Guerra in Iran: Cessate il fuoco e negoziati in bilico, una futura pace non è accettabile per Israele, Hormuz richiude ?.

Ancora una volta la diplomazia viene posta in secondo piano e si cerca di dare spazio alle azioni di guerra che rappresentano solo forza e potere politico. La guerra tra Usa e Iran resta in bilico perché la parte americana non vuole cedere sugli asset iraniani attualmente stimati in miliardi di dollari e congelati, naturalmente segue il problema dell’arricchimento dell’uranio, infine il nodo Hormuz ed il suo controllo. Le ultime notizie non fanno presuppone un non continuazione dei colloqui nessun cessate il fuoco non è più in vigore viste le continue violazioni infatti in seguito agli attacchi indiscriminati che Israele continua ad attuare in Libano con la conquista via terra di territori.

L’Iran ha avvertito che le azioni in Libano sono collegate agli accordi di pace. L'Iran avverte i residenti del nord di Israele di fuggire se Israele attacca i sobborghi di Beirut. Il comando militare centrale iraniano ha avvertito i residenti del nord di Israele di abbandonare le proprie case qualora Israele mettesse in atto la minaccia di colpire i sobborghi meridionali di Beirut. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa governativa IRNA, il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha affermato che l'avvertimento era una risposta all'ordine di sfollamento forzato emesso dall'esercito israeliano per Dahiyeh. "Considerate le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime, qualora questa minaccia venisse attuata, avvertiamo i residenti delle regioni settentrionali e degli insediamenti militari nei territori occupati di abbandonare la zona se non vogliono subire danni", ha affermato.

Lo stesso Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e principale negoziatore, ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco con l'Iran, incluso il fatto di aver continuato il blocco dei porti iraniani e di non essere riusciti a fermare il suo alleato Israele dall'escalation sugli attacchi in Libano. Tutte condizione che portano hanno portato a chiudere eventuali colloqui e riaprire il blocco dello stretto di Hormuz. Le dichiarazioni del ministro degli esteri iraniano Esmail Baghaei (fonte Ansa) non fanno presagire niente di buono: 'Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l'aggressione illegale e l'ingerenza del regime sionista'

Il contenuto dell’eventuale accordo ipotetico secondo Axios che cita come fonte due funzionari statunitensi anonimi comprende i seguenti punti: 1) Lo stretto di Hormuz stabilirà una navigazione senza restrizioni, niente pedaggi o molestie e l’Iran dovrà rimuovere tutte le mine. Il blocco navale americano viene revocato e una serie di sanzioni contro l’Iran saranno revocate consentendo all’Iran di poter vendere il proprio petrolio. 2) L’Iran si impegna a non lavorare alla costruzione di un’arma nucleare. L’arricchimento dei 440 Kg di Uranio non dovranno superare il 5%. Gli Stati Uniti vorrebbero che queste scorte venissero loro consegnate, ma l'Iran ha respinto l'idea. La scorsa settimana, è stato riportato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha emesso una direttiva secondo cui l’uranio arricchito iraniano non dovrebbe essere inviato all'estero in alcun modo.

3) Aiuti e sanzioni verso l’Iran Secondo quanto riferito, il memorandum d'intesa contiene un meccanismo che prevede la ricezione di aiuti umanitari da parte dell'Iran. Inoltre, gli Stati Uniti si impegneranno a discutere la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei beni iraniani all'estero. L'Iran oggi è uno dei paesi più pesantemente al mondo, essendo soggetto a sanzioni statunitensi da decenni. La revoca di alcune di queste sanzioni, prevista dall'accordo sul nucleare del 2015, è stata annullata quando Trump si è ritirato dall'accordo storico. Di conseguenza, miliardi di dollari di beni iraniani rimangono congelati in banche estere.

4) Secondo quanto riportato dai media, la guerra di Israele contro il Libano, dove ha occupato gran parte del sud del paese, si concluderà in virtù dell’accordo. Il memorandum d’intesa prevede infine la cessazione di ogni ostilità per un periodo di 60 giorni durante il quale Stati Uniti e Iran negozieranno su altre questioni, come quelle relative all'uranio arricchito e alla revoca delle sanzioni. L’America inoltre chiede all’Iran di sostenere la pace verso i suoi alleati regionali come Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e diversi gruppi armati in Iraq e Siria

Le ultime schermaglie sporadiche ma incisive alimentano comunque la guerra e l’ultima in termini di tempo è data dal Comando Centrale degli Stati Uniti che ha dichiarato di aver "messo fuori uso" una nave mercantile battente bandiera gambiana con un attacco missilistico Hellfire nel Golfo dell'Oman, mentre tentava di dirigersi verso un porto iraniano. Note di guerra che seguono l’attacco sferrato dagli americani in pieno cessate il fuoco che secondo l'agenzia iraniana Fars ha visto il lancio di missili da parte americana nella zona di Bandar Abbas e nello Stretto di Hormuz dove si sono uditi spari, probabilmente colpi di avvertimento delle forze navali iraniane contro alcune navi, riferiscono i media.

La risposta iraniana non si è fatta aspettare e a seguito dell'aggressione condotta all'alba dei giorni scorsi dall'esercito invasore statunitense contro una località alla periferia dell'aeroporto di Bandar Abbas utilizzando proiettili aerei, la base aerea americana in Kuwait che ha servito come origine dell'aggressione, missili anche contro una nave americana. Abbattuto dalla moderna difesa aerea iraniana il 25 maggio un drone americano MQ che ha violato lo spazio aereo nella regione del golfo persico. Tutte le basi americane sono in pericolo di attacco in risposta all’aggressione americana.

Il principale attore responsabile di una guerra infinita in medio oriente e di un processo di destabilizzazione globale è proprio Israele che continua a sabotare la diplomazia in maniera plateale, il ministro della difesa Katz ha ancora avanzato piani per spostare forzatamente i palestinesi dalla Striscia di Gaza nell'ambito di quella che Israele afferma essere una “emigrazione volontaria", tra le continue violazioni del cessate il fuoco sostenute dagli Stati Uniti. Il Ministro israeliano Ben-Gvir afferma che il governo israeliano non permetterà a Trump di firmare un "accordo pessimo" con l'Iran. "Che cos'è un accordo pessimo? Un accordo che può danneggiare lo Stato di Israele, e non permetteremo che ciò accada." Ben-Gvir sta sabotando così apertamente la diplomazia. Ne fa eco Netanyahu: Israele non è più solo una potenza regionale ma è già una potenza globale. E perché una potenza globale? Perché possediamo tecnologie di livello mondiale. Oggi, lo vedono nel Golfo e altrove. Ora siamo in una posizione utile per sfruttare la nostra potenza in molte direzioni.

Facendo il punto sulla storia capiamo che il progetto del Grande Israele parte da lontano. Uno dei sopravvissuti all'Olocausto un certo Avraham "Yair" Stern, un leader paramilitare sionista, fondatore della Stern Gang (Lehi) che ha combattuto su Mandato britannico in Palestina negli anni '30 e '40. Stern è considerato un eroe nazionale nell'Israele moderno. È anche l'uomo che si è letteralmente alleato con gli estremisti. Tra le prove documentate l’Offerta di alleanza nazista (1941): Stern propose un patto militare con Hitler, offrendo "partecipazione attiva alla guerra dalla parte della Germania" contro la Gran Bretagna. In cambio, voleva che la Germania riconoscesse uno Stato ebraico.

I genocidi per Israele non sono una novità e le azioni che descrive Tucker Carlson nei fatti avvenuti contro in Ruanda nel 1994. Il regime Israeliano è stato uno degli attori principali di quella strage sigillata da documenti classificati per seppellire la complicità nel 2016 dalla Corte Suprema Israeliana. Prove di armi: I rapporti dettagliano proiettili, fucili e granate di fabbricazione israeliana catturati dall'Egitto nel 1973 e trasferiti alle forze Hutu, anche attraverso l'Albania. Il genocidio ruandese (aprile-luglio 1994) è stato il più rapido della storia moderna, con 500.000-800.000 Tutsi e Hutu moderati massacrati in circa 100 giorni. Nonostante l'embargo delle Nazioni Unite, il flusso di armi è continuato

La guerra con l’Iran ripercorre la storia e attraverso il Mossad costruisce anche l’attuale guerra in cui si è impantanata l’America che ora cerca di uscirne non perdendo la faccia. Secondo i media Israeliani  escono rivelazioni che ci fanno capire come il Mossad abbia costruito una rete segreta all'interno dell'Iran prima di lanciare attacchi. Quelli che inizialmente sembravano essere agenti israeliani nei filmati rilasciati durante le prime ore della prima guerra contro l'Iran (la guerra di 12 giorni) sono stati ora identificati dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth come agenti iraniani reclutati e addestrati dal Mossad.

Secondo il rapporto, gli agenti sono stati addestrati all'interno di Israele prima di tornare in Iran, dove hanno vissuto vite civili ordinarie in attesa di ordini. Nel corso di diverse settimane, il Mossad ha inviato loro componenti che non destavano sospetti, che hanno successivamente assemblato in droni, missili e testate esplosive utilizzando le competenze acquisite durante il loro addestramento. Il rapporto afferma che l'obiettivo era quello di colpire e disabilitare i sistemi di difesa aerea iraniani dall'interno dell'Iran prima che gli aerei israeliani iniziassero i loro attacchi.

Tra condanne e inefficienze internazionali a subire gli effetti di questa guerra è certamente il Libano che oggi vive una vera invasione da parte Israeliana. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di perseguire una "politica della terra bruciata" mentre le forze israeliane espandono l'invasione di terra. Le forze israeliane uccidono un paramedico nel Libano meridionale e continuano ad avanzare verso la città di Nabatieh e altre, mentre Hezbollah rivendica ulteriori attacchi nel nord di Israele. Israele sta bombardando a tappeto Tiro nel Libano meridionale, colpendo deliberatamente case, quartieri e infrastrutture civili. Una città di 5.000 anni di storia viene spazzata via davanti agli occhi del mondo. Beirut è sotto assedio. E non c'è stata alcuna reazione da parte della comunità internazionali complici.

La Francia è l’unica nazione a convocare il consiglio di sicurezza Onu. Ma come sappiamo questa istituzione è in totale sofferenza economica l’Onu oggi è in crisi e futuro incerto, secondo il Wall Street Journal, le Nazioni Unite affrontano una grave crisi finanziaria a causa dei ritardi nei contributi di Stati Uniti e Cina, i suoi principali finanziatori. Washington ha accumulato oltre 4 miliardi di dollari di arretrati, mentre Pechino rallenta i versamenti, alimentando interrogativi sul futuro dell'organizzazione. Tra tagli, riforme e crescente perdita di influenza, il dibattito sul ruolo dell'ONU nel nuovo ordine mondiale è più aperto che mai.

Infine tra gli effetti collaterali di una crisi globale il prezzo del petrolio tornerà ai livelli record pesando sulle tasche degli italiani nelle prossime settimane. Secondo ExxonMobil, il Brent potrebbe raggiungere i 150-160 dollari al barile. Tuttavia, molti analisti invitano alla prudenza: le grandi compagnie hanno interesse a sostenere aspettative di prezzi elevati e il mercato resta fortemente influenzato dalla speculazione collegata ai fatti del medio oriente con le borse che oramai sono impazzite.


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