domenica 26 ottobre 2008

Dove stà la Mafia !! Atto intimidatorio verso Maurizio Cirignotta ?




Incendiata a Caltagirone nella notte tra il 24 e il 25 Ottobre alle ore 00.15 una Fiat Punto. L'auto in questione è di Maurizio Cirignotta,referente aziendale del sindacato Nursing UP e Vice Presidente dell'Associazione"Croce Caltagirone " Sanitario presso l'Azienda Opedaliera "Gravina" di caltagirone che opera anche nell'ambito del volontariato . Intervenuti prontamente sul posto i vigili del fuoco che hanno spento l'incendio ,che ha interessato tutta la parte anteriore(Zona Motore e Cruscotto) dell'auto. E' intervenuta sul posto anche la Polizia di Stato che ha fatto i rilievi del caso. L'incendio ha anche interessato la facciata anteriore dell'immobile dove l'auto era parcheggiata senza provocare danni a persone. Nello stesso posto alcuni mesi addietro è stata incendiata l'auto di Indigeno Massimiliano presidente della stessa Associazione,certamente un connubio sospetto che può ipoteticamente trovare risposta nella lotta all' accaparramento di servizi di trasporto nell'ambito dell'Ospedale che ha forse ha provocato lo scontro diretto tra le associazioni di volontariato presenti nello stesso nosocomio. Nell'ambito delle sue attività Maurizio Cirignotta svolge anche un importante ruolo a Gela in qualità di Presidente del Movimento Polo Oncologico, che, nell'ultimo periodo ha ottenuto la realizzazione della Radioterapia e lotta costantemente per migliorare i servizi sanitari dedicati ai malati oncologici del territorio del Gelese zona alto impatto ambientale dove tumori e malformazioni sono all'ordine del giorno. Tra gli atti portati avanti dal presidente cirignotta la recente denuncia alla commissione europea contro la negazione dei diritti umani legati alla Salute e la petizione contro la chiusura dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela che ha prodotto la raccolta di ben 10268 firme ,presentate recentemente al presidente dell'A.R.S On. Francesco Cascio.

venerdì 24 ottobre 2008

Presentate al Presidente dell'A.R.S 10268 firme contro il ridimensionamento della sanità nell'area del Gelese


Presentate in data 23 Ottobre 2008 alla Presidenza dell'A.R.S Siciliana, dai rappresentanti delle 13 Associazioni, la seconda trance di firme a seguito delle prima del 14 Ottobre(5844), relativa alla Petizione Popolare contro il ridimensionamento della Sanità nell'Area del Gelese, nell'ambito del piano di rientro 2007-2009 presentato al Ministero della Salute dall'Assessore Regionale alla Sanità Siciliano Massimo Russo. Lo sforzo dei cittadini e delle Parrocchie del territorio, in ragione di una netta volontà autonomista riguardo le problematiche Sanitarie nell'Area del Gelese, ha permesso in 15 giorni e con il sostegno delle Associazioni di raggiungere il ragguardevole traguardo delle 10268 firme che rappresentano la piena e libera volontà dei cittadini ,di dire NO!! ad una eventuale riduzione dei posti letto ed alla negazione di un'identità che non tiene in considerazione le reali esigenze del territorio, in rapporto alla popolosità ed ai bisogni sanitari, connessi anche alla grave situazione di Impatto Ambientale che Gela ed il territorio circostante è costretto a sopportare da ben 40 anni. A tal proposito con le firme in oggetto si sono manifestate le reali condizioni del territorio ” Gelese” che annovera ben 20 comuni che afferiscono da ben 5 province nell'ambito di soli 40 km con un bacino d’utenza di circa 250.000 persone che hanno necessariamente bisogno di strutture ad alta specializzazione specie per le “Patologie da Industrializzazione” che come ormai tutti sanno, oggi , sono rappresentate nel nostro territorio da Tumori e Malformazioni . Le mancanze politiche purtroppo ricadono sempre sui cittadini che sono costretti a continuare il loro calvario verso altre realtà ed assumersi l’onere economico di tutte le spese correlate . In tal senso la volontà dei cittadini vuole dare l' input con le firme raccolte ad un’ organizzazione sanitaria a misura d’uomo non certo correlata all’aspetto economico e ad un' aspetto centralistico provinciale che dimentica che ci sono distanze incolmabili rappresentate nel nostro caso da circa 80 km che non possono coniugare strutture e servizi all'utenza utili a territori diversi per tipologia sanitaria ed esigenze locali. Dimenticare in tutto questo contesto la vera valenza dell’art. 32 della costituzione, che prevede anche “l'interesse delle collettività” come tutela della salute individuale, é palese. L' area del Gelese merita , anche in rapporto alle considerazioni dell’OMS, una maggiore valenza sanitaria che solo una politica d’indirizzo ,oggi può dare, nel rapporto sinergico tra esigenze vere e rappresentanza politica locale all’ARS che oggi deve necessariamente indirizzare i propri sforzi per migliorare tutti i servizi di prevenzione, diagnosi e cura nella nostra realtà senza posizioni di cartello e per il bene della Sicilia e dei Siciliani.
Maurizio Cirignotta

lunedì 20 ottobre 2008

Caltanissetta: Miniera di Pasquasia una Risorsa per il territorio?

Mozione di indirizzo in Consiglio Provinciale a Caltanissetta per il capogruppo del PDL Vincenzo Pepe, che ha prodotto un’interpellanza ,dedicata alla Miniera di Pasquasia, puntando l’indice su di una risorsa dimenticata da tempo ma pienamente utilizzabile in termini di posti di lavoro e di risorse del sottosuolo che non può essere utilizzata all’occorrenza solo come pattumiera per scorie di vario tipo.( Vedi approfondimento ). L’imput di tale considerazione è partito dalle dichiarazioni fatte qualche mese addietro dall’On. Giuseppe Gennuso, deputato all’ARS che ha proposto di smaltire i fanghi prodotti dal depuratore consortile IAS di Priolo(Industria acqua siracusana) stoccati nei bacini A e B per 257000 tonnellate presso la miniera di Pasquasia. Sembra infatti che tali scorie tossiche non riescano ad essere piazzate presso altri siti ,infatti dopo avere fatto il giro dell’Italia nessuno li ha voluti sebbene ci fosse un impegno impegno finanziario di ben 64 milioni di euro. Pasquasia . In questo senso è critica la posizione del Capogruppo del PDL Vincenzo Pepe che da sue testuali parole -“ non riesce a capire come mai l’On. Gennuso essendo sensibile a queste tematiche in considerazione del fatto che ha anche presentato un disegno di legge all’ARS n°167 del 31/07/2008 dove chiede un intervento a sostegno del personale militare colpito da grave forme tumorali, insorte dopo aver operato in aree fortemente degradate dal punto di vista ambientale nonchè dei loro familiari superstiti non lo è per gli abitanti che vivono vicino alla miniera di Pasquasia?”-. Le notizie continua Pepe riguardo il sito di Pasquasia sono già allarmanti infatti da atti non ancora confermati da un’indagine giudiziaria in corso da parte dei giudici del tribunale di Caltanissetta , la prematura chiusura della miniera forse è avvenuta per la presenza di scorie nucleari. Ad avvalorare tale ipotesi lo studio dell’USL 4 di Enna che nel 1997 ha riscontrato nelle vicinanze della suddetta miniera presenza di Cesio 137 in concentrazione ben superiore alla norma. Ricordiamo che il Cesio 137 è un radionuclide che viene liberato normalmente in caso di fughe all’interno di centrali nucleari. Il sito di Pasquasia prima della sua chiusura avvenuta nel 1992 rappresentava la più importante miniera di superficie per l’estrazione di zolfo e solfato di potassio della Sicilia opinione comune anche da parte di molti minatori oramai in pensione che la miniera di Pasquasia avrebbe potuto essere sfruttata per altri decenni, dando lavoro a un migliaio,e più, di lavoratori; invece è stata chiusa improvvisamente per motivi oscuri che non permettono ad oggi di essere riaperta. Forse vi sono altri tipi di interessi ? Cosa certa che la miniera era a suo tempo leader mondiale per la produzione di Zolfo e Sali Potassici oggi utili per l’agricoltura con possibilità di esportazione in tutta Europa. Nella mozione il consigliere Vincenzo Pepe visti i fatti e i tanti lati oscuri che ruotano attorno alla miniera di Pasquasia in considerazione anche dell’art.lo 15 dello statuto della Regione Siciliana sulla tutela dell’ambiente, anche mediante vigilanza sull’attività industriale come nel caso di specie ,di competenza della provincia, chiede di cercare delle soluzioni valide che mirino allo sviluppo economico del territorio. Riguardo la tutela della salute lo stesso lo stesso Pepe si pone il dovere venuto a sapere dei fatti che sicuramente danneggiano la salute dei cittadini, di denunciare e cercare di dare soluzioni assieme agli organi competenti affinchè si risolvano i problemi nel migliore dei modi. Tra le richieste istituzionali , un Consiglio Provinciale monotematico congiunto con la provincia di Enna, considerato che le Miniere di Pasquasia ricadono nel loro territorio limitrofo alla Provincia di Caltanissetta,un’interrogazione al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana sulla proposta dell’On.Gennuso ed un’ Elaborazione assieme agli uffici competenti delle Provincie interessate relativa alla possibilità di una riapertura di tale miniera per creare una risorsa per il territorio che possa dare nuovi posti di lavoro. Tra gli altri firmatari della mozione i consiglieri Cascino Vincenzo, Dell’uomini Diego, Sanfilippo Salvatore, Cigna Roberto e Mancuso Michele.

Maurizio Cirignotta

venerdì 17 ottobre 2008

ORA BASTA!! DENUNCIA ALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE

In 40 anni a Gela abbiamo subito dei veri maltrattamenti inerenti la salute ed abbiamo pagato con Tumori e Malformazioni, oggi vogliono ancora di più acuire la piaga gettando acido cloridrico su di una ferita che ancora non riesce a rimarginarsi da anni. Eleggiamo i nostri rappresentanti politici per cautelare i bisogni del nostro territorio, ma solo, le Associazioni Riunite hanno alzato la testa con la petizione popolare,purtroppo ancora una volta sono i cittadini ad alzare la prima pietra per territorio di Gela. La Politica? Sicuramente prenderà la palla in balzo , ma credo che sia giusto prima di eventuali conferenze stampa e fiumi di parole non prendere meriti personali perche tutti vedranno la bassezza della politica Gelese che opera solo di rimbalzo e nell'interesse dell'Odiens quotidiana. Occorre dare merito alle logiche di popolo prima che accontentare le logiche politiche collegate alle poltrone ed al potere decisionale regionale. La mia denuncia ha il compito di coagulare i bisogni di salute negati da tanti anni ai cittadini Gelesi che soffrono in Silenzio in seguito a scelte politiche sbagliate e senza mai recriminare un diritto sancito anche dall'art.lo 32 della costituzione. Segue il testo integrale inviato alla Commissione delle Comunita' Europee in data 13 ottobre 2008>>>

  1. Gela,centro industriale della zona sud della Sicilia orientale caratterizzata dalla presenza della raffineria AGIP-ENI dal 1961 produttiva nell’ambito della raffinazione del Petrolio Grezzo Piceo che si trova nel sottosuolo della piana .Ha un numero di abitanti che si aggira in circa 73.000 e ricade in una posizione geografica strategica che comprende nell’ambito di circa 30 km i comuni di Niscemi e di Butera. Classificata zona ad alto impatto ambientale come rilevasi dal D.P.R 08-07-1986 n°349 e dal D.P.R del 17 Gennaio 1995 riguardante l’approvazione del ”Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta-Sicilia Orientale”nonche’ dell’allegato B del D.M. 18 settembre 2001 ,n.468 (G.U. n°13 del 16-01-2002). In considerazione del fatto che ancora oggi a gela viene utilizzato dai due moduli della centrale elettrica della raffineria il pet coke(prodotto solido della raffinazione del petrolio contenente Zolfo e metalli pesanti tra cui il vanadio il nikel e gli idrocarburi polociclici) come combustibile utile a far funzionare le turbine elettriche con immissione in atmosfera di NO2 e SO2. In riferimento a tale situazione globale che si è ripercorsa per circa 40 anni a danno della salute dei cittadini di codesto territorio, la Regione Siciliana ha approvato la legge regionale del 06/02/2006 n°10 che all’art.1,comma 3, che stabilisce che l’Assessorato Reg.le per la Sanita’,nell’ambito della programmazione e dell’organizzazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ,puo’ autorizzare l’attivazione di nuove unita’ operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell’allegato A”Alta specialita’” come da decreto del 27 maggio 2003 “piano di rimodulazione della rete ospedaliera” oltreche’ nuove unita’ operative complesse in discipline oncologiche nei presidi ospedalieri o nelle aziende ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale”.Visti gli effetti sulla salute derivanti da esposizioni ambientali dei residenti nei comuni con grandi insediamenti industriali effettuata dal Dipartimento osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana* - in collaborazione con l'E.S.A Epidemiologia Sviluppo Ambiente e con l'ASL ROMA/E «Stato di salute della popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale della Sicilia - Analisi della mortalità (aa 1995-2000) e dei ricoveri ospedalieri (aa 2001-2003)» si è valutato il quadro di mortalità (1995-2000) e di morbosità (2001-2003) della popolazione residente nelle aree siciliane dichiarate dalla legislazione nazionale e regionale «aree ad elevato rischio di crisi ambientale», tra le quali rientra l'area industriale di Gela, mediante appositi parametri tecnico-statistici rispetto alla popolazione residente nei comuni limitrofi scelti come riferimento; lo studio citato ha evidenziato che nell'area di Gela vi sarebbe «un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne; che si registra in particolare un aumento dei tumori dello stomaco, del colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non-Hodgkin; un eccesso di ricoveri per le malattie cardiovascolari, per le malattie respiratorie e in particolare per le malattie respiratorie acute, per le malattie polmonari croniche, per l'asma bronchiale e per l'asma nei bambini». Contestualmente lo studio ha rilevato un eccesso di ricoveri negli uomini per la pneumoconiosi e nelle donne per le malattie del rene. Va evidenziato, altresì, che a Gela sono migliaia i casi di malformazioni congenite; tale studio ha riportato che «è verosimile che gli eccessi di mortalità e morbosità osservati nelle aree di Augusta-Priolo, Gela e Milazzo siano attribuibili ad esposizioni professionali ed ambientali legate ai numerosi impianti industriali ed al conseguente inquinamento delle matrici ambientali»come indicato dalla risoluzione N. 8-00023 della XII commissione della camera dei deputati del parlamento Italiano. Visto che nell'area del Gelese si è osservato un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne e sia per la mortalità che per la morbosità; in particolare si registra un aumento dei tumori dello stomaco, del colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non-Hodgkin. Oltre che un eccesso di ricoveri per le malattie cardiovascolari, per le malattie respiratorie e in particolare per le malattie respiratorie acute, per le malattie polmonari croniche,per l’asma bronchiale e per l’asma nei bambini. Si osservano inoltre, eccessi di ricoveri negli uomini per la pneumoconiosi e nelle donne per le malattie del rene. Considerato che in Sicilia ( mortalità 1995-2000 e ricoveri ospedalieri 2001-2003) è stato stimato un eccesso di mortalità e di morbosità per cause tumorali, quali quelle di polmone, colon-retto e pleura e per malattie cardiovascolari e respiratorie,4 nelle aree di Augusta-Priolo, Biancavilla, Gela e Milazzo. Visto lo studio dell’OMS e del CNR presentato il 5 giugno su Ambiente e salute nelle aree ad alto rischio Presentato alla alla VIII permanente Ambiente, territorio e lavori pubblici, in occasione della giornata mondiale per l’ambiente, nell’ambito dell’ Indagine conoscitiva sulla valutazione delle conseguenze ambientali provocate dall'inquinamento urbano, dallo smaltimento dei rifiuti e dalle aree ad alto rischio’ dove si specifica che in Italia sono presenti migliaia di siti inquinati di cui 54 Siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN); circa 6.000 Siti di interesse regionale per le bonifiche (SIR); 58 siti con elevata contaminazione da amianto; 1.550 siti minerari quasi tutti dismessi; 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. I 54 SIN, che vengono gestiti dal ministero dell’Ambiente con Conferenze di servizi e godono di finanziamenti statali dedicati alla bonifica, interessano l’area di 311 Comuni, per una popolazione che va dai 6,4 agli 8,6 milioni, a seconda se si escludono o includono Milano e Torino.In considerazione del fatto che la dimensione del problema è dunque consistente, considerando oltretutto che dagli studi epidemiologici effettuati in molte aree appare chiara la relazione tra inquinamento e aumento della mortalità e di alcune malattie tumorali, croniche o acute. Secondo un recente studio dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane interessa circa 9 milioni di italiani, circa il 16% della popolazione residente nelle 13 città di maggiori dimensioni, dove una media di 8.220 morti l’anno, tra il 2002 e il 2004, è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3.In 27 dei 54 siti di interesse nazionale per le bonifiche, il CNR svolge - tramite 16 Istituti - attività di ricerca sulle tecniche di monitoraggio ambientale, sui metodi e strumenti innovativi per le bonifiche dei siti inquinati, sulla valutazione dello stato di salute delle popolazioni. Oltre a Porto Marghera, i siti più studiati sono quelli sardi del Sulcis-Iglesiente, quelli siciliani di Augusta-Priolo e Gela e quelli pugliesi di Taranto e Brindisi. Per la zona di rilascio incontrollato di rifiuti in Campania, il CNR ha contribuito al lavoro realizzato dall’OMS per la Protezione Civile, individuando in un gruppo di 32 Comuni a maggior rischio una correlazione con i dati di mortalità e di prevalenza di malformazioni congenite nei nati.Vista la condizione di pericolosità ed il danno alla Salute della Popolazione evocato in circa 40 anni d' industrializzazione nel territorio di Gela e paesi limitrofi, in considerazione anche dell'attuale piano di rientro 2007-2009, avviato dalla Regione Siciliana su imposizione del Ministero della Salute Italiano, con decreto del 6 agosto 2007 e pubblicato nella Gazzetta Regionale Siciliana n° 40 del 31-08-2007 ,che presuppone un taglio alle competenze della locale Azienda Ospedaliera di Gela ed una drastica riduzione di posti letto e di innovazione tecnologica mirata alle patologie da industrializzazione con con un disagio notevole dei cittadini a cui verrà negato il diritto Umano alla salute specie per quanto riguarda la prevenzione la diagnosi e la cura di Tumori e Malformazioni. Infatti la precaria condizione dei malati Oncologici che oggi usufruiscono di un Day Hospital dalle ore 08.00 alle ore 14.00 sarà acuizzata dalla perdita di competenza del locale nosocomio. Si presuppongono quindi tutte le condizioni per una seria lesione dei diritti umani dell'uomo, attualmente garantiti dalla U.E. attraverso le sue direttive e da talune convenzioni internazionali quale la Convenzione per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina : Convenzione sui Diritti dell'Uomo e la biomedicina(Oviedo, 4 aprile 1997) che all'Articolo 3 –« presuppone un Accesso equo alle cure sanitarie,Le Parti prendono, tenuto conto dei bisogni della salute e delle risorse disponibili, le misure appropriate in vista di assicurare, ciascuna nella propria sfera di giurisdizione, un accesso equo a cure della salute di qualità appropriata ». Certamente una condizione non tenuta in considerazione dalle Politiche Nazionali Italiane e Regionali Siciliane che in 40 anni hanno dimenticato in termini di Salute il nostro territorio. In considerazione della negazione dei diritti umani a Gela oltre alla denuncia dei fatti chiedo alla commissione europea un atto di indirizzo comunitario a favore delle aree ad alto impatto Ambientale Nazionali e della Sicilia che presupponga l'obbligo di creare in codeste zone degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico per Patologie da Industrializzazione previsti anche dal Decreto Legislativo16 Ottobre 2003, n° 288. Tali strutture permetterebbero anche alla popolazione Gelese di poter fare finalmente Prevenzione, Diagnosi e Cura.

Maurizio Cirignotta


Link di approfondomento


mercoledì 15 ottobre 2008

Petizione contro il ridimensionamento dell'Az. Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela

Presentate in data 14 Ottobre a Palermo presso la Presidenza dell'Assemblea Regionale Siciliana, retta attualmente dall' On Francesco Cascio la prima trance di firme, circa 6000, relativa alla petizione Popolare atta ad evitare il Declassamento dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela nell'ambito del piano di rientro 2007-2009. Obbiettivo quello di portare in aula la problematica Gela città di 77000 abitanti ad alto Impatto Ambientale che ad oggi è priva di molti servizi sanitari necessari per i bisogni e le esigenze del territorio. I rappresentanti delle Associazioni Movimento Polo oncologico,Comitato Progetto Provincia e Cittadini Attivi si propongono attraverso la continuazione della raccolta firme il raggiungimento di 10000 firme. La comunicazione relativa alla presentazione delle Firme e stata nel contempo fatta anche ai tre Onorevoli rappresentanti del Territorio del Gelese ed al Presidente della Regione Siciliana.
Maurizio Cirignotta

mercoledì 8 ottobre 2008

Petizione Popolare contro la chiusura dell'Azienda Ospedaliera di Gela

MOVIMENTO POLO ONCOLOGICO GELA - PROGETTO PROVINCIA e ASSOCIAZIONE CITTADINI ATTIVI



PETIZIONE POPOLARE

SECONDO QUANTO PRESCRITTO DALL'ART.LO 50 DELLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA E SECONDO L'ART.LO 44 DELLA CARTA DI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

NO!! ALLA CHIUSURA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA VITTORIO EMANUELE DI GELA

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente della Commissione
per i diritti umani U.E
Al Presidente del
Consiglio dei Ministri
Al Presidente della
Corte Costituzionale
Al Ministro della Salute
Al Presidente della Regione Siciliana
All’Assessore Regionale alla Sanità
Al Presidente dell'Assemblea
Regionale Siciliana
Ai Sigg. Sindaci dei Comuni di Gela,
Niscemi, Butera,Mazzarino, Riesi,
Piazza Armerina,Licata.....

I sottoscritti cittadini: esprimono la loro più decisa contrarietà alla decisione della Regione Siciliana di operare nell'ambito del piano di rientro 2007-2009 , chiudendo la Competenza Aziendale del locale nosocomio ”Il Vittorio Emanuele II di Gela” .Una realtà sanitaria che nell'ambito della Provincia di Caltanissetta opera nel territorio a Sud della Provincia e ad una distanza di circa 80 km dall'altra Azienda Ospedaliera “S.Elia” di Caltanissetta.

Vista: la Situazione Strategica resa principe dalla Valenza Industriale del Territorio di Gela che necessita di una struttura sanitaria ad alta specializzazione che possa controbattere il grande impatto sanitario relativo ad eventuale catastrofi industriali.

Considerato: che Gela è la 6^ città della Sicilia per popolosità che con i suoi 77000 abitanti ,Gela, ricade in una posizione geografica strategica che comprende nell’ambito di circa 30 km i comuni di Niscemi e di Butera ecc coprendo un'utenza di circa 200.000 abitanti.

Considerato che Gela e’ stata classificata zona ad alto impatto ambientale come rilevasi dal D.P.R del 17 Gennaio 1995 riguardante l’approvazione del”Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta-Sicilia Orientale”non che’ dell’allegato B del D.M. 18 settembre 2001 ,n.468 (G.U. n°13 del 16-01-2002).

Vista la legge regionale del 06/02/2006 n°10 che all’art.1,comma 3,stabilisce che l’Assessorato Reg.le per la Sanita’,nell’ambito della programmazione e dell’organizzazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ,puo’ autorizzare l’attivazione di nuove unita’ operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell’allegato A”Alta specialita’” come da decreto del 27 maggio 2003 “piano di rimodulazione della rete ospedaliera” oltre che’ nuove unita’ operative complesse in discipline oncologiche nei presidi ospedalieri o nelle aziende ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale”.

Visti i possibili effetti sulla salute derivanti da esposizioni ambientali dei residenti nei comuni con grandi insediamenti industriali effettuata dal Dipartimento osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana - in collaborazione con l'E.S.A Epidemiologia Sviluppo Ambiente e con l'ASL ROMA/E «Stato di salute della popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale della Sicilia - Analisi della mortalità (aa 1995-2000) e dei ricoveri ospedalieri (aa 2001-2003)» si è valutato il quadro di mortalità (1995-2000) e di morbosità (2001-2003) della popolazione residente nelle aree siciliane dichiarate dalla legislazione nazionale e regionale «aree ad elevato rischio di crisi ambientale», tra le quali rientra l'area industriale di Gela, mediante appositi parametri tecnico-statistici rispetto alla popolazione residente nei comuni limitrofi scelti come riferimento; lo studio citato ha evidenziato che nell'area di Gela vi sarebbe «un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne; che si registra in particolare un aumento dei tumori dello stomaco, del colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non-Hodgkin; un eccesso di ricoveri per le malattie cardiovascolari, per le malattie respiratorie e in particolare per le malattie respiratorie acute, per le malattie polmonari croniche, per l'asma bronchiale e per l'asma nei bambini». Contestualmente lo studio ha rilevato un eccesso di ricoveri negli uomini per la pneumoconiosi e nelle donne per le malattie del rene. Va evidenziato, altresì, che a Gela sono migliaia i casi di malformazioni congenite; tale studio ha riportato che «è verosimile che gli eccessi di mortalità e morbosità osservati nelle aree di Augusta-Priolo, Gela e Milazzo siano attribuibili ad esposizioni professionali ed ambientali legate ai numerosi impianti industriali ed al conseguente inquinamento delle matrici ambientali»come indicato dalla risoluzione N. 8-00023 della XII commissione della camera dei deputati del parlamento Italiano.

Considerato: che Gela negli anni ha subito una mancata tutela dell'art.lo 32 della costituzione attraverso una riforma del servizio sanitario che ha delegittimato il suo territorio, in attuazione dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale con un impegno di risorse finanziarie atte ad assicurare l'effettiva garanzia ed attuazione a tale diritto nella valenza individuale e sociale dell'uomo”Gela” come centro dei bisogni sanitari. Provocando in tal senso una distorsione interpretrativa dell’art. 32 cost. che prevede “un interesse della collettività” nella tutela della salute individuale.

Vista: La convenzione di Oviedo a protezione dei diritti dell'uomo e della dignità di essere umano nei confronti delle applicazioni della biologia e della medicina che all' art.lo 3 tiene in considerazione i bisogni della salute e delle risorse disponibili, attraverso le misure appropriate atte ad assicurare, ciascuna nella propria sfera di giurisdizione, un accesso equo a cure della salute di qualità appropriata.

Chiedono
Il mantenimento ed il potenziamento dell'Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele III di Gela in termini di 2^ realtà territoriale a Sud della provincia di Caltanissetta come salvaguardia di un diritto alla salute in riferimento alla popolosità del territorio ed in riferimento ai bisogni della popolazione.

Firma la Petizione.

Istruzioni :1) Scaricare il modulo firme in formato pdf 2) Firmare il foglio firme con i dati indicati 3)Importante indicare la città di residenza 4) Spedire in busta chiusa al seguente indirizzo : Movimento Polo Oncologico di Gela -via s. maria degli angeli,10-loc.Manfria-93012 Gela.

Scarica il modulo firme

venerdì 3 ottobre 2008

Finalmente Gela è una Zona Franca Urbana

In riferimento ad una storia tormentata che negli anni scorsi ha sempre estromesso Gela tra le possibili Zone Franche Urbane finalmente una buona notizia,Gela è stata inserita dal ministero delle attività produttive tra le 22 città scelte in tutta l'italia e distribuite in ben 11 regioni.La Sicilia ha quindi 3 ZFU Catania,Erice e Gela dove saranno incentivati i processi di sviluppo di tutte le attivita’ commerciali ricadenti nelle zone in oggetto che quindi godranno dal punto di vista contributivo di un credito d’imposta sulla nuova occupazione in cifra fissa, per il fisco ci sara’ un esonero per 5 anni dalle imposte sul reddito d'impresa e dell'imposta sui fabbricati,molte le agevolazioni allo start up,mentre i Comuni potrebbero partecipare con l'abbattimento delle aliquote Ici. Lo stato inoltre attraverso lo strumento della finanziaria 2007 di cui all'art.lo 21 partecipera’ mettendo a disposizione 50 milioni di €uro per il 2008 e per il 2009 mentre le Regioni parteciperanno con un cofinanziamento di almeno il 50%.Certamente una grande opportunità per Gela che potrà favorire lo sviluppo della microeconomia e delle attività imprenditoriali a fronte di una vera possibilità occupazionale.

Maurizio Cirignotta