Guerra Iran -Usa , Trump al congresso le ostilità sono finite , nasce un nuovo ordine mondiale
Le azioni del congresso Americano sono una spina nel fianco per Trump che cerca disperatamente di validare il suo intervento bellicistico nei confronti dell’Iran con tutte le conseguenze che sono intervenute a livello globale. Possiamo ammettere che pensare e giusto ma il fare ha degli aspetti molto collegati al caso che in tal senso interessa proprio l’America e gli americani. Un modo per aggirare le controversie interne è certamente quello di mentire su una realtà che dopo 58 giorni ancora non si riesce a definire. Trump lo fa nel suo discorso al congresso attraverso un suo messaggio in cui ammette che le ostilità scoppiate il 28 febbraio 2026 contro l’Iran sono terminate.
Trump ha affermato che la scadenza per l'approvazione del Congresso di una guerra con l'Iran è invalida perché le ostilità sono "finite" .Non ci sono stati scambi di fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran dal 7 aprile 2026, ha scritto Trump, aggiungendo che la tregua è stata estesa indefinitamente . Il conflitto in Medio Oriente ha raggiunto la scadenza statutaria di 60 giorni entro la quale le operazioni devono cessare a meno che i legislatori non autorizzino l'uso della forza militare.
Il presidente ha inoltre dichiarato che non cercherà l'autorizzazione del Congresso per continuare la guerra con l'Iran perché è "incostituzionale". "Nessun altro paese ha mai fatto questo. Questo non è mai successo. Come sapete, la maggior parte delle persone considera questo completamente incostituzionale. Abbiamo avuto una tregua, quindi questo ti dà tempo extra".
Naturalmente è solo una questione di merito per aggirare l’ostacolo del congresso che dovrà avvallare le follie di Trump. Il malcontento verso Trump intanto ha raggiunto in America un nuovo record. Secondo i risultati dei sondaggi del New York Times, il tasso di insoddisfazione per la performance di Trump è salito al 58%, mentre l'anno scorso era al 43%. Una grande parte degli «elettori indipendenti» che avevano riposto fiducia in lui nelle elezioni del 2024 ora si sono allontanati a causa dei costi della guerra. La questione importante è l'insoddisfazione tra alcune parti della base principale di Trump. Questo gruppo sente che Trump ha sacrificato i loro interessi per un'altra «guerra eterna».
Trump sta diventando suo malgrado una immagine speculare di Jimmy Carter un presidente impotente di fronte all'Iran e paralizzato dalla crisi del carburante. Carter perse il suo secondo mandato a causa della crisi degli ostaggi e dell'incapacità di contenere l'Iran. Ora anche Trump è caduto nella stessa trappola; con la differenza che invece di 52 ostaggi, lo «Stretto di Hormuz e il flusso energetico globale» sono ostaggi dell'Iran e lui, nonostante spese miliardarie, non riesce a cambiare la situazione. L'era Carter era nota per la crisi energetica e l'alta inflazione. Ora gli americani stanno vivendo la stessa sensazione di «crollo del benessere» dell'epoca Carter, con la benzina a 6 dollari e le interruzioni nella catena di approvvigionamento. Mentre Carter fu umiliato dal fallimento dell'operazione «Artiglio dell'Aquila», Trump si trova ad affrontare «danni miliardari alle basi militari». Entrambi i presidenti hanno dovuto affrontare il fatto che la «macchina da guerra americana» non è efficace contro le strategie asimmetriche dell'Iran.
La dichiarazione molto strana di Trump sui segnali cellulari del 5G e del prossimo 6G, utilizzati per una sorveglianza penetrativa spaziale 3D che possono vedere attraverso la pelle e i muri nascondono molte verità poste dalla giornalista Ana Kasparian che afferma che l'amministrazione Trump ha pregato le aziende private di satelliti di nascondere le immagini delle basi USA distrutte. Il Pentagono avrebbe avuto paura che il mondo vedesse come l'Iran abbia completamente umiliato il potere militare di Trump.
Una guerra quella con l’Iran che naturalmente continua sebbene si dica il contrario infatti il Presidente Trump ha dato ordine di supportare le navi mercantili che cercano di transitare liberamente attraverso questo vitale corridoio commerciale internazionale di Hormuz. Un quarto del commercio mondiale di petrolio via mare e volumi significativi di carburante e fertilizzanti vengono trasportati attraverso lo stretto. "Il nostro supporto a questa missione difensiva è essenziale per la sicurezza regionale e l'economia globale, in quanto manteniamo anche il blocco navale", ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM. Il supporto militare statunitense al Progetto Freedom già in essere comprenderà inoltre il cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multi dominio e 15.000 militari.
L'Iran nel frattempo ha inviato una risposta in 14 punti alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Mentre gli Stati Uniti hanno proposto un cessate il fuoco di due mesi, l'Iran vuole che tutti i problemi siano risolti entro 30 giorni e insiste su una fine completa della guerra piuttosto che una tregua temporanea. La risposta di Trump considera già inaccettabile tale ultima proposta affermando che non hanno ancora pagato un prezzo abbastanza alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni. Inoltre, ha affermato che vorrebbe eliminare tutte le capacità di produzione di missili in Iran. Tutto in attesa di un bombardamento su larga scala che si sta preparando sull’Iran.
Le ultime dichiarazioni della politica governativa americana parlano inoltre di nuovo ordine mondiale che prevede un rafforzamento dell’emisfero del continente americano e della parte est. In tal senso gli stati uniti si preparano a ritirare 100.000 militari dall’Europa che hanno un costo di trilioni di dollari. Viene ristrutturato il sistema di comando politico ed economico dei territori geopolitici. Il Segretario di Stato degli Stati Uniti - Marco Rubio nel merito dichiara: "La Russia, la Cina e l'Iran non verranno dall'esterno del nostro emisfero a destabilizzare la nostra regione nel nostro stesso cortile,non sotto il Presidente Trump." " L’Emisfero occidentale è nostro”.
L’incontro del Segretario di Stato Marco Rubio con il Papa Leone che si avrà giovedì in Italia si muove in tal senso attraverso la consapevolezza che la religione è potere globale. Tutto si muove molto velocemente e il doppio canale con la Russia potrebbe preoccupare proprio l’Europa. L'Europa infatti continua ad avere paura dell’abbandono della Nato da parte dell’America : la Russia potrebbe attaccare entro due anni secondo le autorità europee. Il Cremlino considererà i prossimi uno-due anni come un periodo per testare l'impegno dell'Occidente nei confronti della NATO , mentre Trump è ancora alla Casa Bianca e l'UE non ha rafforzato il proprio potenziale militare.
Uno degli scenari è quello che la Russia potrebbe avere una finestra di opportunità in riferimento al ritiro degli Stati Uniti dall'Europa, le relazioni transatlantiche sono in uno stato deplorevole e l'UE non è ancora completamente pronta ad assumersi la responsabilità", — ha dichiarato Mika Aalto, membro finlandese del comitato per gli affari esteri del Parlamento europeo. Esiste il rischio di un ulteriore drastico peggioramento della posizione degli Stati Uniti nei confronti della NATO a causa della situazione politica interna.
A fare le spese di questa nuova politica americana i paesi del sud America il caso Maduro ha iniziato la strategia imperialista ma molti altro possono seguire il destino. Gli Stati Uniti infatti si stanno preparando a prendere il pieno controllo di Cuba. Il Messico inoltre riceve notevoli pressioni politiche e le dichiarazioni della presidente Claudia Sheinbaum non sono confortanti. Incluso dispiegare truppe della Guardia Nazionale al confine, tagliare le spedizioni di petrolio a Cuba, imporre dazi sulle merci cinesi ed espellere i boss della mafia incarcerati negli Stati Uniti.Nonostante i suoi sforzi, Trump ha continuato a chiedere di più, minacciando un'azione militare unilaterale contro le mafie sul suolo messicano.
I rapporti sono stati ulteriormente tesi la settimana scorsa quando due funzionari della CIA sono morti in un incidente d'auto nel nord del Messico mentre partecipavano a un'operazione antinarcotici. Sheinbaum ha dato una risposta contenuta, incolpando il governatore dell'opposizione piuttosto che gli Stati Uniti, e ha inviato una nota diplomatica richiedendo informazioni.
I consiglieri di Sheinbaum dicono che la sua strategia è quella di evitare un attacco militare degli Stati Uniti e mantenere la posizione commerciale del Messico, ma i critici avvertono che sta alienando la sua base di sinistra. L'ex ministro degli Esteri Jorge Castañeda ha detto: "Sono in disaccordo con quasi tutto ciò che ha fatto, ma non so cosa avrebbe potuto fare di diverso".

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