martedì 29 dicembre 2009

Gela:Vincoli Sic e Zps nascondono discariche industriali ?


Ancora una volta,Gela,grosso centro industriale della Sicilia, è, in primo piano nel processo di degrado ambientale del suo territorio nei mesi scorsi infatti alcuni cittadini hanno scoperto delle pericolose discariche a cielo aperto. Il sospetto che sia la stessa politica ad avere nascosto per circa venti anni tale scempio con un atto di vero connubio con l’industria permettendo nel tempo e sotto l’egidia dei vincoli ambientali SIC e ZPS di creare vere e proprie discariche di materiali industriali chimici pericolosi in questo territorio. Le discariche dislocate in più punti sono pienamente accessibili a tutti e contengono catrame , amianto e forse anche materiali radioattivi che nel tempo hanno inquinato le falde profonde determinando in alcuni casi l’inquinamento dello stesso ciclo biologico con il fondato sospetto che tumori, arsenico nel sangue e malformazioni a Gela non sono certo piovuti dal cielo. Alcune di queste aree protette dai vincoli ambientali e faunistici inoltre sono state coperte da circa un metro di terra, ma nel tempo non hanno potuto nascondere la loro realtà che oggi riaffiora con materiali catramosi e liquidi misconosciuti. Sembra di essere sotto i riflettori di un film a filone mafioso,dove attraverso fiumi di denaro si sono potuti acquisire diritti impossibili a discapito dello stesso territorio e dell’ambiente. Chi abbia goduto di tutto questo per chiudere un’occhio forse due sulla questione questo sembra essere plausibile ma certamente non dichiarabile visto che si và a cozzare con la stessa politica che negli anni ha governato la città. Ma ad allarmare i cittadini ora costituitisi in comitato spontaneo è la piena condizione di mancato controllo, specie per quanto riguarda la problematica faunistica, da parte della (LIPU) unico ente di salvaguardia della fauna selvatica della zona che secondo il comitato spontaneo deve essere rimossa nel suo incarico di controllo . Della grave situazione ambientale sono stati informati il Ministero dell’Ambiente, La Procura della Repubblica di Palermo e di Gela oltre che il competente ufficio Europeo. Previsto inoltre per giorno 5 pomeriggio e 6 Gennaio 2010 un sit-in di protesta di varie associazioni e comitati spontanei della città presso i locali identificati Nord2 dell’A.S.I. di Gela.

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sabato 26 dicembre 2009

Dalla politica un primo passo verso il Registro Tumori in Provincia di Caltanissetta


Dopo anni di morti bianche avvenute nel territorio della Provincia di Caltanissetta e specie nella popolosa città di Gela dove ancora oggi non si riesce a capire quali correlazioni ci possono essere tra inquinamento e malattie cancerogene, la politica, dopo 50 anni di grandi sacrifici e di lotte da parte di varie associazioni tra cui in prima linea il Movimento Polo Oncologico di Gela, muove i suoi primi passi verso la concretezza ed istituisce il Registro Tumori. A prendere il testimone della battaglia verso la verità, il Presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta On. Giuseppe Federico(al centro nella foto) che attraverso l’ente finanzierà il progetto con 180 mila euro, per un totale di spesa di 540 mila euro. Le somme verranno gestite attraverso una convenzione che l’Ente stipulerà con l’Asp di Ragusa che è capofila dell’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) costituita con il “Registro Tumori Integrato delle Province di Catania, Messina, Siracusa ed Enna” (con sede in Catania), con il Consorzio “Projects & Services Group” (con sede in Mussomeli) e con il “Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia (con sede in Palermo). Tra le funzioni principali del Registro quella di monitorare i trend di incidenza, prevalenza e sopravvivenza dei tumori nel corso del tempo, nelle differenti aree geografiche e tra le diverse classi sociali; valutare l’efficacia della prevenzione del cancro e dei programmi di screening; valutare la qualità ed i risultati della diagnosi e cura dei tumori fornendo dati comparativi sui trattamenti e sui risultati ottenuti; valutare l’impatto dei fattori ambientali e sociali sul rischio di tumore. Un dato importante è rappresentato dal fatto che tutti i dati saranno pubblici e serviranno per studiare e capire i possibili rischi associati al fumo, ad un’alimentazione errata, all’inquinamento ambientale (linee elettriche, discariche, radiazioni); sostenere indagini sulle cause dei tumori; fornire informazioni in supporto ai servizi di counselling genetico per gli individui e le famiglie ad elevato rischio di sviluppare cancro. Il progetto vedrà interagire il Comitato d’indirizzo (costituito dai referenti degli enti associati) che assumerà tutte le decisioni strategiche, il Project Manager responsabile dell’intero processo, il Carprof - Centro Analisi Ricerca Progettazione e Formazione per le decisioni di carattere tecnico-scientifico, la Segreteria tecnica con ruoli organizzativi e gestionali, le Equipe attività per il coordinamento degli operatori. Tra gli altri Patner operativi del progetto anche l’Asp 2 di Caltanissetta rappresentata da Dott. Paolo Cantaro che ha annunciato in correlazione al registro tumori l’avvio di una campagna di screening Oncologico che interesserà circa 35-40 mila persone e mira ad attenzionare solo tre patologie tumorali quali il carcinoma del colon,il cancro dell’utero ed il cancro della mammella.

Maurizio Cirignotta

giovedì 24 dicembre 2009

Regalo di Natale per i malati Oncologici di Gela


Le Feste natalizie sono sempre ben note per la loro generosità e per i tanti regali che vengono dati ai bambini .Questa volta la solidarietà ricade sui malati oncologici che sotto l’albero hanno trovato la pubblicazione del bando relativo ai contributi dedicati ai viaggi della speranza che con precedente atto del consiglio comunale erano stati assegnati per la definitiva cifra di 200.000 euro. L’atto in questione è stato pubblicato a firma del Commissario Straordinario il 22 di Dicembre 2009 e vede nel dettaglio la contribuzione solidale da parte dell’Amministrazione Comunale alle spese di viaggio ed altro relative ad accertamenti effettuati fuori sede ed a pagamento. La somma di cui i malati oncologici potranno usufruire non supera il tetto dei 3000 euro. A differenza di altri bandi precedenti tutti potranno accedere al contributo senza limitazione di reddito. Gli anni di riferimento sono il 2008 ed il 2009. Altra novità che ogni ammalato ha l’obbligo di fornire la certificazione attestante la presenza della patologia oncologica ed il certificato di residenza. Le domande infine dovranno essere presentate entro il 30/01/2009. Il Movimento Polo Oncologico lieto di darne notizia ringrazia il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Di Dio, il Commissario Straordinario Rosolino Greco e tutti coloro che nell’ambito del consiglio comunale si sono prodigati alla fattiva azione di supporto nei confronti dei malati oncologici di Gela.

Maurizio Cirignotta

lunedì 21 dicembre 2009

"L'Ammalato uno di noi"

La storia di Gela si perpetua nel tempo attraverso le grandi battaglie della Magna Grecia che hanno portato in questo territorio ricchezze immani in termini di reperti e di immagine culturale ,infatti lo stesso Eschilo esiliato per avere scoperto i misteri eleusini visse in questa città fino alla sua morte avvenuta nel 456 a.c. che vuole la leggenda sia avvenuta per colpa di un’aquila. Tanti gli anni trascorsi nel tempo tra invasioni di pirati e crociate. Il tutto fino ad arrivare al 1962 quando la storia della popolazione Gelese si ferma per dare origine al miracolo industriale di Mattei che in quei periodi fù visto come la Panacea di tutti i mali. Tra le conseguenze di tutto questo l’allontanamento della gente dalla principale risorsa del territorio “L’Agricoltura”. Il lavoro sicuro ed il dignitoso stipendio hanno nascosto nel tempo un grave pericolo per la popolazione “l’Inquinamento”. Un Leone gigantesco avente tentacoli politici inimmaginabili che nella disattenzione di tutti ha creato un nuovo problema “Il Tumore”. A questo punto pianti e disgrazie si sono abbattuti in tante famiglie di Gela che per anni non si sono resi conto di quello che stava succedendo,anche perché nessuno li ha mai informati. Ora la popolazione continua a chiedere infrastrutture sanitarie per lenire la malattia e prevenire la marea montante di malati oncologici che ogni giorno muore sotto la falce della dimenticanza politica verso questo territorio martoriato dall'inquinamento.

lunedì 14 dicembre 2009

Un atto da condannare !!


Nella considerazione che qualsiasi atto di violenza rappresenta il degrado della nostra identità di uomini pensanti, si crede fermamente che i fatti accaduti a Milano siano inammissibili sotto tutti gli aspetti. La violenza attualmente in essere in natura è solo tra gli animali, che ne fà uso per una necessità prettamente esistenziale ,legata al proprio naturale ciclo di vita. Noi uomini ,se così ci vogliamo chiamare, non possiamo parlarne specie in Politica perché questo rappresenterebbe un inizio di degrado della stessa figura umana ed un impoverimento del pubblico consesso, rappresentato principalmente dal nostro Parlamento. Se tutto questo poi parte anche da un’odio inconsulto che viene da dentro, qualcuno ha veramente fatto un bel lavoro che rischia di creare un vero scontro civile ad ampio raggio. Andando alla cronaca qualcuno parla di un’aggressione premeditata, infatti nelle tasche del Tartaglia sono stati trovati anche un altro souvenir ed uno spray al peperoncino, gli agenti infatti nutrono dei dubbi sull’isolato gesto inconsulto. Un’altra domanda di rito perché proprio un malato di Mente Psicolabile che secondo le dichiarazioni del padre non ha mai fatto male a nessuno?....

sabato 12 dicembre 2009

Il Ministro Alfano a Gela per Inaugurare il nuovo Palazzetto dello Sport



Ancora una volta Gela è protagonista di visite illustri, dopo quella del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri ,Miccichè, oggi 12 dicembre 2009 è stata la volta del Ministro delle Giustizia Alfano. La visita è stata dettata dall’Inaugurazione del nuovo Palasport della Provincia Regionale di Caltanissetta che dopo anni di lavori finalmente ha visto i suoi lumi nei mesi scorsi. La presenza del Ministro di Giustizia a Gela vede un riferimento importante nella lotta contro la mafia ,quella del giovane Magistrato della procura di Agrigento “Rosario Livatino” morto sotto i colpi della mafia a soli 38 anni che da oggi titolerà il nuovo palasport di Gela. Nel suo discorso il Ministro ha voluto ricordare il suo legame con Rosario Livatino, dovuto all’appartenenza alla stessa provincia d’origine ed al suo manifesto uso della figura dello stesso magistrato come esempio di vita e di professione, prima come avvocato e dopo anche come politico ed ora come Ministro. Ha manifestazione di tutto questo l’intitolazione all’inizio della suo mandato,della Sala Verde del Ministero a “Rosario Livatino” a rispetto di un esempio mirabile di magistrato e di baluardo della Giustizia Italiana. Tra gli altri interventi quello Padre Petralia parroco di un quartiere ad alto rischio mafioso che ha rappresentato come l’esempio di “Rosario Livatino" debba essere di sprono per le nuove generazioni. Nella scaletta anche il Presidente della Provincia di Caltanissetta On. Giuseppe Federico che ha fatto gli onori di casa, in quanto lo stesso Palasport ricade sotto l’egidia della Provincia Regionale di Caltanissetta. Lo stesso ha affermato che la Legalità e la lotta contro la Mafia sono dei messaggi importanti per la nostra comunità ed è per questo che nel nome di Rosario Livatino i Giovani debbono avere sempre un’idea comune a fronte di un esempio di vita. Infine tra gli altri l’intervento dell’Euro Deputato Rosario Crocetta che nel suo intervento ha ribadito che ancora oggi le continue denuncie ci danno un monito importante sulla presenza di un sottobosco Mafioso vivo e vegeto. A Gela negli ultimi anni sono state arrestate 950 persone sicuramente un grande lavoro che non presuppone assolutamente una sconfitta della Mafia, parlare di una sua sconfitta è solo retorica. Tutti coloro che lottano la Mafia a viso aperto devono essere aiutati in vita e non quando sono oramai morti. Presenti molte personalità del mondo giudiziario, politico ed ecclesiastico tra questi Mons. Francesco Montenegro Arcivescovo di Agrigento ,l’On Lillo Speziale, L’On Miguel Donegani, Il Commissario Straordinario del comune di Gela Dott. Rosolino Greco.

Maurizio Cirignotta

venerdì 11 dicembre 2009

Miccichè, Il Pdl Sicilia come la Lega



E da Gela che parte il monito di Miccichè verso la rinascita della Sicilia. Queste sono le parole del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipe, On. Miccichè,che in occasione di un convegno organizzato giorno 11 Dicembre a Gela presso la Villa Peretti dal “PDL Sicilia”, lancia la sfida alle altre forze politiche perché collaborino al rinnovamento di questa terra martoriata negli anni da molte dimenticanze politiche da parte degli stessi Siciliani. Netto il connubio con Raffaele Lombardo con cui la condivisione di idee ha portato al nuovo accordo di programma che cercherà di Governare nei prossimi mesi la Regione Siciliana. La sferzata ideologica è verso la Lega che oggi - ha detto Miccichè- tiene banco al Governo Berlusconi, noi nel nostro piccolo dobbiamo riuscire a creare un’alternativa Politica che abbia la stessa forza della Lega al Sud. Ne abbiamo
-continua Miccichè- la forza e l’intelligenza, infatti le migliori menti Siciliane sono a capo delle più grandi Aziende del Nord. Dobbiamo essere nelle condizioni di mediare con il Governo Nazionale ed avere le stesse strutture del Nord anche in Sicilia o in altre regioni del Sud Italia è inammissibile che per venire da Cefalù a Gela occorrano più di 3 ore. Non abbiamo mai perso la nostra vocazione turistica abbiamo invece dovuto sopportare il peso delle Industrie Inquinanti. Gela in questo senso rappresenta l’esempio di un territorio fortemente colpito dalla problematica inquinamento. Occorre dare risposte concrete a questo territorio dopo 50 anni di industria. Riguardo al Presidente Berlusconi affermo di essere sempre al suo fianco ma con un occhio di riguardo principalmente puntato verso la Sicilia. Tra gli altri intervenuti alla manifestazione anche l’On Michele Cimino attuale Assessore all’Agricoltura del Governo Siciliano e l’On Lillo Speziale Presidente della Commissione Antimafia dell’Ars in forza al PD. Molti gli osservatori di altri partiti minori che attualmente cercano alleanze di programma per le amministrative a Gela di Maggio 2010.

Maurizio Cirignotta

martedì 8 dicembre 2009

Deputato, Amore mio, ma quanto mi costi ?


Sotto gli occhi di tutti ma non dei media il parlamento Italiano vota nei giorni scorsi e all’unanimità, nessuno astenuto, un sottile aumento dello stipendio dei parlamentari che si aggira intorno ai 1.135 euro al mese. Da notizie di corridoio sembra anche che la mozione sia stata camuffata a tal modo da non risultare dai verbali ufficiali. Ma alla luce di tutto e per dovere di cronaca , cosa si nasconde dietro i veri guadagni dei Deputati al Parlamento Italiano?. La risposta viene dal dettaglio che andiamo ad ufficializzare nelle tabelle sottostanti che ci indicano come oltre lo stipendio esistono anche una serie di appannaggi che il popolo paga a caro prezzo.
Stipendio 19.150 euro
Stipendio Base 9.980 euro
Portaborse 4.030 euro (Generalmente parenti o familiari)
Rimborso Spese Affitto 2.900 euro
Indennità di Carica Da 335 euro a 6.455 euro
Tutto questo naturalmente esentasse e senza nessuna ritenuta. Dobbiamo inoltre aggiungere le varie, tutte gratis, che consistono in : Telefono cellulare ,Tessera del Cinema,Tessera del Teatro,Tessera Autobus e Metropolitana,Francobolli,Viaggi Aerei Nazionali, Ticket Autostrade,Piscine e Palestre,Treni,Ambasciate,Cliniche varie,Assicurazione infortuni,Assicurazione decesso, Auto blu con autista e Ristorante. L’ultimo capitolo, quello del mangiare e bere gratis naturalmente, ha visto una spesa riferita all’anno 1999 di ben 1.472.000 di euro. Alla fine dobbiamo anche ricordare che un deputato ha diritto alla pensione dopo 35 mesi di mandato una chicca rispetto all’obbligo di un normale cittadino che può andare in pensione dopo 35 anni di contributi e 65 anni di età. A tutto questo si assommano i contributi elettorali che vengono incassati ad ogni elezione e si aggirano in circa 103.000 euro, violando palesemente la legge sul finanziamento ai partiti. Infine tutti coloro che sono stati presidenti del Senato o della Camera ,es. la sig.ra Pivetti ancora oggi , se vuole, può avere a disposizione un ufficio gratis,una segretaria, auto blu e una scorta sempre al suo servizio. In pratica la sola Camera dei Deputati costa al cittadino 2.215 euro al Minuto. Palesando una massima di Totò chi paga è sempre il Popolo sempre più vessato di tasse. Ricordiamo a tal proposito che il cittadino Italiano è tra i più tartassati d’Europa si raggiunge infatti tra i vari balzelli (Ici,Irpef ecc.)una quota superiore al 40% del proprio reddito lordo.
Maurizio Cirignotta

sabato 5 dicembre 2009

Copenaghen, un Pianeta da salvare “la Terra


Tra futuro e realtà si introducono molte possibilità collegate alla speranza di vivere al meglio nella nostra terra, una fra queste è quella di operare alacremente per ridurre il riscaldamento globale. Obbiettivo principe è quello di allontanare definitivamente lo spauracchio del 21 dicembre 2012, data ipotetica ma infausta che dovrebbe secondo gli incas rappresentare la fine della nostra era dando spazio ad un nuovo mondo. Un percorso irto di ostacoli che ha visto primeggiare nel disinteresse globale gli interessi miliardari dei vari stati del mondo che hanno imposto negli anni regole inquinanti e distruttive per la nostra terra. Ora siamo al capolinea ed il riscaldamento globale rappresenta una delle maggiori minacce del pianeta. Alcuni leader mondiali si accorgono del pericolo e 11 anni fa data di entrata in vigore del Protocollo di Kyoto che fù aperto alle firme il 16 Marzo 1998, con la condizione che tutti i paesi industrializzati si impegnassero a ridurre, per il periodo 2008–2012, le emissioni di gas ad effetto serra almeno del 5% rispetto ai livelli del 1990. Un tra ttato controverso e difficile per alcuni paesi che entra però in vigore nel 2005 dopo la sottoscrizione di ben 160 nazioni. Tra i continenti l’Europa si pone in primo piano ed attraverso la commissione europea si è proposta la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 (rispetto ai livelli del 1990), di raggiungere il 20% di utilizzo di energie pulite edil 20% di risparmio energetico entro il 2020. Un obbiettivo che l’Europa cerca di raggiungere attraverso una serie di investimenti basati su finanziamenti di 16 miliardi di euro a favore dell’energia solare, 13 miliardi per la cattura e lo stoccaggio geologico di CO2, 7 miliardi per l’energia nucleare e 6 miliardi per l’energia eolica. Per raggiungere l’obbietivo l’europa cercherà di contenere i gas serra e ridurre la dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni di petrolio e metano. Importante preliminare prima di arrivare a Copenaghen l’accordo Usa-Cina ,paesi che da soli rappresentano ben 40% delle emissioni di CO2 mondiali, che ha portato la Cina ad annunciare che ridurrà l’ammontare di emissioni di gas serra per unità di prodotto interno lordo (cioè l’intensità carbonica), del 40% entro il 2020. Certamente un ottimo risultato che si aggiunge al pacchetto di proposte che il Presidente Usa Obama, sembra, porterà il 9 dicembre in Danimarca basate su un taglio delle emissioni dei sei gas serra inclusi nella Convenzione sui mutamenti climatici, rispetto ai livelli del 2005, del 17% entro il 2020 (che sarebbe solo circa il 4% in meno se si usasse come linea base quella presa dal Protocollo di Kyoto che misura le riduzioni rispetto alle emissioni del 1990), del 30 % entro il 2025 (che sarebbe un 16% di riduzione rispetto al 1990) e del 42 % entro il 2030 (che sarebbe un 30% circa di riduzione rispetto al 1990). Infine la proposta bomba della Danimarca che prevede la riduzione del 50% dei gas serra entro il 2050 con un impegno spesa dell’80% per i paesi più ricchi. Molti i presupposti quindi per la reale riuscita del summit di Copenaghen dove gran parte dei paesi mondiali sembrano accorgersi che la sopravvivenza del pianeta e del suo ecosistema sia più importante ed economico del processo involutivo di distruzione globale, l’attuazione quindi di un impegno spesa pari all’1% del Pil può ritornare utile in un prossimo futuro.

Maurizio Cirignotta


Il Testo proposto ai negoziatori

giovedì 3 dicembre 2009

Gela :Gioco delle tre carte a discapito dei malati oncologici


Come succede da anni ancora una volta il Consiglio Comunale di Gela in data 1 Dicembre 2009 ha fatto il suo dovere contro i malati oncologici che vedranno decurtati i contributi dedicati di ben cento mila euro a favore però degli R.M.I., per il 2009. Votano a favore dell’emendamento ben 25 consiglieri comunali di tutti gli schieramenti ed a chiedere l’emendamento al commissario il consigliere D’Arma. Continua quindi a Gela il gioco delle tre carte fatto da tutto il consiglio comunale a discapito dei malati oncologici , alcuni nelle loro dichiarazioni tradiscono se stessi ed affermano in maniera vergognosa che gli eventuali 1000 euro destinati alle famiglie dei malati oncologici sarebbero stati troppo pochi, senza tener presente che nei grandi disagi che attualmente subiscono molte famiglie di Gela ogni goccia solidale rappresenta il mare . Si capisce da tutto questo che non si è voluto agire su altri capitoli di spesa collegati al solito connubio Voti-Politica in prossimità del rinnovo prossimo venturo del consiglio comunale. In questo senso spero che i malati di Gela capiscano chi stà dalla loro parte. In considerazione dei dati allarmanti che vengono dalle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi dal direttore sanitario dell’Asp 2 di Caltanissetta Giacomo Sampieri ,che ha ammesso che nel 2008 ben 42 mila persone in Provincia si sono dirette verso altre strutture Ospedaliere, si capisce come questo consiglio comunale abbia agito negli anni scorsi verso i malati di Gela che ad oggi non hanno mezzi di prevenzione ,diagnosi e cura per potersi difendere. Ma la vergogna viene dal consigliere Ferracane che dopo avere votato la decurtazione del fondo per i malati ha fatto votare l’atto di indirizzo verso la regione Siciliana relativo alla mezzi per la diagnostica, non ricordando che di questi emendamenti negli anni scorsi ne sono stati fatti a centinaia con i risultati che conosciamo e che la competenza è solo dell’ASP 2 , praticamente si scopre solo ”l’acqua calda” per lavare l’anima dai peccati commessi. In un momento di criticità per il territorio che lotta attraverso l’istituzione del Registro dei Tumori per sapere quanti malati di tumore abbiamo a Gela, tutto questo rappresenta l’ennesima beffa politica verso i malati.

martedì 1 dicembre 2009

Nursing-Up in prima linea per la Professione Infermieristica in Sicilia


Nell'ambito del convegno organizzato il 30 Novembre 2009 a Catania ,svoltosi all'interno dell'aula magna dell'Università, si è discusso di "Riforma Sanitaria Siciliana". Presenti all'Assise l'Assessore Russo, il dott. A.Giacalone, commissario dell'Azienda Policlinico Vittorio Emanuele,il Prof Basile preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Catania, il Dott. M.G.Torre, dirigente infermieristico dell'azienda Vittorio Emanuele. Prof Cirino, presidente Ordine dei Medici. Nel suo intervento l'Assessore Russo ha parlato di riforma sanitaria trattando in modo analitico tutti i motivi che hanno portato ad un scelta di svolta nel S.S.R. .Tutte le nuove Aziende dovranno fare pervenire entro il Giugno del 2010 all'assessorato gli atti aziendali relativi alle piante organiche stabilendo così numeri e tempi della nuova organizzazione sanitaria siciliana. Nota positiva per gli Infermieri che “certamente mancano ed occorre assumerli” -ha detto l'assessore- per i medici invece c'e' un esubero. Tra i presenti tutti gli studenti della laurea in infermieristica che hanno fatto un applauso alla mansione di valore e di ricerca di una delle professioni cardini della Sanità italiana. Tra gli interventi quello del rappresentate Nursing-Up Catania Lillo Coniglio che ha rimarcato le difficoltà in cui operano attualmente gli Infermieri della Provincia ,costretti attualmente a fare i doppi turni per garantire il normale svolgimento dei turni di lavoro. Lo stesso coniglio ha poi chiesto all'assessore lumi sul D.D.L 151/00 riguardante la dirigenza infermieristica, ricevendo dallo stesso Assessore promesse utili sulla piena applicazione del decreto sulla dirigenza in Sicilia. L'assise ha rappresentato anche il preludio del nuovo decreto che l'assessore alla Sanità Russo ha varato in riferimento alla diagnostica Tac-Pet-Laboratorio e sui reparti che vedono la creazione di nuove figure infermieristiche dedicate.

Maurizio Cirignotta

giovedì 26 novembre 2009

“Manfria” una frazione del comune di Gela dimenticata da tutti


Manfria è un frazione del Comune di Gela buttata da tanti anni nel disagio. Molte le problematiche urgenti tra cui quella certamente necessaria di acqua e fogne che almeno nella parte non servita dalla rete pubblica ha rappresentato fonte di lotte e denunce, specie nel periodo estivo. La rete idrica che molti ritengono una priorità non viene ancora attenzionata dopo decenni di lotte e di richieste da parte dei comitati locali. Nell'ultimo periodo l'Ato Idrico ha dedicato dei fondi che si aggirano intorno al 1 milione e mezzo di euro ma la lumaca amministrativa ancora aspetta a velocizzare i tempi e come succede solitamente in Sicilia occorre prima arrivare con l’acqua alla Gola o aspettare il morto prima che le istituzioni si muovano. Le comunicazioni con la centralità cittadina lontana circa 10 km non usufruiscono di un capillare servizio e molti anziani residenti devono spaccarsi la schiena per centinaia di metri con borse della spesa od altro per raggiungere la propria dimora. Nemmeno un petizione popolare ha smontato il sistema, tutto sembra cadere nell'omertà delle stesse istituzioni. La richiesta di modificare il tragitto specie in vie nevralgiche della frazione rimane un tabù. Continuando la scansione dei problemi possiamo notare anche la problematica randagismo che attualmente attanaglia molte zone della frazione specie la via Santa Maria degli angeli rappresentando un vero pericolo per la popolazione residente che da tempo ha già prodotto un esposto in procura. Passando poi in breve alla problema manutenzione credo che si denota una mancata presa d’atto relativa al fatto che che la frazione di Manfria ricade nel territorio della città di Gela, strade mai attenzionate sono infatti l'oggetto del degrado ,buche e terriccio sono la prassi e ad aggravare il dato la mancata bitumazione di vie atte a favorire l’accesso ai residenti annuali e di contro la bitumazione di vie  dove non abita nessuno . Riguardo la pulizia la stampa ha dato ampio risalto al fatto che a Manfria i cittadini devono rimboccarsi le maniche per manutenzionare le strade. Continuando in ordine sparso parliamo anche di rifiuti solidi urbani che nei siti preposti favoriscono la creazione di vere discariche a cielo aperto con accumulo di ogni bene possibile, il tutto senza nessun controllo. Particolareggiando le feste Natalizie a Manfria non sono mai state mai attenzionate tali esigenze  infatti nessuno ha mai pensato di posizionare almeno un albero di Natale. Infine là dove l'urbanizzazione è arrivata(coop S. Barbara) non è funzionale perchè non permette ai residenti di accedere alla S.S. 115 da decenni. Praticamente il nulla caratterizza questo scorcio di Sicilia abbandonata al suo destino.

Gela: Continua il disagio dei cittadini ,diagnostica di laboratorio al collasso


Continua il capitolo disagi per i cittadini Gelesi che devono affrontare l’irto calvario degli esami di laboratorio. La nota purtroppo degradante per il territorio del Gelese viene ancora una volta scritta dalla nuova legge regionale n° 5 del 14/04/2009-G.U.R.S del 17 Aprile 2009,n°17, collegata al piano di rientro della Sanità Siciliana. Questa volta sotto l’occhio attento dei cittadini “la diagnostica di laboratorio” che come tutti sanno rappresenta il fulcro del processo diagnostico di molte malattie acute e croniche. Lo status degli anni scorsi rappresentato dai laboratori privati che fondamentalmente davano un buon servizio capillare e dislocato in più punti nevralgici della Città del Golfo, è stato sovvertito dal taglio dei fondi dedicati ai privati che attualmente non possono quindi fornire servizi gratuiti neanche agli esenti. Di contro la Sanità pubblica non è riuscita a potenziare i propri servizi dedicati producendo la solita corsa al massacro dei poveri cittadini Gelesi ,che si vedono costretti a fare file interminabili ai bagarini dell’unico laboratorio di Analisi esistente, quello dell’Ospedale Vittorio Emanuele II che può fornire agli esenti di vario tipo prestazioni gratuite. I posti assegnati per gli esami di laboratorio dal centro pubblico sono 35 al giorno valore naturalmente esiguo in riferimento ad una popolazione di circa 72000 abitanti, condizione che determina quindi una corsa al numero ed in orari particolarmente mattutini,alcuni Gelesi infatti iniziano la fila alle ore 4.00 del mattino. La condizione certo ,grave, conduce alla mancata applicazione e ad un limite importate sancito anche dalle leggi vigenti sui L.E.A (art.lo 50 legge 450/1997 e D.gls. 124/99) che a Gela sembrano non essere tenute in considerazione perché di fatto, il S.S.N e Regionale non riesce a fornire a tutti ed in maniera paritetica la prestazione diagnostica di laboratorio a condizioni vantaggiose. Il movimento chiede quindi una maggiore attenzione verso gli ammalati del comprensorio del Gelese a cautela dello stesso art.lo 32 della Costituzione.

Maurizio Cirignotta

domenica 22 novembre 2009

L'UDC di Casini presenta a Gela il suo candidato a Sindaco “Cirignotta”


Inizia a Gela la girandola di candidature per la poltrona di Primo cittadino, sembra infatti che gli aspiranti attualmente in gioco siano 22 . Tra i candidati Vincenzo Cirignotta consigliere comunale e Capogruppo del partito di Casini a Gela che il 22 novembre 2009 ha ufficializzato la sua candidatura presso la sala multiusi di villa Peretti. Presenti all'assise politica il vice segretario nazionale Senatore Totò Cuffaro, gli Onorevoli Maira e Ruvolo,l'Assessore Provinciale Franco Giudice che hanno voluto assieme a Cirignotta lanciare la prima sfida alla nuova sindacatura della città. Nei vari interventi si è subito deliniato un certo disappunto per la precedente conduzione dell'Amministrazione Crocetta a Gela che è stata a loro vedere distruttiva per la città. Tra le righe la volontà di creare una nuova politica basata sul sociale e sulla famiglia che secondo l'UDC rappresenta la centralità costruttiva su cui creare ogni programma per la città. Netto l'intervento dell'Assessore Giudice che ha puntualizzato la mancanza di politiche dedicate alla viabilità cittadina che ha visto diventare strade centrali per la città vere autostrade ,per la mancanza di uno sfogo fisiologico quale una tangenziale. Importante considerazione anche sulla Siracusa-Gela che nel tratto che interessa la provincia di Caltanissetta è rimasta ferma da anni. L' On Ruvolo nel suo intervento invece ha affermato che “Gela non è una città normale“ed ha bisogno di priorità quali il rilancio dell'Agricoltura che dice Ruvolo” soffre per la mancanza di una politica Nazionale e Regionale di riferimento”. Il Senatore Cuffaro ha invece ricordato che “la candidatura Cirignotta è dedicata a Gela e non contro” ricordando anche nel suo intervento Salvatore Aldisio uomo di Gela e padre della vecchia DC che ha rappresentato i veri valori di Luigi Sturzo e della democrazia. Il nostro programma per la città -dice Cuffaro- sarà condiviso e partecipato e partirà dallo sviluppo della piccola e della media impresa che dovrà dedicarsi ad una alternativa importante “Il turismo”. A chiudere l'Assise il candidato a Sindaco Vincenzo Cirignotta che ha ribadito l'importanza dello sviluppo Agricolo e di un nuovo tipo di rapporto con l'industria secondo Cirignotta però il vero programma lo faranno i giovani e gli stessi cittadini aprendo così al dialogo partecipato il suo lancio verso la poltrona di primo cittadino. Un anticipo rispetto ai tempi previsti per potere aggregare altre forze politiche che credono nell'alternativa di Centro che Casini ha voluto creare a livello nazionale.

Maurizio Cirignotta

domenica 15 novembre 2009

Padre Pio un Santo tutto D’oro


Dopo la riesumazione che ha provocato non poche polemiche da parte di alcune associazioni, non finiscono le critiche che ora si rivolgono alla nuova cripta che dovrà ospitare le sacre spoglie di San Pio da Pietralcina.
L’opera che possiamo definire di valore inestimabile in quanto abbellita con ben 12 kg d’oro ricavato dalla fusione degli ex voto (Anelli, bracciali ,medaglie ecc.) è una vera rappresentazione di luce solare ,infatti al primo impatto si nota non la sfarzosità ma l’effetto di lucentezza di colore giallo che viene dato dalle pagliuzze sfoglie d’oro che addobbano il tetto,i mosaici di padre Marko Ivan Rupnik completano la mirabile opera . L’ubicazione della cripta è sotto la chiesa di San Pio ed è raggiungibile facilmente da ammalati e disabili di ogni genere attraverso i vari ascensori , i fedeli inoltre possono vedere anche il nuovo museo dove si trovano ,le bare dove San pio è stato riposto dopo la morte oltre che tutti gli strumenti ed i suppellettili usati per la ricognizione necrologica delle spoglie del santo. Tra le critiche mosse da alcuni fedeli ai responsabili ecclesiastici la sfarzosità del sito relativo alla cripta che secondo alcuni ricorda i Faraoni d’Egitto ed alcune dichiarazioni dello stesso Santo in relazione alla sua volontà ad essere sepolto nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Naturalmente l’ultima parola spetta al nuovo arcivescovo di Foggia Mons. Michele Castoro che dovrà decidere la soluzione migliore. Nelle considerazioni finali comunque possiamo solo dire che ad un grande santo spetta un grande Tomba ,che, anche se sfarzosa rappresenta la benevolenza della chiesa e del popolo cristiano verso un grande uomo che in vita ha sì fatto della povertà la sua regola ma che dopo morto ha dato solo luce e miracoli a migliaia di per migliaia di persone.

Maurizio Cirignotta

domenica 8 novembre 2009

Crocefisso nelle aule,Il movimento polo oncologico di gela prende posizione ed invia lettera a strasburgo


Il Movimento Polo oncologico di Gela esprime il proprio diniego per la decisione della corte di giustizia europea sui diritti dell'uomo che impone all' Italia di levare il crocefisso dalle aule delle scuole. La presa di posizione viene posta in rispetto delle origini dello stesso movimento voluto e scaturito dalla figura di Padre Cavallo ma anche dalla piena considerazione proveniente dagli insegnamenti di Giovanni Paolo II che ha posto a cardine del proprio apostolato il rispetto e l'unione di tutte le religioni sotto l' egidia di un' unico Dio indissolubile ed omnipotente che fondamentalmente si pone a garante di quasi tutte le religioni, anche se con sfaccettature diverse. Ogni paese quindi in rapporto alla religione predominante può scegliere i suoi simboli nel massimo rispetto anche del sistema educativo. La nostra realtà ,quella Italiana, è comunque caratterizzata anche da una realtà che Pietro ha voluto impiantare e costruire nel nostro paese facendo di Roma la capitale della religione cattolica mondiale. Allo stesso modo nei paesi del nord Africa è predominante la religione mussulmana e si crede giusto che in questi luoghi siano presenti ben pochi crocefissi. Si valuta quindi un mero errore umano la stessa sentenza ,che così recita: «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Il processo educativo di cui si parla non viene infatti assolutamente influenzato da un simbolo ma dagli insegnamenti dell'uomo che in tutte le sue imperfezioni riesce anche a dare libertà di scelta e di culto in relazione alle ore di religione che possono essere disertate dagli adepti di altre religioni. La laicità non è rappresentata dalla visione di un crocefisso ma da un rispetto comportamentale basato sul valore di tutte le religioni e quindi anche dei loro simboli in riferimento anche ai paesi d’origine.

Maurizio Cirignotta

Acqua e Canoni di depurazione, la legge cautela il gestore privato


Nell’ultimo periodo alcune zone di Manfria e Gela sono state vessate dalla richiesta da parte di Caltaqua dei canoni di depurazione per un servizio che si ritiene inesistente,giusta la protesta dei cittadini che però non hanno fatto i conti con la realtà dell’attuale legislazione ed a questo proposito si vuole dare piena informativa per capire con quali meandri politici e di legge i cittadini si debbono confrontare dando in questo senso un’informazione corretta e senza creare inutili illusioni.
In riferimento a quanto decretato dalla sentenza della corte costituzionale n. 335/2008 del 10 ottobre
2008 dove si parlava di Illegittimità delle norme in cui la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche in caso di assenza o temporanea inattività di depuratori, il legislatore è corso subito ai ripari attraverso la legge n° 13 del febbraio 2009, di conversione del dl. 30 dicembre 2008, n. 208, recante “misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell'ambiente” ponendo un nuovo articolo ad hoc (art. 8-sexies). Una nuova condizione che pone un forse alle richieste di rimborso dei canoni di depurazione specie per il periodo pregresso dei 10 anni stabilito dalla sentenza della cassazione, il nuovo articolo infatti prevede che la tariffa di depurazione sia dovuta anche “nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi, a decorrere dall'avvio delle procedure di affidamento delle prestazioni di progettazione o di completamento delle opere necessarie alla attivazione del servizio di depurazione”, e che, in attuazione della citata sentenza, i gestori possano provvedere ai rimborsi “anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1° ottobre 2009” se nel frattempo il gestore si adopera nel processo di attivazione del servizio di depurazione, “dall'importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento già avviate”. In pratica laddove i gestori delle opere di realizzazione o anche la sola progettazione degli impianti – cosa che nel caso Gela-Manfria secondo i Piani d’ ambito, sembra essere già stato previsto – il canone quindi andrà pagato, e il rimborso, se dovuto, sarà comunque solo ratealizzato e parziale. La nuova legge quindi impone il pagamento del canone di depurazione anche per impianti fantasma che sono solo progettati ma non utilmente operativi, riguardo invece i rimborsi sono richiedibili come sopra indicato solo dal 1 ottobre 2009 e dalla somma dovuta si debbono dedurre anche le quote degli oneri che riguardano la progettazione e messa in funzionamento dei futuri depuratori fognari ed idrici. Una vera beffa che obbliga l’utenza a pagare il costo di realizzazione degli stessi depuratoti ponendo in pratica il cittadino Gelese a subire l’ulteriore danno sancito dalla non potabilità dell’acqua che da anni attanaglia il nostro territorio.

Maurizio Cirignotta

giovedì 5 novembre 2009

Acqua bene comune ,cade l'ultimo baluardo


Mentre da una regione del mezzogiorno,la Puglia,arriva un presa di coscienza pubblica sulla concezione mondiale dell'acqua come bene comune ,il senato in piena contrapposizione approva in maniera definitiva la modifica dell' art.lo 15 del D.L. 135. Andando in ordine sparso si denotano in Italia due linee di pensiero che si contrappongono in relazione alla privatizzazione della gestione dell'acqua e della valutazione reale che questa comunque è un bene comune per l'umanità. A dare man forte alla seconda linea di pensiero è stata la regione Puglia che ha ufficialmente votato favorevolmente e per la prima volta in Italia la condizione principe dell'acqua come bene pubblico dell'umanità. L'atto in questione è stato presentato in giunta regionale dall'Assessore alle Opere Pubbliche Fabiano Amati ed immediatamente approvato. Nello stralcio della delibera la dicitura “"L'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’ art. 2 della Costituzione". Della stessa linea anche alcune risoluzioni del parlamento europeo come quella dell'11 marzo 2004 dove si afferma che essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno". Ma allora perchè il nostro parlamento ha voluto con il voto definitivo al senato sancire il diritto alla privatizzazione dell'acqua ? Tutto infatti sembra essere ricondotto ad una sorta di interesse comune verso la privatizzazione in associazione ad una sottile nube legislativa di facciata che riconduce all'Europa che invece nella realtà ed attraverso varie risoluzioni delimita chiaramente il bene comune “acqua” da tutte le altre forme di concorrenza in libero mercato. Molti comunque hanno capito l'inghippo e sembrano pronti alla battaglia comune che stà dilagando sia a nord che a sud dell'Italia. Pagare infatti l'acqua anche non potabile a 1,80 euro al m3 in zone disagiate come Gela (Sicilia) sembra un po troppo vessatorio per i cittadini. Infine ponendo il tutto alle considerazioni dei più e per dovere di cronaca vediamo cosa sancisce il famigerato art.lo 15 del D.L. 135.
Art. 15.
Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica
1. All'articolo 23-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, terzo periodo, dopo le parole: «in materia di distribuzione del gas naturale», sono inserite le seguenti: «, le disposizioni del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e della legge 23 agosto 2004, n. 239, in materia di distribuzione di energia elettrica, nonche' quelle del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, relativamente alla disciplina del trasporto ferroviario regionale.».
b) i commi 2, 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
«2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità;
b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a), le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.
3. In deroga alle modalità di affidamento ordinario di cui al comma 2, per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato, l'affidamento può avvenire a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipata dall'ente locale, che abbia i requisiti richiesti dall'ordinamento comunitario per la gestione cosiddetta "in house" e, comunque, nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria in materia di controllo analogo sulla società e di prevalenza dell'attività svolta dalla stessa con l'ente o gli enti pubblici che la controllano.
4. Nei casi di cui al comma 3, l'ente affidante deve dare adeguata pubblicità alla scelta, motivandola in base ad un'analisi del mercato e contestualmente trasmettere una relazione contenente gli esiti della predetta verifica all'Autorità garante della concorrenza e del mercato per l'espressione di un parere preventivo, da rendere entro sessanta giorni dalla ricezione della predetta relazione. Decorso il termine, il parere, se non reso, si intende espresso in senso favorevole.»;
c) dopo il comma 4, e' inserito il seguente: «4-bis. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in forza dell'autonomia organizzativa e funzionale attribuita dalla legge 10 ottobre 1990, n. 287, e successive modificazioni, individua, con propria delibera, le soglie oltre le quali gli affidamenti di servizi pubblici locali assumono rilevanza ai fini dell'espressione del parere di cui al comma 4.»;
d) i commi 8 e 9 sono sostituiti dai seguenti:
«8. Il regime transitorio degli affidamenti non conformi a quanto stabilito ai commi 2 e 3 e' il seguente:
a) le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008 affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta "in house" cessano, improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell'ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011;
b) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2, le quali non abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011;
c) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2, le quali abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l'attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio;
d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica, si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2012; ove siffatta condizione non si verifichi, gli affidamenti cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, alla data del 31 dicembre 2012;
e) le gestioni affidate che non rientrano nei casi di cui alle lettere da a) a d) cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante.

Finiamo con un “no comment” relativo alla chiarezza dell'obbiettivo che l'art.lo in questione ha voluto raggiungere …....

Maurizio Cirignotta

domenica 1 novembre 2009

Manfria(Gela),Cittadini dimenticati dall’amministrazione comunale costretti a pulire autonomamente la propria strada di residenza.


Tra randagismo sfrenato e disservizi di ogni genere continua la precaria vita di ogni giorno degli abitanti di Manfria, da anni lasciati al loro destino ed oggetto da sempre di una negazione
continua dei semplici diritti umani, rappresentati dalla pulizia delle strade e dalla mancanza dei servizi di base per la vita di tutti i giorni. A Manfria infatti esistono solo doveri come Ici e Tarsu mentre i diritti sono solo una chimera. Una condizione di disagio che ha portato il comitato permanente per lo sviluppo di Manfria a prendere posizione in maniera civile attraverso una rappresentazione volontaria di senso civico e di civiltà nei confronti della locale amministrazione comunale che non ha mai risposto alle molteplici richieste del comitato in relazione al randagismo ed alla pulizia delle strade della frazione oltre che per la problematica dei trasporti urbani. Quattro i cittadini che si sono posti in primo piano per compiere il delicato lavoro di pulizia della via santa maria degli angeli tra questi ,Maurizio Cirignotta ,Maurizio Rinella e Marco Crescimone che a discapito di una domenica di libertà e di riposo si sono dati appuntamento il 1 novembre 2009 all'ingresso della stessa via e rimboccandosi le maniche hanno affrontato in maniera autonoma con badili e rastrelli il grave degrado urbano. Canneti ed erbacce, infatti, fuori dal comune hanno provocato nel tempo il restringimento della stessa carreggiata e della visibilità a discapito della sicurezza dei cittadini e della normale viabilità. La stessa strada inoltre è in parte franata dopo le ultime piogge senza che nessuno si sia mai accorto di nulla o abbia preso provvedimenti. Riguardo la problematica randagismo che attanaglia adulti e bambini oggetto di attacchi continui da parte del branco dopo l'esposto fatto dal comitato alla procura del febbraio 2009 ancora oggi non si è risolto il problema e si profila il sospetto che le stesse istituzioni preposte facciano lo gnorri aspettando il morto e mentre alcuni membri delle associazioni animaliste alimentano l'accorrere di altri cani randagi ,attraverso il posizionamento di ciotole ricolme di cibo ovunque,tutti stanno a guardare.

Maurizio Cirignotta

mercoledì 28 ottobre 2009

Trecento mila euro per i malati Oncologici di Gela


Dopo varie vicissitudini amministrative e di bilancio finalmente fumata bianca per il contributo di 300.000 euro ai malati oncologici di Gela. Il voto definitivo dopo la valutazione attenta del bilancio consuntivo è avvenuto in data 27 ottobre 2009 in consiglio comunale. Finalmente una presa d’atto reale e concreta da parte della pubblica assise capitanata dal suo presidente Giuseppe Di Dio nei confronti di tutti i malati di tumore che ogni giorno sono costretti ai viaggi della speranza. A votare l’emendamento l’unanimità dei consiglieri presenti che non hanno valutato nessun colore politico nella scelta di voto. La somma in oggetto sarà da ora disponibile per il settore dei servizi sociali che vaglierà il modo ed i tempi per dare risposta alle molteplici domande inoltrate dai malati oncologici attraverso il Movimento Polo Oncologico di Gela. Nella sua missione il movimento e tutti i malati oncologici di Gela ringraziano per il gesto di solidarietà verso una delle piaghe sociali della nostra città. Avere capito che la malattia fa parte del percorso comune della vita di tante famiglie Gelesi rappresenta infatti un grande senso di responsabilità che onora tutti i consiglieri comunali ed il presidente del consiglio comunale nell’esercizio del proprio mandato.

M.C.

Nasce “Emergency Oncolology


Dalle tante disattenzioni Politiche durate ben 45 anni ,in termini di prevenzione diagnosi e cura dei tumori specie nel territorio a Sud della provincia di Caltanissetta, nasce una collaborazione dedicata ai malati Oncologici che si concreterà nell’implementazione di servizi d’ informazione e d’indirizzo verso le famiglie colpite da questa piaga sociale. A prendere atto di questa esigenza i Presidenti delle due Associazioni Croce Azzurra e Movimento Polo Oncologico ,Salvo Scognamiglio e Maurizio Cirignotta che in piena collaborazione e senza fini di lucro e nel pieno spirito di volontariato, hanno deciso di lavorare in sinergia per dare al territorio una realtà front-office informativa e permanente dedicata a questa tipologia di malati. Il progetto sarà autogestito e prevede uno sportello U.R.P di prossima apertura che avrà la capacità di fornire contatti con centri di eccellenza oncologica oltre che erogare servizi di trasporto dedicati e consulenze sanitarie di indirizzo alla patologia nel tempo sono anche previsti anche dei programmi di assistenza sanitaria alle famiglie. La rete di collegamenti sul territorio sarà caratterizzata anche da sportelli dislocati nelle città di Niscemi, Butera e Mazzarino dove l’utenza oncologica potrà rivolgersi ai responsabili locali , Militello Enzo, Astuto Roberto e Vicari Giampaolo. L’obiettivo principe che i presidenti delle due associazioni si sono dati con questa iniziativa e quello di dare in un momento difficile della vita dei malati di Tumore una guida sicura e nel meglio delle prestazioni cercando così di colmare il vuoto che molte volte le stesse istituzioni hanno creato ponendo quindi un limite al grande disagio che la politica ha creato nei confronti di intere famiglie.

Maurizio Cirignotta

lunedì 26 ottobre 2009

Gela : Chiusa la Radiologia del poliambulatorio di via Butera, manca il tecnico radiologo


Tra gli effetti del nuovo piano di rientro Sanitario e nella ipotetica rimodulazione dell’offerta e delle attività dei nuovi distretti sanitari in relazione anche ai fabbisogni di salute del territorio, secondo quanto previsto dal decreto presidenziale della regione siciliana del 22 settembre 2009, troviamo ancora oggi molti nei e disservizi che possiamo definire da terzo mondo. A cadere sotto il tiro della politica dei disservizi “Gela” grosso centro commerciale ed industriale della Sicilia che conta una popolazione di circa 72.000 abitanti e pochi servizi sanitari dedicati in relazione ai bisogni del territorio. L’Indegna storia oggi ricade sul distretto sanitario n° 9 comprendente i comuni di Gela, Mazzarino , Butera e Niscemi , le cui popolazioni confluiscono per alcuni servizi al poliambulatorio di Gela, sito in via Butera. Lo stesso poliambulatorio infatti è fornito di un servizio di Radiologia che fino al 2008 ha dato circa 6000 prestazioni (Ecografie e radiografie) al territorio. Dai dati sembrerebbe un servizio importante oltre che nevralgico per la grande mole di lavoro che riesce a svolgere al servizio dell’utenza, nella realtà invece nel corso del tempo lo stesso è stato ridotto nelle sue potenzialità e ad oggi l’utente che si accinge a chiedere una prenotazione trova solo informazioni tabellari all’ingresso che indicano che l’ Ecografo è Rotto e che Manca il Tecnico di R.adiologia, motivi per la quale il servizio è stato chiuso. Tutti si chiedono allibiti come si possa chiudere un servizio sanitario così importante. Scavando nella realtà invece troviamo dimenticanze che partono molte volte dagli stessi vertici dell’ ASL 2 di Caltanissetta ora ASP 2 che non ha mai attenzionato il poliambulatorio di Gela ed in special modo la Radiodiagnostica, trovando il modo di non sostituire il tecnico di radiologia ,ora in gravidanza da mesi, con un sostituto stabile che avrebbe favorito nel tempo la funzionalità del servizio, invece di portarlo alla chiusura totale. Altra burla della Radiodiagnostica del poliambulatorio la mancanza di un ecografo che ad oggi è rotto da mesi per pura usura, visto che lo stesso apparato diagnostico ha dovuto lavorare per anni ben 8 ore al giorno completando miserabilmente la sua vita . L’Ecografo in questione infatti veniva usato da tutti gli specialisti che operano nel poliambulatorio. Il reale fabbisogno di tale mezzo in rapporto all’utenza sarebbe di ben 3 unità che oggi come tutti sanno hanno un costo unitario di circa 40.000 euro. Entriamo comunque nel termine economico della situazione che a conti fatti(Costi e Ricavi) ha fatto perdere alla struttura milioni di euro in relazione anche alla mancanza di prestazioni effettuate ed agli stipendi pagati. A questo punto il sospetto che questo disservizio sia ,forse, creato dalle politiche sanitarie volute da alcuni onorevoli che hanno da sempre favorito altri distretti sanitari al nord delle provincia che in effetti hanno servizi e strutture sanitarie al di sopra delle esigenze territoriali della popolazioni residenti. Concludiamo con una considerazione di rito “La sanità siciliana cosa stà cambiando?”.



Maurizio Cirignotta

venerdì 16 ottobre 2009

Gela: Sanità punto zero


Continua il disagio dei Gelesi riguardo i servizi sanitari dedicati al territorio. Tra le cronicità l'attività del Poliambulatorio di via Butera, che vede la presenza in termini di utenza, di migliaia di persone che accedono alle varie branche specialistiche attraverso le varie richieste dei medici di famiglia. Una mancanza grave è l'impossibilità ad effettuare diagnostica attraverso un ecografo multidisciplinare che opera a 360° nei vari esami ecografici ed attraverso l'utile esame del “Doppler” che permette un'ottima diagnosi delle varie patologie vascolari. Tra le cause del disagio il mancato funzionamento dell'unico ecografo esistente che risulterebbe rotto ormai da tempo. La popolazione tende quindi ad andare verso altri lidi sanitari o pagare in toto l'esame presso dei centri privati per accellerare i tempi di diagnosi e per risolvere in tempi utili i vari e più disparati problemi di salute ,visto che lo strumento in questione ha un'alta capacità di fare diagnosi in molte patologie importanti. Lo stesso ecografo per dovere di cronaca ha un costo irrisorio rispetto ad altri mezzi di diagnostica per immagini e ad altre spese inutili delle Sanità. Qualcuno conferma che siamo all'anno zero specie per quanto riguarda i tempi di attesa e la prevenzione. Per le mammografie infatti vengono dati tempi di 10-12 mesi, utili,a porre al galoppo qualsiasi tipo di eventuale tumore al seno. Cosa dire dei poveri cittadini che già in gravi condizioni di salute chiedono a casa aiuto attraverso dei consulti onerosamente pagati ad esimi medici del territorio. Una sanità quindi quella di Gela che continua anche se sottobanco il business di sempre incentrato sui bisogni dei cittadini ed a discapito della dilagante povertà. Tra le righe le molteplici dichiarazioni di cartello, politiche e non che sembrano avere la volontà di migliorare i servizi ai cittadini ma che fatti alla mano non hanno impatto reale. Al nocciolo della situazione esiste sempre una malattia dilagante specie fra i dirigenti della sanità pubblica, la “Poltronite”, processo infiammatorio delle parti glutee che tende a fondere la cute con la poltrona in modo da mantenere saldamente fermo lo stesso sistema di potere pubblico con piene ramificazioni anche in quello privato mantenendo i soliti guadagni megagalattici. Potremmo subito dire da buon siciliano “Cu' disia e cu' schifia”. A sostenere il tutto la ragnatela Politica che riesce sempre, quando esiste un bene comune, a mantenere accordi di ferro anche trasversali ed al disopra delle ideologie e dei colori . I cittadini chiedono quindi a gran voce che oltre le parole ci siano più fatti ed un miglioramento netto dei servizi sanitari direttamente nei territori.

M.C.

lunedì 12 ottobre 2009

Sicilia: Consorzi per il ripopolamento ittico tra sprechi e posti di sottogoverno.


Tra fondi e ridistribuzione di spese pubbliche, in Sicilia, troviamo anche un capitolo importante, rappresentato dalla costituzione dei consorzi per il ripopolamento ittico delle varie aree marittime delle coste siciliane. Le somme dedicate sancite con decreto n. 21/pesca del 21 febbraio 2008 dell'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, sono di E 2.000.000,00 e gravano sul capitolo 746401, relativo all’esercizio finanziario 2008 per "Contributi a favore dei consorzi di enti pubblici locali per il finanziamento di iniziative per il riequilibrio del patrimonio ittico". I consorzi in Sicilia sono ben dodici e vedono nel loro interno un apparato di responsabilità amministrativa costituito da 3 persone che gestiscono circa 175.0000 euro annue. Tra gli enti virtuosi troviamo quello di Gela ,denominato” Consorzio di ripopolamento ittico Golfo di Gela “ che ha avuto i suoi lumi nel 2006 ed è stato diretto da politici di turno(Sindaci) della zona di San Cataldo, patria dell’On. Alessandro Pagano, fino all’avvento del 2009 quando per volontà dell’On Pino Federico, finalmente la presidenza arriva a Gela. Una piccola premessa che ci fa capire come il suddetto consorzio è ancora oggi un modo per organizzare posti di sottogoverno, prettamente politici. Tra i paradossi rileviamo il fatto che lo stesso consorzio non si è mai riunito una volta ed ha accumulato spese di amministrazione per circa 120.000 euro, per vari capitoli di spesa. Intanto la questione ripopolamento ittico sembra essere andata fisiologicamente avanti, sebbene il golfo di Gela abbia l’annoso problema dell’inquinamento industriale che di tanto in tanto provoca qualche moria di pesci.. Naturalmente Gela è solo la punta di un Iceberg che ci rappresenta nel suo piccolo un esempio di spreco di denaro pubblico a discapito anche di settori cardine come la Sanità.

Maurizio Cirignotta

domenica 11 ottobre 2009

Gela: Apre il nuovo carcere

In una Gela vittima della Mafia e del Malaffare appestata da anni dalla piaga del pizzo, finalmente dopo tanti anni si completa un’opera necessaria il “Carcere”. Un progetto che parte progettualmente nel lontano 1959 per poi essere approvato nel 1978, composto da 48 celle, dotate di bagno che possono ospitare singolarmente 2 detenuti e può contenere nel complesso circa 100 reclusi. I lavori iniziati nel lontano 1982 sono andati avanti a singhiozzo fino all’avvento delle amministrazioni Gallo-Crocetta che hanno profuso il loro impegno nel completamento dell’opera da parte del Ministero di Grazia e Giustizia che ha dedicato nell’ultima trance di completamento della struttura ,circa 5 milioni di euro. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 26 novembre del 2007 quando Clemente Mastella allora Ministro di Grazia e Giustizia venne a Gela per decretare il completamento e l’ufficializzazione dell’opera. Da allora i lavori relativi al sistema di allarme e dei suppellettili sono continuati per essere completati nei mesi scorsi. Finalmente l'avvio dell'attività è stata stabilità per il giorno 12 ottobre con l’apertura ufficiale ed il taglio del nastro da parte dell’ On. Alessandro Pagano che decreterà ufficialmente l'inizio, con un mero atto di pubblicità politica in quanto già inaugurato nel 2007. La nuova struttura avrà il compito di evitare i viaggi della speranza di tante famiglie dei molteplici detenuti, che oggi vivono il disagio relativo alla lontananza dei loro familiari reclusi in altre strutture lontane dalla città Gela. Altra opera faraonica ancora in costruzione il Tribunale che nei prossimi anni forse completerà il progetto legalità che da anni rappresenta una necessità per il territorio.

M.C.

lunedì 5 ottobre 2009

Vittime innocenti di una strage annunciata


Tra le varie colpe e le tante dimenticanze amministrative da parte degli enti locali preposti ecco una nuova strage annunciata che in questa occasione ha colpito le popolazioni delle varie frazioni montane del comune di Messina. Si contano già 24 morti e circa 35 dispersi ben 555 sfollati gli ospitati nella varie strutture alberghiere di Messina e di Scaletta Zanclea. Una tragedia che parte dalle tante dimenticanze degli amministratori e dall’incuria di quei cittadini che hanno favorito l’abusivismo edilizio del territorio,solo a Scaletta Zanclea e Giampilieri ben 1192 case abusive costruite proprio a ridosso del pericolo montagna e dei vari torrenti prospicienti. Un piano regolatore,quello approvato nel 2002, che ha favorito anche la costruzione di immobili vicino a dei torrenti ,praticamente prevenzione “Zero”. Le prime avvisaglie della strage hanno radici lontane e precisamente il 25 ottobre del 2007 quando una pioggia torrenziale favorì l’invasione di strade ed abitazioni da parte di fango e detriti senza provocare nessun morto. Il pericolo dopo quella data ha ogni giorno soffocato le menti di molti abitanti che riunitisi in comitato hanno manifestato la loro paura verso le istituzioni competenti ma nessuno li ha mai ascoltati, hanno da sempre chiesto una legge regionale che avesse impedito il dissesto idro geologico attraverso anche un piano di rimboschimento operato dagli organi della forestale, tutto inutile,perche la sordità è stata cronica. Anche la protezione civile assieme a Legambiente nel suo piano di Monitoraggio 2008 delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico aveva dato l’allarme. Da un’attento esame ci accorgiamo che molti comuni proprio in Sicilia ha il 95% delle abitazioni ,il 52% dei quartieri ed il 75% a rischio e che l’azione contro il rischio idrogeologico delle amministrazioni comunali, in questo senso, è insufficiente (vedi Scaletta Zanclea) per molti altri comuni della Sicilia. La stessa Sicilia che nella graduatoria nazionale si attesta al terz’ultimo posto della graduatoria che vede al primo posto la Valle d’Aosta , che sembra avere attenzionato e modificato i propri strumenti urbanistici per ben l’86% delle zone a rischio. Cosa fanno i nostri politici stanno a guardare ? Preferiscono dedicarsi alla cura della propria immagine con salsicciate e altro depauperando fondi pubblici in direzioni non utili per le popolazioni ? Dove sono i controlli?. Tralasciamo i dati ed avviciniamoci alla cronaca di una strage annunciata che inizia il 1 ottobre 2009 alla ore 19 quando una pioggia torrenziale cade con una potenza di 230 mm di acqua in tre ore, di lì a poco un boato improvviso dovuto alla caduta della montagna che scende verso il mare, come un gigante colpito dall’incuria dell’uomo che si abbatte di lì a poco su Giampilieri provocando i primi morti ed è l’inizio della strage, seguono le lacrime e lo strazio dei cittadini. No Comment………
Maurizio Cirignotta

venerdì 2 ottobre 2009

Catania:Nuovo coordinamento provinciale per il nursing-up


La Sanità Siciliana nell’ambito della riorganizzazione territoriale vede una nuova condizione organizzativa che parte dalle ASP provinciali e dall’ unificazione di presidi e servizi. Una condizione predisponente verso le nuove competenze sindacali che operano nel territorio affinchè le stesse possano portare avanti problematiche comuni alle varie realtà ed ai vari presidi ospedalieri variamente dislocati . Il Nursing-Up sindacato infermieristico di categoria ha voluto in questo senso essere lungimirante e porsi immediatamente al passo con le nuovi condizioni operative della Sanità Siciliana attraverso la creazione nella Provincia di Catania di un Coordinamento Provinciale che operi al meglio nel territorio attraverso lo strumento della contrattazione decentrata. La riunione svoltasi a Catania il 30 settembre 2009 ha visto la presenza del Segretario Regionale Calogero Gugliotta e dei rappresentanti delle varie aziende che operano in Provincia ha eletto un coordinamento provinciale che si interfaccerà con la nuova Direzione Generale dell’ASP 3 rappresentata dal Dott. Giuseppe Calaciura, componenti del coordinamento Lillo Coniglio,Rosa Schilirò,Maurizio Cirignotta e Mauro Bonina. Tra i primi passi del nuovo gruppo dirigenziale un incontro a breve con il Direttore Generale dell’Asp 3 .
M.C.

martedì 29 settembre 2009

Nuova Sanità Siciliana Gela e Mazzarino restano al Palo

Nel riordino della Sanità Siciliana emergono tante problematiche irrisolte da anni frutto di tante dimenticanze e di politiche di cartello a favore di alcuni territori ed a discapito di altri. I nuovi direttori generali quindi si trovano davanti al dilemma di seguire delle scelte imposte dall’Assessorato alla Sanità Regionale Siciliano che ha posto il dictat su di un taglio netto alle risorse e sulla centralizzazione della sanità specializzata a livello provinciale. I territori periferici quindi andranno incontro ad un rischio reale, perdere anche i servizi sanitari attualmente esistenti, con le conseguenze che sono sotto l’occhio di tutti, vedi il caso “Mazzarino” ed il caso “Gela”. Una sanità quindi a misura di denaro e non diretta all’ottimizzazione dei servizi in rapporto agli abitanti ed alle reali esigenze di salute. Qualcuno parla di legislazione sanitaria di competenze regionali e di art.lo 32 della costituzione ma in realtà sono solo specchietti per le allodole perché è la politica ad imprimere le scelte in taluni casi in maniera dispotica ed oppressiva oltre che clientelare. La provincia di Caltanissetta è l’esempio eclatante di questo sistema attraverso le rappresentate Mazzarino e Gela. Mazzarino piccola cittadina del sud della provincia di Caltanissetta ha già pagato il suo prezzo attraverso la morte assurda del piccolo Filippo Li Gambi .Gela invece città di ben 72.774 (Istat 2001) abitanti e quindi con una popolosità maggiore della stessa provincia che si attesta in soli 61.498 abitanti non può dare dei numeri certi sui morti per tumori visto che forse volutamente nessuno ha mai attivato un registro tumori ,con il conseguente mancato sviluppo negli anni del settore oncologico, forza trainante di un dualismo industria-salute di tutto rispetto, a discapito dei cittadini naturalmente. Un settore che sembra purtroppo essere destinato a restare al palo proprio per le nuove politiche regionali sanitarie di accentramento provinciale. Ci chiediamo a questo punto se esisterà più in Sicilia una sanità a misura di uomo? Quali sono i rapporti di salute tra esigenze e servizi dedicati? Alcuni territori hanno bisogno di essere implementati in determinati settori di salute pubblica o forse occorre solo accentrare ? La risposta stà nelle scelte manageriali di tipo sanitario che il nuovo responsabile dell’ASP 2 di Caltanissetta Dott. Paolo Cantaro saprà prendere nel prossimo futuro assieme ai collaboratori Dott. Giacomo Sampieri (Direttore sanitario)e Dott. Rosario Fresta (Direttore amministrativo). Le dichiarazioni fatte dal Direttore Generale in occasione della conferenza stampa di presentazione dei nuovi collaboratori tenutasi giorno 28 settembre 2009 presso l’aula magna del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela, parlano di un’opportunità rappresentata dalla nuova ASP per processare i vari problemi e permettere che le risorse che oggi sono maggiori in alcuni territori possano essere distribuite in altri meno forniti. Una dichiarazione che sembra prontamente smentita dalla successiva che invece fa trasparire una subdola verità “ Non possiamo creare iniziative autonome sovrapposte” come a dire che Gela non potrà mai avere un reparto di Oncologia operante nelle 24 ore ed autonomo anche se avrà la Radioterapia. A questo punto possiamo fotografare una realtà, quella di una città “Gela” che possiamo definire la “Città dei Tumori” che non potrà avere dei servizi dedicati alla patologia predominante nel territorio ,mentre in altre realtà con esigenze del tutto diverse ,questo è possibile, certamente un modo per farsi beffa dell’art.lo 32 della costituzione e dei bisogni dei cittadini Gelesi che reclamano a gran voce prevenzione diagnosi e cura dei tumori in loco.
M.C.

domenica 20 settembre 2009

Afghanistan , Storia di una Strage di Guerra




Cordoglio alle famiglie dei soldati italiani morti per la democrazia e per la pace nel mondo. La guerra Afghana continua a falciare vittime e dare dolore all’Italia. Siamo in guerra o partecipiamo ad una missione di Pace? Questo non lo possiamo ancora ammettere,la certezza è data dal fatto che partecipiamo e muoriamo sul campo assieme ad altre forze di pace internazionali che operano sotto l’Egidia dell’ONU per raggiungere un bene comune mondiale “LA PACE”. Nella cronaca dell’ennesimo attentato avvenuto il 17 settembre ed alle ore 12 locali e le 9.30 italiane, nei pressi della rotonda Massud, vicino alla sede del comando Isaf e dell'aeroporto della capitale, Un automezzo (Toyota Bianca ) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo riesce ad incunearsi tra i due automezzi blindati “Lince” del contingente italiano “Italfor ” in servizio di scorta, la deflagrazione provoca la morte di sei soldati italiani ed il ferimento di quattro oltre che decine di feriti tra la popolazione civile. La denuncia di Emergency dà però corpo alla realtà che vede circa 10 di vittime anche tra i civili e tanti feriti gravi tra cui Marco Garatti, chirurgo d'urgenza, attualmente coordinatore medico del Centro chirurgico di Emergency a Kabul che ha rilasciato questa dichiarazione a Peacereporter che riportiamo integralmente:«Ai rappresentanti dello stesso ministero della Sanità afgano è stato impedito oggi di entrare nell'Ospedale militare di Kabul e, quindi, solo il ministero della Difesa ha potuto render conto del numero delle vittime civili. Dopo il tragico attentato di oggi, oltre a piangere la morte di alcuni ragazzi italiani, dovremmo piangere la morte e il pessimo trattamento ricevuto da alcune decine di pazienti afgani che sono stati forzatamente trasferiti ed ammassati nella struttura sanitaria dell'esercito, che solo in occasioni come questa si ricorda che può trattare anche civili. Se la motivazione fosse la possibilità di garantire un trattamento migliore, lo si potrebbe comprendere: purtroppo la motivazione vera e non troppo nascosta è che così i pazienti possono essere "interrogati meglio". Nell'Afghanistan democratico, non è tanto importante quanto sei ferito ma quanto sei utile alle indagini. Il Centro chirurgico di Emergency a Kabul riceve quotidianamente decine di feriti che vengono da tutte le province vicine, ma quando una bomba esplode a 500 metri dall'ospedale, ai pazienti viene reso impossibile esercitare il proprio diritto ad essere curati: per motivi che chi fa attività sanitaria, come me, trova difficile comprendere». Tutti i militari morti fanno parte del 186 esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Gli eroi morti per la patria sono il Tenente Antonio Fortunato,nato a Lagonegro (PZ), classe 1974; il sergente Maggiore Roberto Valente, nato a Napoli, classe 1972; il 1^ Caporal Maggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano, classe 1983; il 1^ Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami, nato a Orvieto (PG), classe 1983; il1^ Caporal Maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (SA), classe 1977; il 1^ Caporal Maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus (Svizzera), classe 1983. La nostra presenza in Afghanistan ad oggi ha provocato 21 vittime.I quattro militari feriti sono: il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno), che ha riportato un forte stato di choc, e tre primi caporalmaggiori della Folgore: Rocco Leo, 26 anni, originario di Francavilla Fontana (Brindisi) ed effettivo al 186/o reggimento paracadutisti, che ha riportato un forte stato di choc; Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera ed in servizio al 186/o reggimento, al quale sono stati diagnosticati un trauma da scoppio all'orecchio destro e contusioni varie e Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, in servizio al 187/o, che ha avuto una lieve ferita alla mano sinistra ed un trauma da scoppio all'orecchio sinistro. L’attentato è stato rivendicato dal portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid. nel messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. Una storia di Guerra che termina con il rientro delle salme e con i funerali di stato che si svolgeranno a Roma. Per il futuro invece guardiamo ancora ai Talebani giustizieri che in nome del Corano riescono a fare tali ingiustizie ed attraverso il Mullah Omar dichiarano "Abbiamo combattuto contro gli invasori inglesi per 80 anni 1839-1919 e, infine, li abbiamo sconfitti ottenendo l'indipendenza dalla Gran Bretagna, siamo pronti ad una lunga guerra che ci porterà a buttare fuori gli invasori dalla nostra terra". Aggiungiamo che gli stessi Talebani sono i discendenti di coloro che hanno inflitto clamorose sconfitte alle maggiori potenze militari che hanno modificato l'assetto geopolitico del mondo dai tempi di Gengis Khan fino ad oggi ,l’ultima a cadere l'Armata Rossa. Forse ora tocca a noi ?

M.C.
Approfondimenti..

Video 1

Video 2

venerdì 18 settembre 2009

Rete Viaria Siciliana, tre provincie dell’area Mediterranea nel disagio


La rete di comunicazioni viarie che caratterizza la Sicilia, in considerazione della mancanza di una rete ferroviaria adeguata,oggi, si basa principalmente sulla rete stradale ed autostradale. Tra le provincie più disagiate sicuramente possiamo menzionare,la provincia di Trapani,Caltanissetta ed Agrigento che notoriamente versano i propri territori nelle prospicienti coste del Mediterraneo e vengono comunemente attraversate da una strada oramai obsoleta oltre che pericolosa,viste le molteplici morti bianche che hanno caratterizzato la sua storia decennale, la Strada Statale 115,che permette il trasporto su gomma di circa 20000 veicoli all’anno con una percorrenza caratterizzata da un turbinio di curve e rettilinei che in molti casi vedono l’attraversamento di strade interne dei vari comuni oggetto di passaggio obbligato, quindi un cammino tortuoso e vacillante nella sua utilità che và modificato per dare sbocco all’economia dei territori ed al turismo. Ad accorgersi di tale necessità i capigruppo di tutte le forze politiche dei tre consigli provinciali delle provincie di Agrigento-Trapani e Caltanisetta che si riuniranno il 24 ottobre 2009 alle ore 9.00 presso il Pala-Congressi di Agrigento, affinchè l’importante progetto per l’anello autostradale Gela-Castelvetrano sia finanziato dagli organi Competenti. Tra i soggetti promotori della provincia di Caltanissetta il Capogruppo del PDL Vincenzo Pepe(Area Miccichè) che nel suo intervento in consiglio provinciale ha ribadito l’importanza di tale opera anche per il territorio della provincia di Caltanissetta che oggi assieme agli altri rappresenta con Gela il primo approdo per i paesi del Mediterraneo. Per dovere di cronaca comunque mettendo da parte le varie strategie politiche verso la Sicilia e le sue infrastrutture viarie, dobbiamo tenere presente che già l’ANAS ha presentato nel 1° programma delle infrastrutture strategiche con la legge obbiettivo n. 433/2001(Del Cipe n. 121/2001) un progetto in tal senso, che prevede varie alternative di cui il più fattibile consiste in un tracciato di nuova sede di circa 166 km.

Maurizio Cirignotta

domenica 13 settembre 2009

Italia il Paese del Ben godi e dell'evasione fiscale


Partendo da molte considerazioni generalizzate che molti cittadini affrontano ogni giorno sulla situazione economica Italiana e sulle sue vicissitudini fiscali ,molti di noi si fanno una domanda;in Italia tutti pagano le tasse?
Se così fosse quante nuove risorse si potrebbero utilizzare? Pagare le tasse significa operare per il bene comune della collettività? Ridurre la pressione fiscale ridurrebbe l'evasione fiscale?
Tante domande che purtroppo hanno poche risposte. Ma cerchiamo di dare a tutto questo un valore di certezza attraverso i vari studi economici di settore forniti dall'associazione dei contribuenti italiani, che monitorizza l'evasione fiscale attraverso i vari sportelli front office dislocati in tutta l'Italia. E' proprio da questi dati che troviamo molte discrepanze tra quello che ci vogliono fare credere attraverso i media e la realtà dei fatti. Partendo dal redditometro si denota subito come solo tre contribuenti su quattro non risultano congrui alla media di reddito e non rispettano quanto richiesto dall'Amministrazione finanziaria in termini di reddito imponibile e conseguenti tasse versate. Il metodo applicativo è quello dell' accertamento sintetico denominato “redditometro”, che ricostruisce il reddito attraverso i consumi ed il tenore di vita, dove solo un italiano su 4 risulterebbe in linea con le pretese del fisco. Secondo i dati dello sportello del contribuente per l’anno d’imposta 2007 i non congrui erano il 72,6% e si stima che per l’anno 2008 aumenteranno fino al 76,3%. La stima per l'anno di imposta 2008 ci dice che l’evasione ha toccato il 24,2% del PIL.. L'anello mancante in questo caso è la notevole evasione fiscale dovuta anche alla mancata applicazione del redditometro da parte dell'amministrazione finanziaria con conseguenze devastanti solo per le famiglie e per le imprese che ricevono ogni giorno accertamenti per redditi che non hanno mai conseguito. Ad avvalorare tutto questo il caso del distretto industriale di “Scampia” (Napoli) che mette l'Italia al primo posto tra i paradisi fiscali europei. Nel famigerato quartiere di Napoli infatti, dove si combatte, in un'alternanza di guerra e pace , una continua faida di camorra, sono presenti ben 13.000 imprese di cui 8.600, tra ditte individuali e società di capitali che sono riconducibili a imprenditori cinesi che le gestiscono tramite prestanome. Oltre a questo sembra che a Scampia risulterebbero immatricolate a prestanomi anche 2234 auto di cilindrata superiore ai 2500 cc: un' arzilla signora di 82 anni figura infatti proprietaria di due Ferrari, sette Suv e dodici autovetture extralusso. Le ditte che operano nella periferia di Napoli sono 6600 ditte individuali,5100 società di capitali e 1300 di persone,le partite Iva aperte a Scampia sono 8600. Anche alcune multinazionali che hanno avuto il compito di effettuare delle statistiche sulle convenienza relativa alla sede dove aprire un'attività commerciale consigliano sempre la sede legale di Napoli e non di zurigo o delle Bahamas ,perchè il l 50% delle società non pagano le tasse, con punte record del 98% a Scampia. Continuando su questo percorso irto di ostacoli e di omertà tocchiamo anche il tasto dolente dei “ricchi nullatenenti” che in Italia hanno raggiunto nel 2009 la percentuale del 61%. Soggetti che oggi si possono permettere Yacht di lusso, sofisticate barche a vela e automezzi di grossa cilindrata che puntualmente sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni,prestanome di imprenditori facoltosi che hanno trovato così il modo di evadere le tasse. Alcuni dati forniti dal ministero delle finanze possono anche essere significativi in questo senso, nel 2007 infatti un italiano su due ha dichiarato al fisco un reddito inferiore ai 15mila euro contro lo 0,2 per cento che ne dichiara più di 200mila. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 146mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 23mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche. Da tutti questi dati scaturisce certamente che l'Italia è il paese del Ben Godi dove i ricchi si possono permettere di non pagare o evadere le tasse mentre molti cittadini a reddito fisso continuano a pagare e sentirsi oberati dalla pressione fiscale rappresentando la base imponibile su cui fare conti e conticini nazionali sulle entrate fiscali dello stato.

Maurizio Cirignotta

Nuove frontiere per il carcinoma prostatico


Alcuni ricercatori hanno scoperto come alla base della neoformazione tumorale della prostata esiste una sorta di cellula di base. Le cellula staminale in questione è stata trovata a livello sperimentale nei topi e potrebbe spiegare lo sviluppo di alcuni tumori prostatici. Tutti i risultati infatti dimostrano che queste cellule siano le stesse che normalmente secernono diversi composti normalmente utilizzati dalla prostata. Ad avvalorare l’importanza della ricerca le dichiarazioni della dottoressa Helen Rippon della Gran Bretagna Prostate Cancer Charity che ha affermato :"È importante sottolineare che questa nuova cellula staminale non si affida agli androgeni - gli ormoni sessuali maschili che normalmente controllano la crescita della prostata. Un indizio importante sul perché alcuni tumori della prostata sono resistenti al trattamento con gli ormoni androgeni. Certamente un passo avanti nella conoscenza relativa alla prevenzione della malattia negli uomini. Michael Shen della Columbia University Medical Center ed i colleghi ricercatori responsabile della scoperta hanno chiamato le nuove cellule staminali “Carns”,resistenti alla castrazione-Nkx3.1. Le cellule in questione si trovano nel tessuto che riveste l’interno della ghiandola ed hanno la capacità di generare tumori anche quando la ghiandola è in fase di spegnimento. Le precedenti ricerche infatti avevano fatto credere che l’origine del tumore alla prostata fosse solo dovuto alle cellule staminali basali della prostata. La nuova scoperta ha chiarito che anche le cellule che rivestono l'interno della ghiandola, che producono il seme possono essere responsabili del carcinoma e si possono sviluppare in tal senso anche al di fuori del processo involutivo della prostata. Il cancro della prostata è il secondo tumore più comune negli uomini di tutto il mondo dopo il cancro al polmone, ed uccide 254.000 uomini di un anno a livello globale
Maurizio Cirignotta .