lunedì 29 dicembre 2014

L’Italia e la tredicesima di cartone che si scioglie tra multe e tasse!!

Anche nel 2014 la tredicesima degli Italiani è servita a pagare la miriade di tasse (TARI,TASI,IMU) che il governo a  voluto assegnare proprio a fine anno ed attraverso le scadenze sibilline del 16 Dicembre. Ma la girandola di tasse continua inesorabilmente con una marea di notifiche  e  di multe che arrivano puntualmente a fine anno . Un silenzio che cade nei bisogni delle famiglie e cambia le vecchie abitudini del cenone di fine anno o dei viaggi nei paesi più caldi che oramai fanno parte dei sogni del passato. Tra le varie notifiche di fine anno puntiamo l’indice sulle classiche multe auto . Da una speciale statistica si e notato infatti che in Italia  negli  ultimii 5 anno sono aumentate del 987%. Sembra un nuovo Business organizzato per portare proventi nelle casse Comunali e di altri Enti.L’Italia ,infatti, è il paese Europeo con il più alto incremento di multe automobilistiche.  Tra le multe più gettonate il Divieto di sosta,. l’Uso del cellulare alla guida,  l’ Eccesso di velocità ,il passaggio agli incroci col semaforo rosso ,  la Guida senza casco , la Guida senza cinture di sicurezza , il Passaggio in ZTL , il divieto di accesso , la guida senza patente, la guida sprovvista di documenti di circolazione e/o assicurazione. La speciale indagine è stata proposta  dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics per conto dell’ Associazione Contribuenti Italiani. I dati sono stati estratti dalle Polizie locali e stradali dei singoli stati dell'Ue. Dopo l'Italia, nella lista nera figurano la Romania con il 124%, la Grecia con il 108%, la Bulgaria con il 102%, l'Estonia e la Slovacchia con il 94%, Cipro con il 91%. Fanalino di coda la Francia con il 30%, la Spagna con il 26%, il Belgio con 24%, l'Inghilterra con il 18%, la Germania con il 11% e chiude la Svezia con il 9%. A livello territoriale, in Italia le multe automobilistiche sono aumentate del 992% nel Nord Est, del 975% nel Centro, del 911% nel Nord Ovest, del 902% nel Sud e del 868% nelle Isole. Tra le città Italiane che multano maggiormente gli automobilisti troviamo Milano, Napoli e Aosta  dove viene elevata una multa ogni 10 secondi; seguono Roma, Torino e Venezia con 12 secondi, Genova, Firenze e Bari con 13 secondi, Pescara, Bologna, Ancona e Perugia con 14 secondi, Caserta, Verona e Palermo con 18 secondi. Chiudono la classifica Potenza, Reggio Calabria Cagliari e Campobasso con 24 secondi. Dai dati è emerso inoltre che il 78% delle multe viene contestato davanti al Prefetto o al Giudice di Pace e solo 2 italiani su 10 pagano subito le multe.

                                                                                                             Di Maurizio Cirignotta



domenica 28 dicembre 2014

Gela, Cade il sogno di Mattei !! : ”Patto Civico” Contro la chiusura degli impianti nella Raffineria di Gela;

Mentre la politica, gioca sulla pelle dei lavoratori del petrolchimico di Gela, l’industria chiude i battenti alla raffinazione e pone in cassa integrazione il 30% dei lavoratori dell’indotto per 1 anno. Il rientro a cadenza frazionata dovrebbe avvenire da Giugno 2015 . Sono circa 3500 i lavoratori interessati al nuovo assetto della raffineria di Gela tra indotto e dipendenti Eni. La liquidità monetaria relativa alla cassa integrazione sarà garantita dalle Banche che dopo batteranno cassa all’INPS. Cade sotto gli occhi di decenni di produzione anche l’ultimo impianto del vapore. Molti lavoratori che puntavano su stipendi di 2000 euro passeranno a circa 800 euro buttando al macero mutui e quant’altro una famiglia possa avere bisogno. I dipendenti Eni sono stati già trasferiti in Basilicata ,in Lombardia ed in altre sedi ENI. Nel risvolto della medaglia la scelta del Governo Renzi , del Governatore Crocetta ,del Sindaco Fasulo che hanno controfirmato l’accordo Green . Il consiglio comunale in data 3 novembre 2014 sentiti anche i lavoratori, ha detto “no” all’accordo green. I lavoratori presenti hanno detto : “non si può estrarre il greggio qui e interdire contestualmente la raffinazione, La Raffineria deve restare attiva”. Il governo Renzi comunque nella sua scelta ha voluto dare a Gela un segnale chiaro di mancato interesse verso i lavoratori Siciliani, salvando invece i 1200 posti di lavoro a Livorno , sede che da oggi raffinerà i 20.000 barili al giorno estratti a Gela. Cade in questo territorio il sogno di Mattei che il 27 ottobre 1962 rilevò dalla GULF il primo pozzo di petrolio che da loro era stato considerato di bassa qualità. Mattei disse: “il petrolio è nostro e noi qui lo raffineremo” , tra le parole dette a Gagliano Castel Ferrato si ricordano: "Sarà necessario che tornino molti dì quelli che sono andati via all'estero, perché qui avremo bisogno anche di loro". Parole che oggi cadono sotto l’onta della politica e gettano il territorio in una crisi economica che potrà essere un boumerang per tutta la città di Gela e per tutte le varie attività merceologiche che vi girano attorno. L’esodo è già iniziato , infatti, dai 90.000 abitanti di alcuni anni fa, i dati ISTAT di oggi portano Gela a solo 75.000 abitanti il futuro sarà certamente in calo con la chiusura della raffineria. Una coalizione di cittadini “Patto Civico per Gela” che si presenterà alla prossima tornata elettorale , nata solo il 23 dicembre 2014 , non ci stà, e propone dal 3 Gennaio 2015 una raccolta firme da inviare al Presidente della Repubblica ,al Presidente del consiglio dei Ministri ,al Governatore Crocetta. Tema della raccolta “Il greggio estratto a Gela deve essere raffinato nel nostro petrolchimico” all’insegna del sogno di Mattei.
                                                                                                              
                                                                                                                Di Maurizio Cirignotta


sabato 27 dicembre 2014

Assist a favore del candidato a Sindaco Dott. Bartolo Scrivano da parte del consigliere del PD Gulizzi



Gela:  La politica a Gela si infiamma e pone da subito l’attenzione dei suoi riflettori sulle future amministrative che si svolgeranno nel 2015. Nell’ultimo periodo sono state molte le candidature a primo cittadino ,ma sembra che da parte di alcuni membri del  PD locale  non sia andata a genio la recente candidatura di Bartolo Scrivano ,ex giocatore di calcio, che domenica scorsa presso i locali dell’Hotel Sileno a lanciato la sfida alla poltrona di primo cittadino con il “Patto Civico per Gela” ,coalizione neutrale formata da singoli cittadini che ha proposto un laboratorio politico comune per favorire la rinascita della città. Gli attacchi sono arrivati subito con la stampa in data 27 dicembre 2014, un mezzo attraverso il quale  il consigliere comunale del PD Gulizzi  ha parlato di Scrivano e delle sue precedenti militanze nello stesso partito con chiara paura per la stessa coalizione di governo, lanciando le primarie anche a sfavore dell’attuale sindaco Fasulo, candidato uscente alla prossima Sindacatura. Lo stesso Scrivano nella sue dichiarazioni ammette di aver militato nel partito e di non avere poi condiviso le linee programmatiche, uscendo dal gruppo nel Giugno scorso. Si parla anche di un incarico come revisore contabile della Ghelas  Multiservizi , società partecipata del comune di Gela, che lo stesso Scrivano non smentisce in quanto datogli dal consiglio di amministrazione il 4 Giugno 2014 con lettera R.R, incarico non andato a buon fine viste le successive dimissioni del 30 settembre 2014 , avvenute con comunicazione al ministero delle finanze, con un appannaggio economico per lo stesso Scrivano pari a zero.  Un vero assist mediatico per il dott. Bartolo Scrivano che sembra partire con il piede giusto e una volontà lontana dai soliti accordi di bottega a cui sembra  invece abituato il PD, almeno da quanto si riscontra nelle dichiarazioni di Gulizzi che sembra vuole  fare chiarezza sui soggetti che fanno parte della coalizione di governo e da chi questo partito e governato, proponendo le primarie.    

                                                                                                                  MCV

domenica 21 dicembre 2014

Un patto civico per la Città di Gela, una nuova compagine politica il lizza per le amministrative di maggio !!

Gela : Nasce il laboratorio politico "Patto Civico per Gela" una nuova compagine cittadina che si misurerà alla prossima tornata elettorale del Maggio 2015 . Agire per il bene comune e' l'obbiettivo principale della nuova sigla. Trenta anni di politiche scellerate hanno ridotto Gela ad una semplice città' di provincia. Un mercato del lavoro al collasso e tutta una serie di scelte che hanno determinato un tasso di disoccupazione elevatissimo, hanno depresso la città determinando un vero e proprio esodo migratorio si è passati,infatti,dai quasi 90.000 abitanti di circa dieci anni fà, ai 75.000 di oggi. Vogliamo crescere ha detto il candidato Sindaco Bartolo Scrivano che ha lanciato  anche l'idea dello streaming per tutte le riunioni della giunta comunale. Il laboratorio Politico ha detto Maurizio Cirignotta: "non è nè di destra e nè di sinistra, ma è fatto di cittadini che vogliono lavorare per il bene comune di Gela". Tra i promotori della presentazione l' Ing. Orazio Samparisi, il  dott. Cianciolo ed altri. Molti gli osservatori politici di altre fazioni tra cui Forza Italia ed altri.

                                                                                                                                            MCV

Il natale vivente a Licata,rinnova delle tradizioni popolari

Licata: Si riscoprono le origini nella marinara Città dove l'Associazione "A' Lanterna" ed il Comune di Licata  hanno organizzato per il secondo anno consecutivo il Presepe Vivente. Una rivisitazione delle tradizioni popolari e dei quartieri antichi che ripropongono in tutto il suo splendore  i lavori di un tempo oramai abbandonati da molti giovani ,quali il fabbro ,u' scarparu ,pupari ,barberi e tanti altri. Attori in erba che assieme lavorano per la rivalorizzazione delle grandi tradizioni popolari della Sicilia. Il tutto viene allietato dall'assaggio dalla degustazione di fagioli con le cotiche , dal vino Siciliano e delle Focacce. 

La manifestazione sarà presente a Licata  il 20-21-25-27-28 Dicembre 2014 oltre che il 3-4 e 6 
Gennaio presso la via Carmona,Via Calamita,via Incorvaia presso il quartiere San Paolo. 



           Di Maurizio Cirignotta










domenica 14 dicembre 2014

Italia,sotto l’albero delle feste solo tasse!!



Una girandola di tasse ed una scadenza pre natalizia, quella del 16 Dicembre 2014. Tra le tante parole ora è la resa dei conti ,prima delle feste occorre pagare il saldo di Imu , Tasi eTari. Milioni di famiglie sono in affanno e molti stanno soffrendo dello stress contributivo che il governo italiano stà applicando su ogni cittadino e su beni comuni ed indispensabili come casa, auto, assicurazioni ed altro. Da un’indagine di Contribuenti  Italiani  intitolata: "Lo stress test dei Contribuenti Italiani" fatta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics ,sono 1,8 milioni i contribuenti che non riusciranno a pagare le tasse a dicembre. Si preferisce,infatti,badare agli alimenti primari per non morire di fame. Dall'indagine  inoltre si è visto che oltre 4,2 milioni di contribuenti Italiani versano in serie difficoltà economiche, si riducono le persone che  hanno  accesso al credito. Nessuno sconto da parte dello stato e nessuna possibilità di pagare a rate le tasse come avviene in altri paesi europei  dove si possono rateizzare fino a 72 mesi senza vedersi recapitare sanzioni ed interessi da Equitalia.

                                                                                    Di Maurizio Cirignotta

venerdì 12 dicembre 2014

F.S.I : “ Adamo Bonazzi “-Segretario Generale USAE- incontra i dirigenti Siciliani



Una giornata certamente movimentata quella di oggi 12 dicembre 2014 per alcune sigle sindacali che si sono ribellate al Job Act  di Renzi  che secondo loro prevede una mini rivoluzione al sistema lavoro che farà ritornare l’Italia agli anni 20. Scelta diversa,invece, per il Segretario Generale USAE, Adamo Bonazzi, che ha scelto di parlare direttamente ai rappresentanti dei lavoratori Siciliani. La riunione avvenuta presso  la sede regionale della confederazione  ad  Acireale(CT) , ha visto la presenza di  50 rappresentanti di tutte le categorie lavorative che vanno dal pubblico impiego,agli operatori della sanità,agli amministrativi,alla polizia locale ed agli enti locali. Tema centrale dell’incontro il blocco dei contratti lavorativi che attualmente sono gessati al 2009 con ben 6 anni di vacanza contrattuale che hanno determinato il mero depauperamento degli  stipendi , con una chiaro abbattimento della capacità economica di milioni di famiglie italiane. Nella riunione e tra le note anche il processo di trasformazione del fisco con la nuova direttiva del governo che nega ai Caf-Usae migliaia di deleghe ed un aggravio in denaro tre volte maggiore per tutti i cittadini che dovranno dichiarare spese sanitarie,mutui e quant’altro. Una vera rivoluzione  del welfare fiscale che si allontana dai cittadini  e si avvicina  sempre più ai professionisti titolati . Sul piano della contrattazione nazionale il sindacato USAE si confronta con i rappresentanti sindacali sulla riduzione dei comparti che da 11 potrebbero essere ridotti  a quattro con una vera rivoluzione alle prossime elezioni RSU del marzo 2015. Il sindacato inoltre ha puntato anche l’indice sulla concretezza dei fatti  e sul lavoro collettivo delle varie sigle sindacali della federazione che in mote regioni italiane hanno già presentato  il disegno di legge sulla libera professione Infermieristica e delle altre figure sanitarie. A livello nazionale, grande attenzione per le  figure ausiliarie degli OSS con la presentazione su proposta del sindacato della proposta di legge 2614 alla camera dei deputati.  Dall’intervista al Segretario Generale USAE Adamo Bonazzi ,riguardo le influenze politiche che caratterizzano gli altri sindacati la risposta è stata netta : ”La posizione del sindacato e apartitica ,noi abbiamo le nostre regole e stiamo al di fuori dei partiti e non ci schieriamo”. Alla domanda : Quanti posti di lavoro potranno essere creati nel pianeta salute con le vostre proposte di legge ?  “Circa 50000 nuovi posti di lavoro-dice Bonazzi-”.  Infine sugli obbiettivi 2015, Adamo Bonazzi risponde? : “ Il nostro impianto organizzativo è federalista e quindi ci rivolgiamo alle Regioni chiedendo una maggiore responsabilità dei governi locali che non devono spendere i loro soldi in maniera inadeguata e sperequativa “.

                                                                                                              Di Maurizio Cirignotta

domenica 30 novembre 2014

Italia : ”Tra nuove tasse e promesse politiche”



Giornate, molto calde per il Tax Day, quelle del 29 e 30 di Novembre  2014 , che rappresentano per  l’ex premier Silvio Berlusconi  una rivalsa rispetto  al calo percentuale  di preferenze subito nelle ultime regionali di Calabria ed di Emilia Romagna. Con il Tax Day  Silvio rilancia a zero con la promessa di fare pagare a tutti il 20% sul reddito pro capite. Proposta molto allettante allo stato attuale e  specie per gli italiani che soffrono attualmente di una pressione fiscale  che colpisce i lavoratori con un 40,04% che  si traduce in circa 15000 euro in un anno. L’italiano medio su 100 euro guadagnati con il sudato lavoro dà allo stato  40 euro. In Italia Impazza la girandola di tassazione che prende di mira tutti i settori con il 22% dell’Iva ma non dimentica la Casa , l’Auto e la Salute. Un modello impositorio che gli italiani hanno voluto classificare con una top ten delle 10 tasse più odiate. Al primo posto il canone Rai,al secondo l’Aggio esattoriale,al terzo l’Iva seguono al quarto Accise su benzina,energia elettrica e metano, al quinto Bollo Auto ,al sesto IMU/TASI/TARI/TARES,al settimo i Ticket sanitari,all’ottavo i contributi dei consorzi di bonifica,al nono l’IRAP ed al decimo l’IRPEF. A fare la speciale ricerca è il centro Studi e Ricerche Sociologiche "IKRLS-ADB" di Krls Network of Business Ethics  per  l’ Associazione Contribuenti Italiani ed  attraverso lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni  residenti in Italia, intervistati telefonicamente nella seconda settimana di novembre, si evince che  la tassa più odiata dagli italiani è il Canone Rai, che è risultato anche l'imposta più evasa.  Dal sondaggio è emerso che due cittadini su tre pensano che il Canone Rai sia un "abbonamento annuale" e non una tassa. Al secondo posto si colloca l'aggio esattoriale percepito da Equitalia che unitamente agli interessi della riscossione incidono sensibilmente nei bilanci familiari. Dal sondaggio è emerso che tre cittadini su quattro ritengono che il compenso per l'attività di riscossione dei tributi sia oltre che esoso, un aiuto di Stato. Al terzo posto si piazza l'IVA che, con l'aumento dell'aliquota dal 21 al 22%, scala la top ten della classifica e si colloca al terzo posto. Si prevede che a fine anno, con l'ulteriore possibile aumento dell' imposta sul consumo dal 22% al 23% potrebbe scalzare dal primo posto il canone Rai. Al quarto posto si collocano le accise su benzina, energia elettrica e metano che quest'anno hanno fatto lievitare sensibilmente il costo del carburante, nonostante il calo del greggio, fino a farlo diventare il più caro in Europa. Mantiene il quinto posto il sempre verde "bollo auto". Molti  i cittadini pensano che sia un'imposta desueta al pari del Canone Rai e che il sospettato aumento del 12% è una imposizione esasperata su di un bene di comune utilizzo. In generale le imposte più odiate sono quelle  indirette, che si pagano senza tener conto del reddito pro capite e quelle che incidono sui consumi. Se, infatti, sembra logico da parte dei cittadini partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al redditi percepiti durante l'anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi  tassare ripetutamente in base anche ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio del dettato costituzionale. In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell'applicazione dell'IVA sulle accise presente sull'acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica. Nel 2014 solo 2 cittadini su 10 capiscono perché pagano le tasse, 8 su 10 si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria sprecona, troppo burocratizzata che viola ripetutamente i diritti dei contribuenti senza cautela alcuna.  Una condizione che stà disincentivando il pagamento delle tasse e d incentivando l’evasione  fiscale oggi  aumentata del 3,6% raggiungendo l’astronomica cifra di 180,8 miliardi di euro all'anno. Lo stallo invece si stabilizza negli  sprechi di denaro della pubblica amministrazione, nella sua inefficienza, nella scarsa qualità dei servizi offerti, nelle violazioni allo statuto dei diritti del contribuente, e nei  mancati rimborsi fiscali, il fisco lunare e l'inefficacia delle esattorie che rendono superfluo la gran parte del lavoro fatto nella lotta all'evasione fiscale dalla Guardia di Finanza e dalle Amministrazioni finanziarie. Gli Agenti della riscossione, ogni anno, riscuotono per gli enti impositori, meno del 10% di quanto accertato. Uno studio molto dettagliato che ci pone in raffronto ad alti paesi europei in una speciale classifica di stati dove l’evasione rappresenta quasi il 38,2 % del Pil. Nella speciale classifica degli evasori, l'Italia è al primo posto (38,2% del reddito non dichiarato), seguita da Romania (37,1%), da Bulgaria (35,8%), Estonia (33,1%), Slovacchia (32,4%). In Italia i principali evasori sono gli industriali (33,4%) seguiti da bancari e assicurativi (30,8%), commercianti (11,6%), artigiani (9,3%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%). A livello territoriale l'evasione è diffusa soprattutto nel Nord Ovest (31,4% del totale nazionale), seguito dal Nord Est (27,1%). dal Centro (22,2%) e Sud (19,3%). Occorre certamente una svolta epocale nel sistema di tassazione dei redditi con l’l’introduzione di due aliquote base al 10% per i redditi più bassi e al 20% per i redditi più alti come in parte concepito da alcune componenti politiche. Il collasso del sistema voluto dall’Europa non aiuta certamente l’Italia che ha bisogno di lunghi periodi per il processo di risanamento, inoltre la politica che amministra l’Italia, necessità di una completa riconversione radicale che deve immettere solo persone di buon senso e non altro.

                                                                                        Di  Maurizio Cirignotta