Ceuta: Una invasione. L’ombra di Trump dietro le politiche migratorie?

I recenti fatti avvenuti a Ceuta insediamento di appendice Spagnolo all’interno della penisola nord africana collegata geograficamente al Marocco che hanno visto la migrazione di circa 50 mila persone che si sono improvvisamente riversate nelle spiagge spagnolo determinando l’allarme di alcuni paesi europei tra cui l’Italia che molto repentinamente ha chiesto la convocazione di un consiglio europeo ed il blocco dei trattati Schengen sulla libera circolazione degli accessi in spagna attraverso il confine con il Marocco.

Le immagini che sono girate nei media sono significative su un processo di chiara invasione che ha visto improvvisamente migliaia di migranti in arrivo dal Marocco a nuoto e con mezzi di fortuna, sbarcare nell’exclave spagnola di Ceuta. La miopia politica europea sul tema delle migrazioni ha alzato il termometro attuando un processo di azione netta contro la Spagna. Madrid dal suo lato di azione ha schierato l’esercito e chiuso il confine di Melilla, l’altra enclave d’oltremare al confine con il Marocco, in risposta a quella che le autorità definiscono la crisi migratoria più grave dal 2021 quando 8 mila persone entrarono in territorio Spagnolo.

Parlando di geopolitica migratoria Ceuta è una città autonoma spagnola situata sulla punta settentrionale del Marocco, affacciata sullo stretto di Gibilterra. È separata dalla Spagna continentale da appena diciassette chilometri di mare, mentre confina via terra con il Marocco per poco più di sei chilometri. Insieme a Melilla, circa 400 chilometri più a est, costituisce l’unico confine terrestre tra l’Unione europea e il continente africano: una condizione geografica che ne fa da decenni uno dei punti di accesso più contesi verso il territorio comunitario, alternativo alla rotta ben più lunga e pericolosa del Mediterraneo centrale.

La sovranità e possesso spagnolo delle due città risale a secoli prima dell’esistenza dello Stato marocchino moderno, Rabat non ha mai riconosciuto questa sovranità, rivendicandole come territori occupati sin dall’indipendenza del 1956. Entrambe aderiscono allo spazio Schengen, ma con un regime speciale: chi parte da Ceuta o Melilla verso la Spagna peninsulare o altri Paesi Schengen è comunque sottoposto a controlli d’identità e dei documenti, una clausola pensata proprio per evitare che le due incalvi diventino un varco automatico verso il resto dell’Unione. È un dettaglio centrale: chi supera il frangiflutti del Tarajal entra formalmente in territorio Ue, ma non ha ancora libertà di movimento verso il continente. Cosa che non è stata compresa anche dal Governo Italiano attraverso la sua decisione di sospendere Schengen.

Secondo le notizie diramate dal ministero degli interni spagnolo sono 50 mila le persone che hanno partecipato all’invasione territoriale sono già 25 mila sono rientrate volontariamente in Marocco. lo stesso premier Pedro Sánchez, incalzato da un’opposizione che accusa il suo governo di aver favorito quella che il leader di Vox Santiago Abascal ha definito senza mezzi termini “un’invasione”, si è recato a Ceuta, mentre il bilancio delle vittime tra i migranti annegati nel tentativo di raggiungere l’enclave a nuoto è salito a più di 50 persone. “I fatti accaduti ieri sono stati un attacco alla violazione dell’integrità territoriale della Spagna”.

Intanto l’Europa si divide sul tema delle migrazioni e si accorge della propria inefficienza legislativa di merito che tanto ha colpito l’Italia e i suoi confini. In pratica tutti operano in ordine sparso e secondo i bisogni non considerando l’Europa come unica nei suoi confini. Strano rilevare come in un’Europa che impone leggi e direttive nessuno si sia accorto di questo. La premier italiana Giorgia Meloni ha indicato la possibile sospensione di Schengen come strumento “straordinario” a difesa dei confini, mentre la premier danese Mette Frederiksen ha sostenuto che l’Ue dovrebbe valutare di sospendere la collaborazione con la Spagna sulla libera circolazione delle persone nel territorio dell’Unione. Anche la Francia, seppur in toni più cauti, ha annunciato che rafforzerà i controlli alla frontiera con la Spagna affermando che Parigi è pronta a sostenere le autorità di Madrid qualora lo desiderino.

Da Bruxelles, la presidente della Commissione Ursula von Der Leyen ha definito “inaccettabili” le scene di Ceuta. Ma quello che più ci fa pensare sui fatti accaduti in spagna è l’eco proveniente dall’America di Trump che avverte l’Europa sulle conseguenze politiche migratorie che loro chiamano “Globaliste” invitando la Spagna e altri Paesi ad una inversione politica immediata pena il declino. Nel frattempo, Elon Musk ha paragonato le immagini degli sbarchi alle scene di un film apocalittico, sostenendo che il sistema di welfare del blocco finirà per attrarre flussi ingestibili dal resto del pianeta.

Queste dichiarazioni vanno viste nel dettaglio come una minaccia alle politiche spagnole del Premier Sanchez che sta’ ostacolando il nuovo ordine mondiale di Trump. Tra le verità non dette dai media liberi vi è quella che dietro l’allentamento della frontiera marocchina già avvenuta nel 2021 vi è un deterrente voluto da varie intelligence ed avvenuto dopo il compleanno del recente Re del Marocco Muhammad VI che ha ricevuto da Trump gli auguri di rito ma anche delle indicazioni chiare sulle mire legate al Sahara Occidentale della sua amministrazione che vuole un cambio di posizione delle politiche spagnole ed il pieno controllo dell’area.

Da tener presente che Sanchez il 20 Luglio si è recato ad Algeri che come sappiamo è molto vicina all’asse Russia – Cina sia per le politiche militari che economiche. Una visita che ha voluto rinsaldare e rilanciare i rapporti con l’Algeria rivale del Marocco e storico sostenitore del fronte Poliscano del Sahrawi. Ad avvalorare tali azioni la nuova proposta di legge che apre la strada alla concessione della cittadinanza spagnola ai sahrawi ed a tutti i nati durante l’amministrazione coloniale e ai loro discendenti, un tema che tocca direttamente la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale.

Naturalmente la situazione di contrasto politico viene derubricata attraverso dichiarazioni spagnole sull’eccellete rapporto con il Marocco. Ma i fatti sono ben diversi e le similitudini con quello che è avvenuto nel 2021 sono chiare. La valvola Ceuta e Melilla rappresenta oggi solo una pressione politica in cui si innescano vari attori tra cui l’America ed il Marocco che vogliono avere il controllo totale sul Sahara Occidentale ricco di fosfati e che ad oggi è sotto Egidia Onu senza una risoluzione valida.

La risoluzione del 2003 di James Baker che prevedeva un piano in 2 fasi, e dopo una transizione di 5 anni in cui il Marocco e il Sahara Occidentale avrebbero governato insieme nei territori occupati, tutto sarebbe dovuto culminare con il referendum, ma il piano non trovò il favore del Marocco. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato fino al 2004 il mandato alla MINURSO in attesa di un ripensamento da parte del Marocco. Nell'ultima seduta delle Nazioni Unite che si è tenuta il 25 aprile 2013 è stata votata una risoluzione che proroga la missione MINURSO fino al 30 aprile 2014, ma la soluzione continua ad essere una mera speranza ed i contrasti sono presenti sulla governabilità dei territori sahrawi.

Una delle preoccupazioni a cui l’Europa deve porre attenzione è proprio la politica americana il cui messaggio è chiaro e detta una direzione di base non costruita sulle guerre ma sulle migrazioni di massa determinata dalle guerre come quella in medio oriente. In pratica a ben volere del globalismo occorre sradicare le persone dai loro territori dando una futile speranza di benessere in altri paesi e l’Europa per la sua posizione è uno dei bersagli di questa nuova guerra geopolitica.





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