lunedì 16 febbraio 2009

Sanità Siciliana: Gela perde la sua Identità.


Finalmente la Politica è riuscita a delegittimare dal punto di vista Sanitario”Gela”5^ città della Sicilia e territorio delle Sei piaghe (Tumori,Malformazioni,Acqua,Mafia,Inquinamento e Disservizi ai Cittadini).Il piano varato il 13 di Febbraio dalla IV commissione “Sanità” dell'A.R.S ha infatti sancito la vittoria delle città Metropolitane(Palermo,Catania,Messina) che in Sicilia si spartiranno gran parte del potere Politico e Sanitario,rappresentato dalla nomina dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie(Ospedaliere e Territoriali),ben 12 su un totale di 23 in tutta la Sicilia. Pagano lo scotto di tale scelta di potere , ben sei province Siciliane, tra cui anche Caltanissetta. Il lavoro fatto in commissione Sanità dell'A.R.S dai rappresentanti politici regionali del nostro territorio ha dato solo frutti positivi verso le città natali, infatti le due aziende avranno sede Territoriale ed Ospedaliera a Caltanissetta e come è successo per l'Ospedale di Niscemi e Mazzarino nei tempi passati ,Gela rappresenterà solo un satellite del potere centrale pur avendo una popolosità di 77000 mila abitanti, nettamente maggiore rispetto a Caltanissetta che ne conta solo 64000 . Ma l'azione soppressiva mirata si svolgerà nei confronti del sistema Oncologia che non avrà sicuramente doppioni visto che oggi Caltanissetta ha già in essere un dipartimento di Oncologia di II livello ed una Radioterapia. L'unione dovrà infatti creare ottimizzazione dei servizi specie in termini economici. Gela quindi perde la possibilità di avere il dipartimento di Oncologia di II livello già in essere con Caltagirone,come da decreto di Giunta Regionale del dicembre 2006,un vero colpo di Spugna a favore di Caltanissetta e di Caltagirone che oggi rimane Azienda in quanto ricadente nel territorio di una città Metropolitana “Catania”.I malati oncologici di Gela, quindi, possono preparare le loro valige perchè da oggi iniziano i nuovi viaggi della speranza in quanto a Gela non sarà più possibile grazie a questi politici fare Prevenzione,Diagnosi e Cura. Guardando con attenzione la nostra Costituzione a Gela l'art. lo 32 è solo un pezzo di carta, infatti, questa riforma del servizio sanitario delegittimerà il nostro territorio senza tenere presente i doveri inderogabili di solidarietà politica ed economica oltre che sociale di un così tale territorio, con un impegno di risorse finanziarie non atte ad assicurare l'effettiva garanzia ed attuazione ad un tale diritto nella valenza individuale e sociale dell'uomo”Gela” come centro dei bisogni sanitari. Si è infatti provocato con tali scelte una distorsione interpretativa dell’art. 32 della costituzione che prevede “un interesse della collettività” nella tutela della salute individuale.
M.C.

giovedì 12 febbraio 2009

Gela: “Caltaqua” mette il turbo ai contatori dell'acqua e chi non paga si vede tagliata l'erogazione di un bene comune “l'Acqua”.


A Gela come “Gomorra” e tra le varie piaghe che l'affliggono oggi la città spunta anche quella dell'acqua. I cittadini infatti credono che su questa città si sia abbattuta una maledizione quella dei disservizi e dei soprusi all'utenza. File interminabili infatti hanno invaso gli uffici di Gela del gestore privato “Caltaqua” che opera nella provincia di Caltanissetta su concessione dell'Ato Idrico cl6 .Alla base della protesta collettiva l'arrivo in questi giorni di bollette milionarie, che vanno da 500 a 3000 euro, nelle case delle migliaia di famiglie di Gela. Dall'analisi attenta di una delle tante bollette vediamo nascere un problema di base, l'aumento dei consumi delle famiglie dopo la sostituzione a tappeto di tutti i contatori dell'utenza Gelese, avvenuta tra giugno e luglio del 2008. Una famiglia di tre persone oggi riesce a consumare a Gela in tre mesi ben 307 m3 a fronte dei precedenti consumi che si attestavano a 50 m3,in termini di denaro parliamo di una bolletta di circa 600 euro. In considerazione poi del nuovo tariffario che il gestore ha applicato si denota anche che a partire da 48 m3 l'acqua viene pagata ad 1 euro e 27 centesimi escluso IVA. Molte le considerazioni a tal proposito che evidentemente puntano il dito sulla possibilità che i nuovi contatori girino anche in assenza di erogazione e permettano il conteggio anche della pressione dell'aria che a gela viene immessa nella rete con molta facilità visto che l'acqua non viene erogata sistematicamente nelle 24 ore con ampi spazi morti rappresentati in taluni casi da intere settimane all'asciutto per gran parte delle famiglie. Nella bolletta inoltre viene indicata una quota relativa al canone di depurazione che come tutti sanno non corrisponde solo alla depurazione fognaria ma anche al tipo di acqua che viene erogata nei rubinetti di casa(Vedi sentenza della Corte Costituzionale del 10 ottobre n. 335 che ha dichiarato illegittima la legge Galli la n. 36 del 1994 “Disposizioni in materia di risorse idriche"), e Gela in questo senso può recriminare la non potabilità vista la qualità dell'acqua che continua a sgorgare dai rubinetti. Ad acuire la piaga il taglio dei contatori per morosità che avviene sistematicamente nelle ore notturne onde evitare ritorsioni da parte dell'utenza che naturalmente non vuole rimanere a secco. Ma l'acqua oggi è veramente un bene di prima necessità e di così basilare importanza per la vita umana? La risposta sarebbe plausibile visto che l'organismo umano è costituito per il 65% da Acqua ma non è certa per tanti altri motivi che mettono in primo piano non la salute ma il business come risulta dal preliminare di contratto che l'Ato Idrico cl6 di Caltanissetta ha sancito con “Caltaqua”,in cui si permette alla società di sospendere la fornitura di acqua,secondo quanto previsto dal contratto,quando dopo vari preavvisi di pagamento delle bollette queste non sono pagate. Allora a questo punto acqua in bocca perchè oggi in relazione anche anche all'art.lo 23bis del DL 112 del 25 Giugno 2008 dove si sancisce che l'acqua non è più un bene comune è sarà sempre più una merce e non un diritto fondamentale umano e tutti i mercanti autorizzati possono appropriarsene per trarne ampi profitti(Veolia-Latina tariffe +300%).L'acqua quindi, oggi, rappresenta l'oro bianco, costruito con la permissione dei nostri politici,che hanno svenduto già il 65% del nostro corpo umano a discapito anche della collettività Gelese che oggi è stata buttata nel disagio più profondo.
M.C.

sabato 7 febbraio 2009

Il Movimento Polo Oncologico scrive al Presidente della IV commissione Sanità dell'A.R.S.

Al Presidente della IV commissione
“Servizi Sociali e Sanitari”dell'A.R.S
On. Beninati Antonino Angelo
Piazza del Parlamento ,1
90134 Palermo

Al Segretario
On.Marco Falcone
della IV commissione
“Servizi Sociali e Sanitari”dell'A.R.S


Oggetto : Richiesta Urgente di apertura Dipartimento di Oncologia di 2°Livello presso l'Ospedale Vittorio Emanuele di Gela nell'ambito del nuovo piano di riorganizzazione sanitaria della regione Siciliana.

Caro presidente le invio codesta missiva in relazione alla discussione che attualmente interessa la sua pregiata commissione dell'A.R.S in riferimento al piano di rientro che l'Assessorato Regionale dovrà proporre prossimamente all'attenzione dell'Aula che come tutti sappiamo accontenterà poche persone e getterà molti disagi nei territori interessati ai Tagli.

Pongo in questo senso alla sua attenzione la situazione del nostro territorio (Gela-Niscemi e Butera) caratterizzato dalla presenza di una problematica sanitaria prevalente ed importante basata sulla grande quantità di malati Oncologici e di Bambini Malformati in relazione alla situazione di grave impatto ambientale dovuto all'industria.

A questo proposito la porto a conoscenza del lavoro svolto negli anni da codesto movimento che il 24 ottobre 2006(convocazione n°49) ha avuto l'onore di partecipare in audizione presso questa commissione all'esame relativo alla richiesta di parere per l'Istituzione di un dipartimento di Oncologia di II livello Gela-Caltagirone,che a suo tempo fu esitato positivamente e posto alla programmazione regionale per la sua realizzazione dal Governo in essere a suo tempo.

Purtroppo la politica e le incombenze di disavanzo della sanità regionale sembrano avere dato un colpo di spugna ad un lavoro durato anni che ad oggi ha gettato i malati oncologici del nostro territorio nel pieno disagio ,vista anche l'impossibilità di poter fare in loco prevenzione-diagnosi e cura,infatti per un esame istologico occorre aspettare il più delle volte circa 30 giorni che rappresentano certo tempi non accettabili per un malato di tumore.

Una condizione utile quindi per attivare un dipartimento oncologico di 2° livello al fine di garantire standard assistenziali qualitativamente elevati e fornire prestazioni di elevato contenuto specialistico con il potenziamento dell’U.O. Oncologia Medica che oggi a Gela è rappresentata solo da un servizio e con l’Hospice per le cure palliative ai malati terminali oltre agli altri reparti indicati dagli standard oncologici nazionali.

Ritenendo opportuno anche ricordare alla S.V. come e perchè le strutture per l'Oncologia non sono mai state create nella città di Gela che ad oggi ha solo rappresentato una merce di scambio per tutte le strutture limitrofe, alimentando continuamente i soliti viaggi della speranza.

Ribadendo viste le premesse alla sua persona una mera necessità di un input positivo in tal senso, voglio ricordarle che Gela e’ stata classificata zona ad alto impatto ambientale come rilevasi dal D.P.R del 17 Gennaio 1995 riguardante l’approvazione del”Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta-Sicilia Orientale”non che’ dell’allegato B del D.M. 18 settembre 2001 ,n.468 (G.U. n°13 del 16-01-2002).

Che la legge regionale del 06/02/2006 n°10 che all’art.1,comma3 ,stabilisce che l’Assessorato Reg.le per la Sanita’,nell’ambito della programmazione e dell’organizzazione del nuovo Piano Sanitario Regionale ,puo’ autorizzare l’attivazione di nuove unita’ operative complesse ad elevata assistenza ricomprese nell’allegato A”Alta specialita’” come da decreto del 27 maggio 2003 “piano di rimodulazione della rete ospedaliera” oltreche’ nuove unita’ operative complesse in discipline oncologiche nei presidi ospedalieri o nelle aziende ricadenti nelle zone classificate ad alto rischio ambientale”.

Che i possibili effetti sulla salute derivanti da esposizioni ambientali dei residenti nei comuni con grandi insediamenti industriali effettuata dal Dipartimento osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana - in collaborazione con l'E.S.A Epidemiologia Sviluppo Ambiente e con l'ASL ROMA/E «Stato di salute della popolazione residente nelle aree ad elevato rischio ambientale e nei siti di interesse nazionale della Sicilia - Analisi della mortalità (aa 1995-2000) e dei ricoveri ospedalieri (aa 2001-2003)» si è valutato il quadro di mortalità (1995-2000) e di morbosità (2001-2003) della popolazione residente nelle aree siciliane dichiarate dalla legislazione nazionale e regionale «aree ad elevato rischio di crisi ambientale», tra le quali rientra l'area industriale di Gela, mediante appositi parametri tecnico-statistici rispetto alla popolazione residente nei comuni limitrofi scelti come riferimento; lo studio citato ha evidenziato che nell'area di Gela vi sarebbe «un eccesso di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne; che si registra in particolare un aumento dei tumori dello stomaco, del colon retto, della laringe, dei bronchi e polmoni, della vescica e dei linfomi non-Hodgkin; un eccesso di ricoveri per le malattie cardiovascolari, per le malattie respiratorie e in particolare per le malattie respiratorie acute, per le malattie polmonari croniche, per l'asma bronchiale e per l'asma nei bambini». Contestualmente lo studio ha rilevato un eccesso di ricoveri negli uomini per la pneumoconiosi e nelle donne per le malattie del rene. Va evidenziato, altresì, che a Gela sono migliaia i casi di malformazioni congenite;
tale studio ha riportato che «è verosimile che gli eccessi di mortalità e morbosità osservati nelle aree di Augusta-Priolo, Gela e Milazzo siano attribuibili ad esposizioni professionali ed ambientali legate ai numerosi impianti industriali ed al conseguente inquinamento delle matrici ambientali»come indicato dalla risoluzione N. 8-00023 della XII commissione della camera dei deputati del parlamento Italiano.

Che a Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57 per cento in più per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74 per cento in più al colon retto per le femmine, del 13 per cento in più per i maschi e del 25 in più per le femmine per malattie cardiovascolari.

Che in essere codesto movimento viste le grandi disattenzioni della politica Regionale ha inoltrato in Ottobre una pubblica denuncia alla commissione delle Comunità Europee per lesioni relative ai diritti umani legati alla prevenzione ed alla cura della salute dei malati oncologici.

Con preghiera e con osservanza e secondo sua discrezione la prego di dare lettura in commissione di questa mia lettera e di tenerla in giusta considerazione in relazione anche ai bisogni dei malati oncologici che recriminano alla politica solo di avere negli ultimi anni della loro vita maggiore attenzione e salute naturalmente.

Grazie.

Gela 07/02/09
Il Presidente
Maurizio Cirignotta

venerdì 6 febbraio 2009

La miniera di Pasquasia una risorsa per tre province Siciliane.

Dopo una mozione presentata dal consigliere Provinciale di caltanissetta Vincenzo Pepe sulla miniera di Pasquasia, oggi l'Invito ufficiale per il Presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta on. Giuseppe Federico che in relazione alla problematica incontrerà a Palermo giorno 11 febbraio alle ore 12 l’assessore della regione Siciliana all’Industria Giuseppe Gianni ,per discutere sulla possibilità di riapertura della miniera di Pasquasia. L'importante sito oggetto di una attuale recludescenza politica era nei tempi addietro una delle miniere più importanti nell'estrazione dei sali potassici,chiusa nel 1992, oggi ritrova interesse per il rilancio di un’attività di grande importanza per i territori della provincia di Enna e Caltanissetta ed Agrigento su cui essa insisterebbe.Sono stati invitati all'importante riunione anche i presidenti delle Province Regionali di Agrigento ed Enna, il commissario liquidatore dell’Ente Minerario Siciliano e l’amministratore delegato della Italkali Spa a cui il complesso estrattivo ha fatto capo.
Maurizio Cirignotta

giovedì 5 febbraio 2009

Province e applicazione dello statuto d'autonomia per una scelta federalista tutta Siciliana.


Il voto al senato sul Federalismo ha acceso il dibattito sull'abolizione delle Province in Italia e la creazione delle città Metropolitane. Una contrapposizione politica tutta Italiana che si basa su esigenze urgenti relative al risparmio globale e sulle reali spese che questi enti sostengono . Pronta la risposta dell'U.P.I che il 30 Gennaio ha voluto manifestare pubblicamente in piazza per difendere la propria esistenza. Tra le rivendicazioni un dato importante quello delle spese globali che le Province hanno sostenuto sostenuto nel 2006-07 rispetto ad altri enti pubblici quali Stato-Regioni ed Enti Locali che nel dettaglio vedono lo Stato al primo posto con 443 miliardi di euro spesi (+4.11 rispetto agli anni precedenti) mentre al secondo posto si attestano le Regioni con 160 miliardi di euro (+1.61), i Comuni invece si attestano su una spesa di 66 miliardi di euro(-2.15) e le Province su 14 miliardi di euro di spesa globale(-2.15).Tra le contrapposizioni sicuramente un dato rilevante è quello dell'indennità degli amministratori provinciali che raggiungono la spesa complessiva di 119 milioni di euro,senza parlare di tutti gli enti subalterni di sottogoverno,oggetto negli ultimi anni di ampie critiche gestionali quali ATO acque (91) e ATO rifiuti (131),Enti parco ed aree protette(1.099) ecc. Dando naturalmente ragione a chi non vuole mollare la presa e si sente in dovere di dire che le province sono necessarie, certamente è d'obbligo fare una considerazione sul perchè in un regime di risparmio globale le province italiane passeranno a presto da 104 a 107 (Monza Brianza,Fermo,Barletta Andria Trani). Ma allora,in relazione a tante spese ed alla necessità di modificare gli articoli 3 e 51 della costituzione per cercare di snellire la pubblica amministrazione perchè la Sicilia non riesce a 63 anni dalla nascita e dall'applicazione dello statuto di autonomia speciale(regio decreto n°455 del 15 maggio 1946 e art.lo 116 della costituzione della repubblica italiana del 1948) ad applicare l'art. 15 che prevede la soppressione delle circoscrizioni provinciali,dando pieno potere alla regione sulla creazione dei liberi consorzi dei Comuni dotati di più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. Una condizione che sicuramente avrebbe precorso i tempi del federalismo e proiettato la Sicilia in un sistema basato principalmente sulle esigenze di sviluppo economico di molti comuni adiacenti, coniugati in un raggio di 50 km, che oggi pagano lo scotto di una distanza incolmabile con l'ente provinciale,la nuova organizzazione sanitaria Siciliana è infatti solo un esempio di tale divario territoriale in termini di scelte specie sulla creazione di reparti specialistici ed altro. A questo punto è d'obbligo fare mente locale sulle scelte politiche e dare al cittadino più servizi a misura d'uomo creando i presupposti per una vita migliore in termini di semplificazione della macchina amministrativa con un totale rientro economico a favore della collettività.
maurizio cirignotta

mercoledì 4 febbraio 2009

Radioterapia ancora in attesa per colpa dell'atto d'indirizzo del consiglio comunale di Gela

In una città “GELA” dove Tumori e Malformazioni hanno devastato da anni le Menti e colpito migliaia di Famiglie,ancora oggi alcuni franchi tiratori del consiglio comunale,al soldo di qualche politico,remano contro la realizzazione della radioterapia presso l'Ospizio Marino. Una realtà macabra che purtroppo può fare slittare la realizzazione dell'importante opera a Gela. A darne notizia ufficiale è proprio il Dipartimento Regionale Urbanistica servizio 4 Affari Urbanistici Sicilia Centrale e Nord Orientale che in data 4 febbraio 2009 con lettera avente prot. 10002 e rispondendo ad una nota del Comune di Gela avente Prot. n.119485 dell'11.08.2008 e ad una nota integrativa del 09/01/2009, in riferimento alla variante al P.R.G della Radioterapia presso l'Ospizio Marino che potenzialmente ha trasformato la destinazione d'uso da Edilizia scolastica ad Edilizia per Strutture sanitarie all'interno del P.P. A1-2/2A.La nota regionale verte sull'atto d'indirizzo votato dal consiglio comunale il 12/05/2008 è presentato da un consigliere comunale ,dove si è rilevato ,come da testuali parole dell'atto, che “Il consiglio comunale dà mandato all'amministrazione comunale di esplorare possibilità di una permuta e/o altro che possa non intralciare nei tempi la realizzazione della radioterapia e nel contempo recuperare il sito dell'Ospizio Marino per altre destinazioni più confacenti”- continua testualmente – “Tentare attraverso la disponibilità di un terreno di proprietà comunale di permutarlo con l'Ospizio Marino operando economie nei confronti dell'azienda ospedaliera”.Parole che ad oggi hanno la parvenza di una pugnalata data alle spalle dei tanti malati oncologici di Gela ,traditi dai loro stessi rappresentanti politici, che non si interessano minimamente di pesare le parole permettendo così la continuazione dei soliti viaggi della speranza ancora chissà per quanto tempo. Infatti il settore urbanistica regionale risponde chiaramente al comune di Gela di non potere prescindere dall'adempimento posto in atto d'indirizzo e chiede ancora oggi al comune di conoscere l'esito del mandato oggetto dell'atto d'indirizzo approvato Dal consiglio Comunale con deliberazione n° 55 del 12/05/2008 per potere dare seguito alla pratica.

lunedì 2 febbraio 2009

Presentata Petizione Denuncia sul “Randagismo” alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Gela


Presentata dal comitato in data 2 Febbraio 2009, Petizione Denuncia sulla problematica
“Randagismo a Manfria”. Come preannunciato nei giorni scorsi il Presidente del Comitato Permanente per lo sviluppo di Manfria, Maurizio Cirignotta, ha inoltrato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela un Esposto-Denuncia sulla Problematica Randagismo. Nell'ambito della pubblica denuncia corredata anche dalla firma di 65 abitanti della frazione Geografica, è stata chiesta l'applicazione della legge nazionale 281/91 e della legge regionale n°15/2000 oltre che l'applicazione immediata della legge 244/2007, che delega ai comuni l' istituzione di un canile comunale e l'attuazione dei piani di controllo delle nascite oltre che la creazione assieme all'Asl competente di un servizio veterinario dedicato. Il comitato inoltre sentiti alcuni volontari delle associazioni animaliste operanti nel territorio ha indicato nell'esposto la possibilità, a tutela dei cani, che i volontari delle associazioni animaliste abbiano libero accesso nei canili comunali onde evitare la creazione di “Canili Lager”.