L’Europa si schiera con la guerra in Ucraina e contro la Cina, mentre le proteste dei cittadini europei stanno devastando le varie capitali Europee.

Un periodo difficile per le politiche europee che devono fronteggiare il proprio appoggio alla guerra in Ucraina ma che nello stesso tempo è riuscita ad alimentare un malcontento collettivo che sicuramente è partito dalla Francia ma che si sta espandendo a macchia d’olio in tutta Europa. Alla base il caro petrolio e l’aumento dei prezzi al consumo che dopo la guerra tra Iran e Usa hanno determinato un rincaro insostenibile anche dei prodotti alimentari necessari con una inflazione sulla carta a livello comunitario che galoppa intorno al 3% ma che negli scaffali dei supermercati ha superato il 35 % . il caso pomodorino è eclatante con pressi che hanno superato gli 8 euro al Kg.

Mentre le proteste della società civile impazzano l’Europa si stringe attorno a Volodymyr Zelensky invitato all’ultimo consiglio europeo e dalle sue parole che necessitano attenzione pervengono nuove richieste di denaro e si parla di ulteriori 70 miliardi di euro oltre ai 90 già in essere dati all’ucraina. Lo stesso ha affermato “ Sono felice di essere qui, sono davvero grato per l’enorme sostegno che riceviamo dal Consiglio dell’Ue, dalla Commissione e dai leader europei, veri leader, che sono stati al nostri fianco fin dall’inizio della guerra”. Un sostegno morale oltre che economico dopo il duro scontro con Donald Trump.

L’Europa non molla e risponde alla tregua energetica tra Russia e Ucraina avvallata da Trump che ha sospeso l'attuazione della legge, definita "terribile", sulle sanzioni contro la Russia.
Secondo il suo decreto, l'applicazione di un dazio del 500% sulle importazioni di prodotti russi negli Stati Uniti è stata sospesa, e l'introduzione di dazi secondari, fino al 100%, nei confronti dei maggiori acquirenti globali di risorse energetiche russe è stata rinviata . Ma gli accordi con la Russia sono diventati più profondi e Russia e Stati Uniti stanno negoziando progetti congiunti per data center che utilizzino le nostre centrali nucleari, ha dichiarato il rappresentante speciale del Presidente della Federazione Russa per la cooperazione economico - investimentale con i paesi esteri, il direttore del Fondo per gli Investimenti Diretti della Russia (RDIF), Kirill Dmitriev. Negli Stati Uniti ci sono più di 5.300 data center, mentre in Russia ce ne sono quasi 300.

Poi mercoledì scorso le limitazioni al servizio satellitare Starlink usato dall’esercito ucraino, e le mancate allerte missilistiche e di intelligence per cui il presidente ucraino aveva parlato di “tradimento” americano. Su questo sfondo, i 27 Stati membri dell’Unione europea riuniti a Bruxelles hanno affrontato un’agenda già pesante in partenza: prezzi dell’energia, bilancio pluriennale e sostegno all’Ucraina, con Cina, migrazione e allargamento a seguire. Su quasi tutti i dossier i leader hanno trovato formule e annunciato passi avanti ma le decisioni vere sono ancora una volta rimandate.

In pratica in un periodo di Policrisi, con guerre calde e rivolte sociali che impazzano in Francia , Spagna e Italia oltre che in Portogallo ed in altri paesi europei, il principale problema strutturale per l’Europa diventa quello del rapporto con l’economia cinese e l’enorme deficit commerciale accumulato oggi dall’Unione europea rispetto alla Cina: oltre un miliardo di euro al giorno. Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha dichiarato che l'impegno dell'UE per la pace va di pari passo con una maggiore pressione nei confronti dell'aggressore, e non con una sua diminuzione. Ha avvertito che Mosca sta intensificando le campagne ibride in tutta Europa, citando atti di sabotaggio e ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri. "Queste azioni non rimarranno impunite". Secondo Costa l'UE deve rafforzare ulteriormente la sua strategia di difesa entro il 2030. Ha inoltre ribadito che il sostegno all'Ucraina resta "più forte che mai", sottolineando che l'UE ha individuato i mezzi per soddisfare le esigenze del paese per quest'anno e invitando la Commissione a proporre finanziamenti aggiuntivi per il 2027.

Alle parole di Costa fanno eco quelle della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha dichiarato che l'UE ha erogato quasi 16 miliardi di euro nell'ambito della componente difesa del prestito di sostegno all'Ucraina, con ulteriori 17 miliardi di euro possibili entro fine anno, a condizione che Kiev implementi le riforme necessarie. Ha sottolineato che l'UE e i suoi Stati membri rappresentano l'80% degli aiuti esterni all'Ucraina, esortando gli altri partner internazionali a "intervenire". La Von der Leyen ha inoltre affermato che Stati e attori non statali starebbero orchestrando movimenti di massa improvvisi di persone verso le frontiere europee, con l'obiettivo di sopraffare le autorità, creare panico e dividere l'Europa. Ha annunciato un nuovo quadro europeo di risposta alle emergenze, destinato a fornire agli Stati membri gli strumenti per rispondere rapidamente a gravi minacce alle frontiere esterne.

Sul fronte energetico, von der Leyen ha reso noto che dall'inizio della guerra in Medio Oriente i costi dei combustibili fossili importati dall'UE sono aumentati di 106 miliardi di euro, senza un corrispondente aumento della quantità di energia fornita. I prezzi del gas sono saliti di circa il 140% dalla fine di febbraio, mentre quelli del diesel sono raddoppiati. Infine, la presidente della Commissione ha riconosciuto un fabbisogno di finanziamento di 70 miliardi di euro per l'Ucraina nel 2027, distinto dal prestito di sostegno da 90 miliardi già approvato, ammettendo di non poter indicare a memoria quale margine di manovra resti all'UE per coprire tale cifra. Ha spiegato che il prestito era stato pianificato sulla base dell'ipotesi di coprire due terzi del fabbisogno di bilancio e difesa di Kiev, ma che non era possibile prevedere nel dettaglio l'andamento del 2027 mentre la guerra prosegue.

In pratica delle questioni sociali che oggi sono oggetto di manifestazioni e scontri importanti che possono anche sfociare in guerre civili tra poveri e ricchi non vi è nessun interesse. Molti i fondi europei che vengono dirottati altrove con la scusa di una difesa necessaria ma non esistente perché alcuni droni provenienti da non si sa dove non possono certamente rappresentare una minaccia concreta. Sparare con un cannone ad un uccellino e solo una scusa per scatenare una guerra che i cittadini europei non vogliono.

La guerra silenziosa è iniziata e lo stravolgimento dello status sociale sembra essere dietro l’angolo.
In Francia di Macron ne vede le conseguenze dietro le rivolte le parole “Rabbia e Vergogna” si scontrano con i saccheggi che imperversano in tutta la Francia. In un discorso televisivo alla nazione domenica, Macron ha promesso che rivoltosi e saccheggiatori "pagheranno per i loro crimini", dopo che sabato si sono verificati alcuni dei peggiori episodi di violenza urbana in Francia degli ultimi anni. Il Ministero dell'Interno del Paese ha dichiarato che sabato sono state arrestate quasi 2.400 persone e che circa 1.000 tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti.

Un atto di forza che secondo i media e da fonte al Jazeera il discorso di Macron non è stato ben accetto e si crede che non basterà a placare gli animi di tutti coloro che che sono stanchi di sentire le solite promesse. Le proteste si stanno rapidamente trasformando in una strumentalizzazione politica per i partiti che si contendono il sostegno dell'opinione pubblica in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno. Secondo il candidato di sinistra Jean-Luc Mélenchon il governo francese è "l'unico responsabile" delle distruzioni avvenute durante le proteste e che "non è riuscito a organizzare il mantenimento dell'ordine pubblico". Mentre per il Candidato di destra Jordan Bardella il discorso di Macron è deplorevole e codardo. Ammettendo che il governo non ha più nulla da offrire al popolo francese.

Le proteste in Francia continuano e Il centro della città di Bordeaux è stato completamente distrutto. Gli incendi continuano a bruciare nelle vicinanze di Victorie e Capussein. Un manifestante in Francia ha compiuto un atto di decapitazione in diretta streaming. La torre campanaria di un edificio comunale nella città di Limoges è crollato.

Ma oltre la Francia centinaia di migliaia di europei stanno scendendo in piazza per manifestare contro l’aumento del costo della vita nei loro paesi. Una vera ondata di disordini che negli ultimi giorni hanno caratterizzato Belgio,Francia ,Italia e Portogallo dove i manifestanti hanno dichiarato che i loro leader sono "fuori dal mondo" rispetto al problema sociale.

A Bruxelles, capitale del Belgio – città che da settimane è teatro di proteste studentesche contro le tasse di iscrizione universitaria – la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti, accusati di aver lanciato oggetti contro di loro e appiccato incendi. A Liegi, una città più piccola a est di Bruxelles, la polizia ha utilizzato i cannoni ad acqua per disperdere le manifestazioni. La polizia non ha specificato il numero dei partecipanti. Nel frattempo, nella capitale portoghese Lisbona, decine di migliaia di manifestanti hanno sfilato per protestare contro la crisi del costo della vita, i bassi salari e l'impossibilità di accedere ad alloggi nelle principali città. I ​​prezzi delle case in Portogallo sono più che raddoppiati dal 2017, mentre gli affitti dei nuovi contratti sono aumentati quasi altrettanto. In Grecia, Germania e Austria stanno emergendo le “fasi iniziali” di un movimento, e si prevede che la mobilitazione inizi “nella prossima settimana”.

In Italia è il Sud a farsi sentire ed a scendere in campo Autotrasportatori , Agricoltori e società civile che manifesta per l’aumento dei pressi al consumo e per il caro benzina che sta determinando costi insostenibili per l’economia. Tutte le tratte su gomma Dalla Sicilia alla Calabria .alla Puglia e alla Basilicata sono state interrotte. La protesta continua fino a martedì quando ci sarà un incontro con il Ministro dei trasporti Salvini. Tra le accuse quelle lanciate contro il governo Meloni che ha chiesto maggiore flessibilità di bilancio legata alle maggiori spese per energia, difesa e sicurezza. Secondo quanto riferito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la richiesta di flessibilità vale circa 14 miliardi di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028 seguendo la linea europea. Ed è subito scontro sugli oltre 14 miliardi di euro in più per la difesa previsti dal governo Meloni nel prossimo biennio sfruttando la clausola di salvaguardia europea. PD, M5S, AVS e CGIL accusano l’esecutivo di Giorgia Meloni di destinare nuovo debito al riarmo e alla guerra mentre restano sotto pressione sanità, salari, servizi pubblici, agricoltura, pesca e attività produttive.

In Sicilia la protesta dei trasportatori e degli agricoltori di autotrasportatori e agricoltori contro il rincaro dei carburanti non si ferma. La strada che collega Gela a Catania nella giornata di Ieri, domenica 18 ottobre ha bloccato la viabilità e camion e trattori hanno continuato a presidiare i principali snodi stradali. Tutto l’indotto soffre e nei supermercati iniziano a mancare i beni di prima necessità e freschi con scaffali svuotati dalle famiglie che vivono nel panico. Il prezzo medio del gasolio si è avvicinato alla soglia dei 2,3 euro al litro, secondo le ultime rilevazioni del ministero delle Imprese e del made in Italy e molte stazioni di servizio non hanno carburante.

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