martedì 28 luglio 2009

Trialometani nell'acqua di casa ,quale verità?

Il nuovo trend della gestione delle acque pubbliche si chiama privatizzazione ed anche la provincia di Caltanissetta in Sicilia segue la scia attraverso una gestione privata chiamata “Caltaqua”. Molte le novità ,prima fra tutte le tariffe che oggi si attestano ad una media di euro 1,85 a m3 , con l'incognita di un'erogazione discontinua e di una mancata potabilità dell'acqua. Ma andiamo al sodo prendendo in considerazione la qualità dell'acqua che esce dai rubinetti delle tante abitazioni della provincia dove fra le sostanze nocive fanno capolino metalli pesanti quali ferro,mercurio,arsenico e vanadio a cui vengono assommati i trialometani ,composti organici derivati dal metano per sostituzione di tre atomi di idrogeno con tre atomi di cloro, usato normalmente come solvente ed in medicina anche come anestetico(cloroformio). La sua neo formazione nelle acque simil potabili erogate nelle condutture è in relazione ad una reazione chimica dovuta al normale processo di disinfezione delle acque con ipoclorito di sodio. La concentrazione di trialometano in acqua superficiale d'estate supera la concentrazione presente d'inverno. Ciò è provocato dall'aumento della temperatura e del contenuto di materia organica dell'acqua. Le concentrazioni di trialometani in acqua superficiale superano solitamente le concentrazioni in acqua freatica. Ciò è dovuto alla variazione dei tipi di sostanze organiche nell'acqua. La legge ammette la presenza massima di 30 micro grammi di trialometani in un litro di acqua,valore che viene costantemente superato nella rete in esame . Tra gli effetti sulla salute si ricordano i rischi di morte intrauterina come scaturito da uno studio dei ricercatori della Dalhousie University ad Halifax e la produzione anche di alcuni sottoprodotti chiamati acidi alogenici che sono altamente cancerogeni,sono stati evidenziati anche danni al fegato ai reni ed al sistema nervoso centrale. Una situazione allarmante per la salute dei cittadini che si assomma a tante altre cause,silenti e nascoste di cui nessuno parla. Tra le soluzioni dei depuratori con filtri ai carboni attivi che riescono a trattenere i trialometani come succede anche nell’acquedotto di Baghdad attraverso l'impianto di Waterline. A questo punto chi difenderà la salute dei cittadini?
Maurizio cirignotta

Nuova Influenza già 661 casi in Italia


Dall'America un grande viaggio che sta interessando gran parte del globo con una velocità impressionante infatti anche paesi come l'Italia oggi si devono difendere da una subdola epidemia che oggi ha sfiorato i 661 casi dichiarati. La nuova influenza è dovuta al virus H1N1 che risulta essere un vero e proprio ibrido di ben otto geni la cui natività è dovuta a tre specie diverse (Suina,Aviaria, e Umana) che hanno dato origine ad un quarto virus,molte le similitudini pandemiche con la spagnola del 1918 e con l'Asiatica del 1957 . La trasmissione avviene attraverso le goccioline di floug disperse nell'ambiente dopo uno starnuto e dopo un colpo di tosse. E un virus pandemico in quanto colpisce più stati nel mondo contemporaneamente. Alla base della sua forza il sistema proteico costituito da emoagglutinine e neuroaminidasi varianti che riescono ad infettare attraverso dei legami chimici a vari tipi di cellule del nostro organismo. I sintomi della nuova influenza sono quelli classici che vanno da mal di gola ,al mal di testa,ai dolori muscolari. I casi attualmente visti in Italia sono lievi e guariscono in una settimana,maggiore attenzione deve essere data ai soggetti defedati e con patologie croniche. Una difesa utile è rappresentata da un'igiene attenta delle mani e da uno stop ai luoghi affollati,utile anche l'osservazione a casa per i casi più lievi ed il ricovero negli altri casi. Il vaccino è in corso d'opera e forse arriverà verso settembre. Tra i farmaci che attualmente vengono utilizzati il Tamiflu della Roche usato a suo tempo per l'Aviaria che in questo momento rappresenta uno dei farmaci più venduti al mondo , con grande appannaggio economico della società svizzera ,si parla infatti di un giro d'affari di due miliardi di euro. Alcuni virologi però non sono ottimisti e dichiarano che è solo questione di tempo affinchè il virus arrivi in forza in italia.
Maurizio Cirignotta

sabato 25 luglio 2009

Italia: Scommesse legalizzate aumento del 38% una vera piaga sociale


Da quando le scommesse in Italia sono diventate legali è stato un vero boom ed a rappresentarlo in maniera statistica ,uno studio dell’associazione contribuenti.it che ad Aosta nei giorni scorsi ha dato dei numeri non certo incoraggianti riguardo la “Tassazione degli imbecilli”, come la stessa associazione ha definito gli ex giocatori d’azzardo. Nei primi sei mesi del 2009 si è infatti avuto un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi ed a scommesse legalizzate del 38,1%,quota che rappresenta rispetto al semestre precedente un aumento della spesa di ben 605 milioni di Euro. I dati sono scaturiti dal monitoraggio continuo che la stessa associazione attua in maniera costante sul fenomeno del gioco d’azzardo . Il fenomeno oramai riconosciuto dalle comunità psichiatriche, non viene percepito dallo Stato, al pari di altre dipendenze quali la droga o l’alcol, perché la tassazione sui giochi và ogni giorno rimpinguare le tasse dello stato. Ma il dato allarmante è dato dall’aumento nel grande calderone dei giocatori d’azzardo dei minorenni che rispetto al semestre scorso sono aumentati da 860 mila unità a 1,7 milioni. L’associazione ha chiesto in tal senso al governo nazionale nuove misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato pari a quelle del divieto delle sigarette nei luoghi pubblici,alla diminuzione dell’offerta di lotterie, al divieto del gioco d’azzardo on line, all’aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili. Le istituzioni infatti devono agire in maniera sinergica attraverso l’educazione dei cittadini onde proteggere la loro salute mentale e fisica evitando quindi di indurli al gioco d’azzardo quali ad esempio il poker ed altri giochi simili che rappresentano in taluni casi una vera piaga sociale .


Maurizio Cirignotta

martedì 21 luglio 2009

Dall'Idrossile un aiuto per l'Ambiente


In seguito ad una relazione della National Geographic si sono aperti nuovi orizzonti sul comportamento che l'aria ha di fronte alle sostanze inquinanti. Lo studio, ha interessato una tra le zone più inquinate del pianeta ,la regione di Pearl River che si trova a 60 km a nord-ovest di Guangzhou, in Cina, dove si è visto come la molecola dell'Idrossile(OH) si trovi in maggiore quantità rispetto all'ozono che invece è presente in basse concentrazioni. Una condizione che pone i presupposti per delle affermazioni scientifiche che fanno pensare come il riciclo dell'Idrossile(OH) non abbia bisogno dell'ossido di azoto per trasformarsi in Ozono. Infatti in zone a basso inquinamento come la foresta Pluviale ci sono concentrazioni bassissime di Idrossile(OH) perché le piante producono gas organici che rimuovono OH dall’aria, che è tra i radicali organici più importanti, in quanto detergono l’aria. Ad approfondire la problematica gli studiosi guidati da Andreas Rohrer Hofzumahaus Professore dell'Istituto di Chimica e Dinamica della Geosfera di Julich, in Germania che tenteranno di analizzare dei campioni di aria provenienti dalla Cina in una stanza di simulazione in laboratorio ed attraverso delle innovative tecniche al laser si riuscirà a vedere queste molecole in azione. Arrivare a capire come agisce l'Idrossile potrebbe rivelarsi importante per la salute delle aree altamente inquinate del nostro pianeta. Per dovere di cronaca si deve anche ricordare uno studio del 2005 condotto dai ricercatori della Purdue University e dell'Università della California di San Diego,che dimostrarono come alcuni composti chimici presenti nell'atmosfera reagiscono con la luce del sole in maniera efficace producendo sostanze (i cosiddetti radicali OH) che “lavano” via lo smog dall'aria attraverso reazioni con gli ossidi di azoto, il monossido di carbonio e idrocarburi convertendoli in una forma solubile in acqua. Queste sostanze vengono poi eliminate dall'atmosfera con la pioggia. Un vero sistema a lavatrice che decompone le sostanze inquinanti prodotte dallo smog favorendo così una vera pulizia dell'aria.

sabato 18 luglio 2009

Obesità dimagrire in sette giorni forse una realtà


La notizia strabiliante proviene da un ricercatore dell’Università dell’Indiana Richard Di Marchi che ha già sperimentato il nuovo ritrovato, un ormone sintetico, nei topi. Il dimagrimento notato in laboratorio è “sconcertante” dice Di Marchi e sembra aprire finalmente un percorso importante nel trattamento dell’Obesità nell’Uomo. La molecola è costituita da due ormoni naturali il peptide , glucagone ed il glucagone-like peptide-1 (GLP-1), che nei processi biochimici sono coinvolti nella regolazione del metabolismo del glucosio e del controllo dell'appetito. Iniettato in topi obesi, dopo una settimana hanno perso il loro peso corporeo del 25 per cento e il loro grasso del 42 per cento. La base scientifica della scoperta si fonda sul fatto che l’azione dei peptidi è quella di sopprimere l'appetito, mentre quella del glucagone è di innalzare il tasso di glucosio nel sangue ed infine l’azione del GLP-1 nell’abbassare il glucosio nel sangue , un sistema quindi di autocontrollo integrato del glucosio nel sangue. La nuova molecola sviluppata dai ricercatori capeggiati da Di Marchi ha portato chmicamente delle modifiche alla struttura di base peptici- glucagone ed ha dato piena potenza, sia a livello dei recettori del glucagone e dei GLP recettori. Quando il farmaco è stato iniettato nei topi obesi, è stata osservata una massiccia perdita di peso ed in quattro settimane è stato possibile vedere questi animali, che erano circa il doppio di dimensione normale, tornare al loro normale fenotipo. Tra le incertezze quelle di vedere se gli effetti visti nei topi riguardo la soppressione dell’appetito e l’aumento della combustione delle calorie prodotta dal glucagone possa aversi anche nei primati con una valutazione attenta degli effetti collaterali. Sarà a questo punto un ulteriore remeike del film di verdone del 1986 o un prodotto miracoloso per la malattia del secolo, l’obesità ?
Maurizio Cirignotta

giovedì 16 luglio 2009

Sangue all'arsenico per gli abitanti di Gela


Questo è quello che scaturisce da un convegno tenutosi presso la sala multiusi del Cnos-Fap di Gela dove giorno 16 luglio si sono riuniti i responsabili del Progetto Sebiomag ,basato sullo studio epidemiologico e di biomonitoraggio dell’area di Gela . Lo studio finanziato dall’assessorato al territorio ed ambiente della Regione Siciliana è stato realizzato dal IFC-CNR in collaborazione con l’OMS nell’ambito di un lavoro di assistenza tecnica alla Regione Siciliana per il risanamento delle aree ad alto impatto ambientale Siciliane. Tra i relatori Fabrizio Bianchi e Liliana Cori del CNR,Claudio Minoia dell’Istituto Maugeri ,Achille Cirnigliaro dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale,presenti all’assise in rappresentanza del comune l’assessore all’Ecologia ed Ambiente Enrico Vella, mentre per la provincia regionale presente il Presidente della Provincia On Pino Federico. Varie le relazioni che hanno puntualizzato il grave stato di salute dell’ambiente a Gela ma a fare la parte del Leone la relazione del Dott. Fabrizio Bianchi responsabile del progetto Sebiomag che ha posto ai presenti lo studio relativo alla presenza di metalli pesanti nel sangue e nelle urine dei soggetti analizzati, abitanti a Gela ,Niscemi e Butera. I metalli che sono stati oggetto di studio sono l’arsenico,il mercurio,il selenio,il rame,l’antimonio,il tallio,il berillio,il piombo,il cadmio,il vanadio. Semaforo rosso per l’arsenico che nei campioni analizzati(Sangue intero,Plasma,Urine) colpisce una parte diffusa di cittadini di Gela dove si è vista un presenza superiore alla norma(circa 60 micron-grammi litro). Tra gli altri metalli presente anche il mercurio in concentrazione minore. Tra le possibili cause di inquinamento da arsenico ipotizzate sono l’acqua destinata al consumo umano che risulta la principale fonte di arsenico inorganico e l’uso di crostacei pescati in acque inquinate. Ma l’aspetto preoccupante che è scaturito dalle altre relazioni è l’aumento delle patologie tumorali(2001-2007) con netto maggiore appannaggio per i tumori della trachea dei bronchi e dei polmoni. Tra le patologie non tumorali netta la presenza di patologie respiratorie e della vescica e del sistema genito-urinario. Degna di nota la considerazione che l’esposizione ad arsenico inorganico può causare vari effetti sulla salute, quali irritazione dello stomaco e degli intestini, produzione ridotta di globuli rossi e bianchi del sangue, cambiamenti della pelle e irritazione dei polmoni. Si ipotizza anche che l'assorbimento di quantita' specifiche di arsenico inorganico possa intensificare le probabilità di sviluppo del cancro, soprattutto la probabilità di sviluppo di cancro della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato e di cancro linfatico. Un'esposizione molto alta ad arsenico inorganico può causare sterilità ed false gestazioni nelle donne e può causare disturbi alla pelle, bassa resistenza alle infezioni, disturbi a cuore e danni al cervello sia negli uomini che nelle donne. Per concludere, l'arsenico inorganico può danneggiare il DNA. Generalmente la dose di arsenico considerata letale e' pari a 100 mg. L'arsenico organico non può causare nè cancro, nè danni al DNA. Ma l'esposizione a quantita' elevate può avere certi effetti a salute umana, quali la ferita ai nervi e dolori di stomaco. Certamente una grave situazione, quella dell’area del Gelese, che oggi però non ha i mezzi strutturali e sanitari adeguati per rispondere alle Patologie da industrializzazione ed a cautela della salute della collettività.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 8 luglio 2009

Caltanissetta: Proteste in Consiglio Provinciale sul riordino della sanità del territorio.


La nuova legge 248/A di riordino della Sanità Siciliana votata nei mesi scorsi all' A.R.S comincia a dare le sue prime sentenze ed a suon di decreti l'Assessorato rimodula il territorio Nisseno e la sua organizzazione nosocomiale e dei servizi. Le proteste si sono fatte sentire in una riunione monotematica del consiglio provinciale di Caltanissetta dedicata alle nuove problematiche sanitarie del territorio, dove sono stati invitati anche tutti tutti i Sindaci della provincia che hanno manifestato il proprio dissenso al nuovo decreto. Tra gli altri il nuovo sindaco di Mazzarino(Vincenzo D'Asaro) ,accompagnato da una folta rappresentanza di cittadini, che ha, che nel suo intervento manifestato una netta opposizione alla ventilata chiusura dell’Ospedale “S. Stefano”. Il Vice sindaco di Niscemi Giuseppe Rizzo invece nel suo intervento ha evidenziato la discrepanza tra posti letto dedicati ai cittadini abitanti nel territorio, infatti il nuovo decreto pone alla parte sud della provincia che rappresenta il 60% della popolazione solo 256 posti letto contro i 420 assegnati alla parte nord che rappresenta solo il 40% di tutta la popolazione provinciale. Tra i consiglieri provinciali netto l'intervento del consigliere Pepe che ha proposto la sospensione del decreto. Assente all'assise l'Assessore Russo invitato a partecipare. Unico rappresentante Sanitario presente il direttore generale dell'ASL 2 Failla che ha giustificato il decreto richiamando la volontà a monte del dover evitare sperperi, o duplicazioni di attività, nella sanità siciliana per poter offrire altri servizi all’utenza, captandola così anche dalle province viciniore: e ha fatto appello ad una ricerca di collaborazione e sinergie, al di là dei disagi e preoccupazioni del momento, rendendosi disponibile all’incontro con i sindacati. Un clima surriscaldato che quindi dietro molte verità nasconde una legislazione nazionale che ha dato alle regioni il pieno potere e la responsabilità di organizzare la sanità nei propri territori attraverso le leggi di riferimento L. 833/78 , D.Lgs 502/92, D.Lgs. 112/98 ed il D.Lgs 229/99(riforma Bindi) che si è basata sulla tutela del diritto alla salute attraverso l'istituzione di servizi sanitari più vicini possibili ai fruitori cittadini con un'indicazione di massima oggi applicata in tutto il territorio nazionale che prevede 3.5 posti letto ogni 1000 abitanti. Norma che in questo caso sembra essere disattesa dall'attuale organizzazione sanitaria legata al decreto Russo che però si rafforza attraverso la legge costituzionale 18/10/2001 n.3 che ha riscritto il titolo V parte II della costituzione, ponendo la regione come fulcro organizzativo essenziale del S.S.N con piena responsabilità nel governo della Sanità in Sicilia. Riguardo la Provincia il riferimento e quello del D.Lgs 18/08/ n.267 che dà competenze sulla programmazione sanitaria del territorio. Giusta quindi la considerazione che il siciliano si lamenta solo quando è con l'acqua alla gola e tali rappresentazioni possono essere anche fuori tempo massimo. Dalla parte dei protestanti l'art.lo 32 della costituzione che può far rivendicare un paventato tradimento dei territori in mancanza dell'applicazione dei L.E.A (Livelli essenziali di assistenza)come rappresentato dall'art.lo 50 della legge 450/1997 e dal D.Lgs 124/99 riguardo l'Assistenza Distrettuale e l'Assistenza Ospedaliera. Dove ci stiamo dirigendo questo non lo sappiamo ma certamente a questo punto ed in tema estivo butteremo a mare le leggi nazionali e le politiche sanitarie, in termini di equità di accesso,qualità della vita,soddisfazione dell'utente nell'uso razionale delle risorse in un ottimale rapporto di costo-efficacia e di uguaglianza territoriale all'accesso ai servizi per soddisfare solo il problema economico.

lunedì 6 luglio 2009

Gela : Nuovi investimenti per 45 milioni di euro per rete idrica e fognaria


Approvato, nei giorni scorsi,dal consiglio di amministrazione dell' Ato Idrico Cl6 di Caltanissetta ,retto dal suo Presidente On. Pino Federico, la Rielaborazione del POT e del piano di investimenti per gli anni 2006-2008 ,che prevedono in tutta la provincia un impegno di 114.094.203,06. milioni di euro. La nuova modifica al precedente POT voluta dall'On. Federico ha rideterminato le somme degli investimenti per Gela prima città della provincia che ora ha raggiunto la ragguardevole somma di 45 milioni di euro. Nel dettaglio in relazione alle somme destinate all'acquedotto di Gela troviamo all' ID POT n° 11 ben 2.321.819,38 milioni di euro dedicati al completamento delle rete idrica con l'obbiettivo di coprire il servizio di erogazione di tutta la città ,compresa la Frazione di Manfria, altri 12.981.360,00 milioni di euro saranno invece dedicati alla sostituzione della rete idrica vetusta con l'obbiettivo di ridurre le perdite che oggi toccano punte del 25 % del totale erogato. Grande attenzione per la rete fognaria che sarà supportata con un investimento di 19.487.000,00 milioni di euro ed interesserà le zone di Manfria,Macchitella,via Venezia,via E.Romagnoli. Riguardo le tariffe dell'acqua che saranno applicate in bolletta dalla società di gestione Caltaqua ,pochi gli aumenti che si manterranno contenuti nell'ambito del 5% e favoriranno le fasce deboli della popolazione, tipo anziani e meno abbienti. Obbiettivo finale è migliorare il servizio e basare tutto sui consumi,infatti chi consumerà meno sarà favorito dalla tariffazione.
Maurizio Cirignotta

mercoledì 1 luglio 2009

Sicilia: Manfria-Scoglitti un dualismo sfavorevole per il turismo Gelese


Nel corso degli anni la costa mediterranea prospicente il golfo di Gela e vicina alla provincia di Ragusa ha visto nascere alcune realtà turistiche, quali Scoglitti e Manfria che nella loro storia hanno avuto i natali nel lontano 1970 quando quasi parallelamente le due frazioni iniziavano a sancire il proprio sviluppo urbanistico. Dopo circa trent’anni oggi Scoglitti con i suoi 3472 abitanti rappresenta un esempio di sviluppo sia dal punto di vista turistico che economico infatti la stessa è dotata di un porto peschereccio di discrete dimensioni e basa la propria economia sulla pesca,sull’agricoltura e sul turismo basato sulle ampie spiagge di una finissima sabbia dorata. Ma quello che conta e che gli atti concreti della locale amministrazione di Vittoria da cui dipende la frazione di Scoglitti ha dato agli abitanti una rete idrica e fognaria come si compete ai normali cittadini favorendo anche lo sviluppo in loco di una delegazione civica che opera al meglio per la frazione dando sicurezza anche attraverso un posto di polizia municipale ed un ufficio anagrafe multifunzionale. Nella vicina Gela le cose invece funzionano in maniera diversa e ci abituano da sempre ad assumere la maglia nera nel processo di sviluppo dei nostri territori. Manfria in questo senso è l’esempio eclatante di un chiaro processo di sottosviluppo voluto negli anni dagli stessi politici che hanno solo favorito un’urbanizzazione selvaggia oltre che una completa assenza di servizi pubblici dedicati al cittadino, tra cui la rete idrica e fognaria ed il trattamento dei rifiuti solidi urbani. Tra le note infatti di un processo di sottosviluppo la nascita di discariche on demand che vengono trattate sistematicamente con il sistema degli incendi fai da te. Ma andiamo alla concretezza dei fatti che avvalorano l’oscuro disegno politico amministrativo contro la frazione di Manfria che oramai vede quel lontano 24 Gennaio 2006 data in cui il il consiglio comunale con 19 voti favorevoli ha votato per l’istituzione di Manfria frazione come una chimera. Come dice Pirandello “Omini ,Ominicchi e Quaraquaqua” solo parole e tanto fumo che oggi si sono trasformate in un mancato sviluppo del Turismo a Manfria. L’inconbenza della stagione estiva ed a ragione di tanti diritti negati pone nuovamente anche quest’anno il “Gigante Manfrino” davanti ai soliti problemi di sempre quali pulizia delle spiagge e condizioni superficialmente accettabili per favorire al meglio la permanenza dei pochi turisti che quest’anno vorranno soggiornare nella frazione. Una delle considerazioni che infine possiamo fare e che ogni territorio merita i politici che ha eletto ed in questo senso crediamo di essere stati proprio sfortunati rispetto alla vicina frazione di Scoglitti.

Maurizio Cirignotta