Manovra di revisione da 45,5 miliardi,accorpati 1500 comuni e tagliate 36 province.


La manovra di governo attraverso il decreto votato oggi in consiglio dei ministri scopre le sue carte e cambia rotta rispetto alle dichiarazioni di ieri del ministro Tremonti. Tutto si svolgerà tra i 2012 ed il 2013. Tra le novità il taglio di 54.000 poltrone un vero terremoto per province e comuni che verranno drasticamente ridotte. Per i comuni la regola è quella di un accorpamento sotto i mille abitanti con un taglio di circa 1500 civici consessi,mentre per le province le regole si basano su un taglio netto di tutte le province con meno di 300.000 abitanti, manovra che porterà ad una riduzione di circa 36 province. Si parla anche di una riduzione del numero di consiglieri regionali. I dipendenti pubblici vedranno ridurre le tredicesime mentre il Tfr vedrà uno scivolo di due anni sui pagamenti.. Il contributo di solidarietà sui dipendenti privati sarà del 5% per sopra i 90.000 euro e del 10% della quota eccedente 150.000 euro come già previsto per i dipendenti pubblici. I dipendenti pubblici che non rispettano gli obbiettivi di riduzione della spesa potranno vedere una riduzione della tredicesima. Giro di vite sull’evasione fiscale sul controllo di fatture e scontrini ,ulteriore tracciabilità dei movimenti di denaro a 2500 euro con sospensione dell’attività come sanzione. Si introduce una Robin Tax energetica. Ulteriore azione di limatura in rialzo su giochi,tabacchi e sulle accise. I parlamentari non potranno avere doppie cariche elettive. I viaggi in aereo saranno solo in classe economica,gli stessi saranno soggetti al contributo di solidarietà che sarà il doppio rispetto ai normali cittadini e non deducibile. Taglio per i ministeri che dovrebbe essere intorno ai 6 miliardi di euro. Anche gli enti locali avranno un giro di vite con un riduzione dei trasferimenti di 6 miliardi le regioni subiranno una decurtazione di 1 miliardo di euro. Autorizzata l’assunzione di 30.000 insegnanti e di 36.000 addetti amministrativi. Niente tagli infine per le pensioni. La manovra correttiva odierna si assomma alla precedente di luglio 2011 con un totale di 90 miliardi di euro entro il 2013.


Queste le province a rischio di soppressione: (Benevento, Carbonia-Iglesias, Gorizia, Grosseto, La Spezia, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Siena, Terni, Trieste, Vibo Valentia,Ascoli Piceno, Asti, Campobasso, Crotone, Enna, Imperia, Isernia, Olbia Tempio, Oristano, Savona, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli,Belluno, Biella, Lodi, Sondrio,Caltanissetta,Fermo).


Di Maurizio Cirignotta

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