Legge di Bilancio 2026: Prevista internalizzazione del personale dei servizi esternalizzati, una opportunità per la Sicilia.
L’associazione ANAFePC (Accademia Nazionale per l’Alta Formazione e Promozione della Cultura), impegnata nella valorizzazione delle identità locali e nella promozione della cultura del lavoro, prosegue con analisi e approfondimenti su tutti i settori occupazionali, con l’obiettivo di tutelare i diritti dei cittadini e sollecitare le istituzioni a interventi tempestivi, mirati anche alla prevenzione della disoccupazione.
La Legge di Bilancio 2026 prevede l’attivazione di percorsi di internalizzazione del personale attualmente impiegato nei servizi esternalizzati delle aziende ospedaliere, ospedaliere universitarie e ASP. La misura nasce dall’emendamento n. 70, presentato e approvato in Commissione Bilancio del Senato, poi recepito integralmente nel testo definitivo della Legge. Un passaggio atteso e di grande valore sociale, che rappresenta il riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da lavoratrici e lavoratori che per anni hanno garantito, spesso in condizioni di precarietà, il funzionamento quotidiano dei servizi sanitari pubblici.
La norma riguarda il personale che ha svolto mansioni sanitarie, socio-sanitarie, tecniche e amministrative nei servizi esternalizzati, per almeno sei mesi nel periodo compreso tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025, e con un servizio complessivo di almeno 18 mesi. Si tratta di operatori che hanno rappresentato un punto di forza per il sistema sanitario, assicurando assistenza e continuità anche durante l’emergenza pandemica, senza però vedere riconosciuti diritti e stabilità contrattuale.
L’internalizzazione rappresenta un’opportunità per superare forme di impiego a termine e condizioni lavorative spesso fragili, segnate da ritardi nei pagamenti, difficoltà nella fruizione di ferie e malattie, scarsa tutela e senso di incertezza. La norma mira a garantire il pieno riconoscimento dei diritti previsti dal CCNL, restituendo dignità, stabilità e prospettiva a tanti lavoratori che da anni operano nella sanità pubblica senza le tutele adeguate.
L’approvazione sancisce finalmente un principio di parità di trattamento tra il personale interno e quello impiegato nei servizi esternalizzati. È un segnale forte di giustizia sociale, che riconosce l’esperienza maturata sul campo come valore da non disperdere, in una fase storica in cui la sanità pubblica soffre una cronica carenza di personale e competenze.
Resta comunque valido quanto previsto dalla normativa vigente in tema di scorrimento delle graduatorie concorsuali, che deve avvenire in misura proporzionale alle assunzioni effettuate con le procedure riservate. Un equilibrio che garantisce sia il rispetto del merito concorsuale che la valorizzazione di chi ha contribuito per anni, in modo stabile e continuativo, al funzionamento della sanità.
Ora, però, è necessaria la concretezza a livello regionale. È fondamentale che la Regione Siciliana riveda immediatamente i fabbisogni del personale e le capacità assunzionali, consentendo alle aziende sanitarie di allocare nei propri bilanci le risorse necessarie a rendere possibile questo processo.
“L’auspicio è che l’Assessorato regionale alla Salute avvii in tempi rapidi le procedure attuative, superando ogni ostacolo normativo e organizzativo, affinché il diritto al lavoro non resti solo scritto sulla carta ma si traduca in stabilità, riconoscimento e futuro. L’impegno deve essere concreto, strutturale e coerente: serve una scelta chiara che metta al centro il valore delle persone e delle competenze maturate", dichiara Calogero Coniglio, presidente di ANAFePC.
“Solo così si potrà superare la logica delle esternalizzazioni come soluzione permanente e investire realmente sulle risorse umane che garantiscono ogni giorno il diritto alla salute dei cittadini", aggiunge Maurizio Cirignotta, Vice Presidente ANAFePC.

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