sabato 29 ottobre 2011

Redditometro,4 italiani su 5 non in linea con il fisco


I primi dati sui nuovi controlli legati al redditometro sono allarmanti ben 4 Italiani su 5 non sono in linea con quanto richiesto dall’amministrazione finanziaria in termini di reddito imponibile e tasse dovute. Il fisco si accorge come il tenore di vita è palesemente diverso dalle tasse pagate. La stima è stata elaborata da  KRLS Network of Business Ethics per conto dell’associazione contribuenti italiani. Dai dati riferiti all’anno d’imposta 2010 non sono in linea con il redditometro il 77,2 % degli italiani e le aspettative per il 2011 sono allarmanti e si raggiungerà ,infatti, il 79,8% con punte dell’86,4% nelle fasce giovanili. Continua lo sport più amato dagli Italiani l’evasione fiscale. Il governo ancora non si accorge che il risanamento parte dalla Tax Compliance e dalla riduzione delle aliquote fiscali che sono alla base di un avvicinamento cittadino alle politiche fiscali. Purtroppo ancora oggi si premiano i grandi evasori che con i vari condoni e patteggiamenti pagano le tasse a forfait a discapito degli italiani.
                                                                                                   Di Cirignotta Maurizio

giovedì 27 ottobre 2011

U.E , in pensione a 67anni


Un piano di risanamento,lacrime e sangue,quello che viene proposto agli Italiani dopo il via libera dell’Unione Europea. Uno dei nodi cardine il pensionamento a 67 anni che dovrebbe entrare in vigore dal 2026. Il magone pensioni che in questo momento attanaglia milioni di Italiani e specie i dipendenti pubblici, proviene da una sconsiderata gestione del sistema pensionistico che ha favorito negli anni il proliferare delle pensioni Baby. Lo sconfinamento del sistema, secondo l’INPS,legato a questa tipologia di assistiti si attesta ,oggi, in circa 150 miliardi di euro. In pratica l’allungamento dell’età pensionabile ,per alcuni versi,serve a pagare questo buco nero. Tra le misure anche quella  del “ licenziamento facile” che secondo il Ministro Maurizio Sacconi non è correttamente indicata nel lessico ,infatti, sempre secondo –Sacconi-: “Obbiettivo è assumere e non licenziare”, ”Sarà introdotta per i dipendenti pubblici la mobilità con la possibilità di essere posti per brevi periodi in cassa integrazione ”. Nella calendarizzazione della manovra la dismissione del patrimonio pubblico dello stato che dovrebbe portare nelle casse Italiane,5 miliardi di Euro,la riforma fiscale,la soppressione delle province. Infine tra i tanti obbiettivi quello di ridurre il divario nord-sud,attraverso il miglior utilizzo dei fondi europei.

                                                                                                                     Di Maurizio Cirignotta

domenica 23 ottobre 2011

Italia, in attesa di superare esame europeo


Restano circa 72 ore all’Italia per superare l’esame del consiglio europeo. I conti e le riforme promesse dal governo Berlusconi nello scorso Giugno 2011 saranno messi sotto i riflettori di Bruxelles. Niente di confortante visto che siamo stati messi alla pari della Grecia “la situazione dei due paesi è molto simile” almeno secondo alcune dichiarazioni del presidente Francese ,Nicolas Sarkozy. Tra i paesi che hanno  superato la china, la Spagna, che sembra non essere più nella zona rossa. Un monito chiaro all’Italia che con i suoi 193 miliardi di debito pubblico, può restare al palo. A confortare Berlusconi  il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy  ,che in piena diplomazia, ha dichiarato  "non bisogna paragonare la situazione italiana a quella di altri Stati”. Queste le misure su cui prima del 26 ottobre deve lavorare il Governo Italiano: ” bilancio, riforma del mercato del lavoro, imprese pubbliche e privatizzazioni, giustizia,  lotta all'evasione fiscale  con calendarizzazione dei processi di attuazione”.  Impresa certamente difficile visto che in Italia uno degli sport nazionali più diffusi è proprio l’evasione fiscale. I numeri oggi si fanno solo alle spalle dei dipendenti pubblici, che pagano in anticipo le proprie tasse. Ma il boomerang del calo dei consumi in gran parte dei settori merceologici, dovuti agli effetti di una tassazione globale diretta ed indiretta del 60% ,ancora non si è fatta vedere ed il fantasma di una grave recessione in Italia è sempre presente.

                                                                                                                             Di Maurizio Cirignotta

Nursing Up , Infermieri al servizio dei cittadini


La promozione alla salute parte dagli infermieri,soggetti cardine, del servizio sanitario nazionale. La manifestazione promossa dal sindacato Nursing Up del Coordinamento Provinciale di Catania, si svolgerà il 29 ottobre 2011 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, in una delle più belle piazze della città Catanese (Piazza Stesicoro). Gli infermieri impegnati nel progetto di promozione alla salute controlleranno gratuitamente ai cittadini che si vorranno avvicinare agli stand, alcuni parametri vitali ,quali pressione arteriosa e frequenza cardiaca e misurazione immediata della glicemia. Obbiettivo della manifestazione è fare conoscere una professione molte volte dimenticata e disadattata ad una reale commisurazione economica . I temi della politica ,infatti, ancora oggi dimenticano la libera professione ,i lavori usuranti e la reale valenza di una laurea, quella infermieristica, che ancora oggi viene sottopagata e sottovalutata. La Sicilia ancora oggi ultima ragione italiana, dimentica la Sanità Penitenziaria, ed il suo progetto riorganizzativo, nell’ambito del S.S.N, in attesa continuiamo ad assistere ai tentativi autolesionistici di molti detenuti (impiccagioni e taglieggiamenti ed altro). Il sistema infermieristico italiano oggi rappresenta una forza numerica correlata a centinaia di migliaia di professionisti che non riescono a essere corporativi e rappresentativi ,il Nursing Up in questo senso vuole stimolare tutti gli infermieri ad iscriversi al sindacato ed essere parte attiva della propria professione.  
                                                                                Di Maurizio Cirignotta

giovedì 20 ottobre 2011

Libia libera ,termina la risoluzione Onu


Con la morte di Muammar  Gheddafi si sancisce l’epilogo di una guerra di liberazione che ha avuto periodi di altalenante guerriglia che sembrava dare tempi più lunghi per l’epilogo finale. Muore per mano della Nato che ha colpito alle 8,30 di giovedì 20 ottobre 2011 un convoglio militare dei lealisti a Sirte, dove si trovava Gheddafi, la morte è avvenuta per  le gravi ferite riportate alle gambe mentre cercava di fuggire. Un epilogo  che segna la stanchezza di un popolo che ha dovuto subire per quaranta anni una dittatura autocratica assoluta. La mancanza di democrazia si è fatta sentire per anni e le stesse testate giornalistiche locali hanno dovuto nascondersi da sempre,il primo segnale,infatti,di un lento cambiamento è proprio dato dalla nascita di molti giornali a tripoli. Un dittatore che ha rappresentato la forza di un potere militare che nel 1969 portò alla caduta della monarchia. Di lui possiamo ricordare i continui contenziosi con l’Italia e l’espulsione degli italo libici, appena salito al potere. Antiamericano per concezione  è stato da sempre anti-Israeliano,nella sua visione del potere islamico ha finanziato molti gruppi terroristici come l’IRA e sembra essere stato anche dietro molti attentati in Sicilia,Scozia e Francia non dimentichiamo il lancio dei due missili scud a Lampedusa. Uno degli attentati più eclatanti quello di Lockerbie (Scozia), dove morirono 259 persone ,la stessa ONU diede la colpa alla Libia. Dopo i due matrimoni ebbe 8 figli tra cui la bella, Aisha. La sua uccisione può rappresentare per la nuova Libia l’inizio di un cambiamento radicale verso la democrazia. Gli accordi internazionali di intervento militare interforze , prevedono, che dopo trenta giorni dalla caduta di Sirte si deve insediare un governo militare autonomo che sancisca la fine delle ostilità.

                                                                                                            Di Maurizio Cirignotta 

martedì 18 ottobre 2011

Medicine non convenzionali,continua la raccolta di firme


Una nuova legge sulle  medicine non convenzionali viene richiesta dai tanti operatori del settore che ,oggi, in Italia non hanno mai avuto un riconoscimento ufficiale . La raccolta firme che nelle ipotesi degli organizzatori dovrebbe raggiungere le 50 mila firme ed  ha l’obbiettivo di far riconoscere la libertà terapeutica secondo una visione olistica e attraverso la creazione di un quadro normativo nazionale. L’Italia ,infatti, non riconosce attualmente la figura del naturopata o dell’operatore di discipline Bio-Naturali. Per raggiungere l’obbiettivo è stata fissata una giornata ,quella dell’ 11 novembre 2011 che dovrebbe rappresentare la parte finale della raccolta che ha già raggiunto le 17.200 firme. Migliaia di lettere verranno recapitate nella buca della posta degli italiani per dire a tutti di partecipare alla raccolta. La base di tutto è il nuovo mondo, quello che stà per arrivare provocando un  cambiamento del modo di rapportare l’uomo con la natura e con le sue forze. 

                                                                                     Di Maurizio Cirignotta


PENSIONATI, AUMENTA LA SOGLIA DI POVERTA’

La pensione per molti anziani è al di sotto della soglia di sopravvivenza in molti casi non si raggiungono i 500 euro al mese. Una condizione che pone questa categoria a rischio povertà. Le pensioni al minimo ,oggi, sono secondo l’associazione contribuenti italiani, circa 14 milioni e mezzo di cui 7 milioni non superano la soglia dei 500 euro una categoria che quindi rappresenta il 49% del totale,atri invece che rappresentano il 12,4% ,circa 1800.000 anziani,non oltrepassano la soglia dei 250 euro al mese. Un vero identikit è stato prodotto da KRLS Network of Business Ethics che ha lanciato l’allarme povertà. Dopo i giovani la società italiana può annoverare anche gli anziani tra le persone senza futuro. Un sistema pensionistico che certamente non riesce a porre l’anziano al centro dei propri bisogni. Tra le discrepanze le pensioni d’oro che rappresentano lo 0,4 % e sono appannaggio di 56000 persone che godono di un assegno mensile di 3000 euro al mese. I pensionati italiani sono i più poveri del vecchio continente e non riescono a confrontarsi con i pari tedeschi e olandesi.

                                                                                                    Di Maurizio Cirignotta

sabato 15 ottobre 2011

Roma, Indignados è guerriglia


Una manifestazione globale,quella degli Indignados, che ha interessato ben 82 paesi e circa 100 città in tutto il mondo, che doveva essere nelle sue intenzioni pacifica ma che si è trasformata a Roma in una pura guerriglia. Il bilancio pesante dei feriti parla di circa 65 vittime divisi tra i manifestanti e  le forze dell’ordine ,un agente è stato colpito da infarto ed un manifestante ha perso due dita. Un Blindato dei Carabinieri è stato dato alle fiamme. Tutti i mille manifestanti all’inizio della manifestazione avevano paura di un qualcosa e tra di loro dicevano: ” speriamo che non accada nulla” ma purtroppo quel nulla è accaduto alle ore 17.00 quando sicuramente si sono infiltrati all’interno del corteo ,dei gruppi violenti, che hanno iniziato anche ad  attaccare la Banca Popolare di Rimini rompendo vetri con estintori e bruciando le auto vicine. Il Presidente del consiglio in una sua nota ha condannato gli incredibili fatti di Roma “ i responsabili-ha detto-devono essere puniti e condannati”. Gli Indignados nati a Madrid hanno voluto in tutto il mondo manifestare la loro contestazione verso la crisi globale e verso un processo di distruzione delle aspettative future dei Giovani, le politiche dei governi non danno speranze. Classico è l’esempio dell’allungamento dell’età pensionabile che non darà spazio a nuovi posti di lavoro,oggi i contratti a tempo indeterminato sono solo una chimera e viene favorito il lavoro precario . Per i giovani non si potrà più parlare di pensione oggi a 40 anni si cerca lavoro.  Le voci dei giovani si sono fatte sentire a Londra dove compare wikileaks e tutte le sue verità,  dall’altra parte dell’oceano a Washington si parla di crisi a Tokio dell’incidente di Fukushima , ad  Atene di un futuro impossibile , a Manila i manifestanti parlano di pane giustizia ,la reazione della rete ,invece, è unanime contro le violenze di Roma unica città al mondo dove la manifestazione pacifica degli Indignados si è trasformata in pura guerriglia.

                                                                                                                 Di Maurizio Cirignotta


venerdì 14 ottobre 2011

Governo Berlusconi , Fiducia n° 51

Pur a colpi di fiducia il governo Berlusconi và avanti, all’orizzonte la definizione della legge di stabilità economica finanziaria. Una maggioranza risicata di 316 voti su 629 deputati dà ossigeno al boccheggiante presidente Berlusconi che alcuni giorni fa aveva già visto avvicinare il fantasma delle elezioni anticipate. Opposizione indignata diserta l’aula nella prima tornata ma poi entra in aula e dà inizio ad un battibecco con i Radicali. Le assenze dei giorni scorsi,infatti,non sono state condivise dagli amici Radicali che in aula hanno ribadito il rispetto delle istituzioni,ma nello stesso tempo hanno incrementato il numero legale dei deputati. La vera sponda di Berlusconi sono i leghisti che dietro le quinte mugugnano: “se si và al voto il 14 aprile ,và bene”. Molte le defezioni nella maggioranza che si possono quantificare in una decina di deputati di cui uno in carcere, Alfonso Papa. All’esterno di palazzo madama un avamposto degli Indignati che domani manifesterà in massa con slogan e uova all’indirizzo delle scelte di governo. Un vero teatrino della politica che gioca alla spalle di un’Italia oggi in affanno di fronte al debito pubblico ed alle vessazioni dell’Europa che sentenzia: “I paesi in deficit devono fare la loro parte, per non fare affondare tutti” dietro le quinte c’è proprio l’Italia che oggi non si può permettere anche una condizione di instabilità politica

                                                                                                                           Di Maurizio Cirignotta

martedì 11 ottobre 2011

Il Condono può salvare la manovra economica ?


Le notizie non confortanti provenienti dalla corte dei conti sui capitoli di entrata della nuova manovra correttiva, gettano dubbi sulle reali possibilità da parte della nuova correzione di bilancio di raggiungere i propri obbiettivi di pareggio entro il 2014. La nascita di un nuovo capitolo d’entrata, costituito dal condono tombale fiscale ed edilizio rappresenta,quindi, l’opportunità di chiudere un giro di boa  che potrebbe farci cadere definitivamente nel baratro del fallimento. Guardando l’abusivismo edilizio oggi in Italia possiamo contare più di 4 milioni di immobili che aspettano di essere sanati e regolarizzati in valutazione di costanza fiscale tutta a favore dei singoli comuni. L’ultima sanatoria tombale ha prodotto circa 26 miliardi di euro per le casse dello stato con un debito rispetto alle previsioni di circa 4 miliardi di euro. Dati importanti che vengono anche da uno studio del Cgia di Mestre che ha calcolato come negli ultimi 30 anni i condoni e le sanatorie hanno prodotto per le casse dello stato 104,5 miliardi di euro. La parte politica invece di criticare dovrebbe tenere in considerazione anche questa opportunità per il bene del paese. Alla base di questo sistema fiscale che ci porta ogni 4 anni a chiedere condoni è l’idea di evasione fiscale che serpeggia come uno sport nazionale nelle menti di molti Italiani,il correttivo del sistema fiscale in questo senso deve mirare a due obbiettivi:1) dare sanzioni legislative di tipo penale agli evasori,chi evade và in galera!! 2) cambiare radicalmente il sistema di detrazione fiscale del contribuente attraverso una totale detraibilità di beni e servizi di ogni tipo,anche per l’acquisto dell’auto o per il semplice scontrino del caffè. Stiamo parlando di un sistema fiscale presente già in America che tassa il reddito pro capite con un’aliquota del 15% fino a 50.000 $  ed una tariffa di punta del 39%. Importanza cardine è anche  la stabilità di un governo di legislatura ed una maggioranza chiara e coesa. La bocciatura,oggi, dell’articolo uno del rendiconto generale dello Stato và tutto a nostro discapito perche cambiando casacca il nuovo esecutivo si troverà di fronte agli stessi problemi legati allo stesso lenzuolo che tirato da più parti varia la propria grandezza.

                                                                                                  Di Maurizio Cirignotta