venerdì 12 settembre 2014

Tagli alla salute , nuova scure per gli italiani ?; Pagheranno ancora i più deboli !!



Ancora una volta gli Italiani sono con il fiato sospeso per il preannunciato nuovo taglio di tre miliardi di euro, che dovrebbe colpire il sistema salute. Molte le indifferenze ma sicuramente utile il computo ventennale di sprechi e di corruzione che ha colpito questo settore. Naturalmente a pagare saranno i soliti poveri e milioni di anziani.  La spesa sanitaria negli anni è cresciuta in maniera esponenziale dal 1996 passando da 52,2 miliardi di euro ai 98,7 miliardi nel 2006. Anche la spesa per il personale del SSN dal 1998 al 2008 è cresciuta, con un aumento in 10 anni di 11,8 miliardi di euro, pari a oltre il 50%. Il numero di ricette farmaceutiche prescritte dai medici di base e pediatri di libera scelta del SSN nel 2009 è stato 571.927.295, pari a 9,59 ricette pro capite. Sono dati che presuppongono una riflessione di merito su quello che in Italia si vuole nascondere “La corruzione ed il Malaffare” che negli anni ha colpito il sistema salute. Dal 2006 al 2007 si è passati ad una spesa di 130 miliardi di euro con esclusione degli investimenti, fonte ( l’Osservatorio aziende sanitarie italiane del Cergas). La ragguardevole somma è divisa in 102 miliardi di euro di spesa sanitaria pubblica e 28 miliardi  di euro per la sanità privata, Di questi, sempre nel 2007, agli operatori privati ne sono arrivati più di venti: 8,8 agli ospedali accreditati, 8,6 all’assistenza socio-sanitaria convenzionata (per esempio le case di riposo), 3,6 alla specialistica e parliamo di miliardi di euro. La spesa ospedaliera è stabile, dal 2000 in poi le altre due voci hanno mostrato incrementi medi del 6% all’anno, una crescita determinata soprattutto dall’aumento dei bisogni di anziani e disabili. Nel 2008 il budget di spesa raggiunge per la sanità pubblica i 107 miliardi di euro. In pratica dal 1996 al 2008 la sanità ha avuto un aumento di spesa di 55.2 miliardi di euro. Secondo uno studio del SIC in collaborazione con L’università Tor Vergata di Roma tutto sarebbe dovuto al fatto che l’Italia ha avuto un ricambio demografico collegato all’età , la popolazione nella fascia 65 anni e oltre rappresenta nel 2008 il 20,1% del totale, il 5,6% ha più di 80 anni, il 65,8% ha un’età compresa tra i 15 e i 64 anni, e il 14,1% ha meno di 14 anni. Il numero medio di figli per donna è 1,41, l’indice nazionale di vecchiaia è di 143,1. Riguardo l’attività clinica, di laboratorio, di diagnostica per immagini e strumentale delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, sempre tra il 2007 ed il  2008 si è arrivati alla stratosferica cifra di oltre 1 miliardo e 308 milioni di prestazioni, ovvero circa 22 prestazioni pro capite. Tra le prestazioni effettuate nel 2007 troviamo al primo posto le analisi chimico cliniche e microbiologiche, seguite dalle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa, di recupero e riabilitazione, dalle prestazioni di diagnostica per immagini – radiologia diagnostica e dalla cardiologia. Il personale dipendente del SSN nel 2007 conta 649.248 unità. Nel 2008 i ricoveri sono stati 12.128.678, per un totale di 76.055.086 giornate e una degenza media di 6,8 giorni. Alto nodo cardine è la spesa Farmaceutica (la somma della spesa convenzionata del SSN e di quella erogata attraverso le strutture sanitarie) rappresenta il 17,6% della spesa sanitaria complessiva. Il tutto si riduce a pagare per ogni suddito € 1.650 a testa per 3/4 buttati via, senza una vero utilizzo. In pratica un vero sistema che dilapida soldi con lauti utili solo per le case farmaceutiche, non dobbiamo dimenticare la storia dei vaccini e delle false epidemie. Un sistema circolare di guadagni sottobanco per tutti con esclusione per i cittadini. I dati sopra forniti saranno veritieri ma l’altra verità e che  la vita media in salute negli ultimi 50 anni è rimasta  sempre costante e la vita media dei malati si è invece allungata di 6-7 anni fonte dati ISS. A questo punto  possiamo credere a quello che ci viene propinato attraverso i media ? Tra le cause di una sanità plurimiliardaria considerando l’altra parte della barricata e cioè la libera informazione non politicizzata possiamo annoverare:



1.L’ingerenza eccessiva del sistema partitico nella sanità locale  con la piena  disfunzionalità e la corruzione che ne consegue. Scaricando sui cittadini appalti miliardari ed altro attuati dai manager retti dalla politica. La chiara pressione delle case farmaceutiche sulla classe dirigente. Influenza penetrante e pervasiva nelle Università e tra i medici delle industrie farmaceutiche allopatiche.
2. L’infiltrazione e la chiara presenza della criminalità organizzata permessa dalla corruzione della classe politica. Un pasto in Lombardia costa 6 euro in Campania 60 euro. Una siringa costa un euro in lombardi e 6 euro in Campania etc…
 
4. Una visione “accademica ed ufficiale” della salute dell’uomo non improntata all’ascolto del paziente.
5. La scarsa utilizzazione delle attrezzature tecnologiche causata dall’insufficienza di personale. A tale scopo i medici del SSN dovrebbero essere incentivati ad avere esclusivamente un rapporto a tempo pieno. Deve essere aumentato il numero di infermieri e ausiliari.  La disomogeneità della qualità dei servizi sul territorio nazionale.
6. Mancanza di Politiche Sociali  di prevenzione per alcuni settori della popolazione. Mancanza di Una visione olistica dell’utenza.
7. Corruzione e concussione diffusa nel sistema Sanità. Mancati Controlli.
8: Mancanza di costi unificati di esercizio per la Sanità delle Regioni, Una sola giornata di degenza costa 1.453 euro in Basilicata, 1.018 euro nelle Marche, 375 in Sicilia. Per non parlare del costo medio dei posti letto, del personale e dei ricoveri.
9. Diversità di trattamento economico per il personale del SSN , Si passa dagli alti costi medi procapite del S. Antonio Abate (52.038 euro) al SS. Annunziata pugliese (51.899 euro), fino ad arrivare ai 50.897 euro del Di Summa di Brindisi e scendere a picco al toscano Careggi (34.822 euro), toccando il minimo al lombardo Morelli Sondalo (31.755 euro).
10. Mancato utilizzo  in Italia della medicina naturale
11. Formazione professionale sanitaria Obsoleta ,meno libri e più tirocinio sul campo.
12. Malasanità:  le cifre della Commissione parlamentare-Gennaio 2012 parla chiaro

Gennaio 2012: La relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari, presentata ieri a Roma è ricca di cifre su due dei fenomeni più critici che caratterizzano la sanità italiana: la medicina difensiva e la cosiddetta malasanità. E si tratta di cifre inquietanti, di impatto emotivo ma anche economico.
L'eccesso di prescrizioni per difendersi da possibili contenziosi comporterebbe un aggravio della spesa pubblica superiore ai 10 miliardi di euro, pari allo 0,75% del Pil.
Riferita al totale della spesa sanitaria la percentuale calcolata è invece del 10.5%, costituita principalmente da ricoveri (4,6%), farmaci (1,9%), visite (1,7%), esami di laboratorio (0,7%) e strumentali (0,4%), che potrebbero essere evitati.
Nella sanità privata il fenomeno è ancora più marcato e si arriva a un totale del 14%.
Il fenomeno riguarda la maggior parte dei medici italiani: in un'indagine del 2010, il 53% ha ammesso di prescrivere farmaci a scopo difensivo che sale al 73% se si restringe l'ambito alle visite specialistiche; percentuali analoghe di medici prescrivono a titolo cautelativo esami di laboratorio (71%) e strumentali (75,6%).
 Sul fronte della presunta malasanità, la Commissione segnala 570 casi registrati da aprile 2009 a dicembre 2012, culminati 400 volte con la morte del paziente. Numerose criticità riguardano il settore ginecologico: un errore segnalato su cinque è infatti relativo al parto.
Non sempre si è trattato di errori medici; si legge nella relazione che «spesso questi episodi derivano da disservizi, carenze, strutture inadeguate,mancanza di personale : inefficiente servizio di eliambulanza, lunghe attese al pronto soccorso, difficoltà di trasferimenti del paziente da un ospedale a un altro, casi di infezioni ospedaliere».
Sono forti le differenze tra le regioni e quelle con i bilanci in rosso, sottoposte a piani di rientro, evidenziano le situazioni più critiche, a partire dalla Sicilia e dalla Calabria, dove si registra il maggior numero di casi, rispettivamente 117 e 107.

Abbiamo elencato per dovere di cronaca cosa succede  e cosa è successo nella Sanità Italiana ma il dubbio ricade sempre sul fatto che a pagare lo scotto dei tre miliardi di euro saranno sempre i più deboli,ora la parola al Governo Renzi……

                                                                                                
Di Maurizio Cirignotta