Guerra Russia - Ucraina: Zelensky incassa 90 miliardi di euro dall’Europa, ma ancora non si parla di pace!!
Ancora una volta l’Europa si dimostra a favore di un allungamento della guerra in Ucraina e lo fa attraverso un finanziamento plurimiliardario utile a finanziare armi e corruzione. L’accordo portato avanti dalla Von Der Line come obbiettivo del suo mandato ha avuto il suo epilogo il 22 aprile 2026 a Cipro durante la riunione del 27 rappresentanti europei che fanno parte dell’unione. Una decisione che non guarda assolutamente il futuro dell’Uni
one ma che oggi decide un passo importante sul dissesto finanziario dei paesi membri che con tali decisioni hanno scaricato sulle popolazioni già in crisi l’onere economico di un processo che porterà l’Europa in recessione.
one ma che oggi decide un passo importante sul dissesto finanziario dei paesi membri che con tali decisioni hanno scaricato sulle popolazioni già in crisi l’onere economico di un processo che porterà l’Europa in recessione.
L’Inflazione galoppante oggi supera il 3 % e l’aumento dei prezzi al consumo legati a doppia maglia alla guerra in Medio Oriente e sotto gli occhi di tutti. Un elemento chiave collegato al finanziamento a fondo perduto e ad un conseguente un dissesto finanziario dilagante viene posto in secondo piano dai burocrati europei. E mentre la Russia sta pianificando di interrompere la pipeline che va verso la Germania, minacciando una raffineria che fornisce il 90% della benzina, del cherosene e del combustibile per il riscaldamento alla capitale tedesca, oltre ai suoi aeroporti. L'Europa si trova di fronte ad una reale carenza di petrolio proveniente dal Medio Oriente ma oggi anche dalla Russia che aggraverà il sistema inflazionistico oggi in rialzo.
In un’analisi del problema possiamo certamente con carte alla mano dire che i soldi stanziati con ogni probabilità, non torneranno mai nelle casse europee. Il meccanismo è ben rodato, l'undici febbraio 2026 il Parlamento europeo vota 458 favorevoli, 140 contrari. Il 22 aprile il consiglio ratifica i fondi che escono con il bene placido della Commissione europea, cioè dal bilancio comunitario, e dalle tasse dei contribuenti per poi arrivare al ministero delle Finanze ucraino. La prima tranche e di 45 miliardi e di questi 28,3 miliardi per armamenti e forniture militari e 16,7 per spesa corrente dello Stato. La seconda tranche segue nel 2027.
Il controllo dei fondi non viene enfatizzato dai media che in realtà non sanno nemmeno dove finiscono questi soldi e a quali fornitori o altro vengono elargiti, un vero libero contributo molto discrezionale che arriverà in due trance al ministero delle Finanze ucraino. Nessun controllo sulle spese che si dovranno affrontare con questi soldi, una condizione che ci fa capire come ci siano molte similitudini con la recente bolla americana di 20 miliardi di dollari per forniture militari che l’Ucraina non è riuscita a rendicontare al governo americano con le conseguenti ire del vicepresidente Vance.
Un punto che nessun media europeo sviluppa fino in fondo. Chi decide in Ucraina quali fornitori? A quali funzionari? A quali strutture vanno quegli appalti? Ci troviamo davanti ad un processo che vede il governo ucraino collocato da Transparency International al 150º posto su 180 paesi nell'indice di percezione della corruzione, con un punteggio di 35 su 100. Secondo Rhodium Group lo stesso e posizionato peggio dell'Uganda, peggio del Kosovo, meglio solo di un terzo del mondo, quello più povero e instabile.
Dire che la commissione europea controlla con clausole sullo Stato di diritto, ma controllare una spesa militare in un paese in guerra attiva in tempo reale è irreale. Tecnicamente quasi impossibile. Lo ammette lo stesso ufficio antifrode europeo OLAF nei suoi report, quello che succede in concreto, quello che succede sempre in questi contesti, lo racconta la storia dei conflitti finanziati dall'esterno. Una parte di quei miliardi non compra missili né ospedali, compra ville in Costa Azzurra. Apre conti a Dubai e Cipro, paga rette in università americane per figli di funzionari che non hanno mai lavorato un giorno nella vita pubblica Ucraina senza arricchirsi non è un'ipotesi moralista.
Una storia già documentata in Afghanistan, in Iraq e in ogni Stato in guerra rifornito di liquidità esterna senza controllo reale sul terreno. Nel frattempo, quei soldi non sono andati a ridurre le liste d'attesa negli ospedali italiani, o hanno ridotto l’Iva sui carburanti o non hanno sistemato le scuole tedesche, non hanno pagato gli infermieri francesi che scioperano da tre anni, sono evaporati in tasse, sono transitati per Bruxelles e una parte nessuno sa ancora quanta si materializzerà in qualche conto offshore.
Tra strette di mano e fotografie di rito Kiev ottiene il lauto finanziamento. Una storia che non è finità perché dietro l’angolo ci sono gli appalti per la ricostruzione che saranno i contratti più grandi del secolo e che non sono ancora pubblici. Un sistema quello dei burocrati Europei fatto di illusioni collegate ad un risarcimento dei 90 miliardi di euro e rimborsabili solo se la Russia pagherà le riparazioni di guerra. Probabilità concreta che tutto ciò accada? Nessuno o può mettere su carta, ma chiunque lavori sui numeri sa già la risposta. Questi soldi, con ogni probabilità. non torneranno mai più con buona pace per i bilanci europei che ancora puntano su una guerra fatta di soldi e di sanzioni contro la Russia.
Tra le contraddizioni di un sistema, quello europeo vi è la piena consapevolezza fatta di sguardi e di negazioni collegate all’adesione dell’Ucraina all’UE. Nessuno oramai si riesce a nascondersi dietro una figura chiave quella di Orban l’Ungherese che oramai non è più presente. «I leader, infatti, che si oppongono all'adesione dell'Ucraina non possono più nascondersi dietro la figura di Orbán», ha dichiarato un funzionario. «Quando i capi di stato e di governo dei paesi europei hanno cenato giovedì nel resort di Ayia Napa a Cipro, il senso di trionfo è svanito. Sebbene i leader potessero permettersi di non firmare una dichiarazione congiunta quella sera, la loro conversazione mentre mangiavano agnello e ravioli ha mostrato ancora una volta quanto sia difficile per loro accordarsi su una via da seguire.».
Infine, dovendo guardare alla guerra tra Russia e Ucraina oggetto di lauti finanziamenti e secondo le dichiarazioni dello stato maggiore Russo il 100% del territorio di Luhansk è stato "liberato", con il controllo su 80 insediamenti dall'inizio dell'anno. Le forze russe si stanno avvicinando a Sloviansk (12 km di distanza) e Kramatorsk (solo 7 km di distanza) da est. Le forze ucraine sono accerchiate sulla riva orientale del fiume Oskil a sud di Kupiansk sono state eliminate e l'area "Novo Donbas" è stata sgomberata. Circa il 70% di Krasnyi Lyman è sotto controllo, con i combattimenti che raggiungono le periferie di Kostiantynivka. Si riferisce che Kiev abbia perso oltre 3.000 combattenti e 160 pezzi di equipaggiamento militare durante le controffensive fallite di febbraio e marzo. Gerasimov ha anche preso in giro le narrazioni ucraine, affermando che Kiev sta cercando di coprire le battute d'arresto con affermazioni mediatiche sul recupero di 480 km², mentre la Russia continua ad avanzare su tutti i fronti.

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