di Savoia, ed incardinato nella costituzione (art. 116). Ma non è stato mai  applicato fino ai giorni nostri. La Sicilia ha,infatti, ampia autonomia politica,legislativa oltre che amministrativa e finanziaria in diversi campi tra questi i beni culturali, l’agricoltura,l’ambiente, la pesca, gli enti locali, il territorio, il turismo, la polizia forestale. Nocciolo duro contrastato da sempre dai governi nazionali visto che la totalità delle imposte riscosse in Sicilia dovrebbe infatti restare nell'isola. Ai sensi degli articoli 36 e seguenti del proprio Statuto (Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948), la Regione siciliana è dotata quindi di completa autonomia sia finanziaria che fiscale. Le province in Sicilia sono state già commissariate da marzo del 2013 in attesa della formulazione definitiva della legge entro il 31 dicembre. Dietro le scelte della Sicilia che certo saranno sovrane in forza dello statuto di autonomia speciale , le mancate scelte del governo Letta che a livello nazionale non ha ancora messo mano alla modifica del titolo V° della costituzione. Ma l’Italia attraverso le scelte della Sicilia, come indica la costituzione ,sarà veramente costruita ancora su Regioni,Provincie e Comuni? Ad oggi le provincie sono 110 ma il loro numero è salito nel corso degli anni e specie nel secondo dopoguerra, nel 1946 erano 91 per poi aumentare gradualmente fino ad arrivare nel 2004 a 110 di cui ben 19 provincie con meno di 200 mila abitanti. Un’impalcatura di gestione dello stato che costa agli italiani 16,5 miliardi di euro ogni anno. Una gestione che grava sui cittadini per circa 160 euro procapite ,che nel dettaglio sono 178 euro al centro,164 al nord e 143 euro al Sud. Il finanziamento delle provincie deriva per buona parte dalle imposte automobilistiche,dalla imposta sulla RC auto ed altre imposte legate all'auto. Secondo le stime del governo Crocetta la manovra provincie potrebbe portare nelle casse della regione Siciliana circa 700 milioni di Euro. Gli interessi delle lobby politiche rimangono sempre gli stesse visto che i rappresentanti dei liberi consorzi dei comuni saranno sempre scelti dalla governance  attuale e non dai cittadini. 

                                                                                                 Di Maurizio Cirignotta

Italia, abbattuto il welfare salute?



I fatti dei giorni scorsi che hanno interessato i disabili ci pongono in una fase di netta regressione del welfare salute in Italia, costituito oggi sia dal sistema pubblico che da quello privato che cerca di fornire , assistenza domiciliare e supporto  reale anche verso alcune tipologie di malati che vivono obbligatoriamente solo attraverso l’aiuto di un assistente personale. Una situazione che parte dal basso dell’Italia attraverso l’interesse verso gli studenti diversamente abili,  che nel Ragusano ,in Sicilia, non potranno avere un servizio di trasporto utile ad accompagnarli a scuola. I tagli che non colpiscono naturalmente solo la Sicilia, hanno colpito anche altre regioni che non potranno assicurare l’assistenza domiciliare ai malati di SLA. Dopo la morte di Raffaele Pennacchio, membro del comitato 16 novembre che assieme ad altri ha manifestato fino all’ultimo davanti al parlamento,ci rendiamo tutti conto che in Italia stà succedendo qualcosa di vergognoso che colpisce proprio i più deboli. Molte le famiglie di questi malati sono costrette ,pur di mantenere il familiare affetto da SLA, nell’ambito dell’ambiente casalingo,ad affrontare costi  di circa 100 mila euro all’anno, per tutte le spese accessorie.  In gran parte del territorio Italiano oggi  si forniscono invece  milioni di euro alle cooperative onde favorire l’assistenza domiciliare generale e specialistica  verso i malati gravi. Un sistema costruito su un’impalcatura che continua a favorire le lobby di potere e della politica che inserisce i propri uomini nel solito giro milionario di guadagni.  Ci domandiamo se ai malati viene dato veramente quello che si pensa di dare? Alcuni striscioni del comitato 16 novembre ci pone un utile riflessione, “ Non Vogliamo le coop”, un segnale che viene dal basso e che presuppone una rimodulazione del sistema assistenziale del territorio. Una delle figure del sistema che continua ad essere bistrattato è l’infermiere di famiglia o di quartiere, figura che dovrebbe porre, prima di tutto, alla sanità globale un targhet collegato al  reale bisogno dei cittadini ,compreso il sistema di prevenzione e cura degli stessi. Una realtà ,quella italiana, che spende milioni di euro per accentrare le proprie risorse nei presidi ospedalieri di cura che rappresentano oggi la voragine famelica della sanità italiana, ma che risparmia molto proprio sulle attività del territorio. Occorre dare una svolta di modifica a tutto il sistema sanitario nazionale creando una rimodulazione dei costi unica per tutta l’Italia. Vagliando altre realtà notiamo come  in America il paziente dopo un intervento di neurochirurgia viene mandato a casa dopo 5 giorni  e poi seguito da tutta un’equipe che si sposta a casa sua per il processo di riabilitazione. Alcuni paesi d’Europa invece, quali la Germania, ci insegnano che il paziente una volta ammalato deve essere seguito in tutti i suoi bisogni di cura e di riabilitazione per immetterlo al più presto nella società lavorativa. Sarà forse un modo per evitare le ricadute specie in caso di infortunio con un risparmio in denaro non indifferente per la collettività.  Molti gli esempi per risparmiare sul costo della salute che si pongono all’occhio di tutti ma che non hanno mai intaccato gli interessi dei governi. Perche? 

                                                                                          Di Maurizio Cirignotta

mercoledì 16 ottobre 2013

Italia,Bruxelles dà il via libera alla manovra di stabilità !!



Arriva nella mattinata l’Ok di Bruxelles alla manovra di stabilità 2014 del Governo Letta. Una manovra che secondo il presidente del consiglio non ha prodotto un ulteriore aumento delle tasse e della pressione sociale. La manovra si pone l’obbiettivo di raggiungere il 2,5% del deficit /Pil nel 2016 attualmente siamo al 3% e godiamo del bonus di 3 miliardi di euro dati dall’Europa per non essere caduti nel range di infrazione.  La sanità non viene toccata, dagli interventi della manovra, ma dà maggiore responsabilità alle regioni che nella loro autonomia federale dovranno garantire gli standard di legge. Saranno in merito scelte tre regioni pilota che rappresenteranno per la nuova sanità, il modello nazionale di costi per i servizi all’utenza uniformando le discrepanze che in questi anni hanno fatto sì che un presidio come la semplice siringa costasse il triplo in alcune regioni. Il totale degli interventi che la manovra apporterà alle casse dello stato è di 23,3 miliardi di euro nel triennio 2014-16. Nel dettaglio saranno circa 14,6 miliardi di euro gli sgravi fiscali che saranno divisi in 5 miliardi per i lavoratori, 5,6 miliardi per le imprese ed 1 miliardo per le ristrutturazioni ed eco bonus. Circa 11,2 miliardi saranno impegnati per il sociale. Uno dei nodi collegato al cuneo fiscale, in pratica la differenza tra i soldi che spettano in busta paga e quelli che vengono detratti alla fonte, secondo il governo porterà dei benefici ai lavoratori che dovranno godere di un pacchetto di 2,5 miliardi a partire dal 2014. La disoccupazione viene favorita attraverso dei bonus per i neo assunti disoccupati di 36 mesi, mentre i contratti a tempo determinato in alcuni casi saranno trasformati in indeterminati. Il calo delle tasse nel triennio dovrebbe passare dal 44% al 43,3% con maggiori risorse per le famiglie. Tra i vari articoli spunta il voto alle prossime elezioni solo di domenica condizione che dovrebbe portare ad un risparmio di 100 milioni di euro. Vitamine anche per i Comuni che applicheranno dal 2014  la nuova Tassa che si chiamerà TRISE che ingloberà il servizio rifiuti ed un’altra tassa detta TASI che praticamente è una patrimoniale collegata al possesso di un immobile questa secondo indiscrezioni non dovrebbe superare il 2,5 per mille del valore dell'immobili. La manovra ora dovrà essere posta all'attenzione delle camere per la fiducia.

                                                                                                Di Maurizio Cirignotta


sabato 12 ottobre 2013

Gela,fiaccolata per Gloria Ascia



Si è svolta nella serata del 12 ottobre 2013 l’annunciata fiaccolata di solidarietà alla famiglia Ascia per la morte di Gloria la piccola di soli due anni, che per un errore sanitario è morta a Roma. Molte le persone presenti(circa 2000) all’avvio del percorso del corteo che è iniziato nel suo tragitto di chilometri il suo percorso  dall’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela, con destinazione Piazza Trento sede della nuova radioterapia di Gela ancora non operativa. Due punti nevralgici della sanità Gelese e delle speranze della popolazione per una salute migliore che dovrebbe avvenire attraverso strutture sanitarie  sicuramente migliorabili. Presenti il padre si Gloria Ascia e la Madre che ha voluto percorrere sebbene in gravidanza tutti i circa 5 chilometri utili per raggiungere Piazza Trento, zona prospiciente il lungomare. Caratteristiche le migliaia di luci accese che si alzavano in alto in onore di gloria,l’epilogo della manifestazione di solidarietà presso la nuova radioterapia di gela, con centinaia di palloncini e di lampade volanti che hanno reso emozionante il ricordo della piccola gloria. 

                                                                                                                MCV