Guerra in Iran: L’ America annuncia ritiri limitati dal Libano, i negoziatori continuano il loro percorso per attuare le varie fasi dell’accordo .

Sebbene in medio oriente le difficoltà della guerra Tra Iran-Israele e America potrebbero minare i colloqui di pace i negoziatori con a capo Vance - Ghalibaf ed il Primo Ministro Pakistano tirano dritto per raggiungere un risultato definitivo per la stabilizzazione dell’area.

Fonti diplomatiche riferiscono che le delegazioni iraniana e statunitense terranno un incontro d’emergenza in Svizzera, a margine dei negoziati in corso, per affrontare l’escalation delle tensioni in Libano. Al centro del confronto vi saranno i recenti attacchi israeliani sul territorio libanese e il loro impatto sulla stabilità regionale. Secondo diverse fonti, la questione libanese è diventata uno dei temi principali dei colloqui tra Washington e Teheran.

La cessazione delle operazioni militari che veniva previsto dal punto 1 dei 14 punti del memorandum che indicava che: “Gli Stati Uniti e l'Iran e i loro alleati nella guerra attuale dichiarano l'immediata e permanente cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso in Libano, e si impegnano d'ora in poi a non avviare alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, e ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza l'uno contro l'altro, e a garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano” ha determinato delle schermaglia di identità domenica 21 Giugno che hanno visto lasciare l’aula dai negoziatori iraniani che si sono visti traditi all’interno di un percorso già firmato nei giorni scorsi.

Il portavoce del Ministero degli affari esteri iraniano Baghaei ha sottolineato che l'obiettivo principale della delegazione iraniana in questi negoziati è garantire l'attuazione dei 14 impegni assunti dagli Stati Uniti nei confronti dell'Iran." La violazione del primo punto avrebbe messo in discussione l'intero accordo, a meno che l'altra parte non adotti definitivamente misure necessarie e stiamo parlando di Israele che ancora oggi mantiene le sue posizioni in Libano. Nel merito occorre puntualizzare che l’atteggiamento di Trump non ha favorito le cose e la sua dichiarazione bellicistica collegata alla non capacità missilistica di Theran, secondo Trump è stata distrutta per l’84-85 % della sua capacità. Ponendo l’Iran in posizione di difetto come stato perdente nei negoziati.

Ma quello che preoccupa è la posizione sul Libano di Trump e le sue dichiarazioni:” Sono deluso che Israele non riesca a eliminare Hezbollah. ‏Non possono fare nulla senza demolire edifici. ‏ Sono vicino a consegnare il fascicolo di Hezbollah alla Siria perché farà un lavoro più preciso”. Una accettazione chiara di quello che stà succedendo nell’area a sud del Libano che funge da comando per le operazioni Israeliane. Secondo le ammissioni di Trump notiamo una alienazione fuori dalla reale situazione. “L'Iran deve immediatamente impedire ai suoi proxy ben pagati in Libano di causare problemi. Se non lo faranno, colpiremo di nuovo l'Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la settimana scorsa, solo più duramente!!”. Parole che hanno il sapore di una guerra nel pieno dei negoziati.

In America il 61 % non vuole la guerra e sembra che solo Vance se ne sia accorto. Le dichiarazioni di Obama pongono il dilemma di una situazione americana peggiorata. L'ex presidente degli Stati Uniti: Siamo entrati in una guerra, abbiamo speso miliardi di dollari, abbiamo messo molta pressione sul nostro esercito e molte persone hanno perso la vita. Sembra che siamo tornati di nuovo al punto in cui eravamo prima dell'inizio della guerra, con la differenza che forse la situazione è un po' peggiore. Il New York Times, riferendosi agli alti costi della guerra contro l'Iran per gli Stati Uniti e Secondo Moody's Analytics, analizza il costo della guerra per i contribuenti e i consumatori americani che sembra essere stimato in almeno 132 miliardi di dollari. Questa cifra include i costi militari, l'aumento dei prezzi dell'energia e delle materie prime, nonché i tassi di interesse.

Il Proxy americano in medio oriente, Israele, secondo un'indagine di Al Jazeera e un'analisi di esperti rivelano stà ridisegnando i confini concordati nell'ambito degli accordi di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria per imporre zone cuscinetto non annunciate. Dopo che Netanyahu ha annunciato di rafforzare la sua presenza in Siria: L'occupazione nemica israeliana installa torri di guardia, telecamere di sorveglianza e dispositivi di monitoraggio sulla cima di Tell Ahmar nella campagna siriana di Quneitra. Israele è determinato a combattere in Libano secondo il Capo di Stato Maggiore dell'esercito israeliano. Tesori storici e siti archeologici risalenti all'era a.C. a Yater e Wadi Maryamin, situati nel distretto di Bint Jbeil nel sud del Libano, sono stati gravemente danneggiati da attacchi aerei israeliani. Le antichità distrutte includono tombe antiche, sculture, bacini, presse e strutture residenziali che abbracciano i periodi cananeo, romano e siriaco.

Dopo la firma del memorandum le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro i civili e l'esercito libanese mentre entravano nella città di Hadatha nel sud del Libano. Negli ultimi 24 ore, gli israeliani hanno attaccato il sud del Libano 18 volte. Un bombardamento israeliano con fosforo bianco ha colpito la città di Kafr Tibnit, nel sud del Libano, mentre le forze dell'esercito di occupazione tentavano di avanzare.

Secondo Hezbollah ed alla luce delle accuse che il nemico israeliano continua a promuovere riguardo alle affermazioni che lo stesso abbia violato l'accordo di cessate il fuoco, nel tentativo di giustificare la sua continua aggressione contro il Libano e i massacri che sta commettendo contro i civili, L'Ufficio per le Relazioni con i Media di Hezbollah afferma che queste accuse sono completamente infondate e rientrano nel quadro degli sforzi continui del nemico per ingannare l'opinione pubblica, nonché del suo tentativo chiaro e palese di sabotare l'accordo tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America. Il numero di violazioni e attacchi israeliani documentati dalla mattina di venerdì ha superato i 300 incidenti di aggressione, inclusi attacchi aerei di aerei da guerra e droni, bombardamenti di artiglieria di vario calibro e il lancio di munizioni al fosforo contro più di 25 città e villaggi, inclusa la città di Nabatieh. Questi attacchi hanno provocato il martirio di oltre 111 persone e il ferimento di altre 176.

Di conseguenza, la piena responsabilità ricade sull'occupazione israeliana, i cui funzionari dichiarano ripetutamente e pubblicamente il loro rifiuto degli accordi esistenti e la loro riluttanza a ritirarsi dal territorio libanese occupato. Tutti i paesi e i funzionari, primo fra tutti gli Stati Uniti d'America, devono esercitare pressioni sull'entità occupante per costringerla a implementare gli accordi e cessare i suoi attacchi, invece di indirizzare accuse in ogni direzione. Hezbollah afferma che il Libano, il suo popolo e la sua Resistenza hanno il diritto di difendere la loro terra e la loro sovranità di fronte agli attacchi e alle violazioni israeliani in corso.

Nell’ambito del percorso negoziale che continua e si è svolto in sede separata presso un Hotel svizzero dopo le minacce di Trump, è stata prodotta una bozza di esenzione temporanea dalle sanzioni imposte al petrolio iraniano che è stata completata. La questione del Libano è stata al centro delle negoziazioni di oggi, e ha ricevuto più attenzione di qualsiasi altra questione nei meeting bilaterali, multilaterali e principali. Le altre clausole del memorandum d'intesa non entreranno in vigore fino a quando non sarà stata presa una decisione sulla fine della guerra in Libano.

In tal senso il Libano è stato informato dalla parte americana che Israele effettuerà ritiri limitati dal sud del Libano come gesto di buona volontà in vista del round di negoziati La delegazione iraniana sta lasciando la Svizzera e tra i principali progressi che sono stati raggiunti: Israele è stato costretto ad accettare di ritirarsi parzialmente dalle zone in Libano e di consegnarle all'esercito libanese. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato che sono stati compiuti "progressi molto significativi" nei negoziati con l'Iran, aggiungendo che è stato elaborato un meccanismo volto a garantire la continuità della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

Secondo la notizia che l’l'Iran avrebbe accettato l'invito a consentire visite degli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). L'Iran respinge le affermazioni dell'amministrazione Trump riguardo a nuovi impegni con l'AIEA. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che la cooperazione con l'AIEA continuerà nell'ambito del quadro esistente e in conformità con le decisioni prese dal parlamento iraniano e dal Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Ha sottolineato che l'Iran non ha assunto nuovi impegni riguardo alle ispezioni dell'AIEA e ha affermato che i partecipanti ai colloqui USA-Iran durati 18 ore in Svizzera hanno confermato che il dossier nucleare iraniano non è stato discusso e che non sono stati assunti nuovi impegni.

È stato inoltre annunciato un meccanismo destinato a monitorare e sostenere il cessate il fuoco in Libano tra Israele e Hezbollah. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ufficialmente emesso una deroga alle sanzioni di 60 giorni sul petrolio iraniano, i prodotti petrolchimici e il gas che sarà ora in vigore fino al 21 agosto, con possibile estensione fino a quando i negoziati continueranno e verrà raggiunto un accordo finale

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