giovedì 26 agosto 2010

Gela,festa del mare nel porto turistico degli sprechi



E’ la provincia Regionale di Caltanissetta ad organizzare la seconda edizione della Festa del Mare che si svolge a Gela il 25,26 e 27 di Agosto. Un impegno di spesa di 32000 euro per l’organizzazione degli stand e per le varie manifestazioni che si vanno ad estrapolare all’interno del contesto del porto turistico di Gela, famoso negli anni per gli sprechi della politica e per la sua grande inefficienza operativa. A caratterizzare tutto il contesto un odore acre,quasi acidulo proveniente dalla vicina raffineria ,che come una nube avvolge i visitatori e tutta la manifestazione. Un impatto distaccato dal tema Mare fà prendere a tutta la manifestazione le sembianze del locale mercato settimanale ,del martedì, la vendita di scarpe e di pantaloni infatti tanto si discostano dall’azione impulsiva della propositiva ,dedicata al mare. Un ambito che comunque propone i tanti sprechi di denaro pubblico che lo stesso porto turistico di Gela ha prodotto in 18 anni di investimenti e di finanziamenti che ad oggi non hanno portato sviluppo ed operatività marittima al sito. Alla data odierna infatti sembrano essere state spese cifre che si aggirano intorno agli 8 miliardi delle vecchie lire con un risultato pienamente visibile di fondali inesistenti con sabbia quasi toccabile con mano in alcuni punti. Tre le ditte che negli anni hanno fatto affari d’oro attraverso il dragaggio della sabbia che sistematicamente dopo essere stata portata fuori dal porto è rientrata prontamente con le maree. Un porto che è stato considerato dal catamarano per Malta “Non Utilizzabile”, volgendo la tratta Gela-Malta verso l’aborto spontaneo in soli 12 giorni. Bocche cucite da parte di tutti riguardo la logistica del porto che rappresenta il vero neo di tutta la situazione la stessa infatti allunga attualmente i suoi bracci esterni verso Est invece che verso Ovest con una mancanza strutturalmente importante rappresentata da una mantellata di Protezione nei confronti dell’ingresso del porto. Tanti sprechi di denaro pubblico che hanno avuto una sola paternità , la politica, che in questo caso è stata cieca nel suo essere responsabile dei finanziamenti dedicati.

martedì 24 agosto 2010

Famiglie Italiane ,acquistano sempre più libri riciclati per i propri figli


Tra i valori contrastanti di un’economia vacillante che sembra essere, però, almeno nei numeri sempre in trend positivo, si incastonano le varie realtà delle famiglie italiane, che in prossimità del prossimo settembre 2010 ,data di inizio del prossimo anno scolastico, si barcamenano in un contesto ben diverso che molte volte sfocia nell’ asociale. L’obbligo scolastico si trasforma, infatti, in un tunnel di spesa che può superare anche i 1000 euro a fronte di un contributo statale di soli trenta euro. Una reazione quindi fisiologica che sfocia nell’acquisto di libri e dizionari usati per i propri figli che molte volte sono già sottolineati o evidenziati. Il dato viene evidenziato dall’associazione contribuenti italiani che denota un aumento del trend in positivo dal 28% dello scorso anno al 36% di quest’anno. In pratica un Italiano su tre acquista libri usati. Tra le cause che i cittadini hanno voluto tenere in considerazione al primo posto la ristrettezza economica con un dato del 37%, al secondo posto invece l’abitudine con il 32%, il 21% dichiara che con questo comportamento combatte il caro vita, infine solo il 10% ammette che i libri usati costano meno delle fotocopie. Il perché del processo di riciclo invece viene indicato nel 17% nel mancato uso,nel 39% per esigenza economica, e nel 44% nel mancato piacimento del testo. Tra le città dove è più conveniente comprare i libri usati al primo posto Napoli seguita da Aosta, Pescara, Rimini, Roma, Firenze, Udine, Verona, Prato e Campobasso dove si possono trovare sconti del 50%, mentre per Milano, Imperia, Torino, Genova, Bologna, Terni, Rieti, Salerno, Potenza e Caserta il risparmio si attesta al 40%. Ma gli affari maggiori si fanno su internet dove si possono acquistare libri riciclati con sconti che vanno dal 70% all’ 80%. Le Famiglie italiane rispondono quindi con tali atteggiamenti al caro vita e continuano a dare una reazione costruttiva al disagio economico in ancora oggi continuano a vivere.

Maurizio Cirignotta

domenica 15 agosto 2010

Manfria,boom di turisti fai da te


Giornata molto calda quella del 15 Agosto 2010 a ,Manfria, frazione del comune di Gela localizzata sul Mediterraneo e caratterizzata da spiagge dorate e acque cristalline. Un turismo fai da te che punta principalmente su costi bassi e su un prodotto qualitativamente ottimo in relazione agli alla naturalità ed alla bellezza dei luoghi. Si contano presenze in migliaia di persone che specie nella giornata di ferragosto hanno potuto godere della gratuità delle spiagge e dei vari lidi e luoghi di ristoro che nell’ultimo periodo sono sorti nelle spiagge di Manfria. Una famiglia media riesce a passare la giornata di Ferragosto con cifre che vanno dai 50 ai 150 euro godendo anche in alcuni casi di spazi attrezzati . Possiamo quindi definire la costa Manfriana una delle potenziali e più belle Low Cost turistiche del Mediterraneo che bene si incastona con la crisi economica delle famiglie Siciliane che possono passare in questi luoghi le loro ferie on demand (Sabato e Domenica) in tutta tranquillità e divertimento.


maurizio cirignotta

martedì 10 agosto 2010

Gela,poliambulatori al Collasso


Tra miti e leggende, la Sanità Gelese continua ad avere i suoi problemi, questa volta a pagare lo scotto è il poliambulatorio di via Butera dove sembra non funzionare niente. Una visita fugace infatti riesce a dare subito l’idea di un processo ,quello della nuova sanità siciliana, che nel grande lavoro di riordino, proprio a Gela, ha dimenticato uno dei cardini dei servizi sanitari territoriali “Il poliambulatorio”. La sua attività si fonda su di un giro di circa 12200 utenti all’anno che ruotano all’interno di ben 20 servizi specialistici che a sua volta si snodano nelle varie branche sanitarie che vanno dalla cardiologia,all’endocrinologia,alla radiologia ed all’urologia. Molti i settori sanitari che nel loro complesso rappresentano un vero filtro territoriale che ha il compito di ridurre gli accessi al pronto soccorso ed i ricoveri molte volte impropri che ancora avvengono negli ospedali. Un ambito difficile che attualmente opera in riduzione d’organico,la struttura infatti ha solo 6 infermieri, di cui tre usufruiscono della 104/92 ,gli stessi devono coprire una turnazione settimanale nelle 12 ore ed in gran parte dei vari ambulatori specialistici. Tra le note dolenti i vari presidi sanitari che oltre ad essere obsoleti nella gran parte dei casi sono non funzionanti. Tra i tanti ricordiamo l’ecografo che dopo tempo ancora in data 9 agosto 2010 non è funzionante,ma sicuramente non si devono dimenticare l’ortopantografo, il cicloergometro,l’uroflussometro,il bisturi elettrico,l’audiometro, il presidio per l’elettroencefalogramma ed altri. Un sistema pubblico che quindi non riesce decollare e che con il poliambulatorio di Gela rappresenta un vero declino. Il caso ecografia è sicuramente eclatante infatti da un’attività di 6000 prestazioni nel 2008 si è passati progressivamente a 2000 nel 2009 e a 450 nel 2010 (guasto nell’aprile 2010). Di contro i privati anche convenzionati stanno facendo certamente affari d’oro perché Gela con i sui circa 80000 abitanti rappresenta la quinta città della Sicilia è questo certo non si può nascondere.

lunedì 2 agosto 2010

Gela, posta la prima pietra per la radioterapia


Oggi ,2 agosto 2010, posta la prima pietra per la realizzazione della radioterapia a Gela. Presente alla manifestazione l’Assessore alla Salute Massimo Russo in rappresentanza del Governo della Regione Siciliana. Un’opera che viene realizzata in un territorio,quello di Gela, ad alto impatto ambientale attraverso un finanziamento collegato all’innovazione tecnologica (legge 67/88 ex art.lo 20) concesso alla regione siciliana dal ministero della salute nel 2008. Oltre all’assessore Russo presenti anche il Dott. Paolo Cantaro(Direttore generale ASP 2 di Caltanissetta),gli Onorevoli Pino Federico,Miguel Donegani, Lillo Speziale, Raimondo Torregrossa, Alessandro Pagano in qualità di rappresentanti politici del territorio. Tra le varie associazioni di volontariato presente il Movimento Polo Oncologico rappresentato nell’occasione da Maurizio Cirignotta suo attuale presidente. Una manifestazione che nella sua premessa è stata caratterizzata da una serie di veleni politici relativi alla paternità che hanno creato ampi scontri nei media. Verità molte volte contorte che hanno però nella loro comunione di idee dato merito a “Crocifisso Moscato” primo presidente del movimento e fautore nella sua fase iniziale dell’iter relativo al finanziamento dell’opera. Con la radioterapia di Gela che vedrà i suoi lumi fra 18 mesi si incrementa l’offerta sanitaria dedicata ai malati oncologici della Sicilia riducendo sensibilmente il rapporto cittadini–infrastrutture radioterapiche con un netto miglioramento dei servizi che negli anni scorsi si attestava a 1:460.000 portando lo stesso nell’ultimo periodo a valori 1:350.000. Dal punto di vista tecnologico verranno montati dalla Siemens ,aggiudicataria dell’appalto, ben 2 accelleratori lineari a 160 lamelle che rappresentano il massimo della tecnologia attualmente presente in sicilia. Tra le promesse dell’Assessore Russo la costruzione di una radioterapia per ogni provincia della Sicilia. Un risultato certamente tangibile della politica del fare che ha portato l’Assessore Russo ad ottenere risultati importanti , quali ad esempio, il salvataggio della Sicilia attraverso un nuovo piano di rientro e la nuova rimodulazione del servizio sanitario regionale.

domenica 1 agosto 2010

ONU, "l'uomo ha diritto all'acqua ed all'igiene"


L’ONU dichiara che l’uomo ha diritto all’acqua ed all’igiene. La risoluzione è stata votata il 26 luglio del 2010 dall’assemblea delle nazioni unite con 122 voti a favore;41 astenuti e 0 contrari. A presentare la richiesta di risoluzione ben 23 co-patrocinatori degli stati membri e dal governo della Bolivia. Certamente una decisione importante che possiamo definire storica ma che rappresenta però solo una decisione politica e non normativa. Tuttavia la stessa rappresenta una pietra fondamentale per la decennale battaglia per il riconoscimento dell’acqua come bene comune che nell’ultimo periodo ha visto in Italia presentare da parte dei comitati per l’acqua un milione e quattrocentomila firme in cassazione che rappresenteranno sicuramente una svolta futura per l’attuale legislazione che invece favorisce primariamente l’assetto privatistico nella gestione dell’acqua.

Maurizio Cirignotta