domenica 24 febbraio 2008

Gela: 9 milioni di euro dal Ministero della Salute.

Firmata definitivamente a Roma, in data 22 Febbraio 2008, l’intesa tra il Ministro della Salute, Livia Turco, e l’Assessore alla Sanità della Regione Siciliana Prof. Roberto La Galla. L’Accordo Stato Regione permetterà l’utilizzo di ben 23 milioni di euro provenienti dalla legge11 marzo 1988, n° 67 ,articolo 20, che saranno ridistribuiti in tutta la Sicilia per l’ammodernamento tecnologico nelle varie realtà sanitarie dell’isola. Tra i finanziamenti previsti il più congruo è quello destinato all’azienda ospedaliera”Vittorio Emanuele” di Gela, dove saranno impegnati 6.200.000 euro per la costruzione della Radioterapia nell’ambito del nascente Dipartimento di Oncologia di 2° livello e 3.500.000 euro per la messa a norma di alcune ale del presidio ospedaliero. Un atto quello di Roma che conclude positivamente la lotta iniziata a suon di incatenamenti nelle varie sedi istituzionali da alcuni rappresentanti del Movimento Polo Oncologico(Moscato Crocifisso e Maurizio Cirignotta) che negli anni scorsi hanno dato forza in prima persona a questo finanziamento.

M.C.

venerdì 22 febbraio 2008

Sicilia: La corte dei conti bacchetta la gestione del 118.

A dare l’allarme sulla gestione del servizio emergenza urgenza in Sicilia ,la Corte dei Conti, che nella sua “Indagine sul funzionamento del 118 ”, depositata il 21 gennaio del 2008 ,ha dettato tutte le incongruenze gestionali che hanno determinato un vero buco finanziario. L’indagine ha infatti verificato le modalità organizzative, i costi e le eventuali criticità, con riferimenti alla fase della programmazione e della gestione del sistema. Addentriamoci nel sistema 118 e cerchiamo di capire cosa ha determinato tutto questo. La sicilia, come tutte le altre regioni si è adeguata nella gestione dell’emergenza, fin dal 2000 al D.P.R. 27 marzo 1992 che detta le linee guida in materia di gestione del servizio di trasporto sanitario di emergenza, ponendo in essere delle normative regionali di riferimento. Tra queste ricordiamo la legge regionale n. 30/93, che istituisce per la prima volta in sicilia una rete “unica ed unitaria” operante mediante l’attivazione di quattro centrali operative raggruppanti bacini territoriali infraregionali. All’interno della stessa legge l’art. 36 che al comma 2 lettera b), prevede la possibilità, per la Regione siciliana, di procedere alla gestione del servizio attraverso la stipula di convenzioni con la Croce Rossa Italiana - CRI. La prima applicazione di tale articolo è avvenuta con ulteriore legge regionale del 7 agosto 1997 n° 30 che assegnava in data 10 novembre 1998 e fino al 31 dicembre 2000 la gestione del servizio emergenza urgenza e del numero unico”118” alla CRI, che a sua volta affidava la gestione alla S.I.S.E. spa, nata nel 1999, come società mista e poi trasformata nel 2004 in spa a maggioranza CRI. Dalla convenzione iniziale detta “convenzione madre” stipulata nel maggio del 2000 si è passati alla data odierna attraverso varie leggi regionali e atti amministrativi che hanno prorogato la convenzione fino al Giugno del 2008. L’organizzazione del servizio in ambito regionale invece si basa sul Decreto assessore alla sanità del 27 marzo 2001 (decreto pubblicato sulla G.U.R.S. n. 17/01) ed intitolato “linee guida generali sul funzionamento del Servizio Emergenza Sanitaria Regionale S.U.E.S. 118”. Nell’ambito del decreto sono state istituite 4 centrali operative : Centrale Operativa 118 Palermo: bacino di utenza: Palermo–Trapani; Centrale Operativa 118 Caltanissetta: bacino di utenza: Caltanissetta– Enna- Agrigento; Centrale Operativa 118 Catania: bacino di utenza: Catania - Ragusa - Siracusa;

Centrale Operativa 118 Messina: bacino di utenza: Messina. Che operano attraverso personale fornito dalle aziende ospedaliere adeguatamente formato. Hanno una funzione di filtro attraverso il numero 118 e di allertamento del sistema territoriale gestito dal CRI-S.I.S.E spa. La dislocazione territoriale delle ambulanze è regolamentata dall’art.lo 3 della convenzione madre sopra citata che prevedeva un numero pari a 157 ambulanze , che però nella conferenza di servizio del 19 luglio 2005 e del 13 settembre 2005 indetta dalla presidenza della regione in presenza degli assessori competenti veniva aumentata fino a 231, ben 64 in più rispetto alla convenzione madre, con un conseguente aumento di personale dedicato da 10 a 12 unità ed un limite orario mensile di 30 ore. Tale numero di ambulanze è aumentato dopo 5 mesi di altre 49 unità fino a raggiungere le 280 il 7 marzo 2006, sempre a seguito di una deliberazione di Giunta regionale e con conseguente aumento di personale dedicato. Ad oggi quindi il numero di personale assunto dal S.I.S.E è passato dai 1570 della convenzione madre ai 3009 dipendenti (autisti-soccorritori), per un totale di 3310 se consideriamo anche gli amministrativi. Si denota quindi un quadro di raddoppio di mezzi e di personale che in soli 2 anni hanno aumentato la spesa globale del servizio 118 a dismisura, infatti come indicato dall’indagine della corte dei conti e dal Dipartimento regionale bilancio e tesoro – servizio 17 ragioneria centrale sanità, con nota n. 25813 del 24 maggio 2007, gli oneri derivanti dalla convenzione, stanziati in bilancio nel capitolo 412525, risultano cresciuti nel seguente modo:

  1. anno 2001 impegni euro 8.336.309,95
  2. anno 2002 9.991.434,29
  3. anno 2003 23.621.834,17
  4. anno 2004 47.228.411,85
  5. anno 2005 56.532.690,45
  6. anno 2006 119.950.539,39

A questi dati esaustivi si devono aggiungere le spese in misura del 10%, per costi relativi ai beni strumentali ed al personale non sanitario che ricadono sulle spese generali della regione siciliana come da convenzione e che hanno visto(vedi tabella) nel triennio 2004-06 le seguenti spese.

Spese generali

4.956.939,57-2004

5.641.357,20 –

2005

5.500.000,00-

2006

Tabella 5 Andamento nel triennio 2004-2006 dei costi relativi spese generali su dati Assessorato alla Sanità – Servizio 7 “SUES 118”.

L’indagine inoltre mette in luce il metodo con cui sono state fatte dal S.I.S.E spa le assunzioni di personale amministrativo (assunzioni dirette) ,criticando anche alcuni compensi che arrivano a 62000 euro annuali. Sempre secondo la corte dei conti nel reclutamento del personale adibito alle ambulanze non sono stati rispettati i normali canoni di assunzione per bando pubblico e con regolare pubblicazione nella G.U.R.S regionale, infatti solo la selezione dei 1978 soggetti da formare come operatori esperti delle situazioni di emergenza risulta nella G.U.R.S n. 2 del 25 gennaio 2002. Oggetto di critica inoltre la formula di acquisizione da parte del S.I.S.E spa delle ambulanze che secondo la corte dei conti non rispetta il metodo dell’economizzazione di spesa ,infatti secondo la stessa, le ambulanze invece di essere noleggiate, potevano essere acquistate direttamente con una differenza di spesa di circa 4.000.000 di euro rispetto ai 113.000.000 spesi per 5 anni di noleggio. Infine la grande incongruenza della convenzione madre Regione-CRI che viene avvalorata dalla recente impugnazione da parte della Commissione europea davanti alla Corte di Giustizia CEE (ricorso del 28.2.2006 causa C/119/2006) di una convenzione stipulata da una Regione per l’affidamento senza gara di servizi di trasporto sanitario ,condizione che viene esplicitata anche dall’art. 13 della legge 248/06 (“Decreto Bersani”), “Gli enti a capitale pubblico(CRI) non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati, né in affidamento diretto né con gara”. Da tutto questo emerge sicuramente una gestione “leggera” della sanità pubblica siciliana che oggi è sotto la spada di Damocle del piano di rientro 2007-09, che ha tagliato risorse a destra e a manca nella vaga ricerca di far quadrare i conti con il governo centrale. Di contro la piena volontà del governo regionale di attuare una politica di sistemazione del personale precario che sotto alcuni aspetti è conseguenza anche del grave stato di disoccupazione in cui versano migliaia di giovani siciliani. Ma quello che conta è la notevole differenza di spesa che la regione siciliana oggi ha nella gestione del 118 rispetto ad altre regioni,dobbiamo quindi adeguarci.

Maurizio Cirignotta

venerdì 15 febbraio 2008

Sicilia:Esitato Positivamente il Finanziamento della Radioterapia a Gela dalla Conferenza Stato Regioni.


Il finanziamento della Radioterapia a Gela è stato finalmente esitato dalla conferenza stato regioni in data 14 febbraio 2008. La notizia diffusa dall’ufficio stampa della stessa che in riferimento al verbale di riunione del 14 febbraio ad integrazione dell’ODG di cui nota 7 bis - Intesa sulla proposta del Ministero della salute inerente “Accordo di Programma stralcio per il potenziamento tecnologico del servizio sanitario regionale” con la Regione Siciliana”,ha sancito l’intesa che nel dettaglio in rapporto alla legge 11 marzo 1988, n. 67, all’articolo 20, autorizza l’esecuzione di un programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico e di realizzazione di residenze sanitarie assistenziali per anziani e soggetti non autosufficienti. Il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, all’articolo 5bis, introdotto dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, demanda quindi al Ministro della sanità, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza Stato – Regioni, nell’ambito del programma nazionale straordinario di investimenti in sanità di cui all’articolo 20 della citata legge 11 marzo 1988, n. 67, la facoltà di stipulare accordi di programma con le Regioni e con gli altri soggetti pubblici interessati alla realizzazione dei predetti interventi. Un risultato di notevole spessore che dà valenza alla lotta dei cittadini liberi ed ai malati oncologici al di fuori della politica e delle strumentalizzazioni mediatiche che pretendono di avere sempre tutte le paternità sui risultati concreti ottenuti per la Citta di Gela.

Maurizio Cirignotta

Gela: 3 progetti Comunitari,per la Provincia Regionale di Caltanissetta.


Questo è quello che è scaturito dalla conferenza stampa indetta in data 15 febbraio 2008 alle ore 11.00, presso il palazzo della provincia in via Bresmes a Gela,dove il Presidente della provincia Filippo Collura ed il Prof. Vigliar hanno illustrato i progetti già finanziati dalla Cee nella programmazione 2007-13. La provincia di Caltanissetta parteciperà a questi progetti sia come patner che come socio di maggioranza con una supervisione da parte dell’UIP. I progetti sono frutto di un lavoro attento sul territorio- dice il Prof. Vigliar- che ha prodotto i sui frutti nel breve, vista la pubblicazione dei bandi comunitari a fine 2007,nel dettaglio continua- il prof. Vigliar- i bandi finanziati sono tre. Il primo sarà dedicato a giovani laureati del territorio che in collaborazione con l’associazione Tecla di Roma si formeranno, per tre mesi, in Belgio presso “Spazio Europa UPI-TECLA” a Bruxelles, e in Italia presso “Gela Sviluppo” a Gela , per poi svolgere attività di supporto alle collettività territoriali attraverso l’implementazione delle azioni transnazionali. Il secondo progetto è basato sulla partecipazione e sull’organizzazione, nei prossimi mesi, da parte della provincia Regionale di Caltanissetta di un Forum Nazionale sulle Autonomie Locali, per la individuazione delle politiche Primarie di scambio interculturale ed economico tra le varie realtà. Il terzo progetto invece si basa sulla creazione di un Osservatorio per le Geopolitiche del Mediterraneo che vedrà la partecipazione di Enti Esteri con l’obbiettivo di creare assieme un sistema di valorizzazione e di patnerariato che possa proporre Progetti Comunitari e di interscambio internazionale. In cantiere altri tre progetti; sulle politiche Giovanili,sulla Commercializzazione internazionale dei prodotti locali quali il vino e l’olio e sull’ambiente -“LIFE AMBIENT”- che tenderà a favorire l’approvvigionamento di Acqua nelle zone carenti Europee,nell’ambito delle quali rientra anche Gela .

Maurizio cirignotta

sabato 9 febbraio 2008

Sicilia: Gita fuori porta a”Pasquasia”con il Cesio 137

Ipotesi e realtà di una Sicilia distrutta dalle Industrie Petrolifere e dall’inquinamento che oggi ha ipotecato lo sviluppo turistico delle spiagge di Gela,Milazzo e Priolo. Dove andare quindi ?.Per una gita fuori porta all’insegna della pulizia ambientale e della calma salutare si ritiene utile la scelta di, andare dove le verdi praterie siciliane, sono all’indice dell’aria pulita e dove veramente lo sviluppo industriale che inquina è inesistente, in questo senso ricordiamo,tra le zone più belle l’ex Miniera di Pasquasia situata in un contesto verdeggiante che caratterizza il Cuore della Sicilia . Sarà vero tutto questo ? Alcuni giornalisti locali hanno posto importanti interrogativi ,avvalorati anche dalle dichiarazioni dell’istat e di eminenti Oncologi, tra cui il Dr. Cammarata,che hanno affermato come ad Enna 16 persone su 10.000 muore di tumore ,un dato che rapportato a quello di milano di 12 persone ogni 10 mila è preoccupante vista l’assenza di industrie inquinanti nella zona. Addentriamoci quindi a questo punto nei tanti perche’ e nelle verità nascoste delle miniere siciliane dislocate in tutta la Sicilia ,portando come esempio “Pasquasia”. Partiamo dalla storia della Miniera di Pasquasia ,chiusa nel 1992 per ragioni non ancora completamente appurate, è la più importante miniera di superficie per l'estrazione di zolfo e solfato di potassio della Sicilia, situata in provincia di Enna, in territorio della città capoluogo, al centro dell'isola, lungo la valle del fiume Morello. La qualità dello zolfo prodotto è così elevata che le formazioni gessoso-solfifere alludono a Pasquasia per antonomasia (nota è la formazione di Pasquasia). Pasquasia sorge su un dosso lungo la Strada Statale 122 Catanese, a metà strada tra Enna e Caltanissetta, nell'omonima contrada, ai piedi del monte Pasquasia di 610 m. di altezza. Essa è oggi, probabilmente, uno dei più validi esempi reperibili in Sicilia di archeologia industriale: il grande complesso di strutture che servivano le massicce attività della miniera, peraltro moderne ed efficienti, sono ben visibili dalla sottostante strada statale, ed appaiono come grandi edifici di funzione meccanistica di colore bianco, con un castelletto d'acciaio ormai in rovina. Il fulcro della miniera è il Pozzo 3, incuneato nel demanio forestale. La chiusura della miniera, che per qualche secolo ha rappresentato una delle più importanti fonti occupazionali per le province di Enna e Caltanissetta, nell’ultimo periodo e stata gestita dallItalkali Spa che negli esercizi 1981-1991 ha conseguito un fatturato di (Potassio e Salgemma) di 1.563 miliardi, realizzando utili per 23,6 miliardi. Nel comparto Potassio inoltre l’Italkali Spa, ha conseguito un fatturato di 616 miliardi, realizzando utili stimati in 9.3 miliardi. Molti sostenevano , in quel periodo, che in Sicilia, la quantità di sale presente nel territorio è illimitata, da Mazara del Vallo a Catania e solo con il salgemma il fatturato annuo ha sfiorato i 130 miliardi, con 700 dipendenti, oltre ad un altro migliaio nell’indotto. Quando l’Italkali era in attività con in sali potassici di “Pasquasia” rappresentava la terza azienda al mondo come fatturato e la prima per qualità nel settore. Perchè allora la miniera di pasquasia è stata dimessa? Quali interessi ? Dalle notizie ed interviste fatte, sembra che il governo abbia decretato la cessazione dell'attività estrattiva allo scopo di depositare nel complesso scorie nucleari. Invero, la versione ufficiale circa la chiusura riguarda gli alti costi per la realizzazione di una condotta di scarico lunga 90 km fino a Licata. Cosa c’è di vero in tutto questo? Dai giornali si ipotizza addirittura un’ inaspettato incidente nucleare verificatosi probabilmente intorno al 1995 durante una fase sperimentale di laboratorio per verificare la reale consistenza del sottosuolo della miniera su eventuali dispersioni di radiazioni. Lo testimonierebbe la presenza di Cesio 137 nelle vicinanze di Pasquasia, riscontrata dall’Usl nel 1997 in concentrazione ben superiore alla norma. Se l’emissione nell’aria di questo radionuclide è normalmente provocata da disgrazie all’interno di centrali nucleari, perché la presenza a “Pasquasia” dove non esiste nessuna centrale nucleare? Molti i dubbi che ci riportano alla demonizzazione della Sicilia da parte dei governi centrali,infatti dei deputati regionali si sono molte volte trovati davanti ad un “muro di gomma”. Alcuni sono convinti che su Pasquasia ci sia il segreto di stato. A questo proposito la decisione di qualche anno del consiglio dei ministri che individuò, sempre discapito della Sicilia, ben tre luoghi alternativi al sito di Scanzano Jonico per il deposito di scorie. Erano tutti siti del centro Sicilia tra cui la miniera di Salinella vicino Enna, una ex miniera di zolfo tra i comuni di Agira e Assoro, un’altra vicino Resuttano,nella zona di Caltanissetta.

Ad avvalorare tutto questo anche una decisione precedente della commissione europea che stilò nel 1977, una lista che individuava in Italia 134 siti idonei ad ospitare un deposito geologico per i rifiuti radioattivi; tra i siti individuati ci sarebbero: in Sicilia- Regalbuto, Agira, Assoro Villapriolo, Pasquasia, Resuttano, Salinella, Milena, Porto Empedocle, Realmonte, Montallegro;- in Calabria Fiume Neto e in Basilicata Scanzano. Ben 9 comuni accreditati sono in Sicilia !!. Riguardo il segreto di stato dobbiamo riportare per dovere di cronaca un’intervista pubblicata nel 2001 all’On. Grimaldi a suo tempo assessore al territorio e ambiente della regione siciliana che dice -“«Quando cercai di entrare a Pasquasia con dei tecnici, con degli esperti del mio assessorato, ebbi grande difficoltà ad accedervi, perché non volevano che entrasse la televisione. Non volevano nel modo più assoluto che si vedessero i pozzi. Quando poi sono riuscito ad entrare all'interno della miniera, la cosa più strana che vidi era che uno di quei pozzi, che loro chiamavano bocche d'aria o sfiatatoi enormi e profondi di diametro più di 15 metri, era stato riempito con materiale che di sicuro era stato trasportato all'interno della miniera per chiudere, per tappare in modo definitivo quella bocca. E non si tratta di materiale buttato dentro casualmente come può verificarsi in una miniera temporaneamente chiusa, come quando qualcuno che vede una pietra e che la butta dentro. Qui si tratta di TIR carichi di materiale che poi hanno buttato dentro appositamente per seppellire e nascondere un qualcosa»-. Parallelamente a queste dichiarazioni le indagini della procura sull’ Ecomafia e le confessioni, del pentito Messina che avrebbe parlato di un probabile coinvolgimento dei servizi segreti nell'affare Pasquasia infatti sembra che negli anni '80 agenti il SISDI avrebbero contattato l'allora amministrazione comunale per richiedere un'autorizzazione a seppellire in quella miniera materiale militare. Cosa c’è dietro a tutto questo ? Forse il coinvolgimento delle stesse istituzioni Italiane che sanno e non parlano?. L’ultima parola ad un giornale"L’Ora Siciliana" che il, 22 dicembre 2007 ha denunciato : - “A Pasquasia ci sarebbero rifiuti nucleari , infatti nell’ex miniera fin dal 1995 vi sarebbero depositate scorie di medio livello. Ma la cosa più preoccupante sarebbe che dal 2010 a Pasquasia finirebbero anche le famigerate HLW di terza categoria, ossia le scorie la cui radioattività decade nel corso di migliaia di anni”. Molta carne al fuoco e nessuna verità che si associa ad un’ amara realtà per la Sicilia ,Invece di morire di vecchiaia si muore di Tumore?. La realtà che oggi le zone incontaminate in Sicilia sono pochissime perché quello che si vede all’esterno è molte volte non corrispondente a quello che c’è nel sottosuolo dell’isola siamo forse diventati la fogna d’Italia ?. Dove andare a fare una gita fuori porta all’insegna dell’aria pulita e del disinquinamento ambientale?. Lasciamo infine la parola ai politici Siciliani ed alla imminente campagna elettorale……..

Maurizio Cirignotta


sabato 2 febbraio 2008

Gela: La Salute un diritto disatteso?


Si è svolto in data 2 Febbraio 2008 alle ore 17.00 presso il Palazzo Ducale il convegno dibattito “Diritto alla Salute” organizzato dal Movimento Polo Oncologico di Gela. Presenti all’incontro l’on.Filippo Misuraca,Il Presidente della Provincia Regionale di caltanissetta,Filippo collura,l’on Alessando Pagano,il cons. provinciale Vincenzo Pepe ed i consiglieri comunali di Gela ,Scuvera e Greco. La sala risultava gremita visto anche l’interesse di molti cittadini verso una problematica sanitaria che purtroppo ha colpito nei decenni tutte le famiglie della città di gela, attraverso tumori e malformazioni. Tra gli interventi di rilievo quello dell’on Filippo Misuraca che ha dato notizie sulle ultime novità relative al finanziamento della radioterapia a gela che ad oggi sembra non essere stato firmato dal Ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa ,che ha la pratica in evidenza da circa 40 gg. Degna di nota la proposta sancita anche da una simbolica stretta di mano tra l’on. Misuraca ed il Presidente della Provincia Filippo Collura,ad operare in collaborazione ,a tutti i livelli, per la risoluzione della problematica oncologia che non ha colori politici. Tra gli altri interventi quello dell’on Pagano che ha ribadito l’impegno di Forza Italia per l’oncologia di Gela che si è anche concretizzato con il posizionamento nella locale azienda ospedaliera del Dott.Costa che è stato responsabile della implementazione di ben 4 centri oncologici nell’isola tra cui quello del Garibaldi,Di S.Cataldo e di Ragusa. Sono intervenuti anche il Presidente del movimento polo oncologico di Gela Moscato Crocifisso ed il Segretario Maurizio Cirignotta che ha dissertato sull’art 32 della costituzione.


M.C.