mercoledì 28 ottobre 2009

Trecento mila euro per i malati Oncologici di Gela


Dopo varie vicissitudini amministrative e di bilancio finalmente fumata bianca per il contributo di 300.000 euro ai malati oncologici di Gela. Il voto definitivo dopo la valutazione attenta del bilancio consuntivo è avvenuto in data 27 ottobre 2009 in consiglio comunale. Finalmente una presa d’atto reale e concreta da parte della pubblica assise capitanata dal suo presidente Giuseppe Di Dio nei confronti di tutti i malati di tumore che ogni giorno sono costretti ai viaggi della speranza. A votare l’emendamento l’unanimità dei consiglieri presenti che non hanno valutato nessun colore politico nella scelta di voto. La somma in oggetto sarà da ora disponibile per il settore dei servizi sociali che vaglierà il modo ed i tempi per dare risposta alle molteplici domande inoltrate dai malati oncologici attraverso il Movimento Polo Oncologico di Gela. Nella sua missione il movimento e tutti i malati oncologici di Gela ringraziano per il gesto di solidarietà verso una delle piaghe sociali della nostra città. Avere capito che la malattia fa parte del percorso comune della vita di tante famiglie Gelesi rappresenta infatti un grande senso di responsabilità che onora tutti i consiglieri comunali ed il presidente del consiglio comunale nell’esercizio del proprio mandato.

M.C.

Nasce “Emergency Oncolology


Dalle tante disattenzioni Politiche durate ben 45 anni ,in termini di prevenzione diagnosi e cura dei tumori specie nel territorio a Sud della provincia di Caltanissetta, nasce una collaborazione dedicata ai malati Oncologici che si concreterà nell’implementazione di servizi d’ informazione e d’indirizzo verso le famiglie colpite da questa piaga sociale. A prendere atto di questa esigenza i Presidenti delle due Associazioni Croce Azzurra e Movimento Polo Oncologico ,Salvo Scognamiglio e Maurizio Cirignotta che in piena collaborazione e senza fini di lucro e nel pieno spirito di volontariato, hanno deciso di lavorare in sinergia per dare al territorio una realtà front-office informativa e permanente dedicata a questa tipologia di malati. Il progetto sarà autogestito e prevede uno sportello U.R.P di prossima apertura che avrà la capacità di fornire contatti con centri di eccellenza oncologica oltre che erogare servizi di trasporto dedicati e consulenze sanitarie di indirizzo alla patologia nel tempo sono anche previsti anche dei programmi di assistenza sanitaria alle famiglie. La rete di collegamenti sul territorio sarà caratterizzata anche da sportelli dislocati nelle città di Niscemi, Butera e Mazzarino dove l’utenza oncologica potrà rivolgersi ai responsabili locali , Militello Enzo, Astuto Roberto e Vicari Giampaolo. L’obiettivo principe che i presidenti delle due associazioni si sono dati con questa iniziativa e quello di dare in un momento difficile della vita dei malati di Tumore una guida sicura e nel meglio delle prestazioni cercando così di colmare il vuoto che molte volte le stesse istituzioni hanno creato ponendo quindi un limite al grande disagio che la politica ha creato nei confronti di intere famiglie.

Maurizio Cirignotta

lunedì 26 ottobre 2009

Gela : Chiusa la Radiologia del poliambulatorio di via Butera, manca il tecnico radiologo


Tra gli effetti del nuovo piano di rientro Sanitario e nella ipotetica rimodulazione dell’offerta e delle attività dei nuovi distretti sanitari in relazione anche ai fabbisogni di salute del territorio, secondo quanto previsto dal decreto presidenziale della regione siciliana del 22 settembre 2009, troviamo ancora oggi molti nei e disservizi che possiamo definire da terzo mondo. A cadere sotto il tiro della politica dei disservizi “Gela” grosso centro commerciale ed industriale della Sicilia che conta una popolazione di circa 72.000 abitanti e pochi servizi sanitari dedicati in relazione ai bisogni del territorio. L’Indegna storia oggi ricade sul distretto sanitario n° 9 comprendente i comuni di Gela, Mazzarino , Butera e Niscemi , le cui popolazioni confluiscono per alcuni servizi al poliambulatorio di Gela, sito in via Butera. Lo stesso poliambulatorio infatti è fornito di un servizio di Radiologia che fino al 2008 ha dato circa 6000 prestazioni (Ecografie e radiografie) al territorio. Dai dati sembrerebbe un servizio importante oltre che nevralgico per la grande mole di lavoro che riesce a svolgere al servizio dell’utenza, nella realtà invece nel corso del tempo lo stesso è stato ridotto nelle sue potenzialità e ad oggi l’utente che si accinge a chiedere una prenotazione trova solo informazioni tabellari all’ingresso che indicano che l’ Ecografo è Rotto e che Manca il Tecnico di R.adiologia, motivi per la quale il servizio è stato chiuso. Tutti si chiedono allibiti come si possa chiudere un servizio sanitario così importante. Scavando nella realtà invece troviamo dimenticanze che partono molte volte dagli stessi vertici dell’ ASL 2 di Caltanissetta ora ASP 2 che non ha mai attenzionato il poliambulatorio di Gela ed in special modo la Radiodiagnostica, trovando il modo di non sostituire il tecnico di radiologia ,ora in gravidanza da mesi, con un sostituto stabile che avrebbe favorito nel tempo la funzionalità del servizio, invece di portarlo alla chiusura totale. Altra burla della Radiodiagnostica del poliambulatorio la mancanza di un ecografo che ad oggi è rotto da mesi per pura usura, visto che lo stesso apparato diagnostico ha dovuto lavorare per anni ben 8 ore al giorno completando miserabilmente la sua vita . L’Ecografo in questione infatti veniva usato da tutti gli specialisti che operano nel poliambulatorio. Il reale fabbisogno di tale mezzo in rapporto all’utenza sarebbe di ben 3 unità che oggi come tutti sanno hanno un costo unitario di circa 40.000 euro. Entriamo comunque nel termine economico della situazione che a conti fatti(Costi e Ricavi) ha fatto perdere alla struttura milioni di euro in relazione anche alla mancanza di prestazioni effettuate ed agli stipendi pagati. A questo punto il sospetto che questo disservizio sia ,forse, creato dalle politiche sanitarie volute da alcuni onorevoli che hanno da sempre favorito altri distretti sanitari al nord delle provincia che in effetti hanno servizi e strutture sanitarie al di sopra delle esigenze territoriali della popolazioni residenti. Concludiamo con una considerazione di rito “La sanità siciliana cosa stà cambiando?”.



Maurizio Cirignotta

venerdì 16 ottobre 2009

Gela: Sanità punto zero


Continua il disagio dei Gelesi riguardo i servizi sanitari dedicati al territorio. Tra le cronicità l'attività del Poliambulatorio di via Butera, che vede la presenza in termini di utenza, di migliaia di persone che accedono alle varie branche specialistiche attraverso le varie richieste dei medici di famiglia. Una mancanza grave è l'impossibilità ad effettuare diagnostica attraverso un ecografo multidisciplinare che opera a 360° nei vari esami ecografici ed attraverso l'utile esame del “Doppler” che permette un'ottima diagnosi delle varie patologie vascolari. Tra le cause del disagio il mancato funzionamento dell'unico ecografo esistente che risulterebbe rotto ormai da tempo. La popolazione tende quindi ad andare verso altri lidi sanitari o pagare in toto l'esame presso dei centri privati per accellerare i tempi di diagnosi e per risolvere in tempi utili i vari e più disparati problemi di salute ,visto che lo strumento in questione ha un'alta capacità di fare diagnosi in molte patologie importanti. Lo stesso ecografo per dovere di cronaca ha un costo irrisorio rispetto ad altri mezzi di diagnostica per immagini e ad altre spese inutili delle Sanità. Qualcuno conferma che siamo all'anno zero specie per quanto riguarda i tempi di attesa e la prevenzione. Per le mammografie infatti vengono dati tempi di 10-12 mesi, utili,a porre al galoppo qualsiasi tipo di eventuale tumore al seno. Cosa dire dei poveri cittadini che già in gravi condizioni di salute chiedono a casa aiuto attraverso dei consulti onerosamente pagati ad esimi medici del territorio. Una sanità quindi quella di Gela che continua anche se sottobanco il business di sempre incentrato sui bisogni dei cittadini ed a discapito della dilagante povertà. Tra le righe le molteplici dichiarazioni di cartello, politiche e non che sembrano avere la volontà di migliorare i servizi ai cittadini ma che fatti alla mano non hanno impatto reale. Al nocciolo della situazione esiste sempre una malattia dilagante specie fra i dirigenti della sanità pubblica, la “Poltronite”, processo infiammatorio delle parti glutee che tende a fondere la cute con la poltrona in modo da mantenere saldamente fermo lo stesso sistema di potere pubblico con piene ramificazioni anche in quello privato mantenendo i soliti guadagni megagalattici. Potremmo subito dire da buon siciliano “Cu' disia e cu' schifia”. A sostenere il tutto la ragnatela Politica che riesce sempre, quando esiste un bene comune, a mantenere accordi di ferro anche trasversali ed al disopra delle ideologie e dei colori . I cittadini chiedono quindi a gran voce che oltre le parole ci siano più fatti ed un miglioramento netto dei servizi sanitari direttamente nei territori.

M.C.

lunedì 12 ottobre 2009

Sicilia: Consorzi per il ripopolamento ittico tra sprechi e posti di sottogoverno.


Tra fondi e ridistribuzione di spese pubbliche, in Sicilia, troviamo anche un capitolo importante, rappresentato dalla costituzione dei consorzi per il ripopolamento ittico delle varie aree marittime delle coste siciliane. Le somme dedicate sancite con decreto n. 21/pesca del 21 febbraio 2008 dell'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, sono di E 2.000.000,00 e gravano sul capitolo 746401, relativo all’esercizio finanziario 2008 per "Contributi a favore dei consorzi di enti pubblici locali per il finanziamento di iniziative per il riequilibrio del patrimonio ittico". I consorzi in Sicilia sono ben dodici e vedono nel loro interno un apparato di responsabilità amministrativa costituito da 3 persone che gestiscono circa 175.0000 euro annue. Tra gli enti virtuosi troviamo quello di Gela ,denominato” Consorzio di ripopolamento ittico Golfo di Gela “ che ha avuto i suoi lumi nel 2006 ed è stato diretto da politici di turno(Sindaci) della zona di San Cataldo, patria dell’On. Alessandro Pagano, fino all’avvento del 2009 quando per volontà dell’On Pino Federico, finalmente la presidenza arriva a Gela. Una piccola premessa che ci fa capire come il suddetto consorzio è ancora oggi un modo per organizzare posti di sottogoverno, prettamente politici. Tra i paradossi rileviamo il fatto che lo stesso consorzio non si è mai riunito una volta ed ha accumulato spese di amministrazione per circa 120.000 euro, per vari capitoli di spesa. Intanto la questione ripopolamento ittico sembra essere andata fisiologicamente avanti, sebbene il golfo di Gela abbia l’annoso problema dell’inquinamento industriale che di tanto in tanto provoca qualche moria di pesci.. Naturalmente Gela è solo la punta di un Iceberg che ci rappresenta nel suo piccolo un esempio di spreco di denaro pubblico a discapito anche di settori cardine come la Sanità.

Maurizio Cirignotta

domenica 11 ottobre 2009

Gela: Apre il nuovo carcere

In una Gela vittima della Mafia e del Malaffare appestata da anni dalla piaga del pizzo, finalmente dopo tanti anni si completa un’opera necessaria il “Carcere”. Un progetto che parte progettualmente nel lontano 1959 per poi essere approvato nel 1978, composto da 48 celle, dotate di bagno che possono ospitare singolarmente 2 detenuti e può contenere nel complesso circa 100 reclusi. I lavori iniziati nel lontano 1982 sono andati avanti a singhiozzo fino all’avvento delle amministrazioni Gallo-Crocetta che hanno profuso il loro impegno nel completamento dell’opera da parte del Ministero di Grazia e Giustizia che ha dedicato nell’ultima trance di completamento della struttura ,circa 5 milioni di euro. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 26 novembre del 2007 quando Clemente Mastella allora Ministro di Grazia e Giustizia venne a Gela per decretare il completamento e l’ufficializzazione dell’opera. Da allora i lavori relativi al sistema di allarme e dei suppellettili sono continuati per essere completati nei mesi scorsi. Finalmente l'avvio dell'attività è stata stabilità per il giorno 12 ottobre con l’apertura ufficiale ed il taglio del nastro da parte dell’ On. Alessandro Pagano che decreterà ufficialmente l'inizio, con un mero atto di pubblicità politica in quanto già inaugurato nel 2007. La nuova struttura avrà il compito di evitare i viaggi della speranza di tante famiglie dei molteplici detenuti, che oggi vivono il disagio relativo alla lontananza dei loro familiari reclusi in altre strutture lontane dalla città Gela. Altra opera faraonica ancora in costruzione il Tribunale che nei prossimi anni forse completerà il progetto legalità che da anni rappresenta una necessità per il territorio.

M.C.

lunedì 5 ottobre 2009

Vittime innocenti di una strage annunciata


Tra le varie colpe e le tante dimenticanze amministrative da parte degli enti locali preposti ecco una nuova strage annunciata che in questa occasione ha colpito le popolazioni delle varie frazioni montane del comune di Messina. Si contano già 24 morti e circa 35 dispersi ben 555 sfollati gli ospitati nella varie strutture alberghiere di Messina e di Scaletta Zanclea. Una tragedia che parte dalle tante dimenticanze degli amministratori e dall’incuria di quei cittadini che hanno favorito l’abusivismo edilizio del territorio,solo a Scaletta Zanclea e Giampilieri ben 1192 case abusive costruite proprio a ridosso del pericolo montagna e dei vari torrenti prospicienti. Un piano regolatore,quello approvato nel 2002, che ha favorito anche la costruzione di immobili vicino a dei torrenti ,praticamente prevenzione “Zero”. Le prime avvisaglie della strage hanno radici lontane e precisamente il 25 ottobre del 2007 quando una pioggia torrenziale favorì l’invasione di strade ed abitazioni da parte di fango e detriti senza provocare nessun morto. Il pericolo dopo quella data ha ogni giorno soffocato le menti di molti abitanti che riunitisi in comitato hanno manifestato la loro paura verso le istituzioni competenti ma nessuno li ha mai ascoltati, hanno da sempre chiesto una legge regionale che avesse impedito il dissesto idro geologico attraverso anche un piano di rimboschimento operato dagli organi della forestale, tutto inutile,perche la sordità è stata cronica. Anche la protezione civile assieme a Legambiente nel suo piano di Monitoraggio 2008 delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico aveva dato l’allarme. Da un’attento esame ci accorgiamo che molti comuni proprio in Sicilia ha il 95% delle abitazioni ,il 52% dei quartieri ed il 75% a rischio e che l’azione contro il rischio idrogeologico delle amministrazioni comunali, in questo senso, è insufficiente (vedi Scaletta Zanclea) per molti altri comuni della Sicilia. La stessa Sicilia che nella graduatoria nazionale si attesta al terz’ultimo posto della graduatoria che vede al primo posto la Valle d’Aosta , che sembra avere attenzionato e modificato i propri strumenti urbanistici per ben l’86% delle zone a rischio. Cosa fanno i nostri politici stanno a guardare ? Preferiscono dedicarsi alla cura della propria immagine con salsicciate e altro depauperando fondi pubblici in direzioni non utili per le popolazioni ? Dove sono i controlli?. Tralasciamo i dati ed avviciniamoci alla cronaca di una strage annunciata che inizia il 1 ottobre 2009 alla ore 19 quando una pioggia torrenziale cade con una potenza di 230 mm di acqua in tre ore, di lì a poco un boato improvviso dovuto alla caduta della montagna che scende verso il mare, come un gigante colpito dall’incuria dell’uomo che si abbatte di lì a poco su Giampilieri provocando i primi morti ed è l’inizio della strage, seguono le lacrime e lo strazio dei cittadini. No Comment………
Maurizio Cirignotta

venerdì 2 ottobre 2009

Catania:Nuovo coordinamento provinciale per il nursing-up


La Sanità Siciliana nell’ambito della riorganizzazione territoriale vede una nuova condizione organizzativa che parte dalle ASP provinciali e dall’ unificazione di presidi e servizi. Una condizione predisponente verso le nuove competenze sindacali che operano nel territorio affinchè le stesse possano portare avanti problematiche comuni alle varie realtà ed ai vari presidi ospedalieri variamente dislocati . Il Nursing-Up sindacato infermieristico di categoria ha voluto in questo senso essere lungimirante e porsi immediatamente al passo con le nuovi condizioni operative della Sanità Siciliana attraverso la creazione nella Provincia di Catania di un Coordinamento Provinciale che operi al meglio nel territorio attraverso lo strumento della contrattazione decentrata. La riunione svoltasi a Catania il 30 settembre 2009 ha visto la presenza del Segretario Regionale Calogero Gugliotta e dei rappresentanti delle varie aziende che operano in Provincia ha eletto un coordinamento provinciale che si interfaccerà con la nuova Direzione Generale dell’ASP 3 rappresentata dal Dott. Giuseppe Calaciura, componenti del coordinamento Lillo Coniglio,Rosa Schilirò,Maurizio Cirignotta e Mauro Bonina. Tra i primi passi del nuovo gruppo dirigenziale un incontro a breve con il Direttore Generale dell’Asp 3 .
M.C.