martedì 30 aprile 2013

Governo, acquisita la fiducia anche la senato: ”ora il nodo IMU”



Dopo la fiducia alla Camera ottenuta con 453 voti a favore e 153 contrari il governo ,oggi, incassa anche la fiducia al Senato con 253 voti a favore e 59  a sfavore a cui si aggiungono 18 astenuti. Un governo di scopo, quello del  governo Letta, che  deve da subito affrontare il nodo IMU. Le prime avvisaglie di uno scontro annunciato con il PDL  sono state anticipate da Franceschini (PD) che ha valutato la personale ipotesi di non togliere completamente l’IMU. La risposta del leader del PDL non si è fatta aspettare :“ Gli accordi devono essere rispettati”- ha detto Berlusconi. Il Premier, intanto, è volato subito in Germania per dare sicurezza , ai patner Europei, sulla linea Europeista del nuovo Governo  e sull’impegno di eseguire il processo di risanamento dei conti.  L’incontro con la Merkel sembra essere stato cordiale  e le dichiarazioni danno un segnale positivo che si contrappone ai toni rigidi dei mesi scorsi: “Il Fiscal Compact non è l’unica soluzione utile, occorre anche creare lavoro e favorire la crescita” – ha detto la Cancelliera.  Letta nel suo intervento ha ribadito che l’Europa deve fare la sua parte anche nel processo di crescita degli stati membri oltre che nel processo di risanamento dei conti.

                                                                                             Di Maurizio Cirignotta
                                                                                                

sabato 27 aprile 2013

Italia, “Nasce il governo di servizio”



A 61 giorni dalle elezioni politiche di fine febbraio 2013, nasce il nuovo Governo di servizio per l’Italia, tra gli obbiettivi più importanti le riforme costituzionali, quali; la nascita del Monocameralismo e il Senato delle Regioni, che dovrebbero portare al dimezzamento del numero di parlamentari. Altro obbiettivo di scopo la creazione di una nuova legge elettorale che possa dare governabilità certa alla coalizione vincente, alle prossime elezioni politiche. Un Governo che nasce sotto l’egidia  di una necessità per il paese, oramai al collasso. Nodo fondamentale risollevare il polmone economico del paese rappresentato dalle piccole e dalle medie imprese. Il Boumerang creato dal Governo tecnico, deve essere fermato , attuando una politica di compliance verso le famiglie Italiane e verso il crescente stato di Povertà che ha raggiunto (Dati Istat) i 4 milioni di cittadini. La tassazione dei redditi dei cittadini (51 %) inglobando tasse Dirette ed Indirette la più alta d’Europa  e deve essere fermata nel suo trend al rialzo. Oggi occorre lavorare per l’Italia e non per la Casta, tralasciando i colori politici e i paternalismi di potere.  La scelta di Letta da parte del Presidente della Repubblica ha lo scopo di salvare la Nazione e non gli Interessi Personali. Il traguardo raggiunto oggi alle ore 15,00 può rappresentare una svolta per il Paese, tutto dipende dalla politica. La nuova squadra di Ministri nasce all’insegna del nastro rosa, dei 21 Ministri designati ben 7 sono Donne. Nel dettaglio la spartizione dei nominativi, rimarca la presenza delle tre forze politiche (PD,PDL,Scelta Civica) che hanno preso in mano lo scettro di responsabilità sulle sorti  future dell’Italia. Tre i designati per scelta civica, cinque per il PDL e cinque per il PD. Nel dettaglio  Anna Maria Cancilleri và alla Giustizia, Elsa Fornero al Lavoro, Angelino Alfano sarà il Vice Presidente del Consiglio con delega agli Interni, Emma Bonino agli Esteri, Dario Franceschini ai rapporti con il parlamento, Giampiero D’Alia alla pubblica amministrazione, Fabrizio Saccomanni all’Economia, Beatrice Lorenzin al Ministero della Salute, Cècile Kyenge si occuperà di politiche di Integrazione, Maria Chiara Carozza  andrà all’Istruzione mentre le riforme Costituzionali vanno a Gaetano Quagliarello. Tra i dissensi quello del movimento cinque stelle di Grillo che ha da subito etichettato su Twitter  il nuovo governo: “Con il Governo Letta resuscita Barabba”- dice Grillo- parafrasando lo stesso Enrico Letta  che aveva  detto : ''Beppe Grillo dice che il 25 Aprile è morto. Anche Dio è morto, ma Grillo non dice che dopo tre giorni è risorto..''. Prossimo atto del nuovo Governo la fiducia alle camere dei prossimi giorni, in attesa di far risorgere l’Italia. 

                                                                                                         Di Maurizio Cirignotta

sabato 20 aprile 2013

Napolitano Bis alla Presidenza della Repubblica; Grillo “Inciucione di stato”!!



Alla sesta votazione utile alle ore 18.30 del 20 aprile 2013 con 740 voti , il Presidente uscente Giorgio Napolitano, supera il quorum dei 504 voti utili per l’elezione del  Presidente della Repubblica Italiana. Sarà ,quindi, un Napolitano Bis a rappresentare l’Italia e gli Italiani nei  prossimi 7 anni. Un momento di coesione dei partiti di cartello PD-PDL-Centro e Lega che hanno messo fine alle critiche dei giorni scorsi sulla chiara incapacità di scelta di un candidato utile. Dopo avere bruciato la candidatura di Marini e di Prodi sembra essere valida l’ipotesi di apertura ad un governo di intesa nazionale che dovrà operare sui 20 punti dettati nei giorni scorsi dai Saggi. Dal numero di voti notasi solo un piccola defezione di 10 deputati. A favore del candidato dei Grillini, Stefano Rodotà ,217 voti utili. Tra i partiti che hanno fatto dichiarazioni ufficiali , Fratelli D’Italia che ha votato scheda Bianca e SEL che invece ha dato il suo appoggio a Rodotà. Prime reazioni da parte di Grillo che in un suo comunicato via web parla di “Colpo di Stato” e della non accettazione pubblica di un Napolitano Bis. In parlamento la chiara contrarietà da parte dei Grillini è stata manifestata con un atto di dissenso, al raggiungimento del quorum utile dei 504 voti,infatti, mentre gli altri deputati si sono alzati applaudendo l’elezione del Presidente Napolitano i Deputati e Senatori del movimento 5 stelle sono rimasti seduti.  La riconferma di Napolitano verrà contestata pubblicamente a Roma da Grillo nella serata del 20 Aprile 2013. Una situazione politica convulsa che se confermata nei prossimi giorni con il mandato di Intesa Nazionale al nuovo Presidente del Consiglio butterà ai margini del parlamento e delle decisioni chiave per il paese, il movimento di Grillo, che non avrà gli strumenti per contrastare la vasta area istituzionale di cartello che si andrà ipoteticamente a creare. 

                                                                                                          Di Maurizio Cirignotta

venerdì 19 aprile 2013

Italia,elezione Presidente della Repubblica,“100 franchi tiratori per il PD”



Ancora una volta vige nel parlamento italiano,a sedute riunite, la regola dell’incertezza. Alla quarta votazione ancora una volta una fumata nera. Vengono scompigliati i giochi  utili per l’elezione del presidente della repubblica del 19 aprile 2013 alle ore 17,00 , che prevedeva  una maggioranza assoluta di voti pari a 504  si  del PD che sembravano essere decisi a favore del candidato , Romano Prodi, spuntano, infatti, 100 franchi tiratori provenienti della stessa area di Sinistra che azzoppano definitivamente la candidatura del Professore. Riunioni dopo riunioni susseguite nei giorni scorsi non sono servite a chiarire la reale spaccatura del partito di Bersani che vive in questi momenti un chiaro declino di identità. Finisce ,così, la coesione di potere e si apre uno spiraglio all’ipotesi Grillo che mantiene, invece, i suoi voti sul candidato Stefano Rodotà che pesca 50 voti in più dalla solidarietà di altre forze politiche. Votazione utile anche  per tutta l’area di centro che si è stretta in maniera compatta sul candidato Cancilleri. Nel dettaglio la votazione vede Prodi con 395 voti, Rodotà con 213 voti, Cancilleri con 78 voti, altri con 26 voti , bianche 15,nulle 5. L’attesa fumata bianca è spostata al quinto scrutinio del 20 Aprile.

                                                                                                 Di Maurizio Cirignotta

venerdì 12 aprile 2013

Rimborsi Fiscali: “Italia, nuovo record Mondiale”

Il fisco italiano è sempre più sibillino, vuole avere ma non dare. Anche un giorno di ritardo nel pagare le tasse può far scattare, sanzioni ed interessi. Nell'altra faccia della medaglia lo stato si continua a confermare un cattivo pagatore. Le amministrazioni Italiane arrivano ad avere ritardi decennali con una media di 15,6 anni per rimborsare le imposte che si contrappone ai 9 mesi dellam media Europea. Lo studio è stato approfondito dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche di KRLS Network of Business Ethics. Una classifica che vede l'Italia al primo posto al mondo per tempi di rimborso con 15,6 anni, seguita dalla dalla Grecia (3,8 anni), Cipro (3,2 anni), Turchia (2,6 anni), dalla Spagna (2,3 anni), Romania (1,8 anni), dalla Francia (1,2 anni), dall'Inghilterra (0,8 anni), dalla Germania (0,4 anni), dall'Austria (0,3 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1).
In Italia, in cinque anni, il debito pubblico per i rimborsi fiscali si è quasi triplicato passando da 18,4 miliardi del 2008 a 50,3 miliardi del 2013, si devono rimborsare 14,3 milioni di contribuenti. In ambito Italiano nel 2013 in testa il sud Italia con la Campania, con +235,6%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente ai residenti nel Molise con + 223,7% ed in Puglia con +215,7%. A seguire nella Sicilia con +201,8%, nella Basilicata con 200,4%, nel Lazio con 197,3%, nelle Marche con +193,5%, nell'Abruzzo con +192,6%, nella Valle d'Aosta con 190,1%, nell'Emilia Romagna con +182,4%, nella Toscana con +175,3%, nella Liguria con +174,1%, nell'Umbria con +171,3%, nel Piemonte con +168,7%, nel Veneto con +108,2%, ed in Lombardia con +102,2%. Molte le deaillance dell'amministrazione pubblica che dopo 13 anni non continua ad applicare l'art. 8 dello Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale, che prevede la possibilità di pagare tutte le imposte mediante compensazione. Unico baluardo di protezione per gli Italiani è la corte di giustizia europea che ha il compito con le sue sentenze di armonizzare in tutti i paesi UE il sistema fiscale dando una tassazione omogenea e rimborsi nei tempi.

                                                                                        Di Maurizio Cirignotta

Italia: “Presidenza della Repubblica si candidano i soldatini di Piombo”



Siamo arrivati al giorno fatidico dell’elezione del Presidente della Repubblica che in Italia viene eletto come prevede  la costituzione dalle formazioni Politiche e dagli accordi di Palazzo e non dal Popolo. Una decadenza democratica ancora non percepita dall’Italia che in 40 giorni dalle ultime elezioni politiche, del Febbraio 2013, non riesce ancora a coagulare un nuovo Governo. Ci siamo affidati anche ai Saggi per costruire un programma di scelte di larga intesa utile ed unire un eventuale coalizione di Governo a garanzia dello Stivale. La Politica ancora una volta getta la  spugna e manifesta la sua chiara decadenza ideologica. Sono sempre gli stessi Burattinai a gestire il sistema di Potere e le Lobby. A livello internazionale si parla di società partecipata e di cittadino del mondo, sarà vero? La storia ci insegna come tanti inganni fatti verso il popolo Italiano, hanno creato il disagio di oggi, caratterizzato da una disoccupazione record e da tante illusioni che si fondano in una pressione fiscale del 51%. Le aziende muoiono con una frequenza indescrivibile , chi si è affidato allo stato per vivere, muore sotto l’onta dei mancati rimborsi Pubblici (15,6 anni).  Una realtà che inquina anche l’elezione del Presidente della Repubblica con i soliti soldatini di Piombo raccolti negli anni della vecchia politica per rappresentare ancora una volta l’Italia. La preoccupazione dei partiti oggi si fonda su obbiettivi personalistici che tendono a piazzare al Colle un loro Uomo. Il ruolo del Presidente della Repubblica,infatti, è cambiato radicalmente negli ultimi anni rispetto alla carta del 1948 e passa da una mera funzione Notaristica ad una ruolo altamente Politico che supera quello di sola garanzia. Questo i partiti lo hanno capito. Guardando le Democrazie che si rispettano e garanti del popolo, come quella Americana , oggi vedono l’elezione del loro Presidente, con suffragio popolare in attenzione di un sistema politico-sociale che non rappresenta lo stadio supremo della classica democrazia borghese, ma la volontà comune. Il cambiamento dell’Italia parte ,invece, dalle solite candidature che vedono per il centrosinistra (PD, Sel, PSI, CD) l’ex premier Romano Prodi, che ricompare dopo la grande scelta dell’Euro ed il trattato di Lisbona. Altro candidato papabile Massimo D’Alema. Nel polo di centrodestra (PDL, Lega, Destra, MIR e altri),invece,  unico candidato Silvio Berlusconi con la riserva Gianni Letta. Per i Montiani  troviamo Anna Maria Cancilleri ed Emma Bonino ed infine il Movimento 5 Stelle propone del Premio Nobel Dario Fo. Tra questi una candidatura sicura quella di Romano Prodi già condivisa da più partiti.

                                                                                                           MCV