Gela festeggia la sua patrona, Maria SS. dell’Alemanna
Gela città del golfo che guarda il mediterraneo nota oggi per il turismo e per gli spettacoli che hanno caratterizzato il periodo estivo e allietato migliaia di turisti. La popolazione è di circa 70.451 abitanti che vivono in un’ampia zona territoriale che si estende anche verso la vicina Licata attraverso la sua frazione “Manfrina”. Molti gli insediamenti storici che si fondano nei millenni e che hanno caratterizzato la città nei secoli, come città importante nel periodo greco - ellenico, si ricorda Gelone tiranno dell’epoca, che oggi dà il nome alla città ma che fu foriero della nascita di Agrigento.
In questo contesto i festeggiamenti della patrona Maria S.S d’Alemanna si ripetono l’8 settembre di ogni anno nella festività nazionale della Natività di Maria. La cattedrale è stata oggetto dei festeggiamenti religiosi e rappresenta anche il punto d’incontro di migliaia di fedeli che si sono raccolti attorno al simulacro alle ore 18.00 per iniziare il percorso di fede che ha toccato molte vie della città. Una giornata all’insegna della preghiera e del culto mariano che vede dietro le quinte una storia centenaria iniziata con il ritrovamento dell’icona di Maria d’Alemanna oggi portata in processione e avvenuta nel lontano 1450 ad opera di un contadino in zona Feudo Margi dove sorge una cappella dedicata.
Un’icona che sembra provenire dalla stessa Gerusalemme per opera dei cavalieri teutonici che provenienti dalle crociate portarono con sé il simulacro. Una storia che inizia nel IX secolo quando Gela (allora Eraclea) era ancora sotto il dominio dei Saraceni e già a quei tempi si parlava di una piccola sede di culto pagano posta in area di campagna (Feudo Margi). La stessa sede nel 1199 fu elevata alla luce cristiana proprio dai cavalieri teutonici, ordine infermieristico Alemanno.
Un luogo santo dove fu eretta una piccola chiesetta nel 1190 da Papa Celestino III, che sotto l'adozione di Federico II, riuscì a Gela anche a creare un punto di ritrovo per gli ammalati, fregiando a memoria religiosa l'altare maggiore della piccola chiesa con una venerabile effige di Madonna con Bambino, di classica natura bizantina, “Maria S.S dell'Alemanna”. Gli eventi e le guerre incalzanti del tempo obbligarono però i cavalieri teutonici a nascondere l'effige, intorno al XIV o al XV secolo.
La Sede del nascondiglio era l'altare maggiore della oggi presente piccola chiesa ad un metro di profondità, per evitare la profanazione da parte dei pirati che in quell’epoca infestarono Gela. Ma il disegno divino legato a Maria fece ritornare alla luce nel 1450 ad opera di un contadino che con il solco di un aratro che urtò contro qualcosa di duro che permise il ritrovamento dell’antica effige della Madonna oggi patrona della città. Una data fatidica che ancora oggi viene ricordata come miracolosa in quanto, fonte in quell’anno, di una protezione verso la città da un terremoto e dalla siccità in corso.
La fede verso la madonna ha negli anni nascosto molti miracoli che sono rimasti nel tempo nei cuori della gente. Della originaria chiesetta oggi non esiste nulla ma dai suoi ruderi è sto eretto un santuario edificato nel 1979 ad opera di un’associazione. La piccola chiesetta sede del ritrovamento dell’icona miracolosa oggi è aperta al culto mariano.
La festa religiosa è molto sentita dai cittadini che in migliaia si sono raccolti attorno al simulacro di Maria d’Alemanna e l’hanno seguita in processione per le vie della città. L’epilogo è stato rappresentato dai fuochi pirotecnici che si sono attivati alla fine del percorso di Maria ed il ritorno verso la sua sede originaria della Cattedrale di Gela posta in piazza Umberto I
In questo contesto i festeggiamenti della patrona Maria S.S d’Alemanna si ripetono l’8 settembre di ogni anno nella festività nazionale della Natività di Maria. La cattedrale è stata oggetto dei festeggiamenti religiosi e rappresenta anche il punto d’incontro di migliaia di fedeli che si sono raccolti attorno al simulacro alle ore 18.00 per iniziare il percorso di fede che ha toccato molte vie della città. Una giornata all’insegna della preghiera e del culto mariano che vede dietro le quinte una storia centenaria iniziata con il ritrovamento dell’icona di Maria d’Alemanna oggi portata in processione e avvenuta nel lontano 1450 ad opera di un contadino in zona Feudo Margi dove sorge una cappella dedicata.
Un’icona che sembra provenire dalla stessa Gerusalemme per opera dei cavalieri teutonici che provenienti dalle crociate portarono con sé il simulacro. Una storia che inizia nel IX secolo quando Gela (allora Eraclea) era ancora sotto il dominio dei Saraceni e già a quei tempi si parlava di una piccola sede di culto pagano posta in area di campagna (Feudo Margi). La stessa sede nel 1199 fu elevata alla luce cristiana proprio dai cavalieri teutonici, ordine infermieristico Alemanno.
Un luogo santo dove fu eretta una piccola chiesetta nel 1190 da Papa Celestino III, che sotto l'adozione di Federico II, riuscì a Gela anche a creare un punto di ritrovo per gli ammalati, fregiando a memoria religiosa l'altare maggiore della piccola chiesa con una venerabile effige di Madonna con Bambino, di classica natura bizantina, “Maria S.S dell'Alemanna”. Gli eventi e le guerre incalzanti del tempo obbligarono però i cavalieri teutonici a nascondere l'effige, intorno al XIV o al XV secolo.
La Sede del nascondiglio era l'altare maggiore della oggi presente piccola chiesa ad un metro di profondità, per evitare la profanazione da parte dei pirati che in quell’epoca infestarono Gela. Ma il disegno divino legato a Maria fece ritornare alla luce nel 1450 ad opera di un contadino che con il solco di un aratro che urtò contro qualcosa di duro che permise il ritrovamento dell’antica effige della Madonna oggi patrona della città. Una data fatidica che ancora oggi viene ricordata come miracolosa in quanto, fonte in quell’anno, di una protezione verso la città da un terremoto e dalla siccità in corso.
La fede verso la madonna ha negli anni nascosto molti miracoli che sono rimasti nel tempo nei cuori della gente. Della originaria chiesetta oggi non esiste nulla ma dai suoi ruderi è sto eretto un santuario edificato nel 1979 ad opera di un’associazione. La piccola chiesetta sede del ritrovamento dell’icona miracolosa oggi è aperta al culto mariano.
La festa religiosa è molto sentita dai cittadini che in migliaia si sono raccolti attorno al simulacro di Maria d’Alemanna e l’hanno seguita in processione per le vie della città. L’epilogo è stato rappresentato dai fuochi pirotecnici che si sono attivati alla fine del percorso di Maria ed il ritorno verso la sua sede originaria della Cattedrale di Gela posta in piazza Umberto I

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