lunedì 8 febbraio 2016

La Devastazione di Homs-Siria "800.000 persone in fuga"



Di Homs, antica Emesa, e terza città della Siria oltre che principale centro industriale non restano che macerie sono in fuga ben 800 mila abitanti un esodo verso l’Europa. Sia i satelliti e le immagini fornite da un drone Russo rendono reale un processo di distruzione totale che doveva combattere l’ISIS ma che ha colpito intere popolazioni che ora non hanno più una casa. Una eterna guerra quella tra Sciiti e Sunniti alla base dell’attuale disequilibrio politico economico del medio oriente. Una storia che parte dalla morte del fondatore dell’Islam, il profeta Maometto avvenuta nel 632 D.C. Un momento di abdicazione religiosa che doveva secondo alcuni fedeli andare ad Abu Bakr padre della moglie di Maometto. Questi fedeli erano gli antenati degli attuali sunniti che rappresentano un ramo islamico maggioritario nell’Islam Odierno circa il 90 % di tutti i mussulmani. La minoranza religiosa è rappresentata dagli sciiti, circa il 10 % che invece dicevano che Maometto aveva consacrato come suo successore Ali, suo cugino e genero. Il punto del contendere religioso diventò odio reciproco dopo la morte dello sciita Ali’ da parte dei Sunniti. Dal punto di vista religioso tutti i musulmani sono d’accordo che Allah sia l’unico dio e che Maometto sia il suo messaggero,che ci siano cinque pilastri rituali dell’Islam, tra cui il Ramadan, il mese di digiuno, e il Corano ed il libro sacro. I sunniti si basano molto sulla pratica del profeta e sui suoi insegnamenti (la“sunna”), gli sciiti vedono le figure religiose degli ayatollah come manifestazioni di dio sulla terra, e credono che il dodicesimo e ultimo Imam discendente da Maometto sia nascosto e un giorno riapparirà per compiere la volontà divina. L’accusa da parte dei sunniti agli sciiti è quella di eresia, una base religiosa per le lotte millenarie. Ritornando alla guerra in Siria ed alle distruzioni di massa dell’ultimo periodo troviamo anche degli interessi Geo-Politici da parte della Russia che attraverso la Siria ha delle basi importanti nel Mediterraneo e nel Medio Oriente quelle di Latakia, Jableh e Tartus. La Russia è la principale sostenitrice di al-Asad, nonché il suo primo fornitore di armi; insieme alla Cina, ha eretto un baluardo contro ogni intervento internazionale sotto l’ombrello delle Nazioni Unite ponendo più volte il veto. Mosca,infatti, guarda alla Siria come al suo principale alleato regionale e ha bloccato tutti i tentativi internazionali d’intensificare la pressione sul regime di Damasco. Una condizione che stà mettendo a repentaglio la stessa esistenza della popolazione siriana ed il caso Homs è solo la punta di un incenberg. 

                                                                                                                        C.M.

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