Sicilia, I Forconi a Gela


Mentre il sole tramonta, inizia il 20 giugno 2012 alle ore 19,30 in piazza Umberto 1°, l’annunciato comizio del movimento dei Forconi. Poche persone si pongono all’attenzione del movimento,sono solo 150 ad aspettare le parole del leader Mariano Ferro. Un po’di storia sul movimento nato l’anno scorso il 20 luglio con circa 400 persone presenti alla prima manifestazione di Messina ma che nel proseguio è riuscita a portare per ben 2 volte circa 20.000 persone a Palermo ed è stato protagonista dei blocchi del Gennaio scorso.. Tra le prime rivendicazioni la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi in Sicilia vista la presenza di più raffinerie ,un legge sulla SERIT che potesse ridurre i notevoli interessi imposti e le ipoteche sugli immobili ed infine l’applicazione integrale dello statuto Siciliano. Un cenno anche sull’IMU tassa non voluta dai Forconi che proprio a Gela prima città in Sicilia nei giorni scorsi è stata completamente abolita per la prima casa. Mariano Ferro inveisce poi sulla casta ammettendo “l’IMU serve solo a finanziare il sistema e gli stipendi milionari dei deputati,non risolverà i problemi degli Italiani”. La mira è poi rivolta verso il neo candidato alla presidenza della regione siciliana del PD “Rosario Crocetta”, proprio di Gela in questo senso Ferro inveisce: “ se vuoi i voti dei forconi devi strappare la tessera del PD”. Un passo obbligato poi per l’agricoltura siciliana oramai al collasso “ il grano- continua Ferro- oggi viene venduto a 20 cent dagli agricoltori, mentre i pomodori mantengono il prezzo di 20 cent ed i carciofi hanno permesso perdite del centinaia di mila euro, continuate così e fra poco tempo morirete tutti di fame, cari agricoltori”. La Sicilia secondo Ferro è stata completamente abbandonata al suo destino con la collaborazione della politica che a Bruxelles ha votato l’area di libero scambio con l’Africa favorendo l’arrivo di prodotti dalla Tunisia e da altri paesi . L’annuncio poi di una nuova manifestazione l’8 di luglio a Messina per svegliare le coscienze dei Siciliani e chiudere eventualmente il conto con una nuova rivoluzione Siciliana. Un’altro oratore infine si è succeduto a Ferro, Franco Crupi che punta il dito sul 1860, data dell’unità dell’Italia e della distruzione della Sicilia. “La Sicilia è una nazione -dice Crupi- confederata con l’Italia dove la mancata applicazione dello statuto di autonomia ci costa 75 milioni di euro al giorno, per un piatto di pasta io oggi devo  prendere il fucile ,per non morire di fame”. Alle ore 20,30 la fine del comizio e l’appuntamento alla grande manifestazione dell’8 luglio.
                                                                                                              Di Maurizio Cirignotta

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