Torino: ANAFPEC "condanna ferma". No a fumogeni e petardi: l’art. 21 è inviolabile, la protesta deve essere solo civile e responsabile”.
“Quanto accaduto a Torino è il frutto di un clima sociale confuso, dove la violenza si traveste da protesta. L’aggressione all’agente Alessandro Calista non è un semplice eccesso: è un attacco diretto allo Stato e all’ordine pubblico. Non è dissenso, è degrado. Chi si nasconde nella folla per agire con violenza va fermato con determinazione. Uno Stato civile non può tollerare, minimizzare o normalizzare simili derive. Massima solidarietà alle Forze dell’Ordine: chi garantisce ogni giorno la nostra sicurezza merita rispetto e tutela concreta”. Lo dichiara in una nota il presidente dell’associazione ANAFePC, Calogero Coniglio, già impegnato da anni anche nell’ambito sindacale.
Resta fermo che l’articolo 21 della Costituzione rappresenta un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Tuttavia, proprio per tutelare questo diritto fondamentale, è indispensabile che ogni forma di protesta si svolga nel rispetto delle regole e nella massima civiltà. Solo così si preserva lo spirito democratico e si rafforza il legame tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine.
“Nel tempo – prosegue – ho ampliato il mio impegno: dall’attività sindacale rivolta ai lavoratori, ho esteso l’azione alla difesa dei diritti dei cittadini. Un percorso diventato più complesso, perché coinvolge una platea ampia e diversificata. Le proteste e manifestazioni da me organizzate sono sempre state pacifiche, documentate da stampa e telegiornali, senza mai creare problemi né tensioni. Ho sempre seguito le indicazioni delle Forze dell’Ordine, evitando ogni forma di provocazione o rischio.”
“In 27 anni di iniziative svolte in piazze, strade, davanti a ospedali, prefetture, comuni e sedi istituzionali, in Sicilia e fuori – conclude – non ho mai consentito l’uso di petardi o fumogeni. Manifestare è un diritto, ma va esercitato con responsabilità, correttezza e rispetto reciproco. La credibilità si costruisce con coerenza e serietà, per questo condanno con fermezza quanto accaduto a Torino” – conclude Coniglio.
Resta fermo che l’articolo 21 della Costituzione rappresenta un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” Tuttavia, proprio per tutelare questo diritto fondamentale, è indispensabile che ogni forma di protesta si svolga nel rispetto delle regole e nella massima civiltà. Solo così si preserva lo spirito democratico e si rafforza il legame tra cittadini, istituzioni e forze dell’ordine.
“Nel tempo – prosegue – ho ampliato il mio impegno: dall’attività sindacale rivolta ai lavoratori, ho esteso l’azione alla difesa dei diritti dei cittadini. Un percorso diventato più complesso, perché coinvolge una platea ampia e diversificata. Le proteste e manifestazioni da me organizzate sono sempre state pacifiche, documentate da stampa e telegiornali, senza mai creare problemi né tensioni. Ho sempre seguito le indicazioni delle Forze dell’Ordine, evitando ogni forma di provocazione o rischio.”
“In 27 anni di iniziative svolte in piazze, strade, davanti a ospedali, prefetture, comuni e sedi istituzionali, in Sicilia e fuori – conclude – non ho mai consentito l’uso di petardi o fumogeni. Manifestare è un diritto, ma va esercitato con responsabilità, correttezza e rispetto reciproco. La credibilità si costruisce con coerenza e serietà, per questo condanno con fermezza quanto accaduto a Torino” – conclude Coniglio.

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