martedì 29 settembre 2009

Nuova Sanità Siciliana Gela e Mazzarino restano al Palo

Nel riordino della Sanità Siciliana emergono tante problematiche irrisolte da anni frutto di tante dimenticanze e di politiche di cartello a favore di alcuni territori ed a discapito di altri. I nuovi direttori generali quindi si trovano davanti al dilemma di seguire delle scelte imposte dall’Assessorato alla Sanità Regionale Siciliano che ha posto il dictat su di un taglio netto alle risorse e sulla centralizzazione della sanità specializzata a livello provinciale. I territori periferici quindi andranno incontro ad un rischio reale, perdere anche i servizi sanitari attualmente esistenti, con le conseguenze che sono sotto l’occhio di tutti, vedi il caso “Mazzarino” ed il caso “Gela”. Una sanità quindi a misura di denaro e non diretta all’ottimizzazione dei servizi in rapporto agli abitanti ed alle reali esigenze di salute. Qualcuno parla di legislazione sanitaria di competenze regionali e di art.lo 32 della costituzione ma in realtà sono solo specchietti per le allodole perché è la politica ad imprimere le scelte in taluni casi in maniera dispotica ed oppressiva oltre che clientelare. La provincia di Caltanissetta è l’esempio eclatante di questo sistema attraverso le rappresentate Mazzarino e Gela. Mazzarino piccola cittadina del sud della provincia di Caltanissetta ha già pagato il suo prezzo attraverso la morte assurda del piccolo Filippo Li Gambi .Gela invece città di ben 72.774 (Istat 2001) abitanti e quindi con una popolosità maggiore della stessa provincia che si attesta in soli 61.498 abitanti non può dare dei numeri certi sui morti per tumori visto che forse volutamente nessuno ha mai attivato un registro tumori ,con il conseguente mancato sviluppo negli anni del settore oncologico, forza trainante di un dualismo industria-salute di tutto rispetto, a discapito dei cittadini naturalmente. Un settore che sembra purtroppo essere destinato a restare al palo proprio per le nuove politiche regionali sanitarie di accentramento provinciale. Ci chiediamo a questo punto se esisterà più in Sicilia una sanità a misura di uomo? Quali sono i rapporti di salute tra esigenze e servizi dedicati? Alcuni territori hanno bisogno di essere implementati in determinati settori di salute pubblica o forse occorre solo accentrare ? La risposta stà nelle scelte manageriali di tipo sanitario che il nuovo responsabile dell’ASP 2 di Caltanissetta Dott. Paolo Cantaro saprà prendere nel prossimo futuro assieme ai collaboratori Dott. Giacomo Sampieri (Direttore sanitario)e Dott. Rosario Fresta (Direttore amministrativo). Le dichiarazioni fatte dal Direttore Generale in occasione della conferenza stampa di presentazione dei nuovi collaboratori tenutasi giorno 28 settembre 2009 presso l’aula magna del presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele” di Gela, parlano di un’opportunità rappresentata dalla nuova ASP per processare i vari problemi e permettere che le risorse che oggi sono maggiori in alcuni territori possano essere distribuite in altri meno forniti. Una dichiarazione che sembra prontamente smentita dalla successiva che invece fa trasparire una subdola verità “ Non possiamo creare iniziative autonome sovrapposte” come a dire che Gela non potrà mai avere un reparto di Oncologia operante nelle 24 ore ed autonomo anche se avrà la Radioterapia. A questo punto possiamo fotografare una realtà, quella di una città “Gela” che possiamo definire la “Città dei Tumori” che non potrà avere dei servizi dedicati alla patologia predominante nel territorio ,mentre in altre realtà con esigenze del tutto diverse ,questo è possibile, certamente un modo per farsi beffa dell’art.lo 32 della costituzione e dei bisogni dei cittadini Gelesi che reclamano a gran voce prevenzione diagnosi e cura dei tumori in loco.
M.C.

domenica 20 settembre 2009

Afghanistan , Storia di una Strage di Guerra




Cordoglio alle famiglie dei soldati italiani morti per la democrazia e per la pace nel mondo. La guerra Afghana continua a falciare vittime e dare dolore all’Italia. Siamo in guerra o partecipiamo ad una missione di Pace? Questo non lo possiamo ancora ammettere,la certezza è data dal fatto che partecipiamo e muoriamo sul campo assieme ad altre forze di pace internazionali che operano sotto l’Egidia dell’ONU per raggiungere un bene comune mondiale “LA PACE”. Nella cronaca dell’ennesimo attentato avvenuto il 17 settembre ed alle ore 12 locali e le 9.30 italiane, nei pressi della rotonda Massud, vicino alla sede del comando Isaf e dell'aeroporto della capitale, Un automezzo (Toyota Bianca ) con a bordo i due kamikaze e con un notevole carico di esplosivo riesce ad incunearsi tra i due automezzi blindati “Lince” del contingente italiano “Italfor ” in servizio di scorta, la deflagrazione provoca la morte di sei soldati italiani ed il ferimento di quattro oltre che decine di feriti tra la popolazione civile. La denuncia di Emergency dà però corpo alla realtà che vede circa 10 di vittime anche tra i civili e tanti feriti gravi tra cui Marco Garatti, chirurgo d'urgenza, attualmente coordinatore medico del Centro chirurgico di Emergency a Kabul che ha rilasciato questa dichiarazione a Peacereporter che riportiamo integralmente:«Ai rappresentanti dello stesso ministero della Sanità afgano è stato impedito oggi di entrare nell'Ospedale militare di Kabul e, quindi, solo il ministero della Difesa ha potuto render conto del numero delle vittime civili. Dopo il tragico attentato di oggi, oltre a piangere la morte di alcuni ragazzi italiani, dovremmo piangere la morte e il pessimo trattamento ricevuto da alcune decine di pazienti afgani che sono stati forzatamente trasferiti ed ammassati nella struttura sanitaria dell'esercito, che solo in occasioni come questa si ricorda che può trattare anche civili. Se la motivazione fosse la possibilità di garantire un trattamento migliore, lo si potrebbe comprendere: purtroppo la motivazione vera e non troppo nascosta è che così i pazienti possono essere "interrogati meglio". Nell'Afghanistan democratico, non è tanto importante quanto sei ferito ma quanto sei utile alle indagini. Il Centro chirurgico di Emergency a Kabul riceve quotidianamente decine di feriti che vengono da tutte le province vicine, ma quando una bomba esplode a 500 metri dall'ospedale, ai pazienti viene reso impossibile esercitare il proprio diritto ad essere curati: per motivi che chi fa attività sanitaria, come me, trova difficile comprendere». Tutti i militari morti fanno parte del 186 esimo Reggimento Paracadutisti Folgore. Gli eroi morti per la patria sono il Tenente Antonio Fortunato,nato a Lagonegro (PZ), classe 1974; il sergente Maggiore Roberto Valente, nato a Napoli, classe 1972; il 1^ Caporal Maggiore Matteo Mureddu, nato a Oristano, classe 1983; il 1^ Caporal Maggiore Giandomenico Pistonami, nato a Orvieto (PG), classe 1983; il1^ Caporal Maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (SA), classe 1977; il 1^ Caporal Maggiore Davide Ricchiuto, nato a Glarus (Svizzera), classe 1983. La nostra presenza in Afghanistan ad oggi ha provocato 21 vittime.I quattro militari feriti sono: il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, 58 anni, di Sassano (Salerno), che ha riportato un forte stato di choc, e tre primi caporalmaggiori della Folgore: Rocco Leo, 26 anni, originario di Francavilla Fontana (Brindisi) ed effettivo al 186/o reggimento paracadutisti, che ha riportato un forte stato di choc; Sergio Agostinelli, 32 anni, originario della Svizzera ed in servizio al 186/o reggimento, al quale sono stati diagnosticati un trauma da scoppio all'orecchio destro e contusioni varie e Ferdinando Buono, 30 anni, di Napoli, in servizio al 187/o, che ha avuto una lieve ferita alla mano sinistra ed un trauma da scoppio all'orecchio sinistro. L’attentato è stato rivendicato dal portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid. nel messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. Una storia di Guerra che termina con il rientro delle salme e con i funerali di stato che si svolgeranno a Roma. Per il futuro invece guardiamo ancora ai Talebani giustizieri che in nome del Corano riescono a fare tali ingiustizie ed attraverso il Mullah Omar dichiarano "Abbiamo combattuto contro gli invasori inglesi per 80 anni 1839-1919 e, infine, li abbiamo sconfitti ottenendo l'indipendenza dalla Gran Bretagna, siamo pronti ad una lunga guerra che ci porterà a buttare fuori gli invasori dalla nostra terra". Aggiungiamo che gli stessi Talebani sono i discendenti di coloro che hanno inflitto clamorose sconfitte alle maggiori potenze militari che hanno modificato l'assetto geopolitico del mondo dai tempi di Gengis Khan fino ad oggi ,l’ultima a cadere l'Armata Rossa. Forse ora tocca a noi ?

M.C.
Approfondimenti..

Video 1

Video 2

venerdì 18 settembre 2009

Rete Viaria Siciliana, tre provincie dell’area Mediterranea nel disagio


La rete di comunicazioni viarie che caratterizza la Sicilia, in considerazione della mancanza di una rete ferroviaria adeguata,oggi, si basa principalmente sulla rete stradale ed autostradale. Tra le provincie più disagiate sicuramente possiamo menzionare,la provincia di Trapani,Caltanissetta ed Agrigento che notoriamente versano i propri territori nelle prospicienti coste del Mediterraneo e vengono comunemente attraversate da una strada oramai obsoleta oltre che pericolosa,viste le molteplici morti bianche che hanno caratterizzato la sua storia decennale, la Strada Statale 115,che permette il trasporto su gomma di circa 20000 veicoli all’anno con una percorrenza caratterizzata da un turbinio di curve e rettilinei che in molti casi vedono l’attraversamento di strade interne dei vari comuni oggetto di passaggio obbligato, quindi un cammino tortuoso e vacillante nella sua utilità che và modificato per dare sbocco all’economia dei territori ed al turismo. Ad accorgersi di tale necessità i capigruppo di tutte le forze politiche dei tre consigli provinciali delle provincie di Agrigento-Trapani e Caltanisetta che si riuniranno il 24 ottobre 2009 alle ore 9.00 presso il Pala-Congressi di Agrigento, affinchè l’importante progetto per l’anello autostradale Gela-Castelvetrano sia finanziato dagli organi Competenti. Tra i soggetti promotori della provincia di Caltanissetta il Capogruppo del PDL Vincenzo Pepe(Area Miccichè) che nel suo intervento in consiglio provinciale ha ribadito l’importanza di tale opera anche per il territorio della provincia di Caltanissetta che oggi assieme agli altri rappresenta con Gela il primo approdo per i paesi del Mediterraneo. Per dovere di cronaca comunque mettendo da parte le varie strategie politiche verso la Sicilia e le sue infrastrutture viarie, dobbiamo tenere presente che già l’ANAS ha presentato nel 1° programma delle infrastrutture strategiche con la legge obbiettivo n. 433/2001(Del Cipe n. 121/2001) un progetto in tal senso, che prevede varie alternative di cui il più fattibile consiste in un tracciato di nuova sede di circa 166 km.

Maurizio Cirignotta

domenica 13 settembre 2009

Italia il Paese del Ben godi e dell'evasione fiscale


Partendo da molte considerazioni generalizzate che molti cittadini affrontano ogni giorno sulla situazione economica Italiana e sulle sue vicissitudini fiscali ,molti di noi si fanno una domanda;in Italia tutti pagano le tasse?
Se così fosse quante nuove risorse si potrebbero utilizzare? Pagare le tasse significa operare per il bene comune della collettività? Ridurre la pressione fiscale ridurrebbe l'evasione fiscale?
Tante domande che purtroppo hanno poche risposte. Ma cerchiamo di dare a tutto questo un valore di certezza attraverso i vari studi economici di settore forniti dall'associazione dei contribuenti italiani, che monitorizza l'evasione fiscale attraverso i vari sportelli front office dislocati in tutta l'Italia. E' proprio da questi dati che troviamo molte discrepanze tra quello che ci vogliono fare credere attraverso i media e la realtà dei fatti. Partendo dal redditometro si denota subito come solo tre contribuenti su quattro non risultano congrui alla media di reddito e non rispettano quanto richiesto dall'Amministrazione finanziaria in termini di reddito imponibile e conseguenti tasse versate. Il metodo applicativo è quello dell' accertamento sintetico denominato “redditometro”, che ricostruisce il reddito attraverso i consumi ed il tenore di vita, dove solo un italiano su 4 risulterebbe in linea con le pretese del fisco. Secondo i dati dello sportello del contribuente per l’anno d’imposta 2007 i non congrui erano il 72,6% e si stima che per l’anno 2008 aumenteranno fino al 76,3%. La stima per l'anno di imposta 2008 ci dice che l’evasione ha toccato il 24,2% del PIL.. L'anello mancante in questo caso è la notevole evasione fiscale dovuta anche alla mancata applicazione del redditometro da parte dell'amministrazione finanziaria con conseguenze devastanti solo per le famiglie e per le imprese che ricevono ogni giorno accertamenti per redditi che non hanno mai conseguito. Ad avvalorare tutto questo il caso del distretto industriale di “Scampia” (Napoli) che mette l'Italia al primo posto tra i paradisi fiscali europei. Nel famigerato quartiere di Napoli infatti, dove si combatte, in un'alternanza di guerra e pace , una continua faida di camorra, sono presenti ben 13.000 imprese di cui 8.600, tra ditte individuali e società di capitali che sono riconducibili a imprenditori cinesi che le gestiscono tramite prestanome. Oltre a questo sembra che a Scampia risulterebbero immatricolate a prestanomi anche 2234 auto di cilindrata superiore ai 2500 cc: un' arzilla signora di 82 anni figura infatti proprietaria di due Ferrari, sette Suv e dodici autovetture extralusso. Le ditte che operano nella periferia di Napoli sono 6600 ditte individuali,5100 società di capitali e 1300 di persone,le partite Iva aperte a Scampia sono 8600. Anche alcune multinazionali che hanno avuto il compito di effettuare delle statistiche sulle convenienza relativa alla sede dove aprire un'attività commerciale consigliano sempre la sede legale di Napoli e non di zurigo o delle Bahamas ,perchè il l 50% delle società non pagano le tasse, con punte record del 98% a Scampia. Continuando su questo percorso irto di ostacoli e di omertà tocchiamo anche il tasto dolente dei “ricchi nullatenenti” che in Italia hanno raggiunto nel 2009 la percentuale del 61%. Soggetti che oggi si possono permettere Yacht di lusso, sofisticate barche a vela e automezzi di grossa cilindrata che puntualmente sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni,prestanome di imprenditori facoltosi che hanno trovato così il modo di evadere le tasse. Alcuni dati forniti dal ministero delle finanze possono anche essere significativi in questo senso, nel 2007 infatti un italiano su due ha dichiarato al fisco un reddito inferiore ai 15mila euro contro lo 0,2 per cento che ne dichiara più di 200mila. Nello stesso periodo in Italia, venivano immatricolate 146mila vetture tra fuoristrada ed auto di lusso, e addirittura a 23mila italiani sarebbero state rilasciate altrettante patenti nautiche. Da tutti questi dati scaturisce certamente che l'Italia è il paese del Ben Godi dove i ricchi si possono permettere di non pagare o evadere le tasse mentre molti cittadini a reddito fisso continuano a pagare e sentirsi oberati dalla pressione fiscale rappresentando la base imponibile su cui fare conti e conticini nazionali sulle entrate fiscali dello stato.

Maurizio Cirignotta

Nuove frontiere per il carcinoma prostatico


Alcuni ricercatori hanno scoperto come alla base della neoformazione tumorale della prostata esiste una sorta di cellula di base. Le cellula staminale in questione è stata trovata a livello sperimentale nei topi e potrebbe spiegare lo sviluppo di alcuni tumori prostatici. Tutti i risultati infatti dimostrano che queste cellule siano le stesse che normalmente secernono diversi composti normalmente utilizzati dalla prostata. Ad avvalorare l’importanza della ricerca le dichiarazioni della dottoressa Helen Rippon della Gran Bretagna Prostate Cancer Charity che ha affermato :"È importante sottolineare che questa nuova cellula staminale non si affida agli androgeni - gli ormoni sessuali maschili che normalmente controllano la crescita della prostata. Un indizio importante sul perché alcuni tumori della prostata sono resistenti al trattamento con gli ormoni androgeni. Certamente un passo avanti nella conoscenza relativa alla prevenzione della malattia negli uomini. Michael Shen della Columbia University Medical Center ed i colleghi ricercatori responsabile della scoperta hanno chiamato le nuove cellule staminali “Carns”,resistenti alla castrazione-Nkx3.1. Le cellule in questione si trovano nel tessuto che riveste l’interno della ghiandola ed hanno la capacità di generare tumori anche quando la ghiandola è in fase di spegnimento. Le precedenti ricerche infatti avevano fatto credere che l’origine del tumore alla prostata fosse solo dovuto alle cellule staminali basali della prostata. La nuova scoperta ha chiarito che anche le cellule che rivestono l'interno della ghiandola, che producono il seme possono essere responsabili del carcinoma e si possono sviluppare in tal senso anche al di fuori del processo involutivo della prostata. Il cancro della prostata è il secondo tumore più comune negli uomini di tutto il mondo dopo il cancro al polmone, ed uccide 254.000 uomini di un anno a livello globale
Maurizio Cirignotta .

martedì 8 settembre 2009

Gela 8 settembre 2009, miracolo al Santuario di Maria SS dell'Alemanna





Nella ricorrenza della festa ,dell'8 settembre 2009, dedicata a Maria SS dell'Alemanna si compie il miracolo della pietà e della misericordia verso i luoghi che hanno dato alla luce nel 1450 l'icona Bizantina della Madonna. La Messa non è ancora iniziata quando un imprenditore anonimo di buon aspetto si presenta davanti ad alcuni membri dell'Associazione Maria SS dell'Alemanna(Cultori del sito) chiedendo quali potevano essere i bisogni del santuario che attualmente versa in vetuste condizioni manutentive e strutturali, alla richiesta dei soci di un bisogno immediato relativo ad un'imbiancatura degli interni ed al riassetto degli intonaci , lo stesso imprenditore folgorato dalla luce della madonna mettendo mano alla penna ed al libretto degli assegni ha donato 1000 euro per imbiancare le pareti e per riassettare gli intonaci degli interni. La cosa naturalmente ha stupito i presenti che da anni chiedono interventi immediati per il santuario ricevendo sempre solo porte in faccia e tante promesse. Forse un segno della volontà della madonna di sviluppare il sito? Forse la madonna ha voluto con questo mirabile segnale dare monito alle molteplici dimenticanze istituzionali che si sono riversate negli anni verso il santuario, lasciandolo nel degrado in cui oggi versa? La speranza di tutti è sicuramente quella di un futuro migliore per il santuario ed assieme alla comunità di Maria SS dell'Alemanna.

Maurizio Cirignotta

lunedì 7 settembre 2009

Maria SS dell'Alemanna patrona della città di Gela


Nella giornata dell'otto settembre si ripercorre a Gela la festa della sua patrona Maria S.S. Dell'Alemanna.,dietro i veli del culto religioso anni di storia e di credenze popolari che vedono le loro origini nel ritrovamento miracoloso nelle campagne di Gela dell'icona della stessa Madonna avvenuto nel 1450 ad opera di un contadino. Una storia che inizia nel IX secolo quando Gela (Eraclea)era ancora sotto il dominio dei Saraceni quando già si parlava di una piccola sede di culto pagano posta in area di campagna(Feudo Margi) che nel 1199 fu elevata alla luce cristiana dai cavalieri teutonici, ordine infermieristico alemanno proveniente dalle crociate, dedicato alla cura dei feriti e degli ammalati ,eretta nel 1190 da Papa Celestino III ,che sotto l'adozione di Federico II riuscì a Gela nell'intento di costruire questa piccola chiesa con annesso ospedale, fregiando l'altare maggiore con una venerabile effige di Madonna con Bambino ,di classica natura bizantina, “Maria S.S dell'Alemanna”. Gli eventi e le guerre incalzanti del tempo obbligarono però i cavalieri teutonici a nascondere l'effige, intorno al XIV o al XV secolo. Sede del nascondiglio l'altare maggiore ad un metro di profondità ,per evitare la profanazione da parte dei pirati. Ma il disegno divino legato all'icona restituì la sacra immagine nel 1450 quando il solco di un aratro fece ricomparire l'effige della Madonna. Una data significativa quella del 1450 che ha portato Maria SS dell'Alemanna a proteggere la città di Gela da terremoti e siccità attraverso un percorso di fede popolare e di amore cristiano. Oggi nella sede dove fù ritrovata l'effigie sorge un santuario nato proprio dai ruderi della vecchia chiesetta dei cavalieri teutonici ed edificato nel 1979 per poi essere lasciato nell'incuria del tempo ad un destino di distruzione e di abbandono. Nell'ultimo periodo un gruppo di fedeli forti della loro fede Mariana hanno raccolto le lacrime della Madonna dando lustro al sito e manifestando il bisogno d'aiuto nei confronti delle istituzioni che ad oggi assenti riguardo eventuali contributi per imbiancare le pareti interne e rattoppare le crepe che oramai caratterizzano gran parte della struttura. Forse in altre città qualcuno avrebbe sentito il dovere sacro e santo di sviluppare la zona dove si è compiuto il ritrovamento, a Gela ,città della Mafia e del Malaffare, si pensa ad altro.......

Maurizio Cirignotta

venerdì 4 settembre 2009

Italia il paese delle multe


La nota curiosa ma reale viene fornita dall'Associazione Contribuenti Italiani che attraverso lo sportello del contribuente ha analizzato i dati dei singoli paesi UE da cui si denota che negli ultimi 10 anni gli automobilisti sono stati commiserati da ben 1275% di multe in più. Nella speciale classifica seguono paesi quale la Romania con il 385%, la Bulgaria con il 315%, l'Albania con il 290%, l'Estonia con il 240%, la Slovacchia con il 215% e la Croazia con il 195%. Nelle ultime posizioni l'Inghilterra con il 35%, la Germania con il 30% e, ultima, la Svezia con il 20%. Considerando infine il nostro territorio nazionale le multe automobilistiche sono aumentate del 1315% nel Nord Est, del 1290% nel Centro, del 1185% nel Nord Ovest, del 1120% nel Sud e del 1030% nelle Isole.
Le infrazioni più contestate nei primi 8 mesi del 2009, permangono la guida senza cintura di sicurezza o senza casco ed il divieto di sosta. Tra le note di rivalsa invece si puntualizza il fatto che solo un italiano su tre paga la multa senza contestarla, mentre il 64% impugna il verbale innanzi al Prefetto o al Giudice di pace. Praticamente nel paese del ben godi non paga quasi nessuno e la strategia fiscale correlata alle multe risulta solo sterile ed inefficace.

Maurizio Cirignotta