Ragusa il 3° Forum sulle stragi in Italia. Un confronto sulla storia nelle sue trasformazioni violente della politica che hanno determinato molti nodi irrisolti della nostra Repubblica

Si è svolto venerdì 26 giugno dalle ore 14.30 alle ore 20.30 a Ragusa, presso il Laboratorio degli Annali di Storia, il 3° Forum sulle stragi in Italia, dedicato al tema "Ustica e i terrorismi degli anni Ottanta. Sguardi storici su una stagione nell'ombra”. L’iniziativa che e stata trasmessa in diretta streaming su Facebook sarà riproposta nei prossimi giorni anche attraverso YouTube e i canali televisivi telematici, notevole l’interesse da parte del pubblico e degli studiosi, che confermano come il Forum rappresenti uno spazio come uno di riflessione e di confronto storico sulle vicende più controverse della storia repubblicana.

Ad aprire i lavori è stata la relazione dello storico Carlo Ruta, direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, che ha proposto una lettura di lungo periodo delle trasformazioni della violenza politica nella storia della Repubblica. Muovendosi tra le diverse strategie che hanno attraversato il secondo dopoguerra, la relazione ha posto al centro l'analisi del mutamento intervenuto negli anni Ottanta, individuando il passaggio da una violenza che mirava alla destabilizzazione a forme più complesse nelle quali assumono un ruolo decisivo, l'opacità, i depistaggi con una frammentazione della conoscenza storica. Una riflessione che ha inteso ricondurre le singole vicende entro un quadro interpretativo più ampio, nel quale la ricerca storica è chiamata a confrontarsi con le trasformazioni delle razionalità politiche e istituzionali che hanno segnato quel decennio.

Alla relazione del Prof. Carlo Ruta è seguito l'intervento del Senatore Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, che ha affrontato il tema del rafforzamento degli strumenti parlamentari di indagine, sottolineando l'esigenza di consolidare il ruolo delle Commissioni d'inchiesta come presidi permanenti della trasparenza democratica. Lumia ha puntato il dito su un processo che può essere migliorato che dovrebbe permettere alle commissioni di avere accesso a tutti gli atti disponibili senza richiedere autorizzazioni che in taluni casi si chiudono dietro il segreto di stato.
Quello che è successo ben 46 anni fa nei cieli di Ustica è ancora oggi un mistero. La verità è stata nascosta da depistaggi continui nelle indagini. L’associazione dei familiari nell’ultima udienza del Giugno 2026 vuole ancora sapere oggi chi ha sparato il missile che ha colpito l’aereo. Un cielo che improvvisamente è diventato oggetto di una battaglia aerea tra un Mig Libico e aerei da caccia Francesi e Belgi e di altre nazionalità Nato ha prodotto la morte di 81 persone innocenti.

Il tema dei depistaggi è stato trattato dal luogotenente della Guardia di Finanza Corrado De Fecondo che ha ricostruito con ampiezza documentaria il tema difficile che ha accompagnato il disastro del DC-9 Itavia precipitato nei cieli di Ustica il 27 giugno 1980, soffermandosi sui numerosi ostacoli che hanno reso particolarmente difficile l'accertamento della verità.

In un intervento ampio e con matrice storico giornalistica la scrittrice investigativa Stefania Limiti ha infine sviluppato una riflessione sulle premesse politiche e istituzionali delle stragi degli anni Ottanta, soffermandosi sulle caratteristiche delle forme di violenza politico-criminale che hanno segnato quella fase della storia italiana e sulle persistenti aree di ricerca ancora aperte. Il coinvolgimento di aree oscure della massoneria con Licio Gelli in primis dettato in quegli anni il passo di processi collusivi e di collaborazione tra la politica e le aree neofasciste di matrice stragista.

Particolarmente significativa è stata inoltre la partecipazione morale e istituzionale all'iniziativa di molte associazioni impegnate nella promozione della memoria democratica, sezioni dell'ANPI, organizzazioni della società civile e istituti culturali. Tra queste assume particolare rilievo la disponibilità espressa dall'Accademia dei Georgofili di Firenze ad avviare un rapporto di collaborazione con il Laboratorio degli Annali di storia, una testimonianza del crescente interesse che il progetto oggetto del Forum ha suscitato anche in ambito accademico e scientifico.

Il dibattito è stato moderato dal volontario civile Gianluca Floridia. Con questo terzo appuntamento il Forum consolida il proprio percorso come laboratorio permanente di ricerca storica, orientato a promuovere un confronto rigoroso tra studiosi, magistrati, giornalisti investigativi, rappresentanti delle istituzioni e società civile. L'obiettivo rimane quello indicato sin dalla prima edizione: contribuire, attraverso gli strumenti della ricerca storica, a una comprensione sempre più approfondita delle vicende che hanno segnato la storia della Repubblica, nella convinzione che la conoscenza costituisca una condizione essenziale della maturazione democratica.

Il Laboratorio degli Annali di storia comunica inoltre che i lavori del 3° Forum saranno resi disponibili integralmente attraverso i canali digitali dell'ente scientifico e costituiranno la base per la costituzione di una memoria resistente delle discussioni, in forma multimediale, perché restino fruibili agli studiosi, alle agenzie della società civile e ai percorsi formativi delle scuole di ogni ordine e grado.

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