Guerra in Iran: Un via definitivo al memorandum di Pace che comprende anche il Libano e Hormuz.
Nell’altalenante turbinio di notizie che si susseguono sia da parte americana che da parte iraniana sembra che il processo di pace che interessa la guerra iniziata da Israele e Usa sia dirittura d’arrivo dopo 107 giorni di guerra caratterizzati da ampie violazioni di cessate il fuoco e da un bellicismo triangolare che ha visto protagonista Israele in più territori tra cui il libano oggi si parla di accordo e la pace in Libano rientra nel memorandum d’intesa.
Un conflitto che sebbene possa finire solo sulla carta denota comunque molte criticità dovute al suo allargamento già in essere in libano e nel vicino Iraq, in Giordania sede di basi americane, alla Cis Giordania governata dai coloni israeliani, ma anche la stessa Palestina che ogni giorno viene bombardata. La guerra infatti ha favorito la crescita e lo sviluppo di gruppi estremisti quali Hezbollah in Libano uno attore di contrapposizione nella conquista del sud da parte di Israele, molte le fazioni Jihadiste anche in Iraq che alimentando focolai prima non esistenti. Una situazione che vede anche la Siria in primo piano nel processo di organizzazione di bande armate sovvenzionate dall’America che cerca di non intervenire direttamente dopo una eventuale pace in medio oriente ma solo per delega.
Una guerra che si è unita nella fonte religiosa mussulmana unico baluardo di coesione nel medio oriente una divisione non è riuscita a dividere ma che ha favorito in molte aree del medio oriente una comune azione di guerra contro l’aggressore Israeliano e Americano. Gli accordi firmati sono stati pubblicizzati ai fini di una vittoria elettorale di medio mandato del novembre 2026 e denotano ampie criticità accumulati nei 107 giorni di guerra. La tanto acclamata vittoria Americana la possiamo considerare usando un analogismo storico e solo simile a quella di Pirro.
Il campo di battaglia per l’America e Israele non è stato appannaggio di grandi vittorie ma di un rafforzamento Iraniano nell’area e gli ultimi attacchi missilistici alle basi americane e ad Israele con l’abbattimento di un elicottero USA che tanto ha fatto discutere gli americani. L'Iran ha dichiarato di aver vinto contro gli Stati Uniti sul campo di battaglia. Il capo del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che la Repubblica islamica ha vinto contro gli Stati Uniti in uno scontro militare. Secondo lui, Washington si è trovata di fronte a una resistenza ostinata e coraggiosa delle forze armate e del popolo iraniano.
"Il momento migliore per porre fine alla guerra è quando abbiamo il vantaggio. Abbiamo davvero vinto sul campo di battaglia", ha citato Abbas Araghchi la televisione di Stato iraniana. Il Ministro ha sottolineato la stretta connessione tra i successi militari e la diplomazia, osservando che Teheran spera in condizioni migliori per la pace con gli americani. L'accordo di Trump con l'Iran diventerà una "pillola amara" per Netanyahu, secondo Axios. Trump ha chiamato Netanyahu e lo ha messo di fronte al fatto compiuto. "Il presidente degli Stati Uniti ha dato al primo ministro israeliano una notizia che quest'ultimo non voleva certamente sentire: Trump ha delegato alla firma il vice presidente Vance con un accordo con l'Iran che nei prossimi giorni sarà operativo con Hormuz in primo piano. 'Questo è un ottimo accordo e è giunto il momento di porre fine a questa guerra', ha detto Trump a Netanyahu, secondo quanto riferito da un alto funzionario americano".
Netanyahu sperava che le azioni militari avrebbero portato a un cambio di regime a Teheran. Tuttavia, questo non è accaduto. Ora Netanyahu viene criticato per aver trasformato il Paese in uno "Stato vassallo" poiché sta semplicemente accettando i termini di pace proposti da Trump. L'edizione afferma inoltre che Netanyahu ha cercato di ostacolare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, incluso pianificando attacchi contro l'industria energetica iraniana, ma Trump lo ha fermato.
L’analisi del memorandum firmato nella notte del 14 Giugno 2026 tra Iran e USA prevede i seguenti dettagli divisi in tre fasi:
Fase 1 | Dopo l'annuncio del Memorandum (con effetto immediato): Dopo l'annuncio del Memorandum, entrambe le parti dichiarano un immediato, completo e permanente fine a tutte le ostilità nella regione, incluso il Libano. Dopo l'annuncio del Memorandum, gli Stati Uniti dichiarano l'immediata e completa revoca del blocco navale statunitense contro l'Iran.
Fase 2 | Dopo la firma del Memorandum (Md.um) - (periodo di 30 giorni): Gli Stati Uniti confermano il loro impegno a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran. Dopo la firma del Md.um, gli Stati Uniti affermano che non aumenteranno la quantità di truppe o risorse militari presenti nella regione, né imporranno nuove sanzioni durante i negoziati. Dopo la firma del Md. dum, l'Iran ribadisce il suo impegno al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) e conferma che non produrrà, svilupperà o acquisirà mai un'arma nucleare.
Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti dichiarano che forniranno all'Iran la metà dei suoi fondi congelati, per un valore di 12 miliardi di dollari, che saranno resi disponibili in modo non reversibile entro 30 giorni, con l'impegno a rendere disponibile la restante metà durante i successivi 60 giorni. Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti emetteranno deroghe alle sanzioni per le esportazioni iraniane di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, con effetto immediato, con l'impegno di estendere queste deroghe in modo permanente una volta raggiunto un accordo finale.
Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti inizieranno immediatamente consultazioni con Israele per presentare un calendario a breve termine per un ritiro completo israeliano dal Libano, inclusi i punti occupati a seguito dell'accordo del 2024 tra Israele e Hezbollah. Sempre Dopo la firma del Md.du, l'Iran conferma che riaprirà lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo commerciale, secondo determinate disposizioni specifiche stabilite dall'Iran, entro 30 giorni
Fase 3 | Negoziazioni su un accordo finale (periodo di 60 giorni + possibile estensione): Il periodo di negoziazione di 60 giorni inizierà una volta che tutti i termini del Md. dum saranno stati soddisfatti nei precedenti 30 giorni. Il periodo di negoziazione di 60 giorni può essere esteso con l'accordo reciproco di entrambe le parti. Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti renderanno disponibili i restanti 12 miliardi di dollari di asset iraniani congelati.
Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti presenteranno piani per un fondo di ricostruzione per l'Iran, per un valore di almeno 300 miliardi di dollari, finanziato in parte dagli Stati del Golfo. Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate su una soluzione permanente alle questioni legate al nucleare, incluso l'arricchimento, l'attuale scorta di uranio e il destino dei siti nucleari.
Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate riguardo alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro l'Iran, incluse le sanzioni primarie, secondarie, statunitensi e delle Nazioni Unite, nonché la revoca di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA contro l'Iran. Sarà istituito un meccanismo di monitoraggio per supervisionare l'attuazione di un accordo finale. L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il portavoce del Majlis iraniano, Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Araghchi, si recheranno a Ginevra venerdì per firmare di persona il Memorandum d'intesa con il vicepresidente Vance.
La fatidica data del 14 Giugno 2026 corrispondente al compleanno di Trump per i suoi 80 anni ha portato buone notizie. Israele ha tentato di minare l’accordo attraverso lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir che ha ordinato 2 giorni prima l'intensificazione delle operazioni terrestri e di fuoco nel sud del Libano in un momento così importante. Zamir ha dichiarato che il Libano è l'attuale "centro di gravità" e ha approvato i piani del Comando Settentrionale per approfondire le operazioni di manovra terrestre contro Hezbollah. "Continuiamo a operare in Libano per rafforzare la difesa degli insediamenti settentrionali e intensificare i danni a Hezbollah attraverso operazioni di manovra terrestre e fuoco sistematico dichiarando che gli accordi di sicurezza finali saranno stabiliti tramite negoziati mediati dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese.
Tra le note occorre dare segnale delle buone intenzioni di Trump che su Truth Social ha detto nella mattinata del 14 giugno “L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto accadere, in particolare in un giorno speciale in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui stava rispondendo era molto piccolo e insignificante, nessuno è stato ferito, danneggiato o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo”.
Secondo Trump l’accordo raggiunto con l'Iran manterrà lo Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi" e impedirà all'Iran di ottenere un'arma nucleare. Trump afferma inoltre che gli Stati Uniti riprenderebbero gli attacchi militari contro l'Iran se non verrà raggiunto un accordo nucleare definitivo e ha affermato di aver "salvato Israele dall'annientamento nucleare".
Secondo gli Iraniani Trump sta concedendo agli iraniani quasi tutto ciò che hanno chiesto. Israele continua ad affrontare il duro regime iraniano, la minaccia dei missili balistici e, almeno per ora, anche la minaccia nucleare. Per quanto riguarda l'uranio arricchito, secondo diversi rapporti, rimane un punto di contesa e la sua rimozione dall'Iran non è stata decisa in questa fase.
Sembra che Trump abbia fatto ciò che Netanyahu è stato accusato di fare per anni con Hamas: comprare la calma invece di risolvere il problema alla radice. E questo, secondo questa valutazione, potrebbe avere un costo pesante in seguito. Il ministro della sicurezza dell'occupazione, Itamar Ben Gvir: l'accordo di Trump non vincola "Israele", e non si dovrebbe accettare nulla di meno che il disarmo completo di Hezbollah, il non ritiro da nessuna delle zone controllate dalle forze israeliane e la risposta a qualsiasi sparatoria. Anche l’opposizione in Israele rappresentata da Yair Golan, leader del Partito Democratico ha fatto le sue dichiarazioni molto preoccupanti: “Una mattinata difficile per Israele. Gli israeliani si svegliano con la notizia di un accordo concluso a proprie spese. Trump sta firmando un accordo da miliardi di dollari a favore del regime degli ayatollah, lasciando intatte le infrastrutture nucleari e offrendo un'ancora di salvezza al regime sanguinario di Teheran”.
Molte le ipotesi di sabotaggio dell’accordo che si spera non avvenga. Israele è sul piede di guerra e tale vuole mantenere in riferimento alla propria idea nazionale suprematista, razzista, fanatica e messianica che in Israele è dominante.
Un conflitto che sebbene possa finire solo sulla carta denota comunque molte criticità dovute al suo allargamento già in essere in libano e nel vicino Iraq, in Giordania sede di basi americane, alla Cis Giordania governata dai coloni israeliani, ma anche la stessa Palestina che ogni giorno viene bombardata. La guerra infatti ha favorito la crescita e lo sviluppo di gruppi estremisti quali Hezbollah in Libano uno attore di contrapposizione nella conquista del sud da parte di Israele, molte le fazioni Jihadiste anche in Iraq che alimentando focolai prima non esistenti. Una situazione che vede anche la Siria in primo piano nel processo di organizzazione di bande armate sovvenzionate dall’America che cerca di non intervenire direttamente dopo una eventuale pace in medio oriente ma solo per delega.
Una guerra che si è unita nella fonte religiosa mussulmana unico baluardo di coesione nel medio oriente una divisione non è riuscita a dividere ma che ha favorito in molte aree del medio oriente una comune azione di guerra contro l’aggressore Israeliano e Americano. Gli accordi firmati sono stati pubblicizzati ai fini di una vittoria elettorale di medio mandato del novembre 2026 e denotano ampie criticità accumulati nei 107 giorni di guerra. La tanto acclamata vittoria Americana la possiamo considerare usando un analogismo storico e solo simile a quella di Pirro.
Il campo di battaglia per l’America e Israele non è stato appannaggio di grandi vittorie ma di un rafforzamento Iraniano nell’area e gli ultimi attacchi missilistici alle basi americane e ad Israele con l’abbattimento di un elicottero USA che tanto ha fatto discutere gli americani. L'Iran ha dichiarato di aver vinto contro gli Stati Uniti sul campo di battaglia. Il capo del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che la Repubblica islamica ha vinto contro gli Stati Uniti in uno scontro militare. Secondo lui, Washington si è trovata di fronte a una resistenza ostinata e coraggiosa delle forze armate e del popolo iraniano.
"Il momento migliore per porre fine alla guerra è quando abbiamo il vantaggio. Abbiamo davvero vinto sul campo di battaglia", ha citato Abbas Araghchi la televisione di Stato iraniana. Il Ministro ha sottolineato la stretta connessione tra i successi militari e la diplomazia, osservando che Teheran spera in condizioni migliori per la pace con gli americani. L'accordo di Trump con l'Iran diventerà una "pillola amara" per Netanyahu, secondo Axios. Trump ha chiamato Netanyahu e lo ha messo di fronte al fatto compiuto. "Il presidente degli Stati Uniti ha dato al primo ministro israeliano una notizia che quest'ultimo non voleva certamente sentire: Trump ha delegato alla firma il vice presidente Vance con un accordo con l'Iran che nei prossimi giorni sarà operativo con Hormuz in primo piano. 'Questo è un ottimo accordo e è giunto il momento di porre fine a questa guerra', ha detto Trump a Netanyahu, secondo quanto riferito da un alto funzionario americano".
Netanyahu sperava che le azioni militari avrebbero portato a un cambio di regime a Teheran. Tuttavia, questo non è accaduto. Ora Netanyahu viene criticato per aver trasformato il Paese in uno "Stato vassallo" poiché sta semplicemente accettando i termini di pace proposti da Trump. L'edizione afferma inoltre che Netanyahu ha cercato di ostacolare l'accordo tra Stati Uniti e Iran, incluso pianificando attacchi contro l'industria energetica iraniana, ma Trump lo ha fermato.
L’analisi del memorandum firmato nella notte del 14 Giugno 2026 tra Iran e USA prevede i seguenti dettagli divisi in tre fasi:
Fase 1 | Dopo l'annuncio del Memorandum (con effetto immediato): Dopo l'annuncio del Memorandum, entrambe le parti dichiarano un immediato, completo e permanente fine a tutte le ostilità nella regione, incluso il Libano. Dopo l'annuncio del Memorandum, gli Stati Uniti dichiarano l'immediata e completa revoca del blocco navale statunitense contro l'Iran.
Fase 2 | Dopo la firma del Memorandum (Md.um) - (periodo di 30 giorni): Gli Stati Uniti confermano il loro impegno a non interferire negli affari interni dell'Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran. Dopo la firma del Md.um, gli Stati Uniti affermano che non aumenteranno la quantità di truppe o risorse militari presenti nella regione, né imporranno nuove sanzioni durante i negoziati. Dopo la firma del Md. dum, l'Iran ribadisce il suo impegno al Trattato di non proliferazione nucleare (NPT) e conferma che non produrrà, svilupperà o acquisirà mai un'arma nucleare.
Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti dichiarano che forniranno all'Iran la metà dei suoi fondi congelati, per un valore di 12 miliardi di dollari, che saranno resi disponibili in modo non reversibile entro 30 giorni, con l'impegno a rendere disponibile la restante metà durante i successivi 60 giorni. Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti emetteranno deroghe alle sanzioni per le esportazioni iraniane di petrolio, gas e prodotti petrolchimici, con effetto immediato, con l'impegno di estendere queste deroghe in modo permanente una volta raggiunto un accordo finale.
Dopo la firma del Md. dum, gli Stati Uniti inizieranno immediatamente consultazioni con Israele per presentare un calendario a breve termine per un ritiro completo israeliano dal Libano, inclusi i punti occupati a seguito dell'accordo del 2024 tra Israele e Hezbollah. Sempre Dopo la firma del Md.du, l'Iran conferma che riaprirà lo Stretto di Hormuz al traffico marittimo commerciale, secondo determinate disposizioni specifiche stabilite dall'Iran, entro 30 giorni
Fase 3 | Negoziazioni su un accordo finale (periodo di 60 giorni + possibile estensione): Il periodo di negoziazione di 60 giorni inizierà una volta che tutti i termini del Md. dum saranno stati soddisfatti nei precedenti 30 giorni. Il periodo di negoziazione di 60 giorni può essere esteso con l'accordo reciproco di entrambe le parti. Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti renderanno disponibili i restanti 12 miliardi di dollari di asset iraniani congelati.
Durante questi 60 giorni, gli Stati Uniti presenteranno piani per un fondo di ricostruzione per l'Iran, per un valore di almeno 300 miliardi di dollari, finanziato in parte dagli Stati del Golfo. Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate su una soluzione permanente alle questioni legate al nucleare, incluso l'arricchimento, l'attuale scorta di uranio e il destino dei siti nucleari.
Gli Stati Uniti e l'Iran inizieranno discussioni dettagliate riguardo alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro l'Iran, incluse le sanzioni primarie, secondarie, statunitensi e delle Nazioni Unite, nonché la revoca di tutte le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei governatori dell'AIEA contro l'Iran. Sarà istituito un meccanismo di monitoraggio per supervisionare l'attuazione di un accordo finale. L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Il portavoce del Majlis iraniano, Ghalibaf, e il ministro degli Esteri, Araghchi, si recheranno a Ginevra venerdì per firmare di persona il Memorandum d'intesa con il vicepresidente Vance.
La fatidica data del 14 Giugno 2026 corrispondente al compleanno di Trump per i suoi 80 anni ha portato buone notizie. Israele ha tentato di minare l’accordo attraverso lo stesso Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir che ha ordinato 2 giorni prima l'intensificazione delle operazioni terrestri e di fuoco nel sud del Libano in un momento così importante. Zamir ha dichiarato che il Libano è l'attuale "centro di gravità" e ha approvato i piani del Comando Settentrionale per approfondire le operazioni di manovra terrestre contro Hezbollah. "Continuiamo a operare in Libano per rafforzare la difesa degli insediamenti settentrionali e intensificare i danni a Hezbollah attraverso operazioni di manovra terrestre e fuoco sistematico dichiarando che gli accordi di sicurezza finali saranno stabiliti tramite negoziati mediati dagli Stati Uniti tra Israele e il governo libanese.
Tra le note occorre dare segnale delle buone intenzioni di Trump che su Truth Social ha detto nella mattinata del 14 giugno “L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto accadere, in particolare in un giorno speciale in cui siamo così vicini a un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui stava rispondendo era molto piccolo e insignificante, nessuno è stato ferito, danneggiato o ucciso, e non dovrebbe interrompere questo importante processo”.
Secondo Trump l’accordo raggiunto con l'Iran manterrà lo Stretto di Hormuz "permanentemente libero da pedaggi" e impedirà all'Iran di ottenere un'arma nucleare. Trump afferma inoltre che gli Stati Uniti riprenderebbero gli attacchi militari contro l'Iran se non verrà raggiunto un accordo nucleare definitivo e ha affermato di aver "salvato Israele dall'annientamento nucleare".
Secondo gli Iraniani Trump sta concedendo agli iraniani quasi tutto ciò che hanno chiesto. Israele continua ad affrontare il duro regime iraniano, la minaccia dei missili balistici e, almeno per ora, anche la minaccia nucleare. Per quanto riguarda l'uranio arricchito, secondo diversi rapporti, rimane un punto di contesa e la sua rimozione dall'Iran non è stata decisa in questa fase.
Sembra che Trump abbia fatto ciò che Netanyahu è stato accusato di fare per anni con Hamas: comprare la calma invece di risolvere il problema alla radice. E questo, secondo questa valutazione, potrebbe avere un costo pesante in seguito. Il ministro della sicurezza dell'occupazione, Itamar Ben Gvir: l'accordo di Trump non vincola "Israele", e non si dovrebbe accettare nulla di meno che il disarmo completo di Hezbollah, il non ritiro da nessuna delle zone controllate dalle forze israeliane e la risposta a qualsiasi sparatoria. Anche l’opposizione in Israele rappresentata da Yair Golan, leader del Partito Democratico ha fatto le sue dichiarazioni molto preoccupanti: “Una mattinata difficile per Israele. Gli israeliani si svegliano con la notizia di un accordo concluso a proprie spese. Trump sta firmando un accordo da miliardi di dollari a favore del regime degli ayatollah, lasciando intatte le infrastrutture nucleari e offrendo un'ancora di salvezza al regime sanguinario di Teheran”.
Molte le ipotesi di sabotaggio dell’accordo che si spera non avvenga. Israele è sul piede di guerra e tale vuole mantenere in riferimento alla propria idea nazionale suprematista, razzista, fanatica e messianica che in Israele è dominante.

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