domenica 30 dicembre 2007

Italia: Anno 2007. Sicilia ancora un popolo di disoccupati ?

Secondo i dati forniti da Eurostat, la Sicilia, è tra le dieci regioni europee con il più alto tasso di disoccupazione giovanile,infatti il42,9% dei giovani siciliani ,cerca lavoro. Il rapporto è contenuto all’interno della situazione occupazionale delle regioni dell’Ue-25 dell’ufficio europeo di statistica. In ambito nazionale la Sicilia si attesta al 17,2 % con il maggior numero di disoccupati. Nella valutazione statistica di alcune città siciliane troviamo,Palermo che con il 19,2% di disoccupazione su 1.239.808 di residenti in provincia ,Siracusa con il 14,6% su 389.330 residenti nella provincia e Caltanissetta con il 19,2 % su 274.001 residenti in provincia. Dati allarmanti che colpiscono principalmente le classi d’età più giovani; con un maggiore livello culturale e di scolarizzazione. Un fenomeno dilagante che sembra essere anche dovuto alla diffusione di sentimenti di scoraggiamento e di finale progressione a sospendere le attività di ricerca di un lavoro. Forse tra le cause la mancanza di equità valutativa nelle varie selezioni per avere un lavoro e la dilagante idea comune che occorre avere sempre una spintarella politica , utile ad ottenere un risultato concreto. Altra causa da prendere in considerazione il lavoro nero ,mal pagato e privo di ogni possibilità di rivalsa contrattuale che allo stato attuale sembra essere il più a portata di mano per i giovani. Il titolo di studio inoltre non rappresenta secondo le statistiche dell’Istat un valore preferenziale, infatti fino al diploma superiore esiste una evidente equità in percentuale di disoccupati e un titolo di studio più elevato non è dunque garanzia di sicurezza occupazionale. Si salvano i Laureati che presentano tassi di disoccupazione ridotti (8% circa).La Sicilia infine sebbene Isola e con potenzialità notevoli nell’ambito della sua posizione logistica non è mai stata favorita dai vari governi che anno preferito incentrare il potere industriale e di forza lavoro al nord dell’Italia obbligando quindi i giovani ad emigrare. Le leggi nazionali,Treu del 24 giugno 1997, n.196,dettante le "Norme in materia di promozione dell'occupazione." e Biagi del 14 febbraio 2003, n. 30 "Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro" hanno ad oggi solo sfiorato il problema disoccupazione in Sicilia. Forse occorre un federalismo regionale incentrato sui bisogni del lavoro a livello locale ? Come colmare il divario dovuto alla mancanza di infrastrutture industriali rispetto alle regioni del Nord ?. Molte domande e poche risposte per molti giovani siciliani in cerca di lavoro ed ancora disoccupati al 31 Dicembre 2007.

Maurizio Cirignotta

venerdì 28 dicembre 2007

Gela: Una tre giorni dedicata all’ammalato organizzata dal Movimento Polo Oncologico.

La manifestazione organizzata il 21,22,23 Dicembre dal movimento Polo Oncologico di Gela, assieme alla Parrocchia di San Sebastiano Martire è stata caratterizzata da una tre giorni interamente dedicata all’ammalato. L’evento ha avuto il suo culmine nella giornata del 21,nel convegno-dibattito“Oncologia a Gela quale realtà ?”,a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, regionali e nazionali,il Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera “Vittorio Emanuele” di Gela, il presidente del consiglio comunale di Gela ed un rappresentante della giunta Crocetta. Molti gli interventi tra cui quello dell’On.Filippo Misuraca che ha dichiarato-“Il movimento polo oncologico, ha raggiunto in questi anni notevoli risultati, ma il tutto non deve essere ridotto alla “radioterapia” ma ad un’azione più ampia nei confronti dell’ambiente e delle cause che gravano sulla salute”. L’On. Alessandro Pagano dal canto suo ha dichiarato-“Il dipartimento di Oncologia di Gela è d’eccellenza ,questo è il punto di partenza per un percorso globale attorno al Malato”. Nel programma della manifestazione anche delle funzioni religiose presso la Chiesa di S. Sebastiano Martire e dell’Ospedale,dove tutti i malati hanno ricevuto dei panettoni in occasione del Natale. La manifestazione ha avuto il patrocinio della Regione Siciliana,del Comune di Gela e della Provincia Regionale di Caltanissetta.

domenica 16 dicembre 2007

Gela: Parere positivo dal Ministero dell’Economia per il finanziamento della radioterapia.

Un altro passo importante verso la realizzazione della radioterapia a Gela ,nell’ambito della costituzione del Dipartimento di Oncologia interaziendale di 2° livello Caltagirone-Gela. Ne dà notizia al Movimento Polo Oncologico, l’Assessore alla Sanità Prof. Roberto La Galla e la Dott.ssa Bullara responsabile del Dipartimento Regionale per le infrastrutture e lo sviluppo e l'innovazione, per la comunicazione e per l'informatizzazione del settore sanitario, che in data 15 Dicembre hanno confermato al movimento il parere positivo da parte del ministero dell’economia, e la promessa che entro gennaio dovrebbe essere firmato l’accordo stato-regione che permetterà il definitivo passaggio delle somme alla regione. Ulteriore conferma sulla notizia è stata data anche dal Sott.rio alla Sanità Gian Paolo Patta, che ha promesso la sua presenza a Gela per dare personalmente ai malati oncologici ed alla città il definitivo avvio alla realizzazione della radioterapia presso la locale azienda ospedaliera.

Maurizio Cirignotta

giovedì 13 dicembre 2007

Italia: Dai Tir Selvaggi, un’altra stangata per i cittadini italiani ?

Nei giorni scorsi la serrata dei Tir ha messo in ginocchio l’Italia determinando il fermo delle merci ed il mancato approvvigionamento di benzina nelle molteplici stazioni di servizio della penisola. Il danno è incalcolabile e le conseguenze saranno ,come sempre succede,notevoli per le già vuote tasche dei cittadini italiani. Dalla politica molte rassicurazioni sulla tenuta dei prezzi al consumo ma le verità oggi sono ben diverse, infatti le prime avvisaglie si sono viste sui prezzi dei prodotti agroalimentari, si parla di aumenti di circa il 15-20% per frutta e verdura per non parlare del 30% per il pesce ed altri prodotti deteriorabili. Chi pagherà tutto questo? Sempre “pantalone” dice una massima napoletana. Molti si chiedono; con i soldi persi in pochi giorni quanti accordi si sarebbero potuti raggiungere? Perché si è dovuto aspettare Natale per colpire il cittadino, in considerazione anche del fatto che le rivendicazioni degli autotrasportatori erano già state presentate circa otto mesi fa?. Tutto presuppone per un caduta dello stato di cautela e di diritto del consumatore oltre che per una chiara ed errata politica dei trasporti, in Italia. Oggi infatti il trasporto su gomma rappresenta circa l’80% e questo è inaudito ,per una nazione che vuole stare in Europa e nello stesso tempo però non si allinea alle politiche sui trasporti della stessa. L’Italia ha completamente posto in secondo piano il trasporto marittimo e ferroviario che invece potrebbe rappresentare un’alternativa allo stato d’assedio che il popolo ha dovuto subire in questi giorni. Occorre prevenire invece che curare ed è necessario un cambio di rotta che possa lenire questa piaga solo italiana.

Maurizio Cirignotta

martedì 11 dicembre 2007

GELA:Il Mov. Polo Oncologico di Gela risponde alle dichiarazioni di Mons.Mario Russotto Vescovo di Caltanissetta

Nella missiva i rappresentanti del movimento Maurizio Cirignotta e Moscato Crocifisso rispondono alle dichiarazioni fatte la Oncologico di giarazioni fatte sulla testata giornalistica "e Moscato crocifisso sulla testata giornalistica “La Sicilia” giorno 8 dicembre dal vescovo di Caltanisseta Mons.Mario Russotto. La critica è rivolta alle ammissioni del prelato che dichiara ”La sanità dell’area nissena vive una dimensione decentrata; i diritti degli ammalati nisseni non sembrano riguardare la Politica” puntando poi l’indice sul polo d’eccellenza oncologico che dovrebbe sorgere a Gela nei prossimi anni. Dichiarazione che ha determinato una risposta netta da parte dei rappresentanti del movimento che hanno dichiarato-“Gela è stata sempre messa in secondo piano,dai poteri forti del nisseno, sebbene sia una città ad alto impatto ambientale dove, si precisa: l’indice di insorgenza di tumori è del 100% in più rispetto alla media nazionale l’istituzione del Polo Oncologico d’eccellenza a Gela è quindi un bisogno e non una conseguenza di politiche clientelari;abbiamo lottato per la sua istituzione ed abbiamo tutte le carte in regola per favorirne la nascita”. La città per quanto riguarda i progetti futuri continuano Maurizio Cirignotta e Moscato Crocifisso “ha sia strutture che medici che negli anni non sono mai stati tenuti in considerazione dalla provincia nissena ,non abbiamo avuto infatti mai avuto la forza di scontrarci contro le vere logiche clientelari e politiche che hanno da sempre favorito Caltanissetta, vedi l’istituzione dell’Ospedale Sant’Elia, azienda ospedaliera di 3°livello, costruita nei tempi, in una realtà che ruota attorno ad una città di soli 64.000 abitanti, rispetto ai 77.000 abitanti di Gela. Ribadiamo inoltre continuano i rappresentanti che l’atto cattolico-cristiano e quello di preservare i bisogni ed i diritti di tutti gli ammalati senza frontiere e distinzioni di sorta;non sono utili le divisioni territoriali ma occorre un’ unione di intenti in rapporto ai bisogni ed alle necessità del territorio della provincia.

M.C.

sabato 8 dicembre 2007

Gela:Acqua non potabile? I cittadini chiedono l’abbattimento del 50% delle tariffe.


Questo e quello che è scaturito dalla riunione convocata dal Presidente del Consiglio di Gela Giuseppe Di Dio giorno 7 dicembre alle 0re 18.00, presso l’aula consiliare del comune di gela, sulla problematica “acqua non potabile”. Presenti all’assise tutti i rappresentanti dei 12 quartieri della città che hanno dissertato con varie dichiarazioni il malcontento della cittadinanza sull’ erogazione dell’acqua che a detta dei rappresentanti dei quartieri sembra essere non potabile. Tra le dichiarazioni quella di un componente di un comitato di quartiere che ha detto” Oggi l’acqua dichiarata potabile dall’ASL 2 di Caltanissetta non è utilizzabile per gli usi umani perchè provoca solo danni alla salute,allergie,ipertensione ed in alcuni casi anche infezioni intestinali ecc….”. Dichiarazioni che sicuramente permetterebbero l’abbattimento delle tariffe secondo quanto previsto dal’art 13 del provvedimento cipe n°26/95. Dal canto suo l’amministrazione comunale in questo senso ha cercato nei mesi scorsi attraverso vari tavoli tecnici, che si sono svolti Palermo in presenza del presidente della regione Salvatore Cuffaro, di dimostrare la non potabilità dell’acqua di Gela, trovando però un muro insormontabile rappresentato dalle certificazioni dell’ASL 2, che hanno stabilito che l’acqua di Gela è “Potabile”. Il presidente della Regione Siciliana quindi in riferimento agli atti ha dovuto dichiarare “L’acqua di Gela è Potabile ma non bevibile,farò comunque il possibile per favorire l’abbattimento delle tariffe al 50%”. Dichiarazione fatta circa 3 mesi fà che ad oggi non ha avuto nessun riscontro. La città e i cittadini si sentono a questo punto traditi dalle dichiarazioni fatte dal presidente della regione in relazione anche ai disservizi oggi presenti in città quali: mancata erogazione dell’acqua per 2 settimane,acqua non utilizzabile per gli usi umani perché sporca ecc. ecc. Intanto incalzano le bollette di Caltaqua dovute per un canone fisso annuale di 160€ a fronte di un consumo limite di 120 mq di acqua . Il malcontento comunque scaturito dalla riunione è generalizzato e le strategie indicate sono molteplici tra cui una manifestazione a Palermo e la costituzione di un comitato permanente di cittadini sull’emergenza idrica a gela. La problematica Gelese ci fa cogliere comunque degli spunti interessanti per approfondire con l’occhio del legislatore ed in maniera nettamente bipartisan la nota “Acqua potabile”. La disciplina dell’acqua potabile in italia è data dal DPR n. 236/1988 e dai decreti legislativi n. 31/2001 e n. 27/2002, che discendono da Direttive europee che hanno imposto dei requisiti molto rigorosi. L'acqua, per essere potabile, non solo non deve "contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana", ma non deve superare neanche determinati valori massimi di sostanze non propriamente nocive per la salute. Per altre sostanze e caratteristiche, inoltre, la legge prevede dei "parametri indicatori" il cui superamento pur non determinando necessariamente la non potabilità dell’acqua, impone una valutazione rimessa alle autorità sanitarie (le ASL), le quali potranno disporre "che vengano presi provvedimenti intesi a ripristinare la qualità dell’acqua". Così, se il ferro supera il valore di 200 microgrammi per litro (un microgrammo è un milionesimo di grammo) o il manganese 50 microgrammi, le autorità sanitarie potranno ordinare all’azienda che gestisce l’acquedotto di predisporre trattamenti per abbassare tali valori. Ferro e manganese non sono nocivi alla salute anche se superano un po’ i valori prescritti, anzi possono essere utili all’organismo, ma siccome l’acqua potabile viene utilizzata da tutti i consumatori senza che essi abbiano la possibilità di scegliere l’acqua che esce dal rubinetto, la legge ha previsto dei limiti di intervento per cercare di accontentare ogni gusto ed esigenza.. I parametri che contano comunque, sono fissati nel decreto legge n. 31 del 2001, entrato in vigore a dicembre del 2003, che stabilisce dei limiti fissi per i parametri più importanti. Quelli, per intenderci,che andiamo di solito a cercare nelle analisi. Per quanto riguarda i metalli, i limiti di legge sono espressi in microgrammi per litro(μg/l). Il limite per l’alluminio è di 200 μg/l,il cromo non deve superare i 50 μg/l, il nichel 20, mentre per l’arsenico e il piombo il limite è di 10 μg/l. Per i nitrati,presenti in alcune grandi città, come Milano e Napoli, e sintomo di una possibile contaminazione da liquami, il decreto fissa un limite di 50 milligrammi al litro, sicuro ma un po’ permissivo per donne incinte e bambini. Per i trialometani, sottoprodotti della disinfezione, la legge fissa un limite di30 μg/l per la somma delle concentrazioni dei vari composti. Per il clorito prima di questa legge non esistevano limiti, ma si faceva riferimento a un valore guida dell’OMS di 700 μg/l. La nuova legge pone il limite assai più restrittivo di 200 μg/l, ma con una deroga fino a 800 μg/l fino a fine 2006 per dare agli acquedotti il tempo di adeguarsi. Infi ne il sodio, cavallo di battaglia delle pubblicità delle minerali, ha un limite di legge di 200 mg/l.. Riassumiamo con la sottostante tabella in maniera chiara i limiti delle varie sostanze.

Tabella di riferimento

Sostanze

Valore massimo
(microgrammi/litro)

Arsenico

10

Benzene

1

Benzo (a) pirene

0,01

Boro

1

Cadmio

10

Clorito

200

Cromo

50

Cianuro

50

Fluoruro

1,5

Mercurio

1

Nichel

20

Nitrati

50

Nitriti

0,5

Piombo

10

Selenio

10

Vanadio

50

Infine si ritiene opportuno dare informativa anche di una sentenza del giudice di pace di Reggio Calabria che detta nei 2 punti principali le condizioni di potabilità ed alcuni riferimenti di legge correlati importanti.

1) Acqua potabile - inquinamento - assenza del requisito della potabilità - inadempimento contrattuale - la riduzione del 50% del canone. Il cloruro superiore alla norma è pericoloso per la salute, essendo responsabile dell’ipertensione arteriosa e può determinare anche intossicazioni (Sent. n. 218/98 del 10.06.1998 – Giudice di Pace di Reggio Calabria). Non avendo l’acqua pertanto il requisito della potabilità vi è un inadempimento contrattuale sanzionato dal D.P.R. n. 236 del 24/05/19888 che da’ attuazione alla Direttiva C.E.E. n. 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 183 del 16.04.1987. In detto decreto sono indicati i requisiti di potabilità dell’acqua. Detto provvedimento è applicabile in quanto non derogato dal D.L. n. 66/89. Da ciò discende l’applicabilità al caso di specie dell’art. 13 del provvedimento C.I.P. n. 26/75 che prevede la riduzione del 50% del canone. Giudice di Pace Coordinatore di Reggio Calabria sentenza del 27.11.2000

2) Acqua priva del requisito della potabilità - l’inadempimento della P.A. - responsabilità contrattuale - diritto al risarcimento del danno - la prova del danno patrimoniale sofferto - il potere discrezionale del giudice di liquidare il danno, in via equitativa - risarcimento del danno alla salute come danno biologico. L’inadempimento è fonte di responsabilità contrattuale alla quale si accompagna il diritto al risarcimento del danno e dal rispetto di queste regole non è esentata la P.A. ove non adempia le prestazioni assunte iure privatorum. L’inesatto adempimento, (acqua priva del requisito della potabilità) pertanto, comporta la condanna del Comune al risarcimento dei danni causati all’attrice. Pur tuttavia, trattandosi di danni patrimoniali, questi andavano provati. L’attrice, pertanto, avrebbe dovuto dare la prova del danno patrimoniale sofferto, lasciando poi la quantificazione equitativa a questo Giudice. La prova dell’entità del danno non era certo difficoltosa o impossibile, per cui l’attrice avrebbe ben potuto assolvere all’onere probatorio, ex art. 2697 C.C. (Cfr. Cass. Civ. Sent. n. 1489 del 11.02.1987). Ancora sul punto: “il potere attribuito al giudice dall'art. 1226 cod. civ. non esonera l'interessato dall'onere di offrire gli elementi probatori in ordine alla sua esistenza” (Cfr. Cass. Civ. Sent. n. 11163 del 24.12.1994). “L'esercizio in concreto del potere discrezionale del giudice di liquidare il danno, in via equitativa, nonché l'accertamento del relativo presupposto, costituito dall'impossibilità o dalla rilevante difficoltà di precisare il danno nel suo esatto ammontare, non sono suscettibili di sindacato in sede di legittimità quando la relativa decisione sia sorretta da motivazioni immuni da vizi logici o errori di diritto.” (Cfr. Cass. Civ. Sent n. 7067 del 09.06.1992). Non avendo l’attrice adempiuto a tale onere, la richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali va rigettata. E’ invece da risarcire il danno alla salute, determinato dalla eccessiva concentrazione di sodio, che, inteso come danno biologico, pur non potendo essere quantificato, va però liquidato equitativamente dal Giudice stante la effettività e riscontrabilità dello stesso e la impossibilità di provare l’incidenza del pregiudizio economico. Giudice di Pace Coordinatore di Reggio Calabria sentenza del 27.11.2000 .

La norma quindi è chiara e occorre solo farla applicare,quando necessita naturalmente !!

Maurizio Cirignotta

mercoledì 5 dicembre 2007

Gela: Dal comitato civico territoriale per l’istituzione della 10 provincia siciliana un “No al voto per le prossime provinciali”.

La notizia scaturita dalla conferenza stampa indetta il 5 dicembre presso la sede di vico cataldo in Gela dal presidente del comitato Gelese per l’istituzione della 10 provincia siciliana Filippo Franzone. Il comitato”Progetto Provincia” che consta di ben 630 soci si batte da anni per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di creare una nuova provincia nel comprensorio che ruota attorno a Gela in un raggio d’azione di circa 50 Km e che dovrebbe comprendere ben 20 comuni che vanno da Acate ad Aidone fino alla marittima Licata ed interessanti ben 4 provincie con una potenziale presenza di abitanti che supera i 200 mila. Molti i segnali che negli ultimi anni hanno dato al comitato la forza di continuare, primo fra tutti la lotta alla Mafia che a Gela viene combattuta con meno di 300 uomini delle forze dell’ordine mentre a Caltanissetta operano ben 1000 unità. Notevole inoltre la disparità in abitanti che vede Caltanissetta attestarsi ,secondo stima istat 2005, a 60000 abitanti mentre Gela ne ha ben 77000. D’altro canto la grande potenzialità di una città “caput mediterranea” che non ha un porto commerciale e quindi non può intercettare le merci dell’autostrada marittima percorsa da circa 40000 navi che attraversano il canale di Sicilia e ad 1 ora di navigazione da Gela. Ma la grande beffa è la potenza petrolifera che Gela ha rappresentato per 47 anni senza avere un reale rientro per i cittadini che oggi muoiono di Tumori con un’incidenza del 100% in più rispetto alla media nazionale. Tanti i fattori che quindi hanno portato il comitato ad assumere una tale posizione netta nei confronti del voto alle prossime elezioni provinciali di Caltanissetta infatti le dichiarazioni del presidente Franzone sono nette-“Siamo due territori nettamente diversi sia per omogeneità territoriale che per cultura e quindi riteniamo giusto che la parte sud della provincia di Caltanissetta si stacchi onde potere finalmente favorire il nostro sviluppo,non accettiamo le scelte delle segreterie politiche di Caltanissetta, i nostri problemi non li ha mai risolti nessuno!!”. - Noi Continua Franzone- “ Siamo stati sempre bistrattati e quindi vogliamo dire basta alle presunzioni politiche provinciali che hanno distrutto da sempre Gela e consiglieremo ai nostri iscritti l’astensione al voto perché Caltanissetta non è la nostra Provincia,chiediamo infatti da subito la riapertura dei termini della legge 9/86 regionale che ci permetterà di avere libertà ed autonomia nel nostro territorio”.

Maurizio cirignotta

domenica 2 dicembre 2007

Italia: La Sanità delegittimata dal “Welfare”. Lavori usuranti un sogno ?

Finalmente approvato al senato il DDL sul nodo “Welfare” che rispetto alle aspettative denota un dietro front da parte del Governo Prodi, anche in riferimento al recente referendum sul protocollo di luglio a cui hanno partecipato milioni di lavoratori in tutta l’italia. Tra le categorie lavorative che vengono maggiormente delegittimate dall’attuale disegno di legge ed in relazione alla nota “ lavori usuranti” sono gli operatori sanitari “Medici ed Infermieri” che ancora una volta vedono cadere il muro della speranza e pongono un interrogativo importante sulla loro professione “è usurante”? Perchè non possono godere dei benefici che permetterebbero di andare in pensione a 57 anni e 35 anni di contributi?. Nel DDL passato al Senato Il legislatore in riferimento anche al decreto Salvi del 1999, nel fissare i parametri per l’individuazione dei lavori usuranti ha cercato di tenere conto sia dello stress psico-fisico con il potenziale danno alla salute del lavoratore, sia dell’attività usurante svolta in maniera continuativa, nonché dell’esposizione ad agenti biologici dannosi e il verificarsi di frequenti infortuni causa il rischio professionale.” Considerazioni sicuramente lodevoli che vengono arenate nel caso di Medici ed Infermieri ,che hanno tutte le caratteristiche elencate ma non rientrano tra i lavori usuranti sebbene vi siano migliaia di sanitari che hanno pagato con la vita (Infezioni da HIV,epatiti ecc.) tale rischio. L’unica strada possibile per far rientrare i Sanitari tra i papabili è stata preclusa dal DDL delega, infatti ponendo il limite delle 80 notti annuali ha sicuramente dimenticato tanti sanitari che operano nei tre turni in maniera continua e regolare (Pom,Matt,Notte), che non potranno mai raggiungere la soglia delle 80 notti. Dall’Europa un segno di apertura verso la categoria attraverso l’indagine Share 2004 finanziata dalla Commissione europea che denota 8 lavori che formano la graduatoria dei lavori più usuranti: addetti alla pulizia degli edifici, vivaisti e coltivatori diretti, domestici, lavoratori delle pelli e calzature, militari, infermieri, manager delle piccole imprese, tessili. Dove stà l’equità del legislatore?. I sanitari potrebbero rispondere : “nella volontà e nella linea politica di codesto Governo che dimentica un tratto importante della società lavoratrice rappresentata dalla Sanità e dai tanti Sanitari operanti nel settore.

Maurizio cirignotta