Guerra Russia -Ucraina, Putin: “Solo una pace duratura”

Mentre Ucraina e Stati Uniti si sono incontrati a Gedda in Arabia saudita nei giorni scorsi per ricucire le incomprensioni del 28 febbraio con Kiev, ma anche per dettare delle proposte per una Pace nel conflitto tra Russia e Ucraina. Alla fine, le due delegazioni hanno raggiunto un accordo preliminare sulle condizioni da raggiungere per un cessate il fuoco in Ucraina. L’Ucraina sembra avere accettato una tregua di 30 giorni in cambio della revoca dello stop agli aiuti militari Usa ed un accordo con l’America per lo sfruttamento di alcune materie prime in Ucraina.

Naturalmente sono accordi strettamente bilaterali che restano in attesa di una risposta Russa che non è tarderà ad arrivare. Considerando, infatti, la situazione militare odierna favorevole alla Russia che oggi ha il controllo di 1/5 del territorio Ucraino, rappresenta una premessa alla risposta che i territori di Kursk non fanno più parte di una contropartita dei mediatori dopo la conquista della città più grande di Sudzha da parte dei Russia.

Senza più i territori del Kursk da offrire come contropartita e con la possibilità di avanzare ancora nel Donbass, la Russia non accetterà più una sorta di Minsk-3 e stilerà direttamente le proprie condizioni per l'inizio dei negoziati veri e propri che possiamo sintetizzare nel seguito:

1) Zelensky presto o tardi dovrà essere sostituito da Ruslan Stefancuk, capo della Verkhovna Rada che attualmente è l’unico in grado di firmare un accordo di pace Costituzione alla mano, previa la successiva approvazione del Parlamento. Anche perché per le concessioni territoriali inevitabili e le stesse trattative di pace la Costituzione che ad oggi impedisce tutto ciò deve essere cambiata. Dopo questa prima fase l’Ucraina andrà ad elezioni;

2) La nuova leadership politica ucraina, quale che sia, non dovrà ricomprendere elementi che derivano dai partiti cosiddetti "nazisti" come li chiama Mosca e dovranno certamente essere allentate le maglie delle restrizioni all'uso della lingua russa, alla "cancel culture" russofoba e a qualsiasi provvedimento di Stato che possa essere considerato veicolo di antirussismo;

3) Le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzia verranno concesse alla Russia che le ha annesse, compresi i centri urbani e decisionali (i capoluoghi di Kherson e Zaporizhzia) attualmente sotto controllo ucraino. La Crimea non è nemmeno sul piatto delle trattative;

4) L'Ucraina non dovrà aderire alla Nato e il suo esercito privato delle possibilità di colpire il territorio russo se non addirittura smilitarizzato del tutto. Resta da capire che ruolo svolgeranno gli eserciti europei nella fase post-bellica e chi verrà eventualmente accettato come contingente nel mantenimento della pace vista la loro partecipazione attiva nella guerra militare e di sanzioni contro la Russia.

Queste condizioni le condizioni di partenza. Logicamente i russi potrebbero aver interesse a raggiungere qualche compromesso in cambio, ad esempio, di affari d'oro con gli americani che potranno entrare di nuovo in Russia attuando attività commerciali per 500 miliardi di dollari.

Nell’ambito dell’accordo la Russia non negherà l'adesione dell'Ucraina all'Unione. Tuttavia, anche per l'adesione all'Unione, a parte il rispetto dei famosi "criteri" che a Kiev verrebbero concessi d'ufficio, non devono esserci pendenze che riguardano conflitti in corso o zone contese (ecco perché Serbia e Kosovo, ad esempio, non possono entrare).

Sarà dunque necessario che anche Bruxelles se vuole far aderire l'Ucraina accetti la sua nuova realtà territoriale "ridotta" e da ricostruire.

Questi i temi che sono sul tavolo dell’accordo che potrebbero portare ad una pace duratura e non ad un cessate il fuoco temporaneo che risulterebbe inefficace per Putin viste le idee belliciste Ucraine e dobbiamo ammettere anche dell’Europa. La stessa infatti è in grande allarme sia in relazione alle grandi mancanze militari ma anche per i contrasti interni. Il gruppo dei 27 è molto frastagliato e vede l’Olanda in disaccordo sul riarmo, oltre che l’Ungheria in chiara opposizione.

Infine, occorre anche puntualizzare l’informazione dei media pagati dall’UE che vedono una realtà alterata ed univoca che non può fare passare il messaggio di Zelensky come unico valore sulla volontà di pace. Purtroppo, in un processo di mediazione ci sono sempre due attori con richieste diverse ed un soggetto super partes che media e di questo tutti se ne devono capacitare dando un'informazione corretta.

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